Roma Capitale

ROMA CAPITALE, Le Linee programmatiche per il Governo di Roma

ROMA CAPITALE, Le Linee programmatiche per il Governo di Roma

Come previsto dalle disposizioni legislative conseguenti all’insediamento della nuova Giunta, è stato redatto il Piano con le Linee Programmatiche del Comune di Roma per il quinquennio 2021/2026. Vediamole nel dettaglio.

Armando Bianchi, Coordinatore Editoriale Professione Dirigente

Le nuove Linee programmatiche presentate dal sindaco Gualtieri all’Assemblea capitolina lo scorso 19 novembre, tracciano tre grandi obiettivi per i prossimi cinque anni: far funzionare la città per far tornare i servizi pubblici e migliorare la qualità della vita dei cittadini, costruire le condizioni perché la Capitale torni a creare lavoro di buona qualità, a crescere e a trainare la ripresa di tutto il Paese, ricucire le fratture sociali e territoriali, contrastando le disuguaglianze, riavvicinando i quartieri a partire da quelli più periferici.

Gli obiettivi saranno perseguiti sulla base delle tre grandi linee strategiche presupposto del Next Generation Eu: la sostenibilità ambientale, l’innovazione e la digitalizzazione, l’inclusione e la coesione sociale, e con una particolare attenzione alle donne e ai giovani.

Il documento è articolato in 4 grandi capitoli che a loro volta si sviluppano in 31 aree di intervento:

1° Capitolo: LA ROMA DI DOMANI – 5 aree

2° Capitolo: LA CITTÀ CHE FUNZIONA – 10 aree

3° Capitolo: LA CITTÀ CHE CRESCE E LAVORA – 8 aree

4° Capitolo: LA CITTÀ CHE INCLUDE – 8 aree

IL CUORE DEL PROGRAMMA

A prescindere dall’ordine espositivo del documento, il PUNTO CENTRALE di tutto l’impianto è espresso nel primo capitolo (La Roma di domani). Questo si apre con una costatazione: “Roma è in uno dei momenti più difficili, ma al tempo stesso, ricchi di opportunità. Il COVID 19 ha colpito la città quando questa già versava in una condizione di crisi e declino. Da oggi la città si misurerà con una nuova sfida: quella di REIMMAGINARSI”.

Alla base del documento programmatico ci sono due punti fondamentali:

  1. a) UNA CONSILIATURA COSTITUENTE: Roma Capitale appronterà un patto per Roma per una adeguata definizione dei poteri che sarà sottoposta allo Stato e alla Regione. A quest’ultima si richiederà il completamento di alcune funzioni e compiti amministrativi a partire dagli ambiti individuati dalla proposta di legge regionale 317/2016 (sviluppo economico, attività produttive, governo del territorio, trasporto pubblico locale, turismo, ambiente, beni e servizi culturali).
  2. b) IL RILANCIO E LO SVILUPPO (ATTUAZIONE DEL PNRR): L’attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza a Roma è la missione guida dei prossimi cinque anni. Il PNRR è la grande occasione per rilanciare la centralità della Capitale nel sistema Paese e per farla essere motore della ripresa italiana.

Per coordinare le riforme necessarie e gli investimenti nei diversi settori, e per fare arrivare a Roma la quota massima possibile di risorse, verrà istituito un ufficio speciale per sostenere l’azione progettuale dell’amministrazione e i diversi soggetti e le istituzioni coinvolte. L’ufficio speciale si occuperà anche di istruire le proposte di Giunta e Assemblea e faciliterà il confronto tra tutti gli attori del piano.

L’ARTICOLAZIONE DEL PROGRAMMA

I concetti più sopra esposti fissano il perimetro generale dell’azione dell’amministrazione. All’interno di questa cornice il piano dettaglia una serie di punti programmatici così riassumibili:

1 – Far tornare a funzionare la città. Una profonda trasformazione del Governo di Roma.

2 – Porre le condizioni perché Roma torni a creare opportunità di lavoro di qualità.

3 – Ricucire le fratture della città, contrastare le disuguaglianze, riavvicinare i quartieri a partire dai più periferici.

