Stefano Cuzzilla

La sicurezza innanzitutto

La sicurezza innanzitutto

Federmanager è pronta a far parte del patto di alleanza tra istituzioni, società civile, forze sociali ed economiche per la sicurezza sul lavoro, auspicato dal Presidente Mattarella

Ho avuto l’onore di partecipare alle celebrazioni, tenutesi al Quirinale, per la giornata del Primo Maggio. L’evento, che ha testimoniato il valore fondante del lavoro per la nostra Repubblica, è stato concluso dall’intervento del Presidente Sergio Mattarella.

Come sempre, le parole del Presidente si sono distinte per l’altissimo valore etico, politico e sociale, con particolare attenzione al tema della sicurezza sul lavoro perché, come ha sottolineato, “l’integrità della persona e della salute dei lavoratori è parte essenziale della visione che ispira il nostro patto costituzionale”.

I dati che si registrano in Italia parlano chiaro e destano sconcerto: le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail tra gennaio e marzo sono state 194.106, in aumento del 50,9% rispetto alle 128.671 del primo trimestre del 2021.

Pur considerando l’incidenza delle denunce di infortunio da Covid-19, è la fotografia di un Paese che sta cercando di avviare la ripresa, rimettendo in moto produzione e lavoro, ma ancora incapace di garantire l’incolumità e la piena sicurezza dei lavoratori.

Non si può pensare di andare avanti così. I grandi cantieri che si apriranno per realizzare la crescita nazionale dovranno obbedire a un imperativo che non ammette fraintendimenti: “Safety first”. Non esiste ripresa senza sicurezza.

Accogliamo quindi con grande favore le parole pronunciate, nel corso della giornata al Quirinale, dal Direttore generale dell’Inail, Andrea Tardiola, che ha posto l’obiettivo di “un Pnrr della sicurezza, per impedire che nei prossimi anni più lavoro equivalga a più incidenti sul lavoro”.

I nostri manager giocheranno un ruolo da protagonisti in tal senso, poiché è indispensabile che nelle aziende si diffonda una nuova cultura d’impresa, incentrata sulla sicurezza. Ecco perché dedichiamo grande attenzione alla formazione delle competenze manageriali che oggi servono davvero per guidare l’innovazione operativa e culturale.

C’è bisogno di dare una svolta al modo di concepire l’impresa: deve essere globale, ma più attenta al territorio, produttiva, ma sicura e socialmente responsabile, innovativa, ma anche inclusiva, competitiva, ma più equa in termini di opportunità. Solo attraverso tali prospettive si riuscirà inoltre a riattivare quell’ascensore sociale che sembra essersi fermato.

Non abbiamo quindi il timore di andare avanti, indulgendo in titubanze più o meno di facciata, e alle istituzioni chiediamo di favorire una crescente sinergia con le rappresentanze manageriali.

Proprio tenendo fede alle parole del Presidente Mattarella, che sulla sicurezza ha auspicato “un patto di alleanza tra istituzioni, società civile, forze sociali ed economiche, per sottolineare con forza l’impegno a combattere un flagello che sconvolge la vita di troppe famiglie, rappresenta un’umiliazione per il mondo delle imprese e una sconfitta per chi, producendo beni e servizi, vede la propria attività sfigurata da queste morti”.

 

Le competenze per innovare

Le competenze per innovare

I manager devono guidare il processo di trasformazione digitale del Paese. In questa prospettiva abbiamo sottoscritto un patto di collaborazione con Aused, Cio Aica Forum, Cio Club Italia, Cionet Italia e Fidainform, associazioni di rappresentanza dei manager dei sistemi informativi.

L’innovazione è uno dei pilastri su cui fondare la ripresa nazionale, come dimostra chiaramente la direzione intrapresa dal nostro Paese. Per la missione numero 1 del PNRR, denominata Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo, il piano prevede lo stanziamento di oltre 40 miliardi di euro.

Risorse ingenti, in grado di far cogliere all’Italia tutte le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, descritte da termini come digitale, robotica, Internet of things.

Per proiettare davvero il Paese nel futuro e per favorire una crescita stabile e durevole, è necessario però che i processi di innovazione siano guidati, nel settore pubblico e in quello privato, da manager dotati delle competenze decisive per incidere.

Proprio nell’ottica di strutturare un solido network di conoscenze e competenze che possa collocarsi come interlocutore di primo piano per le istituzioni e l’intero settore privato, la nostra Federazione ha recentemente sottoscritto un patto di collaborazione e consultazione permanente con le più rilevanti associazioni di rappresentanza dei manager dei sistemi informativi (Aused, Cio Aica Forum, Cio Club Italia, Cionet Italia e Fidainform).

L’intero sistema produttivo italiano, a partire dal vastissimo bacino di Pmi che caratterizza il nostro patrimonio industriale, ha bisogno, oggi più che mai, di puntare sulla managerialità It d’eccellenza, considerando che nei prossimi anni la gran parte dei processi produttivi arriverà a essere completamente automatizzata. Ecco perché, insieme a queste associazioni, intendiamo costituire percorsi di certificazione delle competenze che offrano ai manager It aggiornamenti qualificati di tipo tecnico (si pensi a un tema continuamente “in progress” come quello della cybersecurity), oltre a un potenziamento complessivo delle soft skill indispensabili per guidare realtà di successo.

Riteniamo che i manager It, formati attraverso i nostri percorsi, possano davvero rappresentare degli “agenti del cambiamento” e possano progressivamente pesare sempre più anche all’interno dei consigli di amministrazione.

Pensiamo inoltre a un ulteriore step: proponiamo infatti che, nel quadro delle tante risorse oggi disponibili per il Paese, sia prevista l’istituzione di un voucher adeguatamente calibrato che aiuti finanziariamente le aziende, soprattutto le Pmi, ad avvalersi di manager It.

