Un altro anno sta per concludersi e non è stato un anno facile. La pandemia non ha ancora smesso di lasciare segni nella società e nell’economia italiana e a questo si è aggiunto lo scoppio delle ostilità in Ucraina e una fiammata dell’inflazione che, per le sue dimensioni, è di difficile gestione perfino per le banche centrali

Oliva Masini, Direttore di Previndai

In questo anno difficile Previndai ha continuato a svolgere il suo mestiere, senza stravolgimenti, senza ansie e senza mai perdere di vista il suo obiettivo: massimizzare il valore delle posizioni dei suoi iscritti sempre con la massima prudenza e professionalità. “Previndai può contare su un’esperienza di oltre 30 anni nella gestione della previdenza complementare dei manager industriali italiani. Il 2022 non è stato semplice ma non ci ha sconvolti. Abbiamo continuato a lavorare con impegno e non abbiamo mai sottovalutato la situazione economico-finanziaria e geopolitica che stiamo attraversando. Anche per questo abbiamo deciso di sottoporre la nostra politica d’investimento a un test ‘straordinario’, per accertarci che fosse ancora adatta al nuovo scenario. Ebbene il risultato di questo esercizio ci ha dimostrato la solidità delle scelte fatte finora, poiché non sono stati richiesti particolari aggiustamenti al quadro di insieme, il cui valore è stato invece confermato”, commenta il Direttore di Previndai, Oliva Masini.

Questo anche perché le politiche di investimento del Fondo, che ricordiamo propone agli iscritti un comparto garantito e due finanziari, hanno l’obiettivo di battere nel medio lungo periodo l’inflazione, che al momento è una delle principali sfide per i lavoratori e i risparmiatori italiani. Certo le turbolenze dei mercati non hanno risparmiato gli investitori istituzionali come Previndai e i comparti finanziari del Fondo (Bilanciato e Sviluppo) quest’anno chiuderanno con un valore più basso rispetto al 2021. “E’ bene ricordare però che storicamente i mercati hanno sempre recuperato fasi di flessione, per quanto acute, nel medio-lungo periodo e proprio per questo non bisogna farsi spaventare. In un orizzonte di lungo termine come quello della previdenza complementare c’è il tempo per ammortizzare i cali e anche per beneficiare dei rimbalzi”.

In terreno positivo invece sono rimasti i rendimenti dei comparti assicurativi, Assicurativo 1990 e Assicurativo 2014, premiati proprio dalla stabilità che caratterizza questa scelta. “L’assicurativo è nel dna di Previndai, che nasce nel 1990 proprio con un comparto assicurativo. Al momento abbiamo Assicurativo 2014, che offre garanzie di conservazione del capitale e un rendimento minimo annuo. Stiamo già lavorando in vista della scadenza di questa convenzione, alla fine del 2023, ma dobbiamo comunque ricordare che questo è un comparto più adatto a chi è più prossimo alla pensione o comunque per persone particolarmente avverse al rischio”.

Guardando al 2021, comunque, Previndai può contare su dati più che positivi in termini di nuove iscrizioni e contributi raccolti. Sebbene i numeri non siano ancora quelli definitivi e certificati, l’andamento dell’anno ormai quasi concluso è caratterizzato da incrementi per entrambi gli indicatori.

Previndai è un’eccezione nel panorama dei fondi pensione italiani, contiamo una percentuale di iscritti superiore all’80% della platea potenziale, contro il 35% della previdenza complementare in generale. E siamo davvero lieti di constatare che in questi ultimi anni il numero di manager che scelgono di affidarci il loro futuro previdenziale è risultato sempre in crescita”.

Guardando avanti l’obiettivo èriuscire a coinvolgere sempre più le giovani generazioni, perché se oggi la pensione integrativa è spesso vista, sbagliando, come un lusso, domani sarà una necessità. È importante che tutti, ma soprattutto i giovani, abbiano coscienza che la previdenza complementare è fatta di scelte: la scelta di aderire, la scelta del comparto più adatto, la scelta delle prestazioni più adeguate alle proprie esigenze. Il treno giusto è quello che passa all’inizio della carriera, ce ne saranno altri più avanti ma non porteranno così lontano”.