I PUNTI PRINCIPALI DEL PIANO

1) ROMA È LA CITTÀ PIÙ VERDE D’EUROPA

Una estensione di 470 kmq che copre più di 1/3 dell’intero territorio comunale. Il verde pubblico supera quello di Berlino (265 kmq), Madrid (257 kmq), Parigi (33 kmq). L’habitat naturalistico è arricchito da un complesso sistema che prevede 18 km di corsi d’acqua: i fiumi Tevere e Aniene.

Il piano prevede il potenziamento del Servizio Giardini parallelamente al decentramento delle competenze per quanto attiene aree verdi inferiori ai 20.000 mq. Il Tevere e l’Aniene dovranno tornare ad essere parte integrante della vita della città. Anche il rapporto tra Roma e il mare sarà oggetto di iniziative mirate al rilancio e alla rivitalizzazione del litorale.

2) LA CITTÀ DEI “QUINDICI MINUTI”

L’espressione sintetizza l’obiettivo di realizzare un sistema organizzativo di servizi ed un effettivo decentramento che consenta a ciascun cittadino di soddisfare le proprie esigenze nel più breve tempo possibile.

3) UNA RINNOVATA GOVERNANCE SOCIETARIA

Le aziende partecipate, oggi vissute come un peso ed un problema a causa dei molteplici disservizi, verranno rilanciate attraverso un’azione di riordino organizzativo per andare incontro al soddisfacimento delle esigenze dell’utenza.

4) UNA CITTÀ PULITA

Roma produce attualmente circa 1.7 milioni di tonnellate di rifiuti giorno con una percentuale del 44% circa di differenziata. A causa dell’insufficienza degli impianti per il trattamento, ogni giorno vengono spediti in altri comuni o fuori regione oltre 1.000 tonnellate di rifiuti. Per il superamento strutturale di questo stato di cose si punta ad un significativo aumento della RACCOLTA DIFFERENZIATA e la realizzazione di impianti per il trattamento con tecnologie di avanguardia. L’obiettivo finale quello di una città pulita e un abbattimento delle tariffe TARI al momento una tra le più alte d’Italia-

5) UNA CITTÀ DOVE SARÀ FACILE MUOVERSI

Tra le necessità strutturali della mobilità a Roma c’è in primo luogo il riordino e potenziamento della governance del servizio seguendo tre linee di azione:

– valorizzare e potenziare le competenze della struttura amministrativa comunale.

razionalizzare le competenze delle aziende e delle agenzie che si interessano di mobilità vario tipo.

eliminare le sovrapposizioni tra livello comunale e competenze regionali.

priorità assoluta verrà data alla realizzazione delle opere già finalizzate nel PNRR. In questo contesto la cura del ferro sarà uno degli obiettivi chiave. Verrà realizzato un sistema integrato che vede nelle Ferrovie e nelle Metropolitane la nuova ossatura su cui articolare una nuova rete tramviaria. VERRÀ VARATO IL PIANO URBANO PER LA MOBILITÀ SOSTENIBILE. Entro i prossimi due anni sarà aggiornato anche il Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) che risale al 2015.

6) UNA CITTÀ UNITA DAL CENTRO ALLA PERIFERIA

Verranno attuati programmi tesi ad eliminare i troppi divari territoriali. Verrà varato un PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA attraverso l’attuazione di un patto con gli operatori del settore per indirizzare gli interventi verso il recupero di edifici e l’utilizzazione di strutture non utilizzate.

7) UNA CITTÀ A BASSO CONSUMO ENERGETICO

Si procederà alla realizzazione di interventi di efficientamento energetico. L’obiettivo verrà perseguito anche con azioni nel sistema dei trasporti pubblici favorendo la mobilità su rotaia. Verrà progressivamente aggiornato il sistema della illuminazione stradale.

8) LA CITTÀ DELLA MANUTENZIONE INTELLIGENTE

Verranno gestiti in maniera più efficace e tutti gli ambiti della gestione della città attraverso una estensione della digitalizzazione, avviando un programma per la raccolta e la gestione coordinata dei dati prodotti dalla Amministrazione e dalle sue Partecipate.