Anche perché i processi di digitalizzazione sono necessari per realizzare altresì uno sviluppo davvero ambientalmente sostenibile. Basti pensare alle molteplici applicazioni su cui tali processi incidono in tutti i settori: dall’energia alla produzione manifatturiera, ai trasporti, alla sanità, all’organizzazione del lavoro, solo per citarne alcuni.

Lavoriamo quindi, insieme, per contribuire a guidare la crescita dell’Italia sul doppio binario dell’innovazione e della sostenibilità.

4.Manager lancia “Rinascita manageriale”

4.Manager lancia “Rinascita manageriale”

4.Manager, da sempre in prima linea per la valorizzazione del patrimonio delle competenze manageriali a beneficio della crescita delle imprese, lancia “Rinascita manageriale”, un’iniziativa di politica attiva per il rilancio del Paese: 4 milioni di euro stanziati a favore delle aziende che assumono un manager inoccupato o lo ingaggiano come Temporary manager.

“Rinascita manageriale” (qui per leggere le linee guida) è un progetto, lanciato da 4.Manager, mai sperimentato in Italia in ambito manageriale a livello nazionale, che prevede lo stanziamento di 4 milioni di euro, sotto forma di rimborso spese, a favore delle aziende che assumono un manager inoccupato o lo ingaggiano come Temporary manager in 4 settori considerati strategici: innovazione e digitalizzazione, sostenibilità, organizzazione del lavoro post-Covid ed export.

Riteniamo sia un approccio innovativo – commenta Stefano Cuzzilla, Presidente di 4.Manager – che ci pone sempre all’avanguardia nella ricerca customizzata di soluzioni a misura dei dirigenti. Grazie a questo percorso, ci proponiamo di promuovere iniziative concrete sul tema innovativo delle politiche attive e ad alto valore aggiunto”.

L’iniziativa, rivolta da un lato alle imprese che applicano il CCNL dirigenti delle imprese produttrici di beni e servizi e versano il contributo previsto a 4.Manager e dall’altro ai manager inoccupati del comparto industriale, si pone tre diversi obiettivi: intercettare le imprese che vogliono cogliere le opportunità della ripresa e agganciare le risorse del Pnrr, incentivare  il reinserimento delle figure manageriali nel sistema produttivo e sostenere le imprese nella realizzazione dei propri interventi di sviluppo.

È un segnale importante l’aumento della domanda di figure manageriali che stiamo registrando e, in quest’ottica – continua Cuzzilla – diventa fondamentale contribuire concretamente al reperimento e al reinserimento nel mercato del lavoro di figure dirigenziali. L’investimento di 4.Manager si  pone l’obiettivo di realizzare iniziative di politiche attive al fine di sostenere la crescita dei manager e delle imprese per garantire la ripartenza e assicurare uno sviluppo sostenibile”.

Foto Pexels

Prima della pandemia 7 imprenditori su 10 avvertivano il bisogno di dotarsi di competenze manageriali per lo sviluppo dell’impresa. A un anno di distanza, oltre a non esserci stata la temuta emorragia di figure manageriali, registriamo una ripresa della domanda di dirigenti pari a un +50%. I dati elaborati dall’Osservatorio 4.Manager sono confortanti ma registrano anche una difficoltà, per il 48,4% delle aziende italiane, a reperire le competenze manageriali.

Per quanto riguarda invece i manager inoccupati, l’Osservatorio stima complessivamente che siano circa 6.000 nel settore manifatturiero, più altri 4.000 nel settore del commercio. Non è solo un problema di avere disponibili le competenze manageriali adeguate alle nuove necessità ma anche quello di mettere in atto strumenti nuovi che consentano di facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Questo progetto ha l’ambizione di rispondere attraverso la bilateralità a entrambe queste esigenze.

Nello specifico, il progetto prevede lo stanziamento di 4 milioni di euro che saranno destinati alle imprese che ingaggiano un manager inoccupato, sottoforma di rimborso spese per le fasi di assessment delle esigenze aziendali e di ricerca e selezione del personale.

 In particolare, sono previsti i seguenti rimborsi:

  • fino a un massimo di 30.000 euro, nel caso in cui il manager venga assunto a tempo indeterminato;
  • fino a un massimo di 15.000 euro, nel caso in cui il manager venga assunto a tempo determinato o attraverso un contratto di lavoro senza vincolo di subordinazione.

Inoltre, 4.Manager supporta le imprese con:

  • l’accesso gratuito ad una piattaforma e-learning per il rapido inserimento del manager in azienda;
  • il rimborso della quota contributiva per un anno (due se il manager è donna) a carico dell’azienda per l’assistenza sanitaria Fasi del dirigente;
  • informazioni per il ricorso a eventuali incentivi pubblici di settore.

 Rinascita manageriale si aggiunge e completa le iniziative già in corso in materia di outplacement in attuazione del CCNL Dirigenti Industria, consolidando l’efficace azione di 4.Manager nel sostegno alle imprese e ai manager in tema di politiche attive del lavoro.

 

Un Patto della dirigenza per l’Italia

Un Patto della dirigenza per l’Italia

Grande successo, in termini di partecipazioni e riscontri sui media, per la nostra Assemblea nazionale. Le migliori competenze manageriali sono pronte a lavorare alla realizzazione del Pnrr.

