Federmanager Roma

Assemblea 2022, la Relazione del Presidente Gherardo Zei

Buonasera a tutti. Grazie di essere qui oggi.

Grazie al Presidente Cuzzilla per la presentazione, grazie di cuore Stefano.

Do il mio benvenuto alle autorità intervenute qui oggi, alle care colleghe e ai cari colleghi che ci onorano con la loro presenza.

Un ringraziamento particolare al Direttore di RAI Approfondimento Antonio Di Bella che ci onora di essere qui oggi in veste di moderatore.

Ringrazio sentitamente Monsignor Rino Fisichella, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione in Vaticano e Daniele Leodori, Vicepresidente della Regione Lazio che, nonostante altri impegni concomitanti, ci raggiungeranno a breve.

Grazie a tutti per essere intervenuti alla nostra Assemblea e benvenuti,

Ci ritroviamo qui dopo oltre due anni di pandemia da Covid 19 in una situazione economica, politica e sociale molto differente da quella precedente. Quasi tutte le nostre previsioni del periodo pre-pandemia sono state disattese e, pertanto, le prospettive e i progetti per il futuro sono oggi assai diversi rispetto a quelli che avevamo prima del 2020.

Questa è la mia prima Assemblea come Presidente e sento fortemente la responsabilità di trovarmi ad esercitare questo ufficio importante per la categoria in un momento storico particolarmente delicato sia per i dirigenti industriali che per tutto il paese.

Le difficoltà e le incertezze di una guerra che ha brutalmente interrotto le grandi speranze di ripresa del post pandemia spingono molti ad un pessimismo che rischia di danneggiare quello spirito di equilibrio che deve essere la vera bussola di un impegno fattivo.

Ma Lucio Anneo Seneca, il grande filosofo di epoca romana, nelle sue “Lettere Morali a Lucilio” si raccomandava di “non sperare mai senza disperazione, e non disperare senza speranza”. Credo che anche dopo oltre duemila anni questa raccomandazione di approcciare le difficoltà con la giusta preoccupazione ma con una visione positiva del futuro abbia conservato tutta la sua efficacia e dobbiamo farla nostra.

Dunque dobbiamo partire da questa visione positiva per analizzare come possiamo dare il nostro contributo per riportare la Regione, la Capitale e il Paese ai livelli più alti.

A mio avviso questa analisi deve basarsi su quattro punti fermi:

1. Prendere atto che l’attuale congiuntura è caratterizzata da un livello di incertezza tale da sfuggire a una pianificazione di medio lungo periodo. Ma ricordare sempre che proprio nei momenti difficili coloro che riescono a mantenere i nervi saldi e continuare a lavorare possono davvero fare “la differenza”.

 2. Comprendere che in una tale situazione vince chi riesce ad essere più flessibile e rapido nell’intuire i cambiamenti necessari e metterli in pratica senza mai perdere lo slancio e la fiducia.

3. Capire che il PNRR e i tanti appuntamenti che attendono la Regione Lazio e la città di Roma nei prossimi dieci anni, come i due Giubilei (quello del 2025 e quello straordinario del 2033) sono una sfida e al tempo stesso una occasione unica e che – pertanto – tutti noi saremo ricordati e valutati dai nostri figli per quello che faremo nei prossimi due lustri.

 4. Renderci conto dell’importanza del nostro ruolo come Dirigenti Industriali nelle sfide del prossimo decennio. Infatti i Dirigenti Industriali sono la “cabina di regia” del sistema produttivo e hanno il diritto/dovere di chiedere alla Politica quanto occorre per essere messi in condizione di fare il proprio lavoro nel modo

Vorrei, a questo punto, fare un rapido approfondimento di questi quattro punti.

1 – LA SITUAZIONE DI INCERTEZZA

 All’inizio del 2022 il PNRR alimentava la speranza che si potesse non solo rimontare la perdita di PIL determinata dall’epidemia, ma anche recuperare il ritardo nato dalla crisi finanziaria del 2008. Si lavorava alacremente ai piani di investimento e il traguardo del 2026 appariva come il punto di partenza di un nuovo periodo di crescita.

Poi è avvenuto l’impensabile ed è iniziata la guerra in Europa.

Inizialmente ci siamo chiesti se sarebbe durata pochi giorni o, al massimo, qualche settimana. Poi, con il trascorrere del tempo, ci siamo rassegnati all’idea di non conoscerne la durata,

Si prospetta per davvero un periodo molto lungo di prezzi altissimi delle materie prime e dell’energia? Le inevitabili conseguenze destabilizzeranno il nord Africa o il Medio Oriente? Entreremo in recessione o, peggio, avremo un periodo di stagflazione?

Purtroppo credo che nessuno in questo momento possa fare previsioni nemmeno a medio termine e l’unica possibile strategia è quella di prepararsi a una situazione in cui l’unica certezza è l’incertezza.

 Sul piano economico la Russia non è un competitore dell’Europa, essendo un Paese essenzialmente esportatore di materie prime, con un’immensa estensione e con una popolazione limitata e oltretutto in fase di denatalità. Fino a ieri la Russia era – piuttosto – per l’Europa un fornitore naturale di materie prime e un cliente di prodotti di lusso.

I due grandi produttori manifatturieri mondiali che competono con i prodotti Europei sono la Cina e gli Stati Uniti.

La crisi determinata dalla guerra in Ucraina taglia oggi le forniture di materie prime russe verso l’Europa, mentre la Cina e gli Stati Uniti restano indenni, la prima in quanto non schierata contro la Russia (oltre ad essere in ogni caso autosufficiente) mentre gli Stati Uniti in quanto largamente autosufficienti.

Il prolungarsi della guerra danneggia pertanto sul piano economico noi europei occidentali più di tutti gli altri e più a lungo durerà il conflitto e più difficile sarà la nostra situazione nel dopoguerra.

In tale scenario il ruolo dell’Unione Europea diventa fondamentale. Un’Europa meno burocratica e con responsabilità più condivise potrebbe essere la leva mediante la quale si rafforzano le economie dei singoli Paesi dell’Unione nel loro momento complessivamente più difficile.

Per questo è indispensabile trarre da questa congiuntura negativa quelle ragioni di compattezza dell’Europa che il continente non ha saputo talvolta trovare nei periodi di prosperità.

Un’Europa più unità può avere la massa critica sufficiente a difendere i propri mercati, a superare la crisi e uscirne più forte di prima. Noi come Italiani ed Europei vogliamo crederci.

2 – FLESSIBILITA’ E RAPIDITA’

Credo, pertanto, che dobbiamo prepararci ad aiutare le imprese ad essere flessibili e a fare riconversioni rapidissime.

Noi italiani siamo i migliori dal punto di vista della fantasia e dell’inventiva. La nostra storia dice che più volte abbiamo effettuato dei cambiamenti radicali e rapidissimi del nostro sistema produttivo e commerciale.

Lo abbiamo fatto nel secondo dopoguerra, lo abbiamo ripetuto nelle crisi energetiche e politiche degli anni settanta, lo abbiamo replicato nel momento di introduzione dell’Euro e di nuovo dopo la crisi finanziaria del 2008. Da ultimo abbiamo dato prova di disciplina, fantasia e flessibilità, durante la pandemia da Covid19.

E tutto questo è stato fatto nonostante i perduranti problemi della burocrazia del nostro Paese. Bisogna infatti dirlo con pacatezza ma con franchezza. Nonostante le dichiarazioni e la reale buona volontà di molti esponenti politici, nessuno è mai riuscito fino ad oggi a dare una svolta risolutiva alle inefficienze del nostro sistema burocratico.

Anche la nostra fragilità energetica e industriale è, purtroppo, figlia di una politica poco coraggiosa e di una significativa prevalenza della burocrazia sulla politica.

Le decisioni prese quasi quaranta anni fa sul nucleare ci penalizzano in modo evidente e senza alcuna contropartita nemmeno in termini di sicurezza.

Le limitazioni delle ricerche di gas e idrocarburi nei nostri territori e nei nostri mari ci hanno sottratto delle chiare opportunità, anche in questo caso senza vantaggi tangibili.

Con le tecnologie attualmente disponibili l’opposizione al recupero dell’energia dai rifiuti non può avere nessuna giustificazione che non sia puramente ideologica.

