L’Assemblea Annuale di Federmanager Roma che abbiamo celebrato lo scorso 25 giugno, non è stata solo un semplice momento di bilancio, ma un punto di partenza per una nuova narrazione industriale della nostra Capitale e della nostra Regione.
La trasformazione che stiamo vivendo non è una semplice fase congiunturale destinata a riassorbirsi, ma un cambiamento strutturale del modello industriale che chiede al management risposte all’altezza della competizione globale.
I dati certificati da Banca d’Italia e SVIMEZ durante i nostri lavori confermano che il Lazio ha smesso di essere un comprimario: nel 2025 siamo cresciuti del +0,6%, trainando l’economia nazionale, con proiezioni che vedono un balzo del PIL regionale del +2%.
Questa velocità non è casuale: è il frutto di un’altissima intensità tecnologica, con settori come la Farmaceutica (oltre il 50% dell’export), l’Aerospazio (5 miliardi di fatturato a Roma) e l’ICT (14.000 imprese) che ci proiettano ai vertici internazionali.

Tuttavia, come ho sottolineato durante il mio intervento, non possiamo cullarci su questi successi straordinari, in parte alimentati dai cantieri del PNRR e dall’effetto-Giubileo. Per trasformare questa crescita in uno sviluppo strutturale, Federmanager Roma ha presentato alle Istituzioni proposte concrete che hanno già trovato un’apertura significativa.
In primo luogo, abbiamo chiesto che Roma diventi sede permanente degli Stati Generali dell’Industria per i pilastri di Energia, Farmaceutica, Costruzioni e ICT. Non un evento celebrativo, ma un luogo decisionale supportato da un Board Strategico Territoriale.
Si tratta di una Task Force mista che deve fungere da organo di indirizzo per governare le filiere, valorizzare il turismo congressuale e mettere a sistema la capacità di Roma di attrarre investimenti permanenti.
Su questo punto, la Vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli, ha accolto ufficialmente la sfida, confermando la volontà di collaborare su nodi strategici come innovazione e semplificazione.
Parallelamente, il nostro Piano di Consolidamento Industriale deve supportare l’aggregazione e la managerializzazione delle PMI laziali. Oltre il 70% delle nostre imprese è a vocazione familiare; la nostra missione è integrare la lealtà alla famiglia con un “cruscotto di volo” manageriale capace di governare l’Intelligenza Artificiale — in cui già il 35% delle nostre PMI sta investendo — e le tempeste dei mercati globali.
Il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha riconosciuto il valore decisivo dei manager come interlocutori per il rilancio cittadino, confermando Roma come “vera locomotiva del Paese” grazie a 14 miliardi di euro di investimenti in corso.
Questo dialogo tra management e istituzioni è fondamentale: il management non è una funzione aziendale interna, ma l’infrastruttura immateriale su cui poggia la competitività dell’intero Sistema Paese.
Alle istituzioni chiediamo velocità decisionale e coinvolgimento delle competenze; alle imprese offriamo metodo e visione. Siamo i costruttori di futuro. Il futuro del Lazio si costruisce adesso, insieme, con la consapevolezza che la competenza manageriale è la condizione essenziale per non perdere la sfida della sovranità tecnologica e le altre sfide che le transazioni in atto impongono.
In conclusione, desidero rivolgere un ringraziamento sentito alle istituzioni che hanno accolto il nostro invito e ai circa 400 colleghi e colleghe che con la loro numerosa e attiva partecipazione hanno reso questa Assemblea un momento di straordinaria vitalità.
La vostra presenza è il segno tangibile che siamo una categoria unita, consapevole del proprio ruolo e pronta a costruire, insieme, l’industria di domani.
Leggi qui la relazione del Presidente Antonio Amato all’Assemblea Federmanager Roma 2026