La ripresa del nostro Paese non può prescindere da un ruolo centrale dei manager. Il contributo offerto dalle nostre professionalità sarà infatti determinante per realizzare gli interventi previsti dal Pnrr e per guidare un percorso di sviluppo sostenibile e inclusivo. In ragione di ciò, dal palco della nostra Assemblea nazionale, ho voluto lanciare con forza il “Patto della dirigenza per l’Italia”, un piano di intenti che promuova una stretta collaborazione tra pubblico e privato per aiutare l’Italia a crescere, nel rispetto della legalità e valorizzando le tante competenze che i nostri manager possono mettere a disposizione.

L’Assemblea ha rappresentato un successo senza precedenti per la nostra Federazione. All’evento hanno partecipato oltre 600 tra dirigenti d’impresa e rappresentanti di vertice delle istituzioni, tra cui esponenti del Governo, oltre a primarie personalità delle rappresentanze industriali e politiche.

Numerosissime sono state inoltre le uscite sulla stampa e sui principali telegiornali nazionali, che hanno coperto l’evento con servizi di primo piano. Una soddisfazione enorme per il nostro impegno, che ogni giorno portiamo avanti, anche grazie al prezioso lavoro svolto sul territorio.

Come manager, siamo pronti a essere coinvolti sul banco di prova principale, quello che riguarda il più ambizioso piano di riforme e investimenti che si ricordi dal dopoguerra, magistralmente strutturato dal Governo Draghi.

L’Italia saprà spendere gli oltre 222 miliardi di euro previsti, oltre alle altre risorse nazionali ed europee disponibili?

È un’impresa titanica, ma per farcela servono le migliori competenze manageriali, quelle delle donne e degli uomini che ogni giorno sono chiamati, nelle proprie aziende, a superare gli ostacoli imposti dalla crisi. La cultura manageriale è la via per gestire le risorse del Pnrr come un grande budget da utilizzare per il bene comune.

Promuovendo altresì un’impostazione progettuale che non si barrichi dietro i “no” di comodo, ma abbia il coraggio di dire chiaramente sì alle opportunità, industriali e infrastrutturali, che il Paese ha di fronte. È cruciale che gli impegni previsti siano realizzati attraverso, per rispettare le verifiche progressive delineate dall’Ue e per rispondere alle giuste aspettative delle giovani generazioni.

Su questo punto, nel corso dell’Assemblea, ho registrato un’ampia e confortante adesione da parte dei colleghi presenti e una proficua interlocuzione con i nostri autorevoli ospiti. Il settore pubblico deve aprirsi davvero alle migliori potenzialità del privato. Non è ammissibile, come ho pubblicamente affermato, che sia mantenuto, per le retribuzioni dei manager nella Pa o nelle società partecipate, un tetto che è assolutamente fuori mercato e che non può portare ad avere “in squadra” i migliori. Se il nostro Paese vuole essere competitivo, deve smetterla di giocare al ribasso. Possiamo pensare in grande perché abbiamo grandi capacità.

 

Quella matassa da districare

Quella matassa da districare

La burocrazia costa circa 30 miliardi di euro all’anno alle Pmi italiane. Ora che il Pnrr traccia la strada delle riforme, l’imperativo è: ammodernare il Paese, semplificare tutto!

Affinché la ripresa post Covid non sia solo un auspicio, ma diventi tema costitutivo della nostra quotidianità, le riforme di accompagnamento al Pnrr vanno attuate nel segno di un riavvicinamento dello Stato ai cittadini. Con un imperativo chiaro: districare la matassa burocratica che limita le potenzialità delle imprese italiane.

Oggi la burocrazia costa circa 30 miliardi di euro l’anno alle aziende del nostro Paese e può pesare fino al 4% del fatturato di una piccola impresa. Le nostre migliori risorse professionali sono spesso costrette a rapportarsi con procedure troppo complesse e con una stratificazione normativa sconfortante, oltre che con modalità e tempistiche autorizzative non all’altezza di un Paese competitivo.

Il Pnrr è la grande chance che abbiamo non solo per ripartire, ma anche per rivedere l’impianto organizzativo del Paese, superando il vizio italiano dell’immobilismo che si barrica dietro una costante incapacità decisionale.

Le grandi opere devono essere fatte, va detto convintamente. E si possono fare senza lasciare margini alla corruzione, al clientelismo o al pressappochismo. Abbiamo tutte le competenze manageriali e amministrative per realizzarle al meglio, valutando possibili impatti ambientali, economici e sociali.

Pubblico e privato devono lavorare insieme per incidere davvero sui territori, a partire dalle aree più fragili del Paese che hanno bisogno di interventi chiari, capaci di apportare benefici in termini di occupazione e benessere complessivo.

In questo senso, il nostro riferimento è la sostenibilità, intesa nella sua accezione più ampia e nel rispetto del principio cardine del “do not significant harm”: agire ma senza nuocere.

Come riportato anche da autorevoli fonti stampa, secondo l’ultima classifica annuale della Banca mondiale sulla facilità di fare impresa, l’Italia occupa la 58esima posizione, dietro il Kosovo.

Il Paese di Leonardo da Vinci, Marconi e Fermi è oggi aggrovigliato su sé stesso e non riesce a essere attrattivo per investitori esteri di qualità, che possano integrare il nostro sistema produttivo.

Ecco perché accogliamo con favore l’approccio fissato dall’agenda Draghi; il governo sta dimostrando di voler procedere in tempi brevi per offrire a istituzioni, cittadini e imprese il framework migliore in cui realizzare gli obiettivi del Pnrr.

La burocrazia è di fatto la struttura sociale più diffusa sul pianeta, che coi suoi costi stratosferici colpisce imprese e organizzazioni di qualsiasi dimensione e settore.

Ma un nuovo paradigma sta prendendo forma: decentralizzato, fondato sulla relazione e sulla trasparenza, leggero nelle regole e orientato a una strategia condivisa.