Ma quello che suscita più stupore è che, con lo stesso furore con cui ci si oppone da parte di alcuni al nucleare o alle estrazioni di gas dall’Adriatico, ci si oppone anche alla produzione di energia pulita con impianti eolici o fotovoltaici sulla base di discutibili motivazioni legate all’impatto ambientale. Insomma prevale il “partito” del NO a tutto.

3 – UN DECENNIO DI SFIDE PER IL PAESE E PER ROMA

 Come accennavo in precedenza, la nostra regione e la nostra Capitale stanno affrontando un decennio straordinario e decisivo.

 Nel pieno del fiume di investimenti (2022 – 2026) del PNRR, sono in programma nella Capitale due Giubilei (quello del 2025 e quello straordinario del 2033) e, come se non bastasse, alla fine del 2023 sapremo se Roma si sarà aggiudicata l’EXPO 2030.

 Davanti a sfide industriali di questa portata la prima e più importante cosa da dire è che non esiste alcun conflitto tra gli interessi delle imprese e gli interessi dei Manager.

Se i Manager lavorano bene, le imprese crescono, il Paese prospera e gli stessi Manager prosperano. Dunque gli interessi aziendali sono anche gli interessi dei Dirigenti industriali.

Tipicamente gli imprenditori sono essi stessi dei Manager e, quindi, oltre ad avere interessi coincidenti abbiamo anche un linguaggio comune.

Posso testimoniarlo personalmente. Molti anni orsono, appena nominato dirigente, mi sono iscritto a Federmanager e, poco dopo, sono entrato nella RSA della mia azienda. E tutto questo ha contribuito soltanto a farmi diventare più efficace nel sostenere lo sviluppo della mia azienda mentre nel contempo davo un aiuto ai miei colleghi.

Lo spirito dei Manager impegnati nella Federazione è quello di essere la cinghia di trasmissione degli obiettivi aziendali e – nello stesso tempo – di farsi portavoce delle necessità dei colleghi.

Ma per vincere le sfide del prossimo decennio è fondamentale che la Politica passi dalle parole ai fatti.

Certamente non si può negare che molte pubbliche amministrazioni si trovino sotto organico per i prolungati blocchi di assunzioni degli ultimi anni, ma dobbiamo affermare forte e chiaro che decidere di impegnare risorse per portare gli organici a pieno regime non basta a liquidare il problema dell’inefficienza della pubblica amministrazione.

La digitalizzazione consente oggi – con pari o superiore efficienza – di utilizzare meno personale ad esempio nelle attività amministrative e di incrementarne di più nelle attività operative non meccanizzabili. Per comprendere questo basta fare l’esempio di una Azienda Ospedaliera nella quale digitalizzare significherebbe assumere meno amministrativi e più personale sanitario (come medici, infermieri, fisioterapisti eccetera) in modo da abbassare i costi e aumentare l’efficienza al tempo stesso.

Ci sono stati degli sforzi e anche della buona volontà, ma se vogliamo davvero vincere la sfida dei prossimi dieci anni i rapporti tra la pubblica amministrazione e le imprese devono diventare molto più efficienti, giusti, veloci e flessibili. I sistemi devono essere digitalizzati, gli iter permessistici devono essere rapidi e la giustizia deve essere efficiente.

Ci da fiducia la posizione del Presidente Zingaretti sul fatto che il Lazio possa diventare la regione più verde ed evoluta sul piano ambientale del continente Europeo. Vogliamo lavorare tutti in quella direzione!  Ma anche in questo caso auspichiamo il massimo impegno – anche a livello regionale – sul tema dello snellimento e della razionalizzazione degli iter autorizzativi.

Le iniziative forti del Sindaco Gualtieri per il Termovalorizzatore e per un nuovo “Regolamento Antenne” in materia di telecomunicazioni mobili, ci danno la speranza che la Politica stia finalmente cercando di incidere nella nostra città su temi strategici.

Il tema dei rifiuti a Roma è uno dei tanti problemi della Capitale sul quale per decenni si è deciso di “non decidere” lasciando che le cose finissero per degenerare. Finché negli ultimi anni i cittadini della Capitale si sono quasi rassegnati.

Rassegnati al punto che l’iniziativa del Sindaco sul termovalorizzatore ha lasciato i Romani quasi stupiti. Mala tempora currunt quando si arriva a stupirsi che qualcuno metta mano a una cosa che tutti sanno essere giusta. E per questo il giorno dopo ho subito emanato un comunicato di apprezzamento da parte di Federmanager Roma che ha raccolto un largo consenso tra tutti i colleghi.

Dall’altro lato c’è il tema chiave delle telecomunicazioni. Tutto il lavoro del futuro si basa sullo sviluppo di una efficiente rete di telecomunicazioni. Eppure molte amministrazioni locali sembrano non accorgersene. Avere un’Infrastruttura efficiente sia di rete fissa che di rete mobile – anche con sistemi microcellulari di antenne distribuite – farà in futuro la differenza tra un Comune destinato ad un florido sviluppo industriale e di servizi e un Comune tagliato fuori da tutto e destinato ad una parabola economica di decrescita e di povertà.

Eppure sembra talvolta che la peggiore burocrazia e un’opposizione ideologica – al pari di quella contraria ai termovalorizzatori – si siano alleate per impedire un florido e ordinato sviluppo delle reti di telecomunicazioni. Per non parlare di alcune amministrazioni che vedono negli Operatori di Telefonia solo dei possibili soggetti con i quali “fare cassa”.

Chiunque si fermi un attimo a pensare in un modo razionale e senza pregiudizi non può che constatare la natura profondamente a favore dell’ambiente delle moderne telecomunicazioni. Basti solo pensare a quanti spostamenti fisici si risparmiano con il lavoro a distanza, con grande economia nel consumo di materie prime e minore inquinamento da idrocarburi fossili.

Molti settori produttivi (cinema, editoria, musica, televisione, e-commerce, videogiochi e tanti altri) stanno già convergendo sulla rete web ma sembra che pochi si preoccupino dei “sistemi di impianti” e di “apparati” che servono per sostenerli e anzi pare che la palude burocratica e quella antagonista, si siano alleate proprio nell’impedire questo progresso tecnologico.

Spesso si parla delle applicazioni finali (come le Smart City e le Smart Road) ma non dei mezzi per generarle, come se le installazioni che consentono le nuove modalità produttive dovessero crearsi da sole dal nulla all’occorrenza.

Per questo rinnovo il mio plauso al nostro Sindaco Gualtieri per la sua iniziativa sul cosiddetto “regolamento antenne” e lo esorto ad andare fino in fondo perché su questa partita delle telecomunicazioni si gioca il posizionamento futuro delle grandi Capitali del mondo. Forse non tutti lo hanno ancora capito ma vi assicuro che è così.

4  – RISPETTO E FIDUCIA PER I DIRIGENTI INDUSTRIALI

 Ci troviamo quindi davanti a grandi opportunità e a grandi difficoltà, ma credo di poter parlare anche a nome di tutti i Manager della nostra Regione se dico che siamo convinti di poter superare queste difficoltà.

Tuttavia a questo punto si pone una “questione di fiducia” da parte del nostro Paese nei confronti dei suoi Manager.

Disse John F. Kennedy nel suo celebre discorso di insediamento: “non chiedete che cosa il vostro paese può fare per voi; chiedete che cosa potete fare voi per il vostro paese”.

Una bellissima frase che i Manager industriali italiani e romani hanno sempre dimostrato di condividere e di mettere in pratica, anche con grande sacrificio personale.

Abbiamo dimostrato e stiamo dimostrando che i Manager sono disposti ad ogni sacrificio e chiedono solo fiducia e rispetto. Non sempre questo è avvenuto negli anni recenti. visto che le nostre pensioni sono state tagliate, i nostri stipendi depauperati da una tassazione assurda e le nostre responsabilità aumentate a dismisura fino a farle coincidere con una responsabilità oggettiva legata alla posizione.

Non ci ha trovato d’accordo – ad esempio – l’introduzione dei limiti alle retribuzioni dei Manager delle Aziende a partecipazione pubblica.

Come ha ricordato il nostro Presidente Nazionale Cuzzilla, il tetto è la conseguenza di un retaggio culturale che non valorizza le capacità, il merito e le responsabilità. Una soluzione pasticciata i cui limiti sono evidenziati dalle deroghe via via introdotte, come quelle che escludono le società pubbliche quotate o le società non quotate ma che emettono “strumenti finanziari.

Se si vuole valorizzare il merito e la competenza è necessario che le retribuzioni dei dirigenti delle Aziende in controllo pubblico seguano le dinamiche naturali che valgono sul mercato.

