PMI

Quella matassa da districare

Quella matassa da districare

La burocrazia costa circa 30 miliardi di euro all’anno alle Pmi italiane. Ora che il Pnrr traccia la strada delle riforme, l’imperativo è: ammodernare il Paese, semplificare tutto!

Affinché la ripresa post Covid non sia solo un auspicio, ma diventi tema costitutivo della nostra quotidianità, le riforme di accompagnamento al Pnrr vanno attuate nel segno di un riavvicinamento dello Stato ai cittadini. Con un imperativo chiaro: districare la matassa burocratica che limita le potenzialità delle imprese italiane.

Oggi la burocrazia costa circa 30 miliardi di euro l’anno alle aziende del nostro Paese e può pesare fino al 4% del fatturato di una piccola impresa. Le nostre migliori risorse professionali sono spesso costrette a rapportarsi con procedure troppo complesse e con una stratificazione normativa sconfortante, oltre che con modalità e tempistiche autorizzative non all’altezza di un Paese competitivo.

Il Pnrr è la grande chance che abbiamo non solo per ripartire, ma anche per rivedere l’impianto organizzativo del Paese, superando il vizio italiano dell’immobilismo che si barrica dietro una costante incapacità decisionale.

Le grandi opere devono essere fatte, va detto convintamente. E si possono fare senza lasciare margini alla corruzione, al clientelismo o al pressappochismo. Abbiamo tutte le competenze manageriali e amministrative per realizzarle al meglio, valutando possibili impatti ambientali, economici e sociali.

Pubblico e privato devono lavorare insieme per incidere davvero sui territori, a partire dalle aree più fragili del Paese che hanno bisogno di interventi chiari, capaci di apportare benefici in termini di occupazione e benessere complessivo.

In questo senso, il nostro riferimento è la sostenibilità, intesa nella sua accezione più ampia e nel rispetto del principio cardine del “do not significant harm”: agire ma senza nuocere.

Come riportato anche da autorevoli fonti stampa, secondo l’ultima classifica annuale della Banca mondiale sulla facilità di fare impresa, l’Italia occupa la 58esima posizione, dietro il Kosovo.

Il Paese di Leonardo da Vinci, Marconi e Fermi è oggi aggrovigliato su sé stesso e non riesce a essere attrattivo per investitori esteri di qualità, che possano integrare il nostro sistema produttivo.

Ecco perché accogliamo con favore l’approccio fissato dall’agenda Draghi; il governo sta dimostrando di voler procedere in tempi brevi per offrire a istituzioni, cittadini e imprese il framework migliore in cui realizzare gli obiettivi del Pnrr.

La burocrazia è di fatto la struttura sociale più diffusa sul pianeta, che coi suoi costi stratosferici colpisce imprese e organizzazioni di qualsiasi dimensione e settore.

Ma un nuovo paradigma sta prendendo forma: decentralizzato, fondato sulla relazione e sulla trasparenza, leggero nelle regole e orientato a una strategia condivisa.

Questo vale per lo Stato, ma vale ancor prima per noi manager. Dobbiamo cambiare anche idea di organizzazione d’impresa, verso forme più agili, più veloci e più innovative. Ammodernando l’impresa, semplificando tutto.

 

PMI del Lazio: più manager, più competitività

PMI del Lazio: più manager, più competitività

Le nostre 3 Domande a Bruno Scazzocchio, Amministratore Unico Unindustria Perform, per parlare di managerialità e piccole e medie imprese nel Lazio

Il 30 novembre scorso, a seguito della conclusione del progetto “Open Innovation Management” che ha coinvolto 10 imprese e 10 manager del Lazio, promotori ed Istituzioni si sono incontrati nel webinar “Valorizzare la managerialità nelle PMI” per fare il punto e ragionare sul futuro.

1 – Il percorso sperimentale ideato e gestito da Unindustria Perform, promosso da Federmanager Roma e Unindustria e finanziato da 4.Manager, ha permesso alle aziende di realizzare obiettivi sfidanti. Ci racconta i vari step e quali sono i settori interessati?

Dopo la selezione delle imprese e dei manager, il percorso intrapreso ha prodotto una collaborazione virtuosa tra manager e imprenditori che, dopo avere individuato insieme un master plan aziendale e strutturato specifici risultati, hanno imparato a gestire rischi e a valutare opportunità connesse. I progetti delle imprese hanno riguardato prevalentemente la trasformazione digitale, l’internazionalizzazione e la lean innovation, cioè l’uso delle tecnologie per rendere più produttiva l’azienda abbattendo gli sprechi grazie alla riorganizzazione e all’innovazione dei processi.2 – Quali sono le aziende coinvolte? Tra i manager selezionati c’è qualcuno che ha proseguito il rapporto di lavoro anche dopo la fine del progetto?