Questo vale per lo Stato, ma vale ancor prima per noi manager. Dobbiamo cambiare anche idea di organizzazione d’impresa, verso forme più agili, più veloci e più innovative. Ammodernando l’impresa, semplificando tutto.

 

Insieme con l’impegno di sempre

Assemblea ordinaria 2020: Insieme con l’impegno di sempre

L’Assemblea annuale 2020 di Federmanager Roma, tenutasi in modalità online nel rispetto delle disposizioni del governo, si è confermata, tanto più oggi con le difficoltà che la pandemia impone, occasione importante di attenta riflessione e confronto sui temi legati alla realtà industriale, occupazionale, economica, sociale e politica di Roma, del Lazio e del Paese

Lo scorso 29 ottobre si è svolta, in modalità online, nel rispetto delle disposizioni emanate dal governo, l’Assemblea annuale 2020 di Federmanager Roma. Seppur disattesa l’iniziale volontà di un incontro in presenza, anche in remoto numerosa è stata la partecipazione, sebbene con il dispiacere di non potersi incontrare e scambiare un saluto, per un appuntamento annuale aspettato dall’intera organizzazione romana punto di riferimento per oltre 20 mila manager industriali. A moderare gli interventi il giornalista Francesco Vergovich, che ha sottolineato come Federmanager Roma, di fronte ad un 2020 che ha messo a dura prova anche le menti più creative e produttive del Paese, abbia mostrato la sua capacità di reazione nel rispondere alle difficoltà.

Il Presidente Giacomo Gargano, aprendo i lavori, ha rivolto un sentito e caloroso saluto a Giancarlo Argenti, ringraziandolo per i suoi 40 anni di servizio all’interno di Federmanager Roma, gran parte dei quali come Segretario Generale, e per il suo impegno costante nell’offrire supporto, con dedizione e professionalità, a migliaia di colleghi: “Stargli accanto – ha commentato Gargano – ha rappresentato, per ognuno di noi, un’importante occasione di crescita umana e professionale. Lo saluto con l’apprezzamento e la stima che lui ben sa, mia e di tutti i colleghi da lui assistiti in questi anni”.

Assemblea Ordinaria 2020: Insieme con l’impegno di sempre

Carlo Imperatore, Segretario di Federmanager Roma

A raccogliere il testimone da Giancarlo Argenti è Carlo Imperatore, a cui il Presidente ha dato il benvenuto. Il nuovo Segretario ha voluto salutare i partecipanti, dicendosi onorato ed orgoglioso di entrare a far parte di una squadra di così alto livello: “Sono consapevole che è un ruolo di grande responsabilità, tanto più in un periodo storico come quello che stiamo vivendo, che richiede un grande sforzo di unità e coesione tra tutta la struttura, gli iscritti ed i componenti degli organi sociali. Il futuro è complicato, ma avvincente la sfida. Gli obiettivi che ho individuato sono sostanzialmente tre: rafforzare il profilo identitario dell’associazione; incrementare la qualità e la quantità di servizi e, ultimo ma non ultimo, aumentare la rappresentanza di una federazione che già ha un ruolo importantissimo sul territorio laziale e nazionale. In tale direzione tutte le mie energie e la mia professionalità, unitamente a quelle dell’intera struttura, saranno a disposizione di tutti gli iscritti”.

Daniele Leodori, Vicepresidente della Giunta Regionale del Lazio 

Daniele Leodori, Vicepresidente della Giunta Regionale del Lazio

Affrontando l’analisi dello stato dell’economia italiana e della Regione Lazio, il Presidente Gargano si è confrontato con Daniele Leodori, Vicepresidente della Giunta Regionale del Lazio, con le deleghe al coordinamento dell’attuazione del programma di governo e dei fondi comunitari. Nella sua ampia relazione, Leodori ha, in modo dettagliato e puntuale, ricordato le iniziative messe in campo dal governo regionale in questo difficile momento. La drammaticità dei numeri non deve far dimenticare le opportunità che il sistema Paese e la Regione Lazio devono cogliere guardando alla programmazione dei fondi strutturali 2021-2027 e al Recovery Fund. Leodori ha ricordato come, fin dal lockdown di marzo e aprile, la Regione Lazio abbia lavorato su tre assi parallele: “Il contrasto al virus, in quanto senza una situazione sanitaria tranquilla non è possibile programmare una fase successiva di rilancio.La messa in campo di tutte le azioni necessarie al rilancio dell’economia dei territori ed infine il sostegno alle persone in difficoltà e la lotta alla povertà, per far sì che questa pandemia sanitaria non diventi anche una pandemia sociale”. Importante, guardando agli obiettivi, la creazione di “un gruppo di lavoro, completamente gratuito, composto da professori universitari, mondo della ricerca ed altre realtà, chiamato giornalisticamente ‘Lazio Lab’, che ha cercato di immaginare la ripresa del Lazio in tre momenti diversi. Uno nell’immediato, con il sostegno alle aziende, l’immissione di liquidità nel sistema ed aiuti alle famiglie e ai comuni per cercare di tenere la situazione socio-economica il più possibile sotto i livelli di guardia della tensione sociale. Un secondo livello che andasse a ragionare sul medio periodo, quindi sulla programmazione dei Fondi 2021-2027. Ed infine un terzo livello che guarda al Lazio del futuro, il Lazio che vorremmo, la regione a cui tendere con una programmazione di lungo periodo”.Semplificare dovrà essere uno degli imperativi dell’azione della Regione e del Paese: “dovremo arrivare ad un sistema che possa autorizzare quasi tutto su autocertificazione o per dichiarazioni di atto notorio o per assunzione di responsabilità del dichiarante. Avremmo così la possibilità di autorizzare in tempi rapidissimi qualsiasi iniziativa di natura imprenditoriale o privata e al contempo un controllo più capillare e pene più severe per chi tradirà la fiducia della pubblica amministrazione. Sulla semplificazione ci giochiamo gran parte del rilancio del nostro Paese”.