Tra gli obiettivi prioritari del PNRR vi è quello di favorire la parità di genere e, al riguardo mi sembra giusto ricordare che 16 marzo 2022 è stata pubblicata la Prassi di Riferimento UNI 125/2022 che propone alle aziende l’adozione e il perseguimento di un sistema di gestione per la parità di genere il quale ha la finalità di promuovere e tutelare la diversità e le pari opportunità sul luogo di lavoro, misurandone anche gli stati di avanzamento. Tale prassi è stata elaborata con il contributo di diversi stakeholder, incluse diverse associazioni femminili tra le quali ci sono anche le colleghe di Federmanager. E per noi di Federmanager Roma questo è un obiettivo della massima importanza.

Parlando del taglio delle pensioni credo che ci sia molta ipocrisia e demagogia.

Da anni si parla continuamente del passaggio dal “Retributivo” al “Contributivo” ma quasi nessuno ricorda e sottolinea che il vero passaggio chiave era già avvenuto molti anni prima, quando si è pensato bene di trasformare il sistema da “Capitalizzazione” a “Ripartizione”, sfruttando il periodo di “vacche grasse” delle classi ad alta natalità per scaricare sulla previdenza pubblica oneri di tutti i tipi.

Con il vecchio sistema a Capitalizzazione ciascuno avrebbe avuto indietro ciò che aveva versato senza possibili discussioni sull’equità della distribuzione. Con il sistema a Ripartizione invece ci si spartisce la torta dei versamenti correnti.

Ora che le classi degli anni cinquanta e sessanta di alta natalità stanno andando in pensione diventa inevitabile avere meno risorse.

Da questo meccanismo i Manager – che hanno fatto più versamenti di tutti gli altri – sono i più danneggiati e non certo privilegiati come qualcuno continua a dire senza alcun fondamento.

Il sistema di Ripartizione ha aperto le porte a scaricare sui conti dell’Istituto di Previdenza innumerevoli assegni mensili che non possono essere affatto considerati pensioni, essendo parzialmente o totalmente scorrelati dai versamenti effettuati o addirittura non corrispondendo ad alcun versamento. Questo è un modo scorretto di utilizzare i conti dell’INPS come un Bancomat di solidarietà sociale.

Nessuno dice che non debbano esserci interventi di carattere assistenziale ma certamente affermiamo che gli stessi debbano essere a carico della fiscalità generale e cioè posti a carico di tutto il Paese nel suo complesso.

Pertanto finché non si separerà l’assistenza dalla previdenza nessuno saprà se i conti dell’INPS sono o meno in equilibrio, ma fin da ora possiamo dire che – certamente – se c’è qualcuno che deve contribuire maggiormente quel qualcuno non siamo noi Manager Industriali che da sempre abbiamo pagato più di tutti.

Sulla base dell’affermazione retorica che “chi ha di più deve dare di più” siamo da anni nel mirino di ogni aumento della pressione fiscale che è arrivata a numeri insostenibili.

Ma noi Dirigenti Industriali siamo costretti a dare di più perché siamo davvero quelli che hanno di più?

Alcuni lo dicono perché – anche se sembra incredibile – poco più dell’1% della popolazione italiana dichiara un reddito superiore a centomila euro. Ma questo è un dato vero? E’ un dato realistico? E’ un dato attendibile?

La domanda è retorica, perché tutti sanno che questo dato formale è sostanzialmente falso. I dirigenti industriali si trovano in questo famoso 1% solo perché davvero dichiarano tutto quello che guadagnano. E il premio per l’onesta è essere spremuti dal fisco come limoni.

Vi è poi un aspetto della pressione fiscale che io trovo particolarmente umiliante ed è quello di essere costretti a ripagare di nuovo molti servizi pubblici perché, avendo l’ISEE alta, i dirigenti si possono permettere di pagarli.

Dunque i dirigenti sono persone che sostengono il Paese con il fatturato di attività ad alto valore aggiunto e sopportano una pressione fiscale esagerata, finanziando una gran parte dei servizi pubblici. Ma quando poi queste stesse persone si trovano a dover utilizzare i servizi pubblici, che hanno già pagato in misura estremamente superiore alle proprie esigenze, devono invece in molti casi ripagarli di nuovo. Io penso che ciò sia moralmente ingiusto.

Sul tema della responsabilità del dirigente possiamo dire che il trattamento che abbiamo ricevuto negli ultimi anni non è meno ingiusto di quello ricevuto in materia di pensioni e di pressione fiscale.

Io faccio il Direttore Legale e posso dire di avere assistito personalmente alla deriva del tema della responsabilità professionale nei ruoli dirigenziali. Da professionista di settore ho visto il proliferare di normative e regolamenti per i quali – in base ad un generico obbligo di vigilanza talmente esteso da non comprenderne più i confini – alla fine c’è sempre un dirigente responsabile di qualsiasi cosa succeda.

Parlo di “deriva” perché credo che quello che è accaduto nei nostri confronti, e che tutt’ora sta accadendo, abbia molto poco di giuridico, visto che l’Art. 27 della Costituzione sancisce che la “responsabilità penale è personale” e, pertanto, deve essere correlata ad una propria azione o omissione.

Mentre ogni anno nuove norme introducono una sorta di responsabilità oggettiva di tipo penale che trova nel dirigente “un capro espiatorio” per qualsiasi evento, semplicemente sulla base della posizione ricoperta.

Cari Amici,

Vorrei concludere affermando che – nonostante tutte queste criticità – noi Dirigenti non abbiamo paura di affrontare, con lo spirito dei Manager del dopoguerra che ricostruirono l’Italia dalle macerie, questa nuova sfida per rilanciare il Paese insieme alle Imprese e collaborando lealmente con le Istituzioni.

A tal fine proponiamo di aprire un tavolo di confronto con le Aziende e le Istituzioni della Regione per individuare le reali esigenze del Lazio, a partire ad esempio dall’economia circolare e dalle telecomunicazioni, per identificare le competenze manageriali e progettuali, necessarie per cogliere e sviluppare le opportunità che il PNRR e gli altri grandi Eventi offrono al nostro territorio.

Il Paese può uscire dalla crisi soltanto facendo sistema e del Sistema Paese noi vogliamo fortemente di essere parte.

Gherardo Zei

 

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Per una via di uscita sicura

Per una via di uscita sicura

Una prospettiva educativa per rigenerare l’impresa segnata dagli effetti della pandemia e della sua gestione.

La richiesta di una formazione universitaria che contribuisca ad un serio aggiornamento professionale cresce in questo tempo di rinascita e di ripartenza, comunque segnato dagli effetti anche gravi della pandemia. Chi nella vita aveva per anni rischiato, chi ha sostenuto il rischio d’impresa, chi ha puntato su un modello adulto e colto di società è stato penalizzato dalla gestione della pandemia.

Cerchiamo quindi un po’ tutti una via di uscita da questo stallo, che sia non aleatoria e che forse si intravvede solo nella giusta distanza fra impropri slanci delle soluzioni utopiche (ma cosa sarebbe la vita senza un certo tipo di ideali?) e dalle strettoie dei residui d’ideologia che risorgono nei tempi di crisi.

All’interno di questo orizzonte emerge uno specifico desiderio di formazione alla teoria e pratica della leadership (che nel Diploma PUG è strategicamente combinata con una introduzione alla lettura delle istituzioni e delle loro dinamiche). Si tratta di una sorta di qualcosa di comune a diversi gruppi sociali: allo studente che vuole segnalare il suo curriculum vitae attraverso un apprendistato esigente di riflessione sulle dinamiche istituzionali che lo aspettano nel mondo del lavoro; al professionista che dopo anni di attività vuole rigenerare lo stile di lavoro e la maniera di vivere i ruoli e le responsabilità che gli sono affidate in maniera strategica; le persone che a fine carriera o inizio pensione vogliono tirare le fila di una vita dedicata al servizio professionale.

In questo senso, molte università offrono programmi in materia: individuare e scegliere ciò che è originale, credibile, “pieno di futuro” non è semplice. Fare questo con un approccio che non sia funzionale, ma fondato su richiamo a virtù e valori, che metta al centro persone che sono centrate (in una cultura organizzativa, nella fatica del lavoro, in precise responsabilità), è anzi molto difficile.

