Il periodico di Federmanager Roma

L’importanza di aderire a Federmanager

Per i colleghi dirigenti è importante scegliere di aderire a Federmanager. Una decisione che deve nascere soprattutto su basi ideali, che si fondano su solidarietà e colleganza al fine di moltiplicare le forze, ma senza dimenticare argomenti pragmatici di tutela dei propri interessi

Sono passati moltissimi anni ma il ricordo è ancora vivo nella mia mente. Pochi giorni dopo la mia nomina a dirigente, il coordinatore della RSA della mia azienda Claudio Ricci mi venne a trovare e mi spiegò con poche, semplici, convincenti parole, quanto fosse importante la solidarietà tra colleghi che si incarnava nella rappresentanza aziendale. Subito mi iscrissi a Federmanager e mi candidai per la rappresentanza interna. In seguito, dopo alcuni anni trascorsi con impegno nella RSA, la seconda presa di coscienza è avvenuta quando ho partecipato a uno stage di due giorni organizzato da Federmanager Roma. In quella occasione ho preso coscienza di quanti colleghi fossero in difficoltà anche in aziende importanti.

Il secondo giorno, essendo arrivato con anticipo, mi sono fermato a parlare qualche minuto davanti a un caffè con Lorenzo Urbano, storico rappresentante dei colleghi delle Poste Italiane, e ricordo che Lorenzo, con la schiettezza che lo caratterizza, mi ha fatto capire che si trattava di fare una scelta di campo: restare tiepidi e recitare una liturgia associativa come se fosse unamessa cantata oppure schierarsi e combattere con tutte le proprie forze per la tutela dei colleghi.

L’importanza di aderire a Federmanager

Sono passati circa dieci anni da quel giorno ma ricordo come se fosse ora che pensai che il lavoro dei nostri grandi coordinatori delle rappresentanze RSA nelle aziende, come Claudio, Lorenzo, Paolo e tanti altri, portava in sé lo spirito della celebre frase della poesia di John Donne che recita: “E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: essa suona per te”. Se un collega ha problemi bisogna aiutarlo come se i suoi problemi fossero i nostri perché solo facendo così il giorno che dovessimo avere problemi potremo avere il diritto morale di chiedere agli altri colleghi di aiutarci. Da allora mi sono impegnato anche nella nostra Federmanager Roma nella quale, da cinque anni, ricopro l’incarico di Vicepresidente che esercito con questo spirito.

Credo di poter affermare che non c’è collega che mi abbia contattato direttamente che non abbia ricevuto da me ascolto, conforto e un aiuto – soprattutto tramite i nostri uffici del terzo piano di via Ravenna – per i propri problemi sindacali, previdenziali o assistenziali. Nell’aiutare i colleghi ho avuto una crescente soddisfazione che ha sempre affondato le proprie radici nella consapevolezza che se fossimo capaci tutti noi colleghi dirigenti industriali di aiutarci l’un l’altro con profondo spirito di solidarietà e di colleganza moltiplicando insieme le nostre forze, saremmo in grado davvero di risolvere la maggior parte dei problemi della nostra categoria e, visto che noi siamo la spina dorsale dell’industria, di risolvere anche i problemi del Paese, cosa che la maggior parte dei politici ancora non riesce a capire.

Questa profonda base ideale dovrebbe da sola essere sufficiente a suggerire l’impegno, ma spesso non basta perché a molti sembra un’utopia. Io chiaramente non sono d’accordo, ma mi rendo conto che molti colleghi sono stati resi cinici dalle infinite ingiustizie subite nella nostra società ingrata e che, specialmente i più giovani, sono spesso individualisti e convinti di non avere bisogno di nessuno, salvo poi doversi sempre ricredere ad un certo punto della propria carriera, perché come diceva John Donne “nessun uomo è un’isola”.