Uguale attenzione dovrà essere dedicata al mondo della ricerca, dell’innovazione e dell’Università, con un impegno forte verso la digitalizzazione, definita da Leodori “un nuovo diritto umano ed assoluto”. “Un’azienda non interconnessa – ha aggiunto – che non ha accesso al mondo digitale, trainante nel settore economico e produttivo, non sta a passo con i tempi. La pubblica amministrazione deve fare in modo che tutto il territorio regionale abbia le stesse opportunità”.

Infine, soprattutto in riferimento al Recovery Fund, Leodori ha ricordato l’impegno per un grosso piano di investimenti infrastrutturali: “Il nostro brand è la Capitale, ma noi lo utilizzeremo al meglio se saremo in grado di far sì che tutte le province della regione possano essere tra loro interconnesse, in un sistema di viabilità su gomma e ferro. Pensiamo al collegamento della provincia di Frosinone con l’alta velocità, la città di Latina e il litorale sud pontino con un sistema di metropolitana di superficie che sostituisca la FL8 e lo stesso per la FL5 di Civitavecchia, ancora con il raddoppio della Roma-Viterbo e la creazione della ferrovia Roma-Rieti”.

Il messaggio all’Assemblea del Presidente Federmanager Stefano Cuzzilla 

Assemblea Ordinaria 2020: Insieme con l’impegno di sempre

Il Vicepresidente Federmanager Eros Andronaco ha portato all’assemblea il messaggio del Presidente Federale Stefano Cuzzilla

All’Assemblea Annuale 2020 di Federmanager Roma non è mancata la voce della federazione nazionale. Eros Andronaco, Vicepresidente Federmanager, ha letto ai partecipanti il messaggio di saluto inviato dal Presidente Stefano Cuzzilla. L’apertura è un invito all’unità: “Occorre uno sforzo straordinario da parte di tutti ed è importante rimanere uniti e coesi per centrare gli obiettivi dei prossimi mesi: resistere per non riesistere. È questo lo slogan con il quale vorrei accompagnarvi nella riflessione che avete organizzato nell’assemblea odierna e che rappresenta un momento importante. La discussione va alimentata e non silenziata”.

Rammaricato per non essere fisicamente presente, Cuzzilla ha voluto salutare e ringraziare il Presidente Gargano a conclusione dei suoi 6 anni di mandato: “Giacomo è una colonna portante della nostra organizzazione e Federmanager Roma ha mostrato grande vitalità anche in questo periodo complesso. La presidenza Gargano è riuscita ad assicurare continuità, ma soprattutto a far crescere Roma nella valutazione e considerazione. In Giacomo ammiro la capacità di svolgere il suo ruolo con competenza, garbo e determinazione e soprattutto con il coraggio di manager illuminato, con uno sguardo sempre proiettato in avanti, ma con i piedi ben saldi a terra”. Ed ha aggiunto: “Tutti i risultati sono stati possibili solo grazie al grande spirito di appartenenza e alla coesione del gruppo di presidenza e dell’intera base associativa. Le decisioni sono state sempre prese con l’intendimento di far qualcosa di utile per l’associazione, per la federazione nel suo complesso e quindi per tutte la categoria dei manager. Voglio rivolgere a Giacomo la più viva gratitudine per la passione, l’impegno, il senso di attaccamento, con affetto sincero”. Assemblea Ordinaria 2020: Insieme con l’impegno di sempre La situazione economica e sociale del Paese che si trova ad affrontare il dramma della crisi pandemica, richiede, secondo Cuzzilla, l’impegno di tutti per “scongiurare il rischio che la nostra crisi economica diventi strutturale. Le imprese devono essere sostenute verso nuovi modelli di business capaci di gestire il prossimo futuro, perché il rimbalzo del terzo trimestre finirà per essere l’unico di questo 2020.  Non sono solo le attività commerciali, le palestre o i ristoranti a patire l’effetto del nuovo semi-lockdown. È l’intero sistema economico ad essere a rischio”.

Federmanager è pronta a fare la sua parte: “Nei miei ultimi incontri con la Presidenza del Consiglio ed il ministro di Economia e Finanza, ho riconfermato la piena disponibilità della federazione a partecipare attivamente per avanzare proposte che impattino positivamente sulle imprese e sulla competitività del sistema. Se è così, allora possiamo anche leggere l’emergenza covid-19 come un vero e proprio acceleratore. Acceleratore di un processo di rinnovamento che era latente, un innesco di un processo di cambiamento che può mobilitare sforzi e investimenti finanziari, organizzativi, professionali, innovazioni strategiche e decisioni fondamentali”.

Prosegue intanto il dialogo con Confindustria ed il neo Presidente Bonomi. Ancora una volta primario sarà il ruolo dei manager: “Oggi, più di ieri, le strategie e le azioni da mettere in campo devono includere la valorizzazione del capitale manageriale, senza il quale non è possibile realizzare un rilancio innovativo e competitivo del sistema produttivo italiano. Noi manager siamo allenati alla anticipazione strategica dei fenomeni, così come alla velocità della competizione”. In questo senso fondamentale diventa “riconoscere il ruolo delle associazioni di categoria, ora che lavoratori ed imprese devono essere tutelati. I nostri manager stanno facendo la loro parte, ma capiamo che una fuoriuscita di alcuni di loro dal mondo dell’impresa sarà inevitabile. Dobbiamo cercare di essere preparati a questa evenienza, a gestire un andamento di risoluzioni di lavoro che potrebbe essere consistente”. Il Presidente Cuzzilla ha concluso il suo intervento con un invito a non fermarsi e andare oltre le difficoltà, perché, come diceva Seneca: “Non è perché le cose sono difficili che non osiamo, è perché non osiamo che sono difficili”.

