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Filippo Tortoriello: Superare l’immobilità

Filippo Tortoriello: Superare l’immobilità

Burocrazia, carenza infrastrutturale, ritardi della politica, sono alcuni dei problemi messi sul tappetto dal presidente di Unindustria Filippo Tortoriello per spiegare la difficoltà reale delle imprese. Solo la capacità della classe manageriale fa sì che il Paese continui a tenere

I temi che hanno caratterizzato gli interventi dei relatori sono stati al centro del contributo di Filippo Tortoriello, Presidente di Unindustria, l’Unione degli Industriali e delle Imprese del Lazio. Da un angolo visuale assolutamente privilegiato e che monitora quotidianamente la vita delle imprese, ha voluto offrire un apporto concreto e sottolineare cosa è indispensabile fare per rafforzare la loro competitività ed ampliare il loro mercato di riferimento. La carenza infrastrutturale nel nostro Paese è, secondo Tortoriello, “un freno a mano alla ripresa della nostra economia”.

La soluzione non è certo abbandonare l’Europa: “Se si parla di crescita del nostro Paese, è importante sfatare immediatamente un falso mito. Se non cresciamo non è per colpa dell’Europa”. Se si guarda agli ultimi 20 anni l’Italia è cresciuta del 3%, la Francia del 23%, la Germania del 24%, la Spagna del 31%, l’intera Europa senza l’Italia del 27%. Dati inequivocabili che dimostrano con tutta evidenza che “non è l’Europa che ha impedito al nostro Paese di crescere, ma un sistema farraginoso di lacci e lacciuoli, con una componente burocratica-amministrativa da incubo”.

Tortoriello punta l’indice sulla politica: “non c’è stato governo, di centrodestra o centrosinistra o quest’ultimo che è un ibrido, che abbia affrontato in modo strutturale i problemi del nostro Paese. In queste condizioni è complicato fare impresa”. Nonostante questo l’Italia è il secondo Paese manifatturiero in Europa e tra i primi esportatori. Un risultato frutto soltanto della capacità dei manager all’interno delle aziende.Ugualmente urgente è il tema della digitalizzazione che si impone in modo drammatico. Anche qui, secondo Tortoriello, “l’Italia è in ritardo, in quanto parlare di digitalizzazione significa fare riferimento alle infrastrutture e la carenza di queste si risolve in una difficoltà reale per le imprese”.

Crescere significa anche formare, per fortuna “il patrimonio formativo che possiamo offrire fa della Regione Lazio la prima a livello europeo. Come ha ben evidenziato il direttore generale della LUISS, oltre a una formazione tecnica c’è una componente umana che ci mette nelle condizioni di essere fra i più apprezzati a livello mondiale. La competizione globale si fa sempre più difficile e solo rimanendo saldi in Europa dobbiamo e possiamo competere con Paesi come Stati Uniti e Cina. Da soli non andremmo da nessuna parte”.

A conclusione del suo intervento, Filippo Tortoriello ha affrontato un altro dei temi caldi del dibattito: la cyber security. “Una sfida enorme. Gli hacker possono mettere in ginocchio un Paese con danni drammatici peggiori di quelli di una guerra. Per far fronte bisogna investire centinaia di miliardi. La Cina investe 400 miliardi nella ricerca, gli Stati Uniti 380 miliardi. Il nostro Paese è l’ultima ruota”. Anche qui è necessario guardare all’Europa e solo all’interno di essa “abbiamo la possibilità di poter competere”. Se pensiamo di affrontare tutto da soli saremo destinati a perdere.

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