Alfa Montage, Arken, Carind, D-Hub Studios, Società Ferrari, GFX, Icap Group, Mackma, Polsinelli Enologia e Saggini Costruzioni sono state le protagoniste di questo esperimento assieme a 10 manager iscritti a Federmanager Roma e selezionati da Unindustria Perform in coerenza con i bisogni delle imprese. Al termine dell’esperienza il 70% dei manager sta proseguendo la collaborazione con l’azienda in cui ha svolto il progetto.

3 – “Le PMI per rilanciarsi devono puntare su patrimonializzazione, innovazione e internazionalizzazione, ma da sole non ce la potranno fare. Serve il sostegno e un bagaglio di competenze manageriali”, ha detto Fausto Bianchi, Presidente della Piccola Industria. A lei cosa lascia questa esperienza? Quali riflessioni possiamo trarre da questo successo?

Durante questa esperienza abbiamo imparato quanto la cura nel matching tra persone sia importante ai fini di una buona progettazione e condivisione e quanto sia fondamentale definire progetti misurabili che rafforzano la bontà del processo.

Sono convinto, come ha dichiarato Giacomo Gargano, presidente Federmanager Roma, che una maggiore diffusione di managerialità nelle PMI sia la strada più virtuosa per la ripresa dell’economia e realtà bilaterali come 4.Manager sono vitali in tal senso. Dobbiamo continuare a cooperare affinché le aziende non debbano privarsi di competenze preziose, ancor più necessarie in tempi di crisi.

Siamo in una fase in cui managerializzare un’impresa non è più una scelta lungimirante, ma un presupposto necessario per rimanere competitivi in uno scenario che vedrà accelerare alcune transizioni, prime su tutte quelle digitale e green, ma richiederà anche riposizionamenti di prodotto rispetto ai cambiamenti dei consumi.

Condivido l’intervento di Angelo Camilli, presidente Unindustria, secondo il quale Governo e Regioni dovrebbero ragionare su un sistema di incentivi per agevolare l’assunzione di manager nelle PMI, perché queste sono a tutti gli effetti politiche attive per il lavoro in grado di diventare moltiplicatori di competitività per un’azienda e, di conseguenza, anche di possibilità di nuova occupazione. Se un’impresa piccola assume un manager lo fa sicuramente per crescere e farlo, con nuove competenze e più solide prospettive, significa fare nuovi investimenti e nuove assunzioni.

Le riflessioni emerse hanno forse aperto una breccia nelle strategie future dell’Assessore Claudio Di Berardino che si è detto persuaso di dedicare parte delle risorse della Regione Lazio proprio ai manager nelle PMI. Che sia finalmente la volta buona?

Grazie dott. Scazzocchio. Ce lo auguriamo tutti.

L’importanza di Energy manager per le PMI

Nel mese di Gennaio 2020, 4.Manager ha avviato il progetto “Smart Energy per PMI”. Un laboratorio di politiche attive del lavoro che mira al reinserimento di figure manageriali con adeguate competenze, potenziando le capacità decisionali delle PMI nel campo della efficienza energetica, innovazione tecnologica e rivisitazione dei processi

Sono trascorsi quattro anni da quando, alcuni consiglieri di Federmanager Roma, in particolare dirigenti Eni ed Enel, si sono dedicati ad avviare iniziative tese a migliorare la cultura e sensibilità dei manager e delle aziende ai temi della sostenibilità ambientale ed efficienza energetica con corsi di formazione, work shop e convegni.

Il progetto “Smart Energy per PMI” ha avuto il sostegno e la condivisione di Unindustria ed il completo finanziamento da parte di 4.Manager, Associazione costituita da Confindustria e Federmanager, creata specificamente per accompagnare imprese e manager nell’evoluzione 4.0, attraverso la progettazione e realizzazione di iniziative ad alto valore aggiunto che possano rispondere ai fabbisogni emergenti per la crescita complessiva dei manager industriali e delle imprese del settore.

Le PMI sono uno dei pilastri fondamentali del panorama imprenditoriale italiano. Infatti le PMI italiane impiegano l’82% dei lavoratori in Italia, una quota che supera la media europea, e rappresentano il 92% delle imprese attive del territorio.