Fare bene fare in fretta

Fare bene e fare in fretta

L’approvazione del piano Next Generation Eu ci impone il compito di spendere in fretta e nel migliore dei modi i fondi disponibili per ridare slancio al nostro sistema economico, individuando, con il contributo di tutti, settori strategici e priorità. Per riuscirci servono competenze

Anche nel periodo più buio della pandemia abbiamo sempre sostenuto che divergenze o localismi non avrebbero portato risultati. Abbiamo ribadito la necessità di scelte condivise, di coesione tra i territori e tra le Regioni, abbiamo ricordato più volte che un Paese coeso e unito è quello di cui tutti abbiamo bisogno.

La ripresa deve necessariamente passare da un piano di politica industriale che non può quindi prescindere dal contributo congiunto del Governo e delle istituzioni ma anche dei territori, delle aziende e dei manager. Adesso che abbiamo alle spalle anche la recente competizione elettorale, ci auguriamo che tutti gli sforzi siano diretti a sciogliere i nodi strutturali del nostro sistema economico, realizzando gli interventi di cui il territorio necessita. Abbiamo di fronte una opportunità storica che non possiamo perdere.

L’approvazione del piano Next Generation Eu ha portato già in dote un rafforzamento dell’Unione europea. È stata la dimostrazione storica dell’importanza di questa istituzione, che è riuscita a far prevalere una visione politica e di solidarietà reciproca dopo lunghi negoziati che rischiavano di pregiudicarne persino il senso.

A noi spetta il compito di spendere nel migliore dei modi e in fretta i fondi disponibili per ridare slancio al nostro sistema economico ma anche alle comunità regionali e locali. Non parlo solo dello stanziamento europeo, ma di tutte le misure che in questi ultimi mesi sono state adottate per far fronte all’emergenza, sostenere lavoratori e famiglie.

Sia chiaro a tutti che questo è il tempo degli investimenti. È questa l’occasione per sanare ritardi accumulati da anni in tema di infrastrutture, opere grandi e piccole, innovazione, reti digitali, sostenibilità e riconversione green dell’industria. Aggiungo che mi piacerebbe pensare che, poiché stiamo facendo debito, poiché saranno le generazioni future a sostenerne il peso maggiore, tutte le forze politiche e sociali si impegnino a sostegno della scuola, dell’istruzione e della ricerca.

Enti territoriali, politici locali, associazioni di categoria sono già partite all’assalto per conquistare una quota dei fondi europei destinati all’Italia (81,4 miliardi in sussidi e 127,4 in prestiti). È quindi urgente predisporre al più presto piani di impiego delle risorse che siano seri e credibili individuando i settori strategici e le priorità su cui puntare. Un forte indirizzo nazionale, concordato poi con gli enti locali, e una gestione che sia il più possibile vicina ai territori sono gli ingredienti necessari per avere un Paese più equo e più competitivo.

Ci vogliono competenze per riuscirci, non mi stanco mai di ricordarlo. Solo la competenza ci fa andare avanti. I manager anche in questo periodo hanno dimostrato di saper reagire alla complessità organizzativa, gestionale, finanziaria conseguente all’emergenza. Noi, come organizzazione di rappresentanza, ci mettiamo a disposizione di tutti i livelli di governo per realizzare questo decisivo progetto per il Paese.

Muoversi nello Spazio-Tempo

Muoversi nello Spazio-Tempo

Dobbiamo progettare un nuovo modello urbano che ci permetta di coniugare benessere e produttività. Affidarsi alle competenze di un “mobility manager” può fare la differenza

Riconquistare gradualmente lo spazio esterno ci offre l’opportunità di riprogettare la mobilità. Il distanziamento sociale sta generando un rilevante impatto sia sugli stili di vita sia sull’organizzazione del lavoro, ponendoci molti interrogativi su come cambiare il modo con cui ci spostiamo, viaggiamo e abitiamo i nostri luoghi.

Ora che le nostre città si stanno riavviando, è il momento di orientarci verso un modello nuovo, di ripartire con un’impronta più “green”. È necessario un intervento sui grandi flussi e quindi sugli orari di lavoro, di apertura dei negozi, di ingresso nelle scuole e nelle università che dovranno essere flessibili. Ma è urgente anche un investimento massiccio nel sistema dei trasporti e delle infrastrutture, necessario prima della pandemia e adesso non più rinviabile.

Servono risorse per la manutenzione delle opere e per la costruzione di nuovi collegamenti.

L’alternativa è tornare a centri urbani inquinati, con alti livelli di congestione e di traffico oppure incoraggiare una mobilità attiva: dagli spostamenti a piedi a quelli in bicicletta, con piste ciclabili e infrastrutture moderne.

Andrà in un senso oppure nell’altro a seconda di come si comporteranno tanto il decisore pubblico quanto il mondo dell’impresa.

Le imprese sono tenute ad affrontare la questione logistica degli spostamenti per assicurare innanzitutto la sicurezza dei lavoratori. Un compito che può essere svolto dal “mobility manager”, che è una figura che già esisteva nelle aziende di grandi dimensioni e che il Decreto Rilancio, giustamente, ha imposto anche per chi supera la soglia dei 100 dipendenti.

Il “mobility manager” dovrà considerare soluzioni alternative di mobilità, prediligendo politiche aziendali che favoriscano il ricorso a mezzi più sostenibili, integrando queste scelte con le altre politiche organizzative e gestionali che ogni impresa è chiamata a rivedere per procedere in sicurezza.

