La mission di Federmanager Roma non si ferma alla tutela contrattuale e professionale dei colleghi, ma si estende al benessere complessivo dei nostri associati e delle loro famiglie.
In tale contesto si inserisce la nuova convenzione siglata con il Centro Diagnostico Ostiense (CDO), un’eccellenza del territorio romano nel campo della prevenzione e della diagnostica specialistica.
Abbiamo approfondito queste tematiche nell’intervista al Professor Francesco Setacci, Responsabile del Servizio Check-Up – Centro Diagnostico Ostiense di Roma.
Prof. Setacci, oggi si parla molto di prevenzione. Che significato assume questo concetto in ambito sanitario e professionale?
Parlare oggi di prevenzione sanitaria significa parlare di un vero e proprio investimento strategico sulla salute, sulla qualità della vita e sulla continuità della performance personale e professionale. La prevenzione non è un concetto astratto, ma l’insieme di azioni concrete che permettono di evitare l’insorgenza delle malattie, individuarle in fase precoce e, quando necessario, limitarne le conseguenze nel tempo.
Quali sono le principali forme di prevenzione e come si distinguono tra loro?
Tradizionalmente distinguiamo la prevenzione in primaria, secondaria e terziaria. La prevenzione primaria riguarda tutto ciò che riduce il rischio prima che la malattia compaia: stili di vita corretti, attività fisica, alimentazione equilibrata. La prevenzione secondaria si fonda sulla diagnosi precoce, attraverso screening e controlli periodici. La prevenzione terziaria, infine, interviene quando una patologia è già presente, con l’obiettivo di gestirla nel modo più efficace possibile ed evitare complicanze.
Perché questo tema è particolarmente rilevante per dirigenti e manager?
Questo tema è particolarmente centrale per dirigenti e manager, che spesso conducono una vita caratterizzata da elevati livelli di stress, ritmi intensi e sedentarietà. In questo contesto, la prevenzione rappresenta uno strumento fondamentale per tutelare non solo la salute, ma anche la capacità di essere presenti, lucidi e performanti nel tempo. Intercettare precocemente eventuali fattori di rischio consente di intervenire in modo mirato, evitando terapie invasive, interruzioni forzate dell’attività lavorativa e un impatto significativo sulla qualità della vita.
Quali controlli e screening sono oggi considerati fondamentali?
Gli screening e i controlli devono sempre essere personalizzati in base all’età, al sesso e alla storia familiare, ma esistono indicazioni consolidate. Penso, ad esempio, agli screening senologici nelle donne, ai programmi di prevenzione del tumore del colon-retto, alla valutazione cardiovascolare completa già a partire dai 40 anni, fino ai controlli urologici nell’uomo. Per i manager, tuttavia, la vera risposta è rappresentata da un check-up completo e personalizzato, costruito sulle reali esigenze della persona e sul suo stile di vita.

La prevenzione ha anche un impatto sui costi sanitari?
La prevenzione incide in modo significativo anche sui costi sanitari nel lungo periodo. Diagnosticare una patologia in fase iniziale significa affrontarla con trattamenti più semplici, meno invasivi e più efficaci. Questo si traduce in un beneficio evidente sia per il singolo sia per il sistema sanitario, oltre a garantire una maggiore sostenibilità complessiva.
Nonostante questi vantaggi, perché molte persone rimandano ancora i controlli?
Nonostante ciò, molte persone tendono ancora a rimandare i controlli. Le ragioni principali sono la mancanza di tempo, la sottovalutazione del rischio e, talvolta, la paura di una possibile diagnosi. Nei dirigenti è frequente la tendenza a mettere il lavoro al primo posto, trascurando segnali che invece meritano attenzione. È proprio per rispondere a queste criticità che al Centro Diagnostico Ostiense abbiamo sviluppato un modello di check-up profondamente diverso.
In cosa consiste questo modello di check-up?
Nel nostro Centro il check-up non è una semplice sequenza di esami, ma una vera e propria presa in carico globale del paziente. Ogni persona viene seguita da un’équipe dedicata che la accompagna lungo tutto il percorso: dall’accoglienza iniziale all’anamnesi approfondita, dalla scelta mirata degli esami fino alla fase conclusiva. Tutto è pensato per concentrare il percorso in tempi certi e compatibili con gli impegni professionali, senza rinunciare alla qualità clinica.
Cosa accade al termine del percorso di check-up?
Al termine del check-up, il paziente viene rivisto in modo accurato. Tutti gli esami strumentali e le analisi vengono riletti, integrati e interpretati in una visione complessiva, arrivando a conclusioni chiare, personalizzate e immediatamente utili. Questo approccio multidisciplinare, con un referente medico che ricompone l’intero quadro clinico, rappresenta un elemento distintivo del Centro Diagnostico Ostiense e costituisce un valore aggiunto reale per chi sceglie il nostro servizio.
Che ruolo gioca oggi l’innovazione tecnologica nella prevenzione?
L’innovazione gioca oggi un ruolo importante anche nella prevenzione: telemedicina, dispositivi wearable, intelligenza artificiale e piattaforme digitali stanno rendendo i percorsi sempre più personalizzati e predittivi. Tuttavia, la tecnologia da sola non basta. Serve un modello organizzativo solido e una responsabilità clinica chiara, che metta davvero il paziente al centro.
Qual è il messaggio finale che vuole lasciare a chi legge?
Il messaggio finale è semplice ma fondamentale: prendersi cura della propria salute è una scelta strategica. Un check-up efficace non significa semplicemente fare esami, ma affidarsi a professionisti che sappiano leggere i dati, interpretarli e trasformarli in indicazioni concrete. Quando la prevenzione è strutturata, guidata e personalizzata, diventa uno strumento di libertà, capace di garantire continuità, serenità e qualità della vita nel tempo.


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