Foto di Anna Shvets da Pexels

Secondo recenti stime della Banca Dati del Sole 24 Ore si contano più di 5,3 milioni di PMI che generano un’occupazione di circa 16 milioni di persone e un fatturato complessivo di 2 mila miliardi di euro.

La Regione Lazio con 475 mila imprese è la seconda dopo la Lombardia per la più alta densità di PMI.

L’impatto economico delle PMI non può peraltro essere valutato considerando semplicemente il loro coinvolgimento diretto, ma va letto in chiave di filiera; infatti le PMI italiane fanno ormai parte di catene del valore complesse e globali, contribuendo alla formazione dei loro vantaggi competitivi attraverso soluzioni flessibili e diversificate.Una recente indagine svolta da Infocamere su richiesta di Federmanager Roma ha evidenziato come nei settori più energivori quali il metalmeccanico, ceramico e cartario, meno di una PMI su quattro possiede al proprio interno una figura manageriale. Questa mancanza, dovuta soprattutto al carattere famigliare di queste aziende, si ripercuote con evidenti segni all’interno delle strategie di medio e lungo periodo dell’impresa. La mancanza di una guida manageriale, che abbia una know-how trasversale e possibilmente maturato anche in altre realtà settoriali ed internazionali, rallenta un percorso di crescita di queste aziende, che viceversa potrebbero ancor più affermarsi sul panorama italiano ed internazionale.

La sostenibilità di una impresa e la sua competitività sul mercato dipendono dalla innovazione e dalle strategie di gestione aziendale nonché dall’organizzazione dei processi industriali con la logistica connessa e dagli sviluppi commerciali e dei servizi.

Inoltre in Italia vi è una forte necessità di ridurre i costi di produzione energetici che sono più alti rispetto gli altri paesi europei e tale condizione è ancora più onerosa per le PMI.

Le incentivazioni per l’Industria 4.0 e l’applicazione di un percorso di risparmio energetico rappresentano l’opportunità per valutare ed avviare iniziative tese a migliorare le performance energetiche, ambientali, della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, dell’utilizzo di risorse e di una economia circolare. Tale processo di innovazione di modello organizzativo, se correttamente realizzato potrà consentire nel medio lungo periodo di migliorare i risultati economici ed il valore della azienda.

Foto di Armin Rimoldi da Pexels

L’importanza, pertanto, di potenziare le figure manageriali con specifici skill professionali che svolgano un’adeguata copertura delle sopraggiunte necessità di evoluzione del settore industriale, ha determinato in Federmanager Roma la scelta di avviare, negli ultimi tre anni, dei corsi di formazione “Energy Manager” ai quali hanno partecipato circa 70 manager che possano rispondere alle possibili richieste delle PMI.

Il progetto pilota “Smart Energy per PMI” si realizza attraverso l’inserimento di cinque manager con adeguata expertise tecnica presso quattro PMI pilota, selezionate da Unindustria in base alle loro potenzialità di referenti degli specifici settori industriali di appartenenza; in particolare:

  • Una azienda ceramica nella provincia di Viterbo;
  • Una azienda cartaria nella provincia di Frosinone;
  • Una azienda di telecomunicazioni nella provincia di Roma;
  • Una azienda di servizi energetici nella provincia di Roma.

 

I manager in questione svilupperanno il completo piano di rewamping dell’intero processo aziendale (produttivo, logistico, servizi e commerciale) per le singole aziende e saranno assistiti da un Gruppo di Lavoro composto da Federmanager Roma, Unindustria, Infocamere, Ecoman, Dipartimento di Meccanica ed Energetica della Federico II di Napoli. La gestione operativa ed amministrativa del progetto è seguita dalla Società Ecoman – Ecological Management, spin-off universitario, la quale attualmente sta provvedendo alla individuazione e selezione dei Temporary Manager inoccupati o esodati iscritti a Federmanager da poter inserire per tutto il periodo di durata del progetto presso le imprese pilota della Regione Lazio.

In sintesi gli obiettivi che “Smart Energy per PMI” si prefigge di realizzare sono:

  • la creazione di opportunità di inserimento per i Manager presso le aziende;
  • l’ampliamento della cultura manageriale nelle PMI, anche attraverso lo strumento del Temporary Manager, per la realizzazione di progetti legati alla innovazione supportati dai finanziamenti pubblici disponibili (es. Voucher per l’innovazione);
  • la comprensione e valutazione delle tecnologie per la circolarità e Material Flows Analysis attraverso una innovazione dei processi produttivi;
  • la digitalizzazione delle PMI, anche attraverso i finanziamenti destinati all’Industria 4.0;
  • la possibilità di esportare i benefici realizzati dal Progetto presso altre aziende similari del territorio e di altre regioni;
  • un risparmio dei costi energetici che possono stimarsi in un intervallo dal 5 al 20%, ipotizzando la integrazione e diversificazione dell’approvvigionamento ed utilizzo di sottoprodotti e di residui industriali (economia circolare) in funzione delle diverse tipologie di aziende e vetustà degli impianti;
  • la realizzazione di linee guida che potranno essere un valido strumento per le PMI nella analisi della efficienza energetica del processo produttivo, della logistica e sviluppo commerciale e dei servizi indicando i vari possibili interventi di miglioramento per i diversi distretti industriali in un’ottica di Green economy, economia circolare, sviluppo sostenibile.
  • La durata del Progetto è fissata in sette mesi.
  • Federmanager ha nominato responsabile del Progetto l’Ing. Salvatore Senese.

Alla conclusione del progetto Federmanager, unitamente ad Unindustria ed Infocamere, organizzerà un Convegno di presentazione dei risultati ed obiettivi raggiunti con il coinvolgimento delle aziende dei settori interessati e le associazioni di categoria.

 

Formazione manageriale: 3 progetti di valore

Formazione manageriale: 3 progetti di rilievo

Nell’ambito delle attività intraprese dal Gruppo di Lavoro Politiche Attive di Federmanager Roma, Bruno Sbardella illustra, in sintesi, alcune significative iniziative in corso nel settore della formazione manageriale

Progetto per Unicoop Lazio

A seguito di un mio suggerimento e della positiva iniziativa del Presidente di Unicoop Lazio, Avv. Lorenzo Stura e del Presidente Ebilcoop, Avv. Lucia Dello Russo, nella scorsa primavera mi è stato chiesto di ideare e sviluppare un progetto organico di formazione manageriale per le aziende della regione aderenti a Unicoop Lazio che annovera circa 650 imprese tra micro, mini e medie, alcune anche con dimensioni importanti in termini di addetti e fatturato. Abbiamo realizzato a tale scopo la macro-progettazione di dieci corsi, ciascuno della durata di 8 ore, aventi per obiettivo il rafforzamento delle hard-skills necessarie ad affrontare con successo i nuovi scenari derivanti dal frenetico sviluppo dei modelli di business e delle recenti innovazioni tecnologiche.

Il pacchetto di formazione si rivolge ai dirigenti, ai giovani laureati ed ai quadri apicali delle imprese cooperative con l’obiettivo di trasferire al management le conoscenze e le tecniche più aggiornate per lo sviluppo di una nuova cultura aziendale. Si è cercato di fornire strumenti idonei, informazioni ed idee progettuali volte a favorire la crescita delle PMI della nostra regione al fine di rendere più competitivi, efficienti e qualitativi i prodotti-servizi. Poter contribuire ad incrementare il valore complessivo delle aziende sul mercato è stato lo stimolo che ha orientato il team dei colleghi che ho coinvolto nel progetto.

Alla realizzazione di questa iniziativa progettuale hanno collaborato, con determinazione ed entusiasmo, 14 colleghi, soci di Federmanager Roma, ciascuno per il proprio ambito specialistico, e due professori universitari in possesso di rilevanti competenze nelle materie economico-finanziarie. Sentite le esigenze dell’Unicoop, ho coordinato, per ogni singolo Corso, la realizzazione della relativa micro-progettazione.

Il progetto, consegnato a Unicoop poco prima della scorsa estate, corredato dei dettagliati “curricula” dei colleghi, è stato recepito favorevolmente e, opportunamente integrato a cura della predetta importante organizzazione – che desidero qui ringraziare pubblicamente- inviato alla Regione Lazio per ottenere un finanziamento; cosa che è avvenuta nell’ottobre del 2019. Il gruppo di lavoro, denominato TEAManager, ha progettato i seguenti Corsi:

Comunicazione digitale e gestione della trasformazione digitale – “Impresa 4.0”

– Organizzazione agile del lavoro – smart working

– La protezione dei dati personali

– La sicurezza sul lavoro e le tecniche di prevenzione

– Business plan, budget e controllo di gestione, bilancio ed indicatori

– Gestione della trasformazione aziendale e lean management

-Il presidio commerciale e la segmentazione del mercato

– Gestione delle informazioni

– Piano finanziario e negoziazione bancaria. il manager ed i contratti di rete

– Il welfare aziendale

I primi due Corsi sono stati svolti, il primo nello scorso gennaio ed il secondo a metà febbraio, con grande apprezzamento da parte dei vertici e dei dirigenti delle aziende partecipanti aderenti a Unicoop. A seguito della crisi Covid-19, il calendario dei successivi otto è stato rivisto per la fruizione in modalità online utilizzando una piattaforma web ad hoc messa a disposizione dal Presidente di Unicoop Lazio. Contiamo, d’intesa con il vertice Unicoop, di poter svolgere l’intero restante ciclo formativo entro i prossimi mesi.