Per quale motivo intraprendere un corso di formazione leadership? E nella “giungla” delle presentazioni, come trovare una proposta formativa che dia anche una risposta di senso per il futuro delle nostre vite? Come coniugare in maniera feconda: crescita e valori, tradizione e novità, istituzione e carisma? Leader si diventa a partire dai talenti che si hanno, ma soprattutto dalla passione per l’altro, per essere per e con gli altri, per accogliere ed elaborare sfide che appassionano e ispirano e saperle comunicare agli altri.

Un valido programma di leadership e management allora deve essere strutturato per venire incontro a chi lo frequenta, ai suoi ritmi di studio-lavoro, alle sue aspettative per il futuro, accessibile economicamente come nella migliore tradizione educativa che da sempre ci caratterizza.

Perché frequentarlo a Roma? Per dare centralità alla convergenza di prospettive formative fra Università Gregoriana e Federmanager Roma e in un certo senso dare un contributo alla povertà di visione in cui versa la Capitale.

Perché alla Gregoriana? Per trasmettere un modello di universalità romana che solo qui si può assorbire, più forte di ogni altra internazionalità

Tutti i corsi pretendono di essere una novità per ovvie ragioni di marketing e dichiarano di essere migliori di altri. Per il nostro NON è così. Siamo migliori solo per alcune limitate questioni, soprattutto perché ci muoviamo su un percorso diverso dalla media: cerchiamo di collegare questo studio di introduzione e teoria della leadership e del management, a presupposti di antropologia cristiana, con una riflessione sulla teologia analizzando il nesso tra evangelizzazione e cultura contemporanea.

Ecco, quindi, che la nostra offerta diventa di grande novità, che gli deriva dall’originalità del retroterra culturale e spirituale con cui facciamo interagire queste materie. Proponendo un modello di leadership e gestione aziendale che si confronta con il tema delle frontiere, dell’innovazione anche radicale, del coraggio e della chiaroveggenza, dell’azione eroica, della lettura strategica dei contesti di vita.

Il percorso offre non solo contenuti tecnici, ma una visione sociopolitica ed ecclesiale, nonché un impegno nella riflessione di etica applicata.

LEADERS è un corso intensivo, valorizza la formazione in presenza, ma la integra e la arricchisce con le risorse del digitale. Inoltre, la calendarizzazione e la sequenza (un sabato al mese da ottobre a giugno), sono strategicamente concepite per vivere appieno il tempo tra un incontro e l’altro, distribuendo il lavoro con equilibrio e opportunità di elaborazione personale.

Quest’anno la grafica è ispirata ad uno dei celebri tagli di Lucio Fontana: suggerisce uno dei temi che alla scuola di Michel de Certeau studieremo con attenzione, quello della frattura instauratrice di senso. Un auspicio e forse anche una strategia per uscire dalle ferite e dalle strettoie del tempo presente.

Quotidiano è l’aggiornamento per tutti su: www.facebook.com/leadershipgregoriana/

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Il Diploma in Leadership and Management della Pontificia Università Gregoriana riveste un carattere del tutto particolare e si distingue dalle altre proposte formative per l’orientamento sostenuto dalla “necessità di formare professionisti in amministrazione e gestione delle imprese secondo principi etici. Per la Facoltà di Scienze Sociali è una sfida, ma la corretta formazione dei dirigenti significa preparare moltiplicatori di bene nella società”.

A seguito della positiva esperienza di collaborazione tra la PUG e Federmanager Roma, nata lo scorso anno, anche per il corrente anno accademico 2021- 2022 la nostra associazione fornirà il proprio prezioso apporto per la realizzazione di uno dei moduli costituente il Programma di studio che va sotto il nome di Proposta II : Leadership e Management Aziendale, che si compone di quattro giornate, ciascuna di otto ore, le cui lezioni, casi di studio e laboratori,  saranno quasi interamente gestiti da nostri colleghi.

Lo sforzo è quello di proporre un modello di leadership etico, basato sull’esperienza vissuta nelle aziende con ruoli di alta responsabilità, ispirato da e per uno spirito cristiano, che coniughi, in modo virtuoso, innovazione, sostenibilità e attenzione al sociale ed alle persone, che possa essere un utilissimo riferimento alle generazioni più giovani, ma non solo, che si devono confrontare con il complesso mondo del lavoro.

Un profondo e commosso ringraziamento desidero rivolgere a Padre Jacquineau Azetsop S.I., Decano della Facoltà di Scienze Sociali, venuto recentemente prematuramente a mancare, per aver scelto la collaborazione di Federmanager Roma per questo importante progetto formativo. Un sentito ringraziamento va al prof. Romeo Maurizio Ciminello, docente incaricato della Facoltà per la grande collaborazione ed impegno profusi e naturalmente a Padre Stefano Del Bove S.I., Direttore del Corso e Cappellano della PUG, il cui apporto e sostegno è stato ed è di grandissimo aiuto.  Un grazie speciale rivolgo infine a tutti i colleghi che generosamente hanno dato il proprio convinto e prezioso apporto professionale per la migliore riuscita di questa significativa iniziativa formativa.

 Bruno Sbardella

Consigliere Federmanager Roma. Referente per i rapporti con la Pontificia Università Gregoriana

 

 

Innovazione e lavoro, tra presente e futuro

Innovazione e lavoro, tra presente e futuro

Federmanager Roma, lo scorso 30 novembre, ha organizzato il webinar dal titolo “Innovation Work. Il lavoro del Futuro. Il lavoro del Presente”, un momento di riflessione e di confronto sulle nuove modalità di lavoro e sui motivi di un rapido e per certi versi inevitabile cambiamento.

La pandemia ha imposto nuovi modelli, occorre comprendere ed incentivare una nuova ed innovativa normalità una volta terminata l’emergenza.

Ad aprire i lavori Gherardo Zei, Presidente di Federmanager Roma, che ha posto l’accento sulla utilità di conservare e perpetuare nel tempo quelle modalità di lavoro a distanza rivelatesi le più efficaci a livello assoluto, pur essendo nate come una necessità contingente a causa della pandemia. Ma – ha continuato Zei – senza mancare di riprendere, in modo ragionato, le attività in presenza laddove necessarie. Quale rappresentante a livello professionale del mondo delle telecomunicazioni, ha poi ribadito la necessità e l’urgenza che siano sviluppate infrastrutture di telecomunicazioni in grado, sempre meglio, di supportare le trasformazioni operative del mondo del lavoro e di consentire a queste nuove forme di lavoro agile di arrivare ad una fase di maturità.

A seguire Guelfo Tagliavini, Presidente TeSAv e Consigliere Federmanager Roma, ha illustrato il programma della giornata. Nella sua breve nota introduttiva ha voluto definire lo stato dell’arte dello smart working in Italia secondo i dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano. Questo non deve essere considerato solo come una soluzione ad un’emergenza. Serve un nuovo modo di lavorare che coniughi l’esigenza di produrre beni e servizi e sempre più elevati livelli di produttività, a quella di lasciare, a chi è il protagonista del lavoro, spazi più ampi di autonomia da destinare alle proprie esigenze ed ai propri obiettivi di vita. Fondamentale diventa essere dotati di adeguati strumenti e soprattutto di una necessaria formazione.

Foto Vlada Karpovich da Pexels

I lavori del webinar sono proseguiti con la presentazione di sei brevi testimonianze di rappresentanti del mondo dell’industria e dell’associazionismo. Hanno offerto il proprio contributo: Michele Armenise, DG di Axians -Brandid; Nicola Caione, Presidente Commissione Smart Working-Ordine degli ingegneri di Roma; Licia Cianfriglia, Vicepresidente di CIDA; Adele Ercolano, Coordinatrice Area Culturale Istituto di Studi Superiori sulla Donna; Ruggero Lensi, DG di UNI; Marco Pasculli, CEO di NFON e infine Raffaele Veneruso, Cofondatore Majorbit. Un fil rouge che ha unito le diverse testimonianze è come il passaggio allo smart working debba significare un cambio completo di visione. Abbandonare il lavoro che si fonda sull’orario e lavorare piuttosto per obiettivi e di conseguenza passare dall’idea del controllo a quello della fiducia. Garantire a chi lavora il giusto grado di autonomia tra professione e sfera privata, con una nuova attenzione alla responsabilità sociale e alle differenze di genere. Non telelavoro, cioè semplicemente lavorare da casa, ma appunto Innovation Work, favorito dall’evoluzione tecnologica e dai progressivi aggiornamenti dei processi produttivi.

