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Eni Sustainable Mobility S.p.A., operativa dal primo gennaio 2023, controllata da Eni che ne detiene il 100% del capitale, è una nuova società dedicata alla mobilità sostenibile e posizionata in modo unico come business multi-energy e multi-service focalizzato sul cliente

La transizione energetica è la più grande sfida del nostro tempo. Coinvolge economia, società, ambiente e passa da abitudini, stili di vita e uso di nuove tecnologie. Una sfida che l’Unione Europea ha scelto di affrontare fissando nel pacchetto di misure “Fit for 55”, il piano sul clima ed energia e che racchiude due macro obiettivi. Il primo riguarda la riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 55% rispetto al 1990, entro il 2030. Il secondo traguardo riguarda la neutralità carbonica al 2050. È quindi fondamentale accelerare una transizione verso nuove forme di mobilità per essere realizzata nei tempi previsti ed in modo efficiente richiederà necessariamente un approccio tecnologicamente neutro, che preveda la valorizzazione di tutti i vettori energetici disponibili, tra cui la diffusione capillare di sistemi di ricarica elettrica e dei carburanti alternativi. La parola chiave in tutti i settori, incluso quello dei trasporti, è quindi decarbonizzazione, dove la stima a livello mondiale indica che le emissioni di gas ad effetto serra correlate all’energia rappresentino la quota più cospicua, il 73% del totale, al cui interno il settore dei trasporti peserebbe per il 16,2%.

In questo contesto è nata la società Eni Sustainable Mobility, controllata da Eni che ne detiene il 100% del capitale, operativa dal primo gennaio 2023, che incorpora tutte le attività dedicate alla mobilità sostenibile per fornire servizi e prodotti progressivamente decarbonizzati per la transizione energetica, accelerando il percorso verso l’azzeramento delle emissioni lungo il loro intero ciclo di vita.

Eni Sustainable Mobility consente sia di integrare che di valorizzare in modo efficiente attività come la bioraffinazione e la commercializzazione di prodotti e servizi per la mobilità sostenibile, liberandone il potenziale. All’interno di Eni Sustainable Mobility sono, infatti, confluiti gli asset esistenti di bioraffinazione e biometano, che includono gli impianti di Porto Marghera (Venezia) e Gela, la joint venture St. Bernard Renewables (SBR) per la bioraffineria in Louisiana (USA) e lo sviluppo di nuovi progetti, alcuni già oggi in corso di valutazione, tra cui due nuove bioraffinerie, a Livorno e a Pengerang in Malesia.

Per raggiungere il target delle zero emissioni nette entro il 2050, uno degli obiettivi di Eni, le bioraffinerie ricoprono un ruolo centrale. Eni è stata la prima al mondo ad aver riconvertito, nel 2014, una raffineria in bioraffineria a Venezia, avviando poi nel 2019 una seconda bioraffineria a Gela. Oggi, la capacità di lavorazione autorizzata è di oltre un milione di tonnellate/anno e se ne prevede un aumento nei prossimi anni con una crescita fino a 3 milioni di tonnellate al 2025 ed oltre 5 al 2030.

Bioraffineria Eni di Venezia

Dalla fine del 2022 le bioraffinerie Eni sono “palm oil free”: si è così concluso definitivamente l’approvvigionamento di olio di palma in uso negli impianti di Venezia e Gela per la produzione di biocarburanti idrogenati, utilizzando e prediligendo scarti e residui di origine vegetale o animale, quali gli oli usati di frittura e i grassi animali.

Poiché gli obiettivi strategici di Eni richiedono un’importante fornitura di materie prime diversificate, l’azienda sta sviluppando una rete di agri-hub in alcuni Paesi africani con l’obiettivo di coprire una quota rilevante dell’approvvigionamento delle nostre bioraffinerie con una produzione che raggiungerà le 700.000 tonnellate nel 2026, creando allo stesso tempo opportunità di lavoro attraverso l’espansione delle attività agricole in terreni marginali e abbandonati senza entrare in competizione con la filiera alimentare.

Nelle bioraffinerie già oggi viene in parte realizzato il biojet, ovvero biocarburante per l’aviazione: nel 2024 è previsto l’avvio della produzione di Eni Biojet (il SAF, Sustainable Aviation Fuel, che contiene il 100% di componente biogenica ed è idoneo ad essere utilizzato in miscela con il jet convenzionale fino al 50%) sia a Gela che a Venezia.

E dalle bioraffinerie arrivano sul mercato molti prodotti per la mobilità su strada tra cui carburanti di natura biogenica come l’HVO (Hydrogenated Vegetable Oil) 100% di origine biogenica e il biometano, che si integrano assieme a vettori energetici come l’idrogeno e l’elettrico in un altro degli asset fondamentali della nuova società: la rete di oltre 5.000 stazioni di servizio in Europa che sono oggi dei veri e propri “hub” per la transizione energetica, facilmente accessibili e in grado di soddisfare le esigenze dei clienti in movimento.

Grazie a caratteristiche come una presenza capillare sul territorio, la disponibilità di spazi e la semplicità di accesso, le stazioni di servizio Eni costituiscono un punto di riferimento importante per le persone in movimento. È un cambio paradigma: Eni Sustainable Mobility attraverso la sua rete passa dall’essere un fornitore di commodity a essere un player del mercato dei servizi per le persone e per la mobilità.

Già oggi sono attivi i Telepass Point dove si possono richiedere o sostituire i telepass, è presente un servizio di pagamento dei bollettini postali, è possibile prelevare denaro quando si effettua il rifornimento, si possono ritirare pacchi ed acquistare una gamma di prodotti alimentari di qualità o, ancora, fare uno spuntino in uno degli Enicafè che, con 600 punti ristoro, costituisce la catena di bar più grande d’Italia. A Eni Sustainable Mobility appartengono anche altri servizi per la mobilità, tra cui il car sharing Enjoy, attivo in cinque città in Italia, Milano, Roma, Firenze, Bologna e Torino. Enjoy conta oltre 1 milione di clienti e che dispone di circa 3.000 veicoli.

Il viaggio verso le zero emissioni nette su scala globale è dunque complesso ed è richiesto il massimo contributo di tutte le tecnologie pulite ed efficienti disponibili per contrastare il cambiamento climatico. Con la nascita di Eni Sustainable Mobility puntiamo a ridurre le emissioni di CO2 in settori come quello dei trasporti, operando una radicale trasformazione degli attuali modelli di consumo ed assicurando allo stesso tempo per tutti l’accesso all’energia in un modo efficiente e sostenibile, obiettivo che costituisce la principale sfida e al tempo stesso la condizione necessaria per il settore energetico che guarda a un futuro realmente “low carbon”.