Mi fa molto piacere elencare i nominativi dei colleghi che mi hanno affiancato in questa stimolante iniziativa, il cui output, oltre ovviamente agli obiettivi formativi manageriali conseguiti e da conseguire, è anche naturalmente l’erogazione di consulenze alle aziende per il miglioramento e la semplificazione dei processi, e l’incremento del margine operativo. I nostri colleghi, nei loro settori specifici, hanno dimostrato di poter svolgere ruoli complessi di consulenti di direzione, poiché dotati di elevate competenze specialistiche assolutamente necessarie per affrontare un mercato così competitivo come l’attuale. TEAManager è un gruppo di specialisti e costituisce ormai un’importantissima risorsa per la nostra Associazione.

Di seguito i nominativi dei colleghi che hanno collaborato al progetto di formazione manageriale: Andrea Alfieri, Gregorio Bonfà, Romeo (prof.) Ciminello, Dario Cutilli, Mauro Driussi, Donato Eramo, Cristiana Farci, Giuseppe Galgano, Vito Donato Grippa, Alessandro Leone, Mauro (prof.) Liguori, Patrizio Palazzo, Andrea Penza, Carlo Rombolà, Francesco Rossi, Bruno Sbardella, Guelfo Tagliavini.

Naturalmente TEAManager ha previsto e pianificato anche alcune attività di consulenza a piccole e medie imprese. Penso inoltre alle iniziative che potrebbero essere utilmente intraprese per far conoscere i servizi formativi e consulenziali alle PMI del Lazio, con il coinvolgimento diretto dei Coordinatori Federmanager territoriali di Rieti, Viterbo e Frosinone. Questo potrebbe costituire, a mio avviso, un sicuro elemento di ulteriore valore aggiunto per FDM Roma.

Del resto, la positiva esperienza nei settori anzidetti e quella del lontano 2015, anticipando i tempi, portata avanti in modo innovativo da FDM Roma, con il primo Corso sulla Protezione dei dati personali e la certificazione dei DPO, ha di fatto aperto una strada virtuosa che ci rende orgogliosi e che nel tempo ha prodotto interessanti ricadute, soprattutto in termini occupazionali. Su quel solco, a mio avviso, è opportuno continuare il cammino intrapreso.

 Progetto per la Pontificia Università Gregoriana – PUG

Si tratta di un progetto formativo al quale sono stato invitato a dare un mio contributo grazie al Prof. Maurizio Romeo Ciminello che ha ricoperto incarichi di alto profilo manageriale in rilevanti istituzioni bancarie ed attualmente, docente nella Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università Gregoriana.

A seguito della felice intuizione del Decano della Facoltà di Scienze Sociali, prof. Jacquineau Azetsop, e con la preziosa collaborazione del collega Andrea Alfieri e del professor Ciminello, ho avuto modo di sviluppare un dettagliato programma di formazione in Leadership e Management che prenderà avvio nel prossimo anno accademico 2020-2021 sotto forma di Diploma e Laurea Magistrale. Il programma è stato recentemente completato ed approvato dalla Facoltà. Abbiamo selezionato alcuni colleghi formatori, tutti appartenenti a TEAManager, per l’effettuazione delle lezioni pomeridiane che saranno distinte in casi di studio e laboratori. Le lezioni mattutine saranno tenute da importanti top manager

Partecipazione al Concorso della FIA “Welfare che Impresa”

TEAManager partecipa con un proprio progetto al concorso pubblico lanciato dalla Fondazione Italiana Accenture – FIA, denominato “Welfare che Impresa”, il cui obiettivo è il finanziamento di imprese sociali, di start up e/o team di professionisti non ancora costituiti in impresa, che abbiano sviluppato idee e progetti originali per il sostegno delle categorie sociali più svantaggiate del nostro Paese. La proposta progettuale che abbiamo realizzato si rivolge, in modo non esclusivo, alla formazione di giovani diplomati degli Istituti Tecnici Superiori delle regioni Abruzzo, Lazio, Molise ed Umbria, che si preparano ad affrontare il mondo del lavoro ed a coloro che, diplomati o laureati, hanno perso il lavoro. Tra pochi mesi sapremo se la nostra originale proposta formativa sarà premiata dalla Commissione ad hoc insediata da FIA che vede la partecipazione di importanti istituzioni, pubbliche e private.