Si è aperta quindi la tavola rotonda sul tema “L’applicazione di innovative modalità di lavoro come occasione di sviluppo dell’economia del nostro Paese. Il ruolo centrale del top management”. Ad aprire gli interventi è stata Emiliana Alessandrucci, Presidente di COLAP, Coordinamento Libere Associazioni Professionali. Parlando della sua esperienza ha sottolineato la grande difficoltà a far comprendere il cambio di prospettiva con le microimprese, spesso aziende familiari resistenti ad investimenti tecnologici. C’è comunque il dovere di spingere a pensare in maniera nuova guardando al futuro. Ciò che emerge è che la microimpresa è rimasta sola, sono mancate iniziative pubbliche, senza alcuna forma di innovazione digitale, con le complessità legate all’accesso a fondi e progetti ed un top management spesso non maturo.

Gianluca Landolina, CEO Managing Director Cellnex Italia S.p.a., ha affrontato il tema delle reti primarie di telecomunicazioni, a banda larga e ultralarga. A suo dire è necessario comprendere l’ostacolo culturale e dunque superarlo. I dipendenti hanno dovuto affrontare situazioni che in azienda rappresentavano certezze, come quella della connessione. Le reti di connessione cellulare di alta qualità e capacità, 4 e 5G, rappresentano uno degli abilitatori più efficaci ed efficienti del diritto ad una connettività disponibile sempre e ovunque e l’attuale Governo nazionale, con i suoi obiettivi di digitalizzazione del Paese inseriti nella cornice del PNRR, sta dimostrando di esserne adeguatamente consapevole. Dire ai dipendenti di restare a casa ha rappresentato un dramma psicologico, ma ancor più drammatico sarebbe ora tornare all’antico. È necessario che il lavoro si bilanci con le esigenze personali e la sfera privata: l’esigenza del sano vivere. A tal fine – ha aggiunto Landolina – sulla base della sua esperienza, possono rivelarsi opportuni interventi volti alla salvaguardia della sfera privata dei singoli lavoratori, come ad esempio la “regolamentazione” dello svolgimento delle riunioni entro determinate fasce orarie, al fine di evitare il rischio che le persone offrano un’abnegazione esagerata e spesso difficile da sopportare nel medio-lungo periodo.

Andrea Penza, Amministratore Unico di Intratel ha, anch’egli, offerto i risultati della propria esperienza, ricordando le grandi resistenze da parte di amministratori delegati e presidenti di piccole e medie imprese, con difficoltà e perplessità legate ad aspetti organizzativi e strumenti adeguati. Ciò che è emerso è la necessità di soluzioni software nel proprio ambiente domestico, risolvendo anche aspetti legati alla privacy. La persona, ovunque si trovi, deve avere la possibilità di collegarsi come fosse in ufficio.

Ultimo a prendere la parola è stato Franco Vatalaro, Prof. Ordinario di Telecomunicazioni presso l’Università di Roma Tor Vergata. Nel 2011 l’Italia aveva un 2% di penetrazione del telelavoro, in coda rispetto alla maggior parte dei Paesi europei. Oggi siamo arrivati intorno al 20. Abbiamo fatto di necessità virtù, il telelavoro è subentrato nelle nostre abitudini, ancora no nella nostra cultura. Non si ritornerà all’antico, ma terminata l’emergenza covid il sistema tornerà ad un nuovo punto di equilibrio da ridefinire, sia nelle aziende che nelle pubbliche amministrazioni. Ugualmente importante è il problema legato alle telecomunicazioni. Le reti hanno retto ed in molti ambiti si è assistito ad un netto miglioramento del sistema. Anche l’università ha dato una grande prova di adattamento, pur sottolineando il disagio di vivere le lezioni a distanza, mancando quella interazione indispensabile con lo studente

Foto Ekaterina Bolovtsova da Pexels

A chiudere l’interessante e costruttiva giornata sono arrivate le conclusioni di Domenico De Masi, sociologo e Prof. Emerito di Sociologia presso l’Università di Roma “La Sapienza” e l’Università degli studi di Perugia. La pandemia per lo smart working ha rappresentato un enorme acceleratore, ma c’è da chiedersi come mai, ciò che è stato fatto in pochi mesi, in modo affrettato e confusionario, non è stato fatto nei decenni precedenti. Non può negarsi che lo smart working, in questi 21 mesi, ha contribuito a salvare la salute, l’economia, la scuola e l’ambiente. Quando parliamo di smart working non dobbiamo dimenticare che la parola “smart” significa “intelligente”, ma non è sufficiente cambiare il luogo di lavoro perché diventi tale. Con il telelavoro, precisa De Masi, si può fare tutto, anche la professione più creativa al mondo. Un esempio su tutti: se guardiamo al vaccino Pfizer è stato creato da due equipe, una negli Stati Uniti ed una in Germania, che hanno lavorato alacremente ed in smart working per nove mesi.

De Masi ha poi precisato come noi italiani non siamo stati probabilmente i migliori ma siamo stati primi. Il primo convegno sull’argomento risale addirittura al 1969, organizzato dall’IFAP, e si parlava appunto di come organizzare il telelavoro in azienda. La prima organizzazione che ha introdotto un reale smart working è stato l’INPS di Gianni Biglia nel 1990. Concludendo ricorda il colpevole ritardo con il quale gli amministratori delle aziende hanno compreso i benefici per il Paese e per le aziende di queste forme di Innovation Work, troppo spesso adducendo l’alibi delle reti. Il telelavoro ben fatto consente l’aumento del 15 o 20% di produttività. Ugualmente sbagliato è ritenere lo smart working fuori controllo, vengono dati compiti da rispettare, a cambiare sono semplicemente le modalità e l’organizzazione del proprio tempo per arrivare all’obiettivo. Dire che con lo smart working si perde socializzazione è un’offesa verso la vita politica e civile.

Nella foto di apertura, partendo da sinistra: Andrea Penza, Emiliana Alessandrucci, Guelfo Tagliavini, Gherardo Zei, Franco Vatalaro e Gianluca Landolina 

Il lavoro ai tempi del Covid 19, situazione e prospettive secondo Hays

Il lavoro ai tempi del Covid 19, situazione e prospettive secondo Hays

Nel quadro del ciclo di incontri “Diventa Preda degli Head Hunter”, organizzato da Federmanager Roma, si è tenuto il webinar dal titolo “Il lavoro ai tempi del Covid 19” con la partecipazione di Hays, gruppo leader mondiale nel recruitment di professionisti, con un’analisi attenta della situazione attuale e dei trend post pandemia.

Prosegue il ciclo di incontri “Diventa Preda degli Head Hunter” di Federmanager Roma. Un’occasione di incontro e confronto con il mondo della ricerca e della selezione del personale, per fornire nuovi strumenti per chi vuole o deve cercare un nuovo lavoro.

Di grande interesse è stato il webinar, dal titolo, quanto mai attuale, “Il lavoro ai tempi del Covid 19”. Dopo i saluti e l’introduzione di Giacomo Gargano e di Renato Fontana, è stata presentata l’attività di un’azienda primaria del settore. Si tratta di Hays plc, società quotata al London Stock Exchange, Gruppo leader a livello mondiale nel Recruitment di professionisti specializzati, presente in Italia da 15 anni. Ogni anno Hays pubblica il report “Hays Salary Guide”, con l’obiettivo di analizzare la situazione e i trend del mondo del lavoro, e di fornire un’analisi delle principali tendenze retributive con focus sui settori e aree professionali in cui opera.

L’edizione 2021 ha evidenziato come la pandemia di Covid 19 abbia rivoluzionato il mercato del lavoro a livello nazionale e mondiale. Le aziende e i professionisti dei vari settori industriali si sono dovuti confrontare con cambiamenti repentini e decisioni da prendere in tempi brevi, che molto spesso hanno trasformato carriere e business plan. Come diretta conseguenza, molte organizzazioni hanno dovuto mettere in stand-by i programmi di ricerca e selezione del personale soprattutto nella prima parte del 2020.

Tale rallentamento si è registrato particolarmente in alcuni settori, come ad esempio l’Accountancy & Finance, Banking & Insurance, Engineering, Oil & Gas, Sales e Tax & Legal. Al contrario, la necessità di far fronte alla pandemia attraverso l’implementazione di strumenti di lavoro da remoto e con progetti di trasformazione di attività più tradizionali su piattaforme e tecnologie digitali, ha comportato un’accelerazione dello sviluppo dei settori IT e Digital. Costante è stata infatti la richiesta di Software Developer, System Administrator, Network Engineer, BI Developer, Data Scientist e di tutte le figure legate alla Cybersecurity. Social Media, E-commerce Specialist, Content Manager sono risultate le figure professionali più ricercate in ambito Digital nel 2020.