9) UNA COMUNITÀ EDUCANTE

Per promuovere un duraturo cambiamento della società verranno implementati i servizi educativi e di istruzione, verranno promosse iniziative mirate ad integrare la vita del Comune dei Municipi con le iniziative di operatori privati operanti nel sociale. Al fine di incrementare gli strumenti, verrà effettuata una ricognizione degli immobili e spazi di proprietà comunale da mettere a disposizione. Ci sarà un forte impegno per il progetto SCUOLE APERTE. Le scuole possono rappresentare una struttura di supporto sociale fondamentale anche oltre l’orario scolastico con attività connesse al territorio.

10) UN NUOVO PATTO PER IL LAVORO E LO SVILUPPO SOSTENIBILE

Sarà promossa una stagione di concertazione tra l’Amministrazione, i Sindacati e le Imprese estendendo il confronto alle università e alle strutture scolastiche per includerli nei processi di sviluppo economico. Verrà creata una Agenzia del Lavoro e della Formazione. Una struttura che opererà a stretto contatto con la Regione per assicurare lo sviluppo di impiego e reimpiego. L’Agenzia opererà in stretta sinergia con soggetti pubblici (Cassa Depositi e Prestiti – Invitalia) e privati (Fondazioni Bancarie, Investitori Istituzionali).

11) LA CITTÀ DELLE ARTI, DELLA SCIENZA E DELLA CREATIVITÀ

La cultura presente a Roma è da sempre un elemento fondamentale della identità dell’intero Paese e della proiezione della sua immagine nel mondo. Verrà istituito un Consiglio della Cultura di Roma presieduto dal Sindaco che rafforzerà il rapporto con i principali attori istituzionali nel mondo della cultura. Verrà favorito l’inserimento e la collaborazione dei movimenti culturali di base favorendo l’attività di associazioni private operanti nel territorio. Si promuoverà l’istituzione di Unità Integrata Territoriale per il Patrimonio Culturale. Verrà costituito il cosiddetto “Policlinico del Territorio Culturale” che coordinerà l’attività di Università, CNR, Sovraintendenze, Musei, Parchi, Terzo Settore, con lo scopo di elaborare e valorizzare la memoria storica della città di Roma.

12) LA CITTÀ DELL’UNIVERSITÀ, DELLA RICERCA, DELL’INNOVAZIONE E DELL’IMPRESA

La conoscenza è il principale fattore di crescita e sviluppo economico. L’amministrazione promuoverà e rafforzerà le connessioni tra il mondo accademico e il tessuto imprenditoriale. Il motore delle azioni da realizzare sarà l’oggetto perseguito con la creazione del CONSIGLIO DELLO SVILUPPO ECONOMICO un punto di raccordo diretto con il Sindaco in cui saranno coinvolti imprenditori, ricercatori, operatori della finanza con competenze di indirizzo per il futuro della città.

Verrà istituito il COMITATO SCIENTIFICO DI ROMA CAPITALE al cui vertice verrà chiamato il Premio Nobel Giorgio Parisi. Il tessuto universitario di Roma è di assoluta rilevanza con una popolazione di oltre 200.000 studenti, quattro centri universitari statali, sei centri non statali, sei università telematiche, 24 atenei pontifici. Si tratta di un sistema integrato della cultura della ricerca che non ha eguali n Europa. Nell’ottica della implementazione dei grandi progetti di sviluppo, l’amministrazione darà pieno sostegno al progetto Rome Technopole, sviluppato dalle tre università statali di Roma con Unindustria e la Regione Lazio.

Verrà data attuazione alla realizzazione della Città della Scienza, un’HUB che metta in rete le eccellenze scientifiche già esistenti nella città.

13) LA CITTÀ CHE ATTIRA GLI INVESTIMENTI

Secondo gli indicatori Roma è la città in Europa con la minore attrattività di investimenti. Attueremo iniziative per invertire tale situazione a partire dalle opportunità offerte dai grani occasioni come il Giubileo 2025 e dalla Candidatura ad EXPO 2030. Verrà istituita alle dirette dipendenze del Sindaco, un’agenzia specializzata nell’attuazione di investimenti esteri.