Formare per far crescere il business: Fondazione Idi e Fondo Dirigenti PMI

La formazione di nuove competenze come sfida e catalizzatore del cambiamento: questo l’imperativo categorico che anima il piano strategico della Fondazione Idi

Si è avviato da poche settimane il nuovo programma formativo della Fondazione Idi, l’ente bilaterale di Federmanager e Confapi con la mission di formare i manager e gli imprenditori di domani. Un’offerta che ha l’obiettivo di dare una risposta coerente ai nuovi scenari, alle nuove esigenze delle imprese e dei dirigenti, di conservare il patrimonio delle competenze e delle esperienze manageriali proponendo soluzioni di alto profilo a problemi sia operativi che strategici.

“Per manager e imprenditori, la formazione delle competenze deve essere continua – sottolinea Cinzia Giachetti, Vicepresidente Fondazione Idi – perché la tecnologia cambia velocemente e il mercato ti sfida tutti i giorni a stare al passo con i tuoi competitor. Il manager deve poter garantire la propria preparazione professionale e restare sempre aggiornato e Federmanager indica e certifica le competenze manageriali del futuro.

Mi riferisco, ad esempio, al temporary manager che deve essere capace di accompagnare l’impresa per un certo periodo, adeguando il business plan al percorso di innovazione; all’innovation manager che si occupa specificatamente di problemi di innovazione legati al cambiamento delle tecnologie digitali nell’evoluzione 4.0; oppure al manager di rete ovvero un professionista che deve avere alle spalle una rete di conoscenze tale che gli permetta di suggerire all’impresa la strada da intraprendere, integrando le competenze esterne con quelle delle imprese e creando collaborazione e sinergie con più imprese contemporaneamente. Per affrontare le sfide del futuro occorrono competenze, manager preparati e capaci di individuare il vero fabbisogno dell’impresa”.

I finanziamenti alla formazione

Il Fondo Dirigenti PMI, fondo paritetico interprofessionale Federmanager e Confapi, promuove e finanzia la formazione dei dirigenti delle piccole e medie imprese industriali attraverso la pubblicazione di avvisi che mirano a supportare le imprese aderenti al Fondo e i loro dirigenti finanziando interventi di sviluppo delle competenze a sostegno della competitività e della innovazione, del lavoro e dell’occupazione.

Lo scorso 15 giugno è stato pubblicato l’Avviso 1/2019 caratterizzato dalle seguenti tipologie di piani e aree di intervento:
Interaziendali – interessano un insieme di Aziende (minimo 3). Devono riguardare almeno 3 dirigenti. Una singola Azienda può risultare beneficiaria di un solo Piano Formativo.
Aziendali Individuali – interessano una singola Azienda. Vengono sostenuti dal FONDO attraverso il finanziamento di singoli “voucher” formativi. Un singolo dirigente può comunque risultare beneficiario fino a un massimo di due “voucher” per Piani Formativi differenziati per area tematica.
AREE TEMATICHE: Area Innovazione organizzativa, di processo e/o di prodotto; Area nternazionalizzazione; Area Project Management; Europrogettazione e progetti finanziati; Gestione di Start-up; Contratti di Rete; Piani Speciali (ricerca e sviluppo di nuove tecnologie
green).
CONTRIBUTI CONCEDIBILI: – Il contributo massimo concedibile dal FONDO per ogni PIANO INTERAZIENDALE è pari a: Euro 15.000 (quindicimila/00)
– Il contributo massimo concedibile dal FONDO per ogni PIANO AZIENDALE INDIVIDUALE è pari a: Euro 4.000 (quattromila/00)
Risorse complessive stanziate – Euro 135.000,00 – Avviso 1/2019.

Guardare al futuro con serenità

Guardare al futuro con serenità

Guardare al futuro con serenità: “Garantire ai manager che andranno in pensione di percepire prestazioni complementari integrative alla pensione pubblica obbligatoria, consentendo loro di mantenere un tenore di vita adeguato a quello che avevano quando lavoravano”. È questo l’obiettivo fondamentale di Previndapi, fondo complementare che conosciamo meglio grazie al suo presidente Claudio Roberto Lesca

Previndapi è il Fondo Pensione Complementare dei Dirigenti e Quadri Superiori delle Piccole e Medie Imprese, costituito nel 1993 da Federmanager e Confapi. Per conoscerne in modo puntuale e dettagliato caratteristiche ed obiettivi ci siamo rivolti a Claudio Roberto Lesca. Eletto presidente nel luglio 2017, dopo essere stato consigliere nel triennio precedente, ha messo a disposizione la sua esperienza e le sue competenze in materia di previdenza complementare affinché il fondo fosse pronto ed adeguato all’evolversi della legislazione in materia previdenziale.