Guardando al futuro, nella speranza che la situazione di mercato legata alla pandemia di Covid 19 si stabilizzerà, possiamo prevedere una graduale ripresa degli investimenti sulle risorse umane, con conseguente aumento dei volumi di assunzioni di professionisti specializzati. “Dalle informazioni di mercato, percepiamo inoltre che le aziende si focalizzeranno in particolar modo sulla propria riorganizzazione interna, per consolidare modalità di lavoro smart o da remoto” conclude Walter Russo, Manager della Divisione Banking & Insurance di Hays Italia.

Walter Russo, Manager della Divisione Banking & Insurance di Hays Italia

 

Tennis & Friends, l’importanza della prevenzione medica per i manager

Tennis & Friends, l’importanza della prevenzione medica per i manager

Federmanager Roma, Assidai e Praesidium hanno partecipato alla undicesima edizione di Tennis & Friends, al fine di promuovere la cultura dello sport e della salute ed incentivare la prevenzione medica tra i manager.

Il Foro Italico di Roma, nelle giornate del 9 e 10 ottobre scorsi, ha ospitato la XI edizione di Tennis & Friends, l’evento annuale che unisce Salute, Sport, Spettacolo e Solidarietà per la prevenzione e promozione della salute.

L’evento ha dato vita ad un vero e proprio villaggio della salute, allestito nel pieno rispetto delle regole di sicurezza anticovid, con oltre 80 ambulatori, 30 aree di intervento, con il supporto prezioso di 700 tra medici, volontari e operatori sanitari che con dedizione e passione si sono messi a disposizione dei visitatori in un fine settimana interamente dedicato alla prevenzione della salute. Screening, check – up e visite specialistiche gratuite a cura dei medici di numerose aziende sanitarie del territorio, Lazzaro Spallanzani, San Pietro Fatebenefratelli, Cristo Re, San Carlo di Nancy e tanti altri.

I numeri di Tennis & Friends evidenziano l’importanza della manifestazione: nonostante la pandemia ancora in corso ed il perdurare dello stato di emergenza sanitario, 70.000 visitatori hanno avuto l’opportunità di vivere l’evento e 17.000 persone hanno effettuato visite mediche.

La manifestazione è sostenuta dalle massime istituzioni: Presidenza del Consiglio dei ministri, Ministero della Difesa, Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca, Ministero della Salute, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Regione Lazio, Roma Capitale, CONI, Sport e Salute S.p.A. e le maggiori Federazioni Sportive.

Salute, Sport, Solidarietà, Sostenibilità e Spettacolo sono le 5 S, le parole chiave che sintetizzano lo spirito di questo evento; l’ambiente accogliente del Villaggio della Salute, con la presenza di personaggi del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo impegnati nel Torneo Tennis Celebrity, sono gli elementi che permettono di intrattenere il pubblico in attesa di effettuare il proprio check-up.

Per il quarto anno consecutivo, interrotto soltanto nel 2020 a causa della pandemia, nell’area sanitaria della manifestazione, Federmanager Roma, Assidai e Praesidium sono state a disposizione dei manager e delle loro famiglie per fornire informazioni in merito alle attività associative, all’assistenza sanitaria integrativa e alla consulenza assicurativa.

Per Stefano Cuzzilla, presidente Federmanager, da sempre presente alla manifestazione anche come giocatore nel torneo di tennis, la “salute si costruisce giorno dopo giorno, attraverso la prevenzione e assumendo corretti stili di vita: la nostra organizzazione, grazie all’intervento dei Fondi sanitari integrativi, offre strumenti concreti che intervengono nel momento del bisogno ma anche prima, per aumentare la consapevolezza di tutti sull’importanza di questi temi”.

Ospiti della manifestazione e amici di Federmanager che hanno partecipato al torneo di tennis e che hanno a cuore i temi della prevenzione in tutti i campi della salute, dell’ambiente e territorio, delle calamità naturali, sono stati Sergio Pirozzi, ex sindaco di Amatrice e oggi consigliere regionale del Lazio, che ha fatto della prevenzione sismica e della sicurezza nei luoghi di lavoro temi imprescindibili al centro di numerose battaglie e Augusto Raggi, amministratore delegato di Enel X.

Presenti, inoltre, con le loro famiglie, il presidente e il direttore di Praesidium Salvo Carbonaro e Stefano Natali, il direttore generale di Assidai Marco Rossetti, il presidente di Federmanager Roma Gherardo Zei e Giacomo Gargano già presidente di Federmanager Roma.

La XI edizione di Tennis & Friends ha avuto un grande successo di pubblico; ringrazio tutti coloro che non hanno voluto mancare all’appuntamento, a dispetto della pandemia. Da parte mia non posso fare altro che darvi appuntamento al prossimo anno ancora più numerosi, ancora più attenti ai temi della prevenzione.

Le Convenzioni. Scopri i vantaggi riservati ai nostri iscritti

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Libera Università Maria SS. Assunta – LUMSA

La convenzione tra Federmanager Roma e Libera Università Maria SS. Assunta – LUMSA è in fase di rinnovo.

Ottica Capaldo

Rinnovato l’accordo con il gruppo Capaldo Ottica, presente a Roma da oltre 55 anni. Grazie alla nuova convenzione, gli iscritti Federmanager Roma e i loro familiari godranno di condizioni riservate in tutti i 5 centri ottici del Gruppo che sono convenzionati con le ASL della Regione Lazio.

Corsi d’Inglese

Corsi Individuali e Collettivi di Lingua Inglese secondo la metodologia Celta tenuti dalla Prof.ssa Anna Bruna Coppola. Professoressa di Lingua Inglese, bilingue, laureata in Lingua e Letteratura Inglese e con Certificazione CELTA (Certificate in Teaching English, Università di Cambridge). Iscrizione ai corsi a condizioni agevolate.

R.O.R. Rete Odontoiatrica Romana

La Rete Odontoiatrica Romana (R.O.R.) in base all’accordo stipulato con Federmanager Roma, offre agli iscritti prestazioni odontoiatriche a tariffa FASI, senza integrazione alcuna. La R.O.R. mette a disposizione dei soci Federmanager e dei propri familiari la propria disponibilità per prestazioni d’urgenza tutti i giorni anche festivi e prefestivi.

Sportello Invalidità

Il servizio è rivolto agli associati che abbiano necessità di consultare competenze mediche specifiche in tema di invalidità civile e pratiche necessarie per verificare i requisiti di accesso ad eventuali benefici di carattere previdenziale e assistenziale.

Studio D’Ambrogio & D’Ambrogio

La convenzione con lo Studio D’Ambrogio & D’Ambrogio consente agli associati di Federmanager Roma e ai loro familiari di accedere ad un servizio di consulenza e assistenza legale e tributaria, gestito da un team di professionisti in tema di: Agenzia delle entrate, Difesa Tributaria, Famiglia e Successioni, Procedure di sovraindebitamento, Proprietà intellettuale e industriale, Recupero crediti.

CAF 50&Più

La convenzione con il Patronato 50&PIU’ si prefigge di fornire ai datori di lavoro domestico l’assistenza nella soluzione degli obblighi burocratici, contabili e retributivi necessari per la corretta gestione del rapporto di lavoro di colf, assistenti familiari, baby-sitter, governanti, con uno sconto del 10% sul costo complessivo – risultante dallo specifico tariffario per le attività in cui il servizio si concretizza.

 

Premio Minerva 2020

Premio Minerva 2020

La quarta edizione del Premio Minerva Donna d’Eccellenza ha voluto ribadire l’importanza per il mondo manageriale di una forte presenza femminile. Oggi in Italia serve l’impegno e la determinazione di tutti per superare il gap uomo-donna nel mondo del lavoro, promuovendo la managerialità femminile e premiando talento e aspirazioni

Lo scorso 9 dicembre, presso l’Auditorium di Unindustria, si è tenuta la quarta edizione del Premio Minerva Donna d’Eccellenza. Un riconoscimento ideato da Federmanager Roma che ogni anno premia le donne manager in grado di conciliare impegno professionale e famiglia con risultati decisivi nel mondo dell’industria.

