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La sostenibilità come misura del valore associativo

Il Bilancio di Sostenibilità, per la nostra Associazione Sindacale, più del bilancio economico, è il documento che rappresenta la quantità e la qualità dei servizi offerti agli iscritti e la capacità di coinvolgimento e vicinanza alle loro esigenze.

Della sostenibilità sono parte le iniziative dei nostri gruppi orientati alle tematiche specifiche dei giovani, delle donne e dei seniores, pensati proprio per essere più vicini alle esigenze delle rispettive categorie.

La sostenibilità si declina in sostenibilità ambientale (il green), sociale (D&I e rispetto dei diritti dei lavoratori) ed economica, ma mentre quest’ultima è connaturata alle attività di impresa, le altre due sono frutto di una cultura che si è affermata solo in tempi più recenti.

Questa distinzione è fondamentale perché fa sì che l’attenzione all’ambiente e alle persone richieda una cultura che la motivi e politiche che la incoraggino. Per questo lo scenario culturale e politico nel quale si opera influenza fortemente il grado di attenzione alla sostenibilità all’ambiente e alle persone delle imprese e della società nel suo complesso.

Questo scenario oggi si presenta caotico. La situazione mondiale non aiuta il cammino verso imprese e società maggiormente sostenibili. L’utilizzo dei molti strumenti della sostenibilità creati in questi ultimi decenni mostra segni di rallentamento nelle imprese, in dipendenza del mutato clima politico che riconduce sbrigativamente le politiche orientate alla sostenibilità agli eccessi di una “cultura woke” che si vuole ridimensionare. La sostenibilità invece richiede stabilità negli assetti geopolitici mondiali e istituzioni internazionali che vengano riconosciute e rispettate.

A proposito di cultura nell’anno trascorso abbiamo messo a punto delle iniziative di carattere culturale rivolte agli iscritti, in particolare incontri di presentazione di libri e dialogo con gli autori.

Nell’epoca dell’IA la cultura segna la differenza fra l’uomo e la macchina, le macchine possono essere considerate informate per la quantità sterminata di dati che posso raccogliere ma mai “colte” . Non basta più essere tecnicamente competenti ma bisogna avere visioni ampie e interdisciplinari – non basta sapere “come fare” ma “perché fare” e all’occorrenza essere in grado di sottoporre al pensiero critico le proposte della macchina – per questo la tematica della cultura non può ridursi a creare occasioni di intrattenimento, ma deve diventare un servizio orientato all’arricchimento della “cassetta degli attrezzi” di un dirigente. Quindi la cultura – intesa nel senso più ampio del termine – diventa un tema non secondario per una organizzazione come la nostra orientata alle persone.

Anche sul volontariato si è concentrata la nostra attenzione e diversi nostri iscritti operano nell’ambito dei progetti VISES, la struttura di Federmanager dedicata al volontariato.

Comunque, sul volontariato, inteso in senso lato come attività offerta gratuitamente alla società, è possibile fare una riflessione più ampia. L’inverno demografico che stiamo attraversando e che durerà decenni richiede di rivedere la ripartizione tradizionale del ruolo nella società delle diverse classi di età. La carenza di giovani richiederà l’impegno attivo nella società di classi di età che nel passato potevano considerarsi definitivamente “a riposo”.

Sul lavoro tutto ciò si sta ottenendo con il prolungamento della vita lavorativa e il ritardo della pensione, ma sarà necessario anche immaginare forme di utilizzo a scopi socialmente utili delle potenzialità esprimibili dagli anziani tramite il volontariato.

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