Presidente Lesca, cerchiamo di conoscere meglio Previndapi, quali sono le caratteristiche del Fondo e quale il suo obiettivo prioritario?

Partirei da numeri inequivocabili. A Previndapi aderiscono oggi circa 4.000 manager, gestendo un patrimonio di oltre 320 miliardi di Euro, sul quale nel 2018 è maturato un rendimento del 2,90% (3,11% nel 2017), risultando ancora una volta nei top dei risultati dei Fondi Pensione e superando ampiamente il rendimento del TFR, che per il 2018 è stato pari al 1,9% (1,75% nel 2017).

Previndapi è un fondo preesistente che investe i contributi ricevuti in polizze assicurative (con garanzia del capitale e di rendimento minimo e rinnovate fino al 2021) del Ramo V per il tramite di compagnie primarie (Allianz, Generali, Reale Mutua e Zurich), che hanno ottenuto il risultato indicato prima grazie agli investimenti fatti nel passato, che hanno compensato il perdurare della difficile situazione economica e dei mercati finanziari. Guardare al futuro con serenitàL’obiettivo del Fondo è quello di garantire ai manager che andranno in pensione di percepire prestazioni complementari integrative alla pensione pubblica obbligatoria, che consentano loro di mantenere un tenore di vita adeguato a quello che avevano quando lavoravano. E’ infatti necessario ricordare che le proiezioni fatte dall’Inps indicano che la pensione dei manager nei prossimi anni (soprattutto per effetto del progressivo passaggio al cosiddetto regime di calcolo totalmente “contributivo”) avrà un tasso di sostituzione (rapporto tra prima pensione e ultimo stipendio) intorno al 60% e nel prossimo futuro scenderà anche a meno del 50%. Se non si avranno a disposizione altre fonti di entrate, la vita da pensionati sarà molto dura.

Previndapi ha appena concluso l’analisi della propria Politica di Investimenti (DPI), per verificare se le prestazioni che offre sono allineate alle aspettative dei suoi iscritti: siamo orgogliosi di poter affermare che tutti i nostri aderenti (su base statistica) riescono a recuperare il gap che si è generato a seguito del passaggio dal metodo di calcolo “retributivo” a quello “contributivo” (misto o intero) e stimabile tra il 15%o e il 20%o (a seconda dell’anzianità del singolo lavoratore), consentendo di raggiungere tassi di sostituzione complessivi superiori all’80%o, con punte fino al 90, ovviamente in funzione degli anni di permanenza come aderente attivo nella Previdenza Complementare: questa considerazione deve essere una spinta per i lavoratori più giovani ad iscriversi il più presto possibile ai fondi pensione integrativi.

Esistono caratteristiche peculiari di Previndapi che lo distinguono da altri Fondi?

Le Parti Istitutive del Fondo, Federmanager e Confapi, con il rinnovo di fine 2016 del CCNL hanno previsto a partire dal 2017 un versamento aggiuntivo da parte delle aziende (rispetto al 4% ordinario, con un minimo di 4.800 Euro annui) dello 0,5% per tutti i dirigenti e quadri superiori (nei limiti dei massimali previsti) a prescindere dalla loro adesione, diretta o tacita, al Fondo, introducendo il concetto di adesione contrattuale, che oggi si sta sviluppando anche in altri contratti di lavoro. Inoltre sempre dal 2017 è stata definita la possibilità di iscrivere i soggetti fiscalmente a carico. Con le Parti Istitutive e gli altri enti Bilaterali (Fasdapi e PMI Welfare Manager) in questi anni sono stati organizzati, e si continuerà anche nel futuro, innumerevoli eventi sul territorio per favorire la conoscenza da parte delle aziende e dei lavoratori della Previdenza Complementare, e illustrare i vantaggi finanziari e fiscali dell’iscrizione al Fondo.