Giacomo Gargano, Presidente Federmanager Roma

Una manifestazione, svoltasi nel rispetto delle disposizioni sanitarie del governo, caratterizzata dalla larga partecipazione del mondo industriale e istituzionale, in parte in presenza e in parte online, che ha voluto onorare le donne che, con il proprio lavoro e la propria determinazione, hanno saputo distinguersi nei rispettivi ambiti di attività.

“Sono sempre molto orgoglioso di premiare i meriti, i valori e la grande forza rappresentati dall’universo femminile per il mondo del lavoro e per la società in ogni suo ambito – ha dichiarato Giacomo GarganoPresidente Federmanager Roma e Unione Regionale Dirigenti Industria Lazio –. I dati ci dicono che negli ultimi 10 anni l’Italia è migliorata molto nella classifica europea della disparità di genere, salendo ben otto posizioni per arrivare al 14°posto. Quando invece parliamo di gender-pay-gap purtroppo il nostro paese è tra i peggiori. Una triste realtà comune a molti paesi che deve richiamare l’attenzione anche dell’Unione Europea”.

Stefania Santucci, Coordinatrice Gruppo Minerva Roma

Il rapporto dello European Institute for Gender Equality misura proprio la disparità di genere in Europa sulla base di cinque indicatori: parità sul lavoro, risorse economiche, istruzione, potere (economico, politico e sociale) e salute. La categoria in cui l’Italia ottiene il punteggio peggiore – 48 punti contro una media europea di 53 – è il potere. La strada da compiere per superare il gap uomo-donna nel mondo del lavoro è quindi ancora lunga, e tutti sono chiamati a contribuire per accelerare i tempi e favorire il cambiamento.

“Raggiungere l’uguaglianza di genere soprattutto in ambito professionale non è una nobile vocazione ma un catalizzatore di sviluppo per un futuro sostenibile per tutti – ha commentato Angelo Camilli, Presidente di Unindustria –. Dobbiamo promuovere più concretamente l’imprenditoria femminile. In Italia sono più di 1,3 milioni le imprese al femminile – il 22% del totale – e negli ultimi 5 anni il loro aumento è stato più del triplo rispetto a quello delle imprese maschili: +38.080 contro +12.704. Nel Lazio si è registrata, tra il 2019 e il 2018, la crescita più alta d’Italia (+7,1%). Credo quindi che questo premio sia un bel messaggio di fiducia per tutti, uno slancio di ottimismo verso un futuro migliore pieno di grandi e nuove possibilità”.

Per contare su donne manager di successo, in grado di occupare posizioni chiave nel mondo del lavoro e della politica, è fondamentale anche il ruolo del mondo della formazione. Giovanni Lo Storto, Direttore Generale della Luiss Guido Carli ha sottolineato come: “Premiare il talento e l’aspirazione delle migliori eccellenze femminili oggi significa valorizzare le energie del Paese, anche con l’obiettivo di favorire la ripartenza della nostra economia. Sempre più di frequente mi capita di leggere di donne in posizione di rilievo nelle scienze, nella matematica, nella tecnologia e nel mondo manageriale. Ne sono orgoglioso, non solo come Direttore Generale di una Università dove il 46% dei ricercatori e assistant professor e il 65% dello staff sono donne, ma anche come persona”.

Angelo Camilli, Presidente di Unindustria

Ulteriori contributi di grande spessore al dibattito sono arrivati da: Gennaro Vecchione, Direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis); Guido Cutillo, partner di EY (Ernst & Young), economista ed esperto in corporate governance; Fabio Massimo Castaldo, Vicepresidente del Parlamento Europeo; Nadia Linciano, Ufficio studi economici della Consob; Eros Andronaco, Vicepresidente Federmanager.

Gennaro Vecchione, Direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis)

Fabio Massimo Castaldo, Vicepresidente del Parlamento Europeo

Per ogni donna di eccellenza deve esserci un’azienda che la sostiene e la apprezza, generando un circuito virtuoso di crescita che si traduce in un successo reciproco generale. Per questo motivo è stato aggiunto quest’anno il Premio per le Aziende di Eccellenza nella Leadership Femminile, un riconoscimento che “rafforza e consolida il ruolo di Federmanager Roma come promotore della parità di genere nel management e dell’empowerment delle donne nelle organizzazioni”, ha osservato Stefania Santucci, Coordinatrice Gruppo Minerva Roma.

I Premi

Per il 2020 la giuria, composta da Top Manager, rappresentanti delle Istituzioni, del mondo accademico e delle parti sociali, ha deciso di assegnare il Premio Minerva Donna d’Eccellenza a:

Alessandra Genco, intervenuta in modalità online, CFO Gruppo Leonardo

Francesca Sagramora, Vicepresidente Human Resources Sud Europa Procter & Gamble

Le due grandi aziende premiate sono state:

Angelo Camilli premia Greta Autieri, HR BP Corporate Sud Europa British American Tobacco Italia

Angelo Camilli premia Barbara Sambuco, General Manager Catalent Anagni Srl

Per la categoria medie imprese:

Gennaro Vecchione premia Rossella Scalone, Presidente Magnolia Moving Srl

Angelo Camilli premia Beatrice Coletti, Presidente Tivù Srl

In conclusione, altri 6 premi sono stati riconosciuti a manager al femminile che dimostrano quotidianamente nel loro lavoro: valore, capacità e determinazione.

  • Giovanna Bellezza, Responsabile relazioni industriali TIM
  • Domitilla Benigni, Chef Operating Officer Elettronica Group
  • Paola Carruba, Responsabile marketing editoriale progetti speciali Radio RAI
  • Gaetana Celico, Direttore risorse umane e organizzazione ANAS
  • Concetta Lattanzio, Responsabile comunicazione e sostenibilità Engineering
  • Francesca Sabetta, Resp. Canale vendita diretta Small e Medium Business Poste Italiane

Giovanna Bellezza, Responsabile relazioni industriali TIM

Paola Carruba, Responsabile marketing editoriale progetti speciali Radio RAI

Gaetana Celico, Direttore risorse umane e organizzazione ANAS

Concetta Lattanzio, Responsabile comunicazione e sostenibilità Engineering

Federmanager Roma e Praesidium

Federmanager Roma e Praesidium, una sinergica collaborazione per un welfare familiare a misura di manager

La società cambia e con essa anche il welfare deve sapersi adeguare al cambiamento e ad i nuovi stili di vita e composizione delle famiglie, primo presidio di welfare in Italia anche a seguito della carenza di quello pubblico. L’importante sviluppo del welfare familiare è tale da suggerire alla nostra associazione di lanciare innovative iniziative di sostegno e soluzioni assicurative d’interesse per gli iscritti Si tratta di un settore caratterizzato da una dimensione rilevante, complessivamente superiore a 143 miliardi e pari all’8 % del Pil italiano, che ci induce a riflettere, come associazione territoriale, sulla necessità di lanciare in quest’aria ed in favore degli iscritti iniziative e proposte di soluzioni assicurative innovative per mitigare, almeno inizialmente, quei rischi e bisogni che afferiscono alla quotidianità della vita all’interno delle famiglie.

In una prospettiva di aumento della domanda di protezione, riteniamo che la recente convenzione stipulata tra Federmanager Roma e Praesidium S.p.A. – broker di riferimento del nostro sistema di rappresentanza – possa aiutarci ad individuare soluzioni assicurative idonee ad intercettare i nuovi rischi e coprire i bisogni che stanno emergendo anche a seguito della imprevedibilità e del carico di preoccupazioni generato dalla crisi sanitaria da Covid in corso che sembra non terminare mai.

Così come da 15 anni avviene con successo per il welfare aziendale, nell’area delle tutele collettive sanitarie Assidai, confidiamo che la partnership attivata con Praesidium possa rispondere, in termini di consulenza personalizzata e soluzioni assicurative appropriate, alle esigenze di protezione, di sicurezza e di benessere dei manager e delle loro famiglie nelle differenti sfere della vita privata: salvaguardare la propria salute, vita, infortuni, non autosufficienza, tutele di responsabilità civile e penale, tutele legali, protezione dell’abitazione, viaggi, RCA etc.

Con questa convenzione, stipulata ovviamente nella logica non profit e secondo i principi etici che caratterizzano il nostro sistema associativo, Federmanager Roma vuole essere ancora più vicina agli iscritti attraverso la proposizione di convenzioni e servizi – come il welfare – di estrema attualità, ma poco trasparenti ed alquanto dispersivi, viste le molteplici iniziative presenti sul mercato commerciale di riferimento, spesso non adeguate alle precise esigenze della nostra categoria.

