Incontri, leader e una scommessa: portare chi guida le aziende davanti a chi le guiderà domani. Con i Leadership Talks, il Gruppo Giovani di Federmanager Roma ha trasformato la formazione in un’occasione di dialogo e confronto tra generazioni.
A un anno dal debutto, i Leadership Talks di Roma sono un appuntamento atteso dai giovani manager della Capitale. Li ha voluti il Gruppo Giovani di Federmanager Roma, fortemente sostenuti dal Presidente Antonio Amato e dal Direttore Generale Carlo Imperatore: un’iniziativa che, come è stato ricordato dal palco, è “nata da un gruppo di giovani per i giovani”.
La formula è semplice e riconoscibile. L’ospite apre portando un oggetto che lo rappresenta e sceglie una parola. Poi racconta percorso e visione, affronta il fast round “tre domande in tre minuti” (un libro, una figura di riferimento) e lascia una domanda al protagonista del talk successivo, senza sapere chi sarà. Ogni serata si chiude con le domande della platea e una foto di gruppo. Tutto in 45 minuti.
Il primo incontro ha avuto come ospite Guglielmo Gennaro Auricchio, export manager e Head of Sustainability di Gennaro Auricchio SpA. Con lui si è parlato di governance con membri indipendenti, di Patto di Famiglia, di un export oltre il 50%, di come si entra in azienda con un cognome importante e si gestiscono colleghi senior. Il suo oggetto, un sigaro, è diventato il simbolo delle pause che aiutano a decidere meglio.

Il secondo talk è stato all’auditorium di RDS 100% Grandi Successi, con la collaborazione di altre associazioni di manager. Il CEO Massimiliano Montefusco ha portato il pass del Consumer Electronics Show di Las Vegas, dove va da 16 anni, e ha parlato di intelligenza artificiale, robotica e futuro dell’auto. Ai giovani ha lasciato un metodo: “La sperimentazione costante diventa un fattore distintivo e fondamentale”. E sul rapporto tra generazioni: “Non ci deve essere una frattura intergenerazionale, ma ci deve essere un reverse mentoring”.

Poi è toccato a Rossella Calabrese, consigliera delegata di Treccani Accademia, nella sala che ha ospitato l’incontro. Ha scelto una matita, che “si tempera, quindi si rinnova”, e due parole: fiducia e responsabilità. Sull’intelligenza artificiale ha chiesto alla formazione di puntare su esperienza e pensiero critico: “Se non sappiamo fare bene la domanda, la risposta che stiamo cercando potrebbe non essere giusta”. Il consiglio ai giovani: “Non avere fretta di sembrare un leader”.


Il quarto appuntamento ha avuto per protagonista Sabrina De Filippis, amministratore delegato e direttore generale di FS Logistix, in procinto di compiere trent’anni nel Gruppo FS. Partita da un trolley e dalla parola “mamma”, ha raccontato la trasformazione di un’azienda che deve diventare un vero operatore logistico. Ai manager di domani ha detto: “Bisogna sempre interpretare un incarico che ti viene dato e fare in modo che quell’incarico possa diventare importante”. Alla platea ha indicato nella coerenza il suo punto di forza: “Se io dico che una cosa si può fare, si fa; se dico che non si può fare, spiego e non la faccio”.


Dietro ogni incontro – l’ultimo del 2026 con Giancarlo Abete, Presidente della Lega Nazionale Dilettanti – c’è il lavoro del Gruppo Giovani, che ha scelto gli ospiti, costruito le domande e coinvolto le associazioni partner. Ma il valore dei Leadership Talks sta anche in ciò che accade dopo: le domande dal pubblico, il confronto a fine serata, i contatti che nascono tra generazioni e settori diversi. È il networking che Federmanager mette a disposizione dei giovani, non un contorno ma parte della formazione. Il 2027 parte da qui.
In apertura Leadership Talk con Massimiliano Montefusco, CEO di RDS 100% Grandi Successi