Ma anche per questi colleghi pragmatici io ho una risposta sulle ragioni che devono spingerli convintamente ad impegnarsi almeno con l’iscrizione a Federmanager. Di solito a questi amici dico: “Hai mai provato a vedere nel tuo cedolino quanti dei tuoi denari tutti i mesi sono versati per gli enti previdenziali e assistenziali? Quei soldi costituiscono la tutela per il tuo futuro e possono determinare per te la salvezza nei momenti difficili, ma tu sai dove vanno e chi li amministra?”. Di norma a questo punto ricevo risposte che fanno capire come molti colleghi siano convinti che si tratti di questioni che gestisce l’azienda o comunque di fattori che hanno una specie di vita automatica, la quale non richiede alcun impegno o accortezza da parte dei singoli dirigenti. A questo punto ho gioco facile nello spiegare che ciò non è vero.

Chiarisco che quei soldi vanno prevalentemente ad enti gestiti congiuntamente da Confindustria e da Federmanager come il FASI e il PREVINDAI ovvero dalla sola Federmanager come ASSIDAI. Spiego poi che le politiche attive nel caso un collega perda malauguratamente il lavoro sono promosse dalla nuova società paritetica Confindustria/Federmanager che si chiama 4.manager e che è stata da poco costituita.

Dopo aver detto questo faccio la domanda delle “cento pistole”: “Caro collega possibile che tutti i mesi tu dia in consegna migliaia di euro a questi fondi senza curarti di chi li amministra?”. E continuo nel ragionamento: “Questi fondi, caro collega, saranno la tua salvezza quando – Dio non lo voglia mai – avrai bisogno di un serio aiuto sanitario ovvero sarai anziano e avrai bisogno di un aiuto o di una integrazione economica alla tua pensione INPS. Non credi che per questo valga la pena di pagare poco più di duecento euro l’anno per iscriversi a Federmanager e avere più efficacemente voce in capitolo nella loro gestione? Come iscritto potrai votare per il Consiglio Direttivo di Federmanager Roma [o addirittura candidarti a farne parte] il quale a sua volta indica membri dei Consigli di Amministrazione di tutti questi enti, così come di Fondirigenti che eroga formazione finanziata e di tanti altri enti della galassia Federmanager. In tutti questi enti caro collega ci sono soldi tuoi e quindi – anche senza scomodare gli ideali che pure secondo me ci sono – per tutelare i tuoi interessi dovresti assolutamente iscriverti come minimo per avere il potere di verificare che le tue migliaia di euro che tutti mesi vanno in questi enti siano amministrate da persone di tua fiducia. Possibile che per amministrare il tuo budget in azienda o per gestire i tuoi soldi presso le banche o le assicurazioni tu ti preoccupi di scegliere tu stesso gli Advisor e invece per questi soldi tuoi che tutti i mesi vengono versati, come evidenzia chiaramente il tuo cedolino, tu non abbia nemmeno la più pallida e lontana idea di dove vadano e di chi li stia gestendo in questo momento?”.

L’importanza di aderire a Federmanager
Gherardo Zei, Vicepresidente Federmanager Roma

Ogni volta che ho avuto la possibilità di evidenziare a qualche collega questa situazione non ho mai ricevuto una risposta negativa. Moltissimi mi hanno detto che avevo ragione e che si sarebbero iscritti e tutti comunque hanno smesso di fare spallucce e mi hanno promesso che ci avrebbero pensato seriamente.

Detto questo io resto del parere che i motivi ideali siano prevalenti e che la ragione di fondo, la pietra filosofale e l’imperativo morale del nostro impegno risieda essenzialmente nel fatto che impegnarsi per una categoria la cui promozione significherebbe al tempo stesso fare giustizia e promuovere il rilancio del paese sia una battaglia morale. E tuttavia mi sembra di avere evidenziato chiaramente che anche sul piano pragmatico la partecipazione alla vita di Federmanager, perlomeno con l’iscrizione, sia la cosa più conveniente e utile da fare per ciascuno.

Se poi qualcuno di voi ha voglia di parlare con me direttamente – da collega a collega – di questo o di qualsiasi altro suo problema non gli rimane che telefonare ai nostri uffici di via Ravenna e farsi dare il mio numero di cellulare. Io sono a disposizione perché come diceva John Donne “nessun uomo è un’isola”. E noi non siamo individui isolati ma siamo colleghi e questo significa qualcosa.

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