Le associazioni territoriali nel sistema Federmanager svolgono, da sempre, un ruolo essenziale. Dalla rappresentanza ai servizi queste realtà sono da valorizzare e sostenere, sono il “braccio operativo” sul territorio delle strategie che vengono opportunamente definite a livello centrale.
Le associazioni territoriali nel sistema Federmanager rappresentano il punto di contatto diretto tra l’organizzazione nazionale e i dirigenti sul territorio. In concreto le loro funzioni fondamentali sono diverse e tutte rilevanti. È da qui che si deve ripartire per guardare agli anni a venire che si prevedono, purtroppo, particolarmente delicati per tutti anche per chi opera in seno a industrie e società di servizi.
La rappresentanza locale dei dirigenti industriali è, per noi, di massimo rilievo. Solo grazie a ciò si giunge alla tutela degli interessi dei manager industriali a livello provinciale o regionale, adattando le linee nazionali alle esigenze specifiche del territorio.
Altro capitolo di estremo rilievo è, poi, quello dei servizi agli associati. Le nostre territoriali, tutte, offrono assistenza concreta su temi come contratti di lavoro e relazioni industriali, previdenza e pensioni, assistenza sanitaria integrativa, consulenza legale e fiscale, ma anche formazione e supporto alla carriera e al lavoro.
Chi opera in seno alle nostre associazioni aiuta i dirigenti nelle fasi di transizione professionale (ricollocazione, cambi di ruolo, crisi aziendali), spesso tramite formazione e networking e favorisce le relazioni con le istituzioni e le imprese locali. Le territoriali dialogano con enti pubblici, aziende e altre organizzazioni per promuovere lo sviluppo socio-economico e valorizzare il ruolo del management. Ciò attraverso eventi, contatti, informazioni.
Ma non basta, le associazioni territoriali attuano le politiche nazionali essendo il “braccio operativo” sul territorio delle strategie opportunamente definite a livello centrale da Federmanager.
Desidero anche sottolineare la valenza di comunità e networking impareggiabile di queste nostre realtà. Tutte creano costantemente occasioni di incontro tra dirigenti (ad esempio con seminari e gruppi tematici), favorendo lo scambio di esperienze e competenze. Le nostre associazioni territoriali sono fondamentali perché trasformano le politiche generali di Federmanager in servizi concreti e supporto quotidiano per i dirigenti, mantenendo un forte legame con le realtà locali. Senza di esse non ci sarebbe futuro.
Ecco perché in una qualche forma chi opera nei territori e chi lo ha fatto in passato e non lesina mai consigli, interventi, aiuti, presenze, va posto al centro del sistema Federmanager. Dal livello nazionale si deve tendere a gestire, pertanto, quanto necessario e utile al fine di valorizzare e rendere protagonisti veri i dirigenti impegnati nelle regioni e nelle province.
Le associazioni territoriali hanno un ruolo paragonabile a quello degli “azionisti” di una società, ben consapevoli che stiamo parlando, però, di un‘associazione e non di un’impresa per cui la gestione dell’associazione non è nemmeno lontanamente assimilabile a quella di un’azienda nonostante siano i benvenuti criteri di efficienza ed efficacia coniugati sempre a quelli di servizio e sostegno, di supporto economico e consulenziale.
Altri due aspetti di massimo rilievo sono, poi, quelli della tutela degli enti bilaterali e collaterali del nostro sistema e delle relazioni con le associazioni datoriali. Riferendoci ai primi si tratta di veri e propri “gioielli di famiglia”. Ecco perché sono da tutelare, preservare e mantenere ai massimi livelli di operatività.
Per realizzare ciò ecco il secondo punto, di estremo rilievo, quello riferito al mantenimento delle relazioni positive con le associazioni datoriali chiedendo loro di attuare dei percorsi assieme, dei cammini comuni verso il futuro garantendo così a chi verrà dopo di noi sistemi funzionali e moderni in grado di permettere un operoso benessere comune e sicurezza su presente e futuro. Per fare ciò occorrono competenze, capacità di relazione, disponibilità a mettersi costantemente in gioco e in discussione.
Ognuno di noi, nei suoi ruoli, nelle sue azioni, può contribuire a realizzare tutto ciò garantendo spazi, offrendo idee, assicurando ascolto, attuando scelte con coraggio, entusiasmo e dedizione secondo un principio cardine e irrinunciabile, quello dell’etica della responsabilità. Detto principio impone una scala di valori e responsabilità a seconda del ruolo che si è chiamati a svolgere. Ovviamente più in alto si va più ci dev’essere un livello di responsabilità maggiore assieme a un grado di consapevolezza, servizio e umiltà.
È dalle associazioni territoriali si devono “pescare” le migliori persone per i tanti importanti ruoli di gestione che a vari livelli sono previsti premiando chi opera bene secondo principi di reale meritocrazia che non può rimanere una parola che riecheggia e viene lanciata nel corso delle varie assemblee con il risultato di perdersi nei meandri dei vari auditorium e sale convegni che frequentiamo per dette occasioni. Dipende solo da noi passare dalle parole ai fatti dandoci priorità, tempistiche e traguardi con, mi ripeto, alcuni valori irrinunciabili quali servizio, etica, umiltà e dedizione sincera.