Non si tratta solo di migliorare l’accessibilità alla sede aziendale o di ottimizzare i costi. Dietro alle scelte sulla mobilità insiste il grande obiettivo del miglioramento del benessere e della produttività dei propri collaboratori.

Di fronte alla complessità del momento, è quindi necessario puntare sulle competenze manageriali, in tutte le imprese. Affinché anche le Pmi possano dotarsi di un mobility manager, sarebbe opportuno prevedere un’incentivazione fiscale anche in forma di voucher per sostenerne l’inserimento, attingendo magari dal bacino di manager, anche temporaneamente inoccupati, ma che hanno competenze tecniche e specializzate.

Persone capaci che sappiano anche dialogare con il territorio circostante, tenendo a mente l’ambiente e sottobraccio gli amministratori locali.

Solo in questo modo riusciremo così a inaugurare un nuovo modo di lavorare e di abitare le nostre città. Dobbiamo gestire un’unica variabile spazio-tempo, come nella teoria della relatività ristretta. Collegati tra loro, spazio e tempo si modificheranno a seconda del sistema di riferimento a cui intendiamo affidarci.

Competenze manageriali per la crescita delle imprese

Competenze manageriali per la crescita delle imprese

Il momento è cruciale, in un Paese in equilibrio tra la speranza della ripresa e l’incubo della recessione, diventa obbligatorio ridurre la distanza tra domanda e offerta di competenze manageriali

L’Associazione 4.Manager, all’interno della quale opera l’Osservatorio Mercato del Lavoro e Competenze Manageriali, ha abbracciato l’ambizioso progetto di rispondere al fabbisogno reale dei protagonisti del tessuto produttivo italiano, sviluppando politiche attive per il lavoro manageriale e, cosa non banale, operando per la diffusione di una nuova cultura di impresa. Federmanager e Confindustria, come parti istitutive di 4.Manager, si riconoscono nell’obiettivo comune di configurare una nuova cultura d’impresa basata sull’alleanza tra imprenditori e manager. Il contesto internazionale, il noto debito pubblico italiano, la guerra globale sui dazi e la frenata della crescita dellUE, con lo spettro della recessione in Germania, sono tutti elementi che rafforzano la necessità di una forte sinergia.

Questo ci impone di attivare il ruolo di rappresentanza nel senso della promozione di strumenti e soluzioni che, partendo dalla forte carica di innovazione trainata dall’avvento delle nuove tecnologie, sostengano lo spirito imprenditoriale dei territori e rafforzino la dotazione di competenze di alta qualità del nostro management. Quindi, come obiettivo ulteriore, far crescere gli indici di produttività e di competitività delle imprese.

I dati che emergono dal II Rapporto dell’Osservatorio, dal titolo “Capitale Manageriale e Strumenti per lo Sviluppo”, ci dicono che il momento è cruciale. Siamo in equilibrio tra la speranza della ripresa e l’incubo della recessione. Partiamo da alcuni segnali confortanti che devono essere interpretati con attenzione. Un dato su tutti: rispetto al 2017 cresce nel Paese la domanda di manager. Figure in grado di guidare il cambiamento, accompagnando le aziende in un progressivo percorso di crescita.

Il 50% degli imprenditori intervistati dall’Osservatorio punta ad assumere manager nei prossimi tre anni (arriviamo al 76% nelle imprese con più di 50 dipendenti). Si apre quindi una grande sfida per tutti noi, che è racchiusa in due parole a me molto care: fiducia e competenza. Fiducia da parte degli imprenditori che avranno bisogno di aprire le porte delle aziende a professionisti di primo livello; competenza, quella che i manager dovranno sempre più maturare per competere in un mercato globale. Dobbiamo infatti lavorare per ridurre il mismatch tra domanda e offerta di competenze manageriali. Se gli imprenditori dichiarano di incontrare difficoltà nel reperire figure manageriali utili alle proprie attività, vuol dire che sta emergendo una necessità non supportata adeguatamente.

Il nostro compito è anche quello di offrire una risposta, aiutando il management a strutturare in modo nuovo il proprio ruolo, ad evolvere nelle competenze tecniche e tecnologiche richieste dai processi di innovazione. A queste occorre affiancare le cosiddette soft skills, quelle competenze trasversali che riguardano la capacità di motivare i team, l’orientamento all’innovazione e al cambiamento, la propensione ad adattarsi a scenari in continua evoluzione.

Il problema del mismatch, a ben vedere, deve interessare la politica attenta perché esso riguarda tutto il sistema: 6 posti di lavoro altamente qualificati su 10 mostrano una carenza di competenze; 4 lavoratori su 10 sono troppo o troppo poco qualificati per il lavoro che stanno svolgendo.

E poi c’è l’allarme esplicito dell’OCSE: “Il sistema italiano di formazione permanente non è attrezzato alle sfide future. Solo 20,1% degli adulti ha partecipato a programmi di formazione professionale nell’ultimo anno, solo il 60% delle imprese con più di 10 dipendenti offre formazione continua, contro una media europea del 75,2%”. Sosteniamo ad esempio ogni misura che, come il credito d’imposta alla formazione 4.0, incentivi l’investimento in questo ambito da parte dei datori di lavoro. L’impresa deve essere incentivata ad aggiornare le competenze delle sue risorse.

La formazione è per la vita. Esprimiamo soddisfazione per aver visto accolte le sollecitazioni su provvedimenti come il voucher per l’innovation manager e per la riconferma degli interventi su Impresa 4.0: stiamo andando nella direzione giusta che meriterebbe un incremento delle risorse messe a disposizione e un carattere il più possibile strutturale, per dare continuità, per consentire a un numero crescente di soggetti interessati di avervi accesso.

