5G

Gennaro Vecchione: Sicurezza informatica, una fase storica

L’innovazione costante delle tecnologie, pensiamo all’avvento del 5G, impone un surplus di attenzione. Le forze di polizia e di sicurezza sono preparate ad affrontare i rischi informatici per le aziende: una sfida che richiede perfetta simbiosi tra tecnologie e risorse umane

Un tema di grande attualità e responsabilità ha focalizzato l’attenzione del pubblico. Si tratta della sicurezza informatica delle nostre aziende e di cosa è necessario fare per proteggerle dalle sempre più reali minacce ai loro interessi economico finanziari. Ad offrire il suo contributo di esperienza è stato Gennaro Vecchione, Direttore Generale del DIS, Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza della Repubblica.

Il Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica è costituito dal complesso di organi e autorità che hanno il compito di assicurare le attività di informazione per la sicurezza, allo scopo di salvaguardare la Repubblica da ogni pericolo e minaccia proveniente sia dall’interno sia dall’esterno del Paese.

Il Direttore generale del DIS, Gennaro Vecchione, è il diretto referente del Presidente del Consiglio dei Ministri e dell’Autorità delegata per l’esecuzione delle loro attribuzioni in materia di informazione per la sicurezza. Partendo dalla considerazione che la tutela degli interessi economico finanziari è oggi una priorità assoluta, l’Italia è un Paese che può contare su aziende di valore, su marchi e brevetti che fanno gola e che per questo sono sotto la minaccia di scalate ostili. È importante difenderle grazie alle forze di polizia e di sicurezza.Gennaro Vecchione: Sicurezza informatica, una fase storicaOggi, ha sottolineato Vecchione, con il 5G si gioca una partita fondamentale e, al di là delle sterili polemiche, il governo sta mettendo in campo tutto ciò che è nelle sue possibilità per garantire il massimo della sicurezza ad aziende e cittadini: “la normativa per il Golden Power evita scalate ostili ovvero, se non ostili, le consente a determinate condizioni. Ma tutto ciò che servirà per il 5G sarà oggetto di un controllo governativo molto forte. Proprio in questi giorni con il decreto Sicurezza Bis, presentato dal ministro Salvini, contiamo di completare il ciclo del perimetro nazionale di sicurezza dove metteremo dentro soggetti e oggetti. Tutto ciò che riguarda settori strategici del Paese sarà oggetto di controllo attento”.

Ricorda Vecchione: “Sono stato udito dalla Commissione Trasporti ed è continua la collaborazione con il Copasir (Comitato Parlamentare di Controllo e Sicurezza della Repubblica), per assicurare il massimo dell’attenzione. Totale è l’impegno per garantire sicurezza, senza perdere opportunità ma senza fare sconti a nessuno. Abbiamo un ruolo fondamentale in questa fase storica”.

In conclusione Vecchione ha richiamato manager e dirigenti d’azienda: “È necessaria una consapevolezza dei nostri manager sull’importanza degli asset aziendali, di non essere superficiali, di fare estrema attenzione a chi, come consulente, entra in azienda. È importante creare una rete, noi lo abbiamo già fatto sul tavolo della cyber security e contiamo di allargarla al resto. Le nostre aziende e i nostri manager devono sapere che possono contare sull’intelligence di questo Paese che non ha nulla da invidiare”.

Il progresso passa per il 5G

Il progresso passa per il 5G

L’avvio delle reti di telecomunicazione di nuova generazione 5G e le sue potenzialità per una crescita della managerialità e dell’innovazione, questi i temi centrali del convegno “5G una ‘rete’ per lo sviluppo del Paese” organizzato da Federmanager Roma

Il 2020 sarà l’anno della rivoluzione senza fili perché entro questa data debutterà il 5G, il prossimo standard di comunicazione mobile che permetterà di collegare ad alta velocità ogni cosa, rendendo reali molti di quei progetti che oggi sono solamente sulla carta. Grazie alle reti 5G gli utenti potranno contare sempre su di un’altissima banda larga a disposizione con una bassissima latenza nella velocità di trasmissione. Intelligenza artificiale, Iot, Smart city, Smart mobility, Smart working, Smart health, Cyber security, Manifattura additiva, sono solo un esempio delle soluzioni e sistemi che attraverso le infrastrutture mobili di nuova generazione troveranno applicazione nell’immediato futuro. Di aspettative e sviluppi si è discusso in un convegno organizzato da Federmanager Roma dal titolo inequivocabile: “5G una ‘rete’ per lo sviluppo del Paese”.

A fare gli onori di casa il presidente di Federmanager Roma e Unione Regionale Dirigenti Industria Lazio Giacomo Gargano che, salutando gli ospiti, ha voluto sottolineare l’impegno dell’organizzazione da lui presieduta nel promuovere occasioni di incontro per discutere di tecnologie che, inevitabilmente, cambieranno la vita di ognuno di noi. Ma nello stesso tempo accendere il motore della ripresa e favorire una crescita della managerialità e dell’innovazione per meglio affrontare il futuro ed il modo di lavorare.

Il progresso passa per il 5G

Guelfo Tagliavini, Consigliere Federmanager Roma e Coordinatore Commissione Innovazione e Tecnologie, aprendo i lavori, ha sottolineato come il passaggio al 5G rappresenterà un business miliardario che si consumerà nei prossimi anni e che genererà una radicale trasformazione dei modelli di sviluppo economico e sociale, precisando che innalzare barriere per tentare di frenare l’avanzata tecnologica è impresa azzardata e antistorica. Senza trascurare in ogni caso la necessità di uno sforzo congiunto per definire standard che possano garantire i più alti livelli di sicurezza nell’uso e nella gestione di dati sensibili. Forte la richiesta poi di istituire un ministero in grado di “guidare” uno dei settori più importanti e delicati della nostra economia. Diventa fondamentale prevedere un ministero per la governance del Mondo Digitale.

L’incontro di Federmanager Roma, impreziosito dalla relazione di Franco Vatalaro, Ordinario di Telecomunicazioni all’Università di Roma Tor Vergata, ha avuto il merito di aprire un dibattito tra colossi delle telecomunicazioni cinesi ed europei. Per Zte è intervenuto il Direttore Affari Regolatori e Istituzionali Alessio De Sio, per Huawei il Presidente Luigi De Vecchis, per Ericsson il Direttore Generale Alessandro Francolini ed infine per Nokia l’Amministratore Delegato Massimo Mazzocchini.

Un confronto che ha messo in evidenza gli aspetti tecnologici e le esperienze in corso, i programmi di investimento nel campo della ricerca e delle competenze, l’impegno sui temi della formazione e su quello degli accordi tra industria ed università. Un incontro all’insegna della concretezza e dello spirito imprenditoriale che non ha lasciato spazio alle polemiche ed ai veti incrociati alimentati da varie componenti politiche interne ed internazionali. A conclusione dei lavori, in videoconferenza, il saluto ai partecipanti di Elio Catania Presidente di Confindustria Digitale.