L’apprezzamento degli aderenti a Previndapi è stato confermato dai risultati emersi dal recente Questionario di Soddisfazione, usato anche per definire azioni volte a migliorare ulteriormente l’interazione con gli iscritti. Nel 2019 proseguiranno le iniziative con le Parti Istitutive per promuovere la conoscenza e l’adesione al Fondo, e per maggio verrà proposto un workshop con illustri relatori, per approfondire le recenti novità legislative derivanti dal recepimento della normativa europea (c.d. IORP II). Tutti i chiarimenti sul Fondo sono rinvenibili sul sito www.previndapi.it e in particolare i dettagli operativi e finanziari sono illustrati analiticamente nel Bilancio Sociale 2017.

Presidente, non deve essere semplice operare in un settore come quello della Previdenza, dove i Fondi sono vigilati dalla COVIP e la normativa è in continua evoluzione. La sua esperienza professionale la aiuta nello svolgere questo delicato compito?

Ho iniziato ad operare nell’ambito della Previdenza Complementare dagli inizi del duemila quale Consigliere, poi Responsabile del Controllo Interno e Vice Presidente, infine Presidente e Presidente del Collegio dei Sindaci nel Fondo Telemaco (il Fondo Pensione integrativo del settore delle Telecomunicazioni, con oltre 60.000 aderenti e un patrimonio superiore al milione di euro) e dopo un mandato come Consigliere di Previndapi, a luglio 2017 sono stato eletto Presidente di Previndapi. Sono anche membro del Consiglio Direttivo di Assoprevidenza (Associazione Italiana per la Previdenza Complementare, che opera senza fini di lucro quale centro tecnico nazionale di previdenza e assistenza complementare e riunisce forme pensionistiche di secondo pilastro di ogni tipologia, fondi e organismi con finalità assistenziali nonché operatori del settore) e anche questo ruolo facilita il Fondo nell’essere sempre pronto e adeguato all’evolversi della Previdenza.Guardare al futuro con serenitàAlla luce di queste sue competenze, a quali aspetti ritiene che Previndapi dovrà dedicare particolare attenzione nel prossimo futuro?

In linea con precedenti indicazioni già segnalate agli iscritti di Federmanager (ad esempio nell’ultima Assemblea Nazionale), il Fondo opererà principalmente su due direttrici: La prima: ampliare l’informativa e la conoscenza generale della previdenza e su come crearsi un futuro sereno, e specifica del Fondo, attraverso eventi organizzati da Federmanager/Confapi/Enti Bilaterali sul territorio, per favorire la crescita di numero di iscritti (inclusi i soggetti fiscalmente a carico già previsti da Statuto e i Professional previsti dal CCNL rinnovato a fine 2016). Verrà sviluppato l’approfondimento dei benefici conseguenti all’iscrizione alla previdenza, in particolare a favore degli iscritti Contrattuali per invogliarli ad aderire personalmente integrando i versamenti aziendali, e fatte azioni di retention sugli attuali Aderenti, in ogni situazione evolutiva della loro situazione lavorativa, attraverso un continuo rafforzamento della comunicazione con loro (nell’ultimo anno si è già provveduto alla predisposizione del Bilancio Sociale e di un Questionario di Soddisfazione, rifatto il Sito Istituzionale www.previndapi.it con nuove sezioni e video di approfondimento, organizzati vari eventi, predisposta la Newsletter periodica, inviate varie mail su tematiche specifiche). La seconda: rafforzare ulteriormente la Governance del Fondo, adeguandosi alle modifiche previste dalla normativa europea IORP II, recepita in Italia dal D.Lgs 147/18, con effetto dal primo febbraio 2019.

Verrà infatti ampliata l’attività di formalizzazione dei processi operativi e verrà predisposto il manuale della gestione amministrativa, con il supporto di uno stagista che ha acquisito il Master sulla Previdenza previsto dalla normativa, ad ulteriore supporto del Direttore Generale, dott. Armando Occhipinti, e della struttura interna, per favorire una riorganizzazione operativa mirata al continuo miglioramento dell’efficienza e efficacia.

Verrà inoltre attentamente valutata con le Parti Istitutive l’opportunità di ampliare l’offerta dei servizi, in funzione anche dell’interesse manifestato dagli Aderenti, con l’eventuale introduzione di investimenti di natura finanziaria (possibilmente con investimenti nell’economia reale delle PMI) per rafforzare i rendimenti ottenibili, tenendo sempre comunque ben presenti i criteri di prudenza e le criticità connesse alla situazione del mercato finanziario, e le possibili azioni/opzioni da adottare in vista della scadenza delle attuali polizze assicurative di gestione delle posizioni contributive degli iscritti (fine 2020). Il Fondo e gli uffici di Federmanager sono sempre a disposizione dei propri associati per offrire ulteriori spiegazioni e chiarimenti sui benefici della previdenza complementare.