Perciò chiediamo di avere più coraggio, perché serve una rivoluzione culturale nella mentalità politica, per dare senso a incentivi e agevolazioni che, per essere efficaci, devono essere il più
possibili strutturali e certi. Altrimenti il privato non investe. Altrimenti la fiducia non si diffonde. Chiediamo anche di avere più attenzione. In un Paese che è stato definito “a crescita zero”, ogni livello di amministrazione deve remare nella stessa direzione.

È significativo quello che il Rapporto evidenzia circa i bandi pubblici: dopo una mappatura su larga scala, si scopre che in 5 anni ci sono stati 2.452 bandi che hanno riguardato temi come competitività, Pmi, occupazione e innovazione. Di questi, solo 232 hanno “potenzialmente” coinvolto figure manageriali, con 87 bandi contenenti un riferimento diretto o indiretto alle competenze manageriali.

Questo è il momento del coraggio, della collaborazione tra mondo della politica, dell’impresa e del management, di professionalità qualificate e sempre aggiornate.

Stefano Cuzzilla: Capacità a disposizione del Paese

Stefano Cuzzilla, presidente di Federmanager, ribadisce come Roma e la Regione Lazio debbano diventare il motore per il rilancio del Paese. Per far ripartire l’economia in Italia indispensabile è il ruolo dei manager, insieme ad una maggiore intraprendenza della politica, tutelando gli interessi delle categorie più deboli come giovani, donne e pensionati

Ad aprire i lavori dell’Assemblea annuale di Federmanager Roma, di fronte ad un foltissimo pubblico, è stato Stefano Cuzzilla, Presidente Nazionale di Ferdermanager. L’intervento ha avuto un toccante prologo: un doveroso ricordo e l’invito ad un minuto di raccoglimento per Domenico Gargano, padre di Giacomo Gargano presidente di Federmanager Roma: “una persona di enorme spessore umano, un manager capace e preparato ed un amministratore che tanto ha fatto per la città di Cassino e per l’intero basso Lazio”.

Rivendicando con orgoglio la sua romanità, Cuzzilla ha voluto comunque salutare con entusiasmo l’assegnazione delle olimpiadi invernali a Milano-Cortina. Ha ricordato come “la capitale e la regione Lazio devono rappresentare il motore per il rilancio del Paese. In questa Regione – ha precisato – vantiamo settori importanti, dal farmaceutico all’edilizia, passando per la meccanica, la logistica e i servizi. Sono realtà che vanno sostenute”.Non è mancato un plauso all’ottimo lavoro di Federmanager Roma e del suo Presidente Gargano: “Un lavoro difficile in una città complicata , terreno di scontri, di battaglie politiche, di difficoltà quotidiane, dalle manifestazioni alle metropolitane chiuse. Dobbiamo essere forti e di Giacomo ci fidiamo, una persona seria che avrà la nostra totale vicinanza oggi, domani e sempre”. Le amministrazioni pubbliche, la politica e le organizzazioni di rappresentanza di manager e imprese devono dialogare.

Stop innanzitutto alla burocrazia che “pesa il 4,6% del PIL” ed un sì convinto alle infrastrutture: “gridiamo mille volte sì alla TAV, è importante fare opere ed offrire prospettive agli imprenditori”. Le potenzialità che l’Italia offre, per posizione geografica e storia, non vanno mai dimenticate. “Nasce dunque l’imperativo del ‘fare’, dare lavoro e dare sicurezza ai nostri imprenditori”.

La classe manageriale ha in questo un’enorme responsabilità e Federmanager, ha precisato Cuzzilla, non l’ha mai negata né sottovalutata: “Per questo abbiamo deciso di lanciare Governance 2020”. Ricordiamo che si tratta di un’iniziativa che si avvale del supporto di Spencer Stuart, società leader nella consulenza in tema di Corporate Governance. Governance 2020 si sostanzia in una call ai manager iscritti alla Federazione che hanno maturato esperienze adatte a far parte degli organi amministrativi e di controllo di società quotate e delle più rilevanti società non quotate, sia pubbliche che private. “Federmanager – ha sottolineato Cuzzilla – ha accettato questa sfida, cercherà di presentare nomi dalle elevate competenze, senza fare patti con la politica finalizzati al voto”.Ma le sfide non finiscono qui. Aiutare i giovani è un’assoluta priorità: “è necessario far fruttare i sacrifici delle famiglie, non abbandonarle e far sì che i loro figli possano, qui in Italia, investire sul loro futuro”. Aiutare le donne, garantendo loro di lavorare in assoluta tranquillità “senza l’incubo di una maternità che possa far perdere il lavoro o le proprie qualifiche. Tutto questo non lo permetteremo”, sottolinea Cuzzilla, aggiungendo: “tutte le aziende che nei loro Cda vedono una forte presenza femminile hanno saputo reagire meglio alla crisi”.

Stare vicino ai pensionati: “Sono pronti, presso la CIDA, i ricorsi per tutelare chi ha lavorato una vita, ha versato i propri contributi ed ora si vede mettere in discussione diritti acquisiti. Sono persone da difendere, da tutelare, uomini e donne che hanno investito sul loro futuro, hanno aiutato i figli ed ora vedono in pericolo i loro diritti”. Sanità integrativa e previdenza sostitutiva offerte dagli enti collaterali rappresentano le best practices di Federmanager: “mettiamo le nostre capacità a disposizione del Paese”. Uguale attenzione assicura il Presidente nazionale sarà garantita a chi ha perso il proprio posto di lavoro. In questo senso, ha ricordato Cuzzilla, si stanno portando avanti progetti importanti tra i quali 4.Manager in collaborazione con Confindustria.