L’agenzia opererà in stretto contatto con Cassa Depositi e Prestiti, con la Regione, le Istituzioni Bancarie per creare le condizioni più favorevoli per l’accesso al credito.

14) TURISMO

È un settore chiave per l’intera vita economica di Roma. Roma è la prima città come meta desiderata a livello internazionale, tra le prime cinque città al mondo come flusso di visitatori. A prescindere dalla crisi pandemica, che ha sconvolto i movimenti turistici, in proiezione con il superamento della crisi sanitaria, verranno attuate strategie di marketing atte a valorizzare e rilanciare il BRAND ROMA. Verrà istituita un’Agenzia per il turismo di Roma.

15) LA CITTÀ DELLE PICCOLE IMPRESE

Il tessuto economico di Roma è fortemente terziarizzato e costituito per oltre il 90% da imprese piccole e piccolissime che vivono di indotto strettamente collegato al turismo. Verranno promosse politiche atte a qualificare le specializzazioni delle attività con particolare riferimento all’artigianato. In questo contesto un’attenzione particolare verrà posta a: Roma Città della Moda, Roma Capitale dell’Agro Alimentare. Con riferimento a questo specifico punto, verranno attivate le procedure per far sì che il territorio dell’Agro Romano venga inserito nei sistemi del patrimonio agricolo di rilevanza mondiale (GIAHS) dell’organizzazione delle Nazioni Unite.

16) ROMA CAPITALE DI UNA SALUTE DIFFUSA

Con le risorse rese disponibili dal PRNN è possibile puntare al miglioramento del sistema sanitario realizzando una maggiore capillarità ed efficienza dei servizi sanitari profittando anche delle opportunità della tecnologia. In particolare, verranno realizzati: 60 case di comunità, 15 ospedali di comunità (strutture per assistenza sanitaria a bassa soglia di intensità e gestione infermieristica), 15 centri per la telemedicina e tele monitoraggio. Inoltre, per rafforzare il ruolo di Roma come Capitale del Biomedicale è fondamentale la candidatura della Città come sede HERA (Health Emergency Responce Authority) la nuova autorità prevista dalla Commissione Europea per la Risposta alle Emergenze Sanitarie.

17) LA CITTÀ IN CUI ABITARE TUTTI

Le politiche per la qualità dell’abitare sono essenziali per la vivibilità della città. Verrà istituita la Agenzia per le Politiche Abitative (APAB). Avrà una governance snella ed un organico composto da professionisti. Verrà realizzato un osservatorio sula condizione abitativa. Verrà effettuata una mappatura dell’utilizzo degli immobili di Roma Capitale facenti parte del patrimonio disponibile. Saranno attuate politiche a sostegno delle categorie più trascurate con la realizzazione di alloggi di piccole dimensioni da destinare a giovani coppie e/o famiglie unipersonali.

18) LA CITTÀ DELLO SPORT

Roma ha un patrimonio sportivo enorme costituito da impianti pubblici e privati. Esiste un ampio tessuto associativo costituito da circa 6.000 ASD (Associazioni Sportive Dilettanti) e SSD (Società Sportive Dilettanti). Verranno rilanciate e supportate. Verrà dato sostegno ad eventi maggiori e minori. Specifica attenzione verrà data alla vocazione sportiva del Tevere.

19) LA CITTÀ PER LE DONNE

Le politiche di bilancio porranno la massima attenzione per gli opportuni stanziamenti per il raggiungimento di tre obiettivi prioritari:

  1. a) pari opportunità.
  2. b) nuovo equilibrio tra tempi di vita e tempi di lavoro.
  3. c) formazione professionale e sostegno finanziario all’imprenditoria femminile.

20) LA CITTÀ PER I GIOVANI

Sono più i giovani che lasciano Roma rispetto a quelli che vi arrivano. Attueremo politiche che mirino ad attenuare ed invertire tale situazione.Verranno realizzate, nei vari quartieri, centri di aggregazione giovanile con ampi spazi di autogestione. Le scuole saranno coinvolte nel progetto grazie al prolungamento degli orari di apertura con la trasformazione in luoghi di aggregazione e di ritrovo.

 

 

Autonomia differenziata, quali prospettive?

Autonomia differenziata, quali prospettive