Nei prossimi numeri della rivista lanceremo alcune iniziative e soluzioni assicurative che, siamo certi, saranno di tuo interesse o comunque oggetto di validi suggerimenti di miglioramento graduale della presente iniziativa in favore degli iscritti.

Giacomo Gargano

Presente e futuro per un impegno costante

Presente e futuro per un impegno costante

Presente e futuro: il 2020 sarà ricordato come Annus horribilis. Ma di certo (se il buon giorno si vede dal mattino) anche il 2021 non si preannuncia dei migliori. Dall’ultimo report ISTAT, sembra che il 2020 si sia chiuso con una diminuzione del prodotto interno lordo di circa l’8%. Tutto questo non ha potuto non avere serie conseguenze per la categoria dei dirigenti, tradizionalmente la più esposta a subire i venti avversi delle cadute di fatturato e delle ristrutturazioni di efficienza

Certo la diminuzione di fatturato non è generalizzabile: hanno subito serie conseguenze i settori legati al travel, turismo e, in genere, all’entertainment. Sicuramente meglio sono andati i settori legati al digitale e al farmaceutico. Ma passiamo ora all’attività svolta dall’ufficio sindacale durante il 2020.

Durante l’anno 2020 sono state rinnovate ben 12 RSA. In merito va osservato che Federmanager Roma ha storicamente il numero maggiore di RSA rispetto alle altre organizzazioni territoriali. Il risultato è che Federmanager Roma – questo è un dato positivo per qualità e quantità complessiva dei servizi offerti – supporta colleghi che spesso hanno sede in regioni diverse dal Lazio, come conseguenza del fatto che le RSA hanno una dimensione territoriale a livello nazionale.

La struttura sindacale ha, inoltre, trattato alcune procedure di licenziamento collettivo: alcune concluse con accordo, salvo, purtroppo, una.

Dall’analisi delle risoluzioni consensuali 2019-2020, si evidenzia che le risoluzioni per pensionamento sono quasi raddoppiate.  È diminuito di circa il 47% il dato relativo alle risoluzioni senza diritto a pensione: elemento di per sé positivo.

È continuata la presenza di Federmanager Roma – con tutte le cautele e le limitazioni dovute alla pandemia – nei tavoli nazionali della Commissione per CCNL e Welfare e previdenza. Sono entrati nella loro piena operatività le società costituite in sede di rinnovo contrattuale: IWS e 4Manager. Come sappiamo IWS avrà come missione quella di efficientare la rete delle prestazioni sanitarie offerte in modo convenzionato – elemento di per sé indispensabile per l’equilibrio economico a breve e lungo termine di Fasi e Assidaie di creare economie di scala unificando molti servizi gestionali. È di tutta evidenza che l’implementazione di IWS rappresenterà un punto di forza – dovuto all’ultimo rinnovo – in considerazione dell’invecchiamento dell’insieme interessato assistito da Fasi e Assidai e del progressivo squilibrio fra dirigenti pensionati e in servizio. Presente e futuro per un impegno costante Ancora più significativa – dal punto di vista delle relazioni industriali – è 4Manager.

Questa nuova struttura paritetica Federmanager Confindustria dovrà svolgere compiti molto importanti, in particolare nei seguenti settori:

  • Realizzare iniziative di politiche attive, finalizzate all’incremento della employability;
  • Attività di formazione finalizzata sempre alla ricollocazione del dirigente.

Con questa finalità, le imprese che attivano processi di ristrutturazione aziendale, d’accordo con il dirigente possono concordare, attraverso 4Manager, processi di outplacement, ai quali lo stesso 4Manager contribuirà per una somma massima di 3000 euro.

Per quanto riguarda il futuro, ritengo che, in considerazione dei cambiamenti radicali dei processi lavorativi, innescati dall’epidemia e dall’uso massiccio delle tecnologie e dello smart working, molto ci sarà da lavorare per evitare che la reingegnerizzazione necessaria del lavoro e delle responsabilità, non ricada sul management.

Un altro tema molto sentito dai colleghi delle grandi aziende di servizi e di produzione che fanno riferimento a Federmanager Roma, è quello della responsabilità oggettiva. Si tratta di vicende che vedono coinvolti sia il top management che il middle management. Si pensi alle vicende legate agli infortuni, oppure ai grandi eventi nel campo dei trasporti in genere. Spesso sono coinvolti, solo per ruolo organizzativo, colleghi il cui controllo è minimo sul processo produttivo che ha dato luogo all’incidente. Si tratta, in materia, di intervenire sul legislatore, per meglio definire ruoli e responsabilità: è comunque materia delicata che non può essere isolata esclusivamente nell’ambito delle coperture assicurative.

Concludo ringraziando l’ufficio sindacale per l’alto livello professionale e l’impegno.

Commissione Previdenza, le novità

Commissione Previdenza, le novità

Recentemente la Commissione Previdenza di Federmanager Roma ha provveduto ad una rivisitazione dei suoi componenti e ad una rifocalizzazione dei suoi obiettivi

Anche se a poco tempo dal rinnovo degli organi di governo della rappresentanza romana dei dirigenti, si è ritenuto comunque opportuno confermare le attività di base e lanciare alcuni progetti che potranno essere ripresi e continuati dalla nuova Commissione.

Innanzitutto una informativa sugli istituti più caratteristici del nostro mondo welfare, assistenza sanitaria integrativa e previdenza complementare, anche alla luce del particolare momento di emergenza sanitaria che attraversa il Paese. Sono state programmate due video conferenze di presentazione, a cura dei rispettivi Direttori Generali, dei Fondi pensione Previndai e Previndapi e dei Fondi sanitari Fasi ed Assidai, nonché di IWS, società recentemente costituita da Federmanager e Confindustria per ottimizzare l’offerta e le prestazioni nel settore sanitario. Altra video conferenza sarà dedicata alla conoscenza dei sistemi di welfare adottati in importanti aziende italiane di respiro internazionale, tentando un confronto costruttivo con la analoga realtà esistente attualmente nelle PMI del nostro Paese.

Uno specifico progetto è stato previsto per l’ampliamento del concetto di welfare, approfondendone i vari pilastri portanti e cercando di coglierne le varie componenti positive in termini economici e di assistenza in senso generale. Il Bilancio sociale continuerà ad essere sviluppato e implementato, costituendo la declinazione in chiave sindacale ampia di numeri che altrimenti avrebbero solo una rappresentatività di carattere societario, mentre invece racchiudono le varie attività svolte al servizio dei colleghi.

Sempre più importanti diventano le forme di assistenza in chiave di Long Term Care, alle quali Federmanager Roma guarda da tempo con grande interesse ed impegno. L’obiettivo che la Commissione si è dato è quello di favorire sempre più la consapevolezza che occorra spostarsi dal sostegno economico alla fornitura di servizi. Ancora attualmente è privilegiato il primo aspetto, sicuramente importante, mentre noi siamo convinti che sia necessario assicurare condizioni di assistenza diretta, decorose per la persona, in strutture dedicate nella cui governance, preferibilmente, Federmanager possa far sentire la propria voce.

Un progetto specifico è stato dedicato ad un’analisi dei risultati dell’applicazione dello smart working su scala massiva nelle nostre aziende e degli insegnamenti da trarne per un futuro corretto mix della prestazione lavorativa tra resa in presenza ed a distanza. Questo progetto sarà sviluppato insieme alla Commissione Sindacale, dati gli importanti riflessi che le tematiche trattate hanno sul piano contrattuale e dell’ambiente e degli strumenti di lavoro.

Da ultimo saranno rafforzati gli elementi conoscitivi propri degli argomenti tipici dell’attività sindacale di competenza della Commissione: la annosa questione della separazione tra assistenza e previdenza, la difesa delle pensioni, il supporto ai colleghi nella gestione della storia contributiva e nella interfaccia con gli Enti interessati, la partecipazione attiva alle solite riproposizioni dei requisiti pensionistici, il crescente peso del welfare nelle aziende e nella ricontrattazione dei contratti di lavoro.

Al momento sono ancora buone intenzioni, ce ne rendiamo conto, ma possiamo garantire il massimo impegno nella valorizzazione della Commissione Previdenza di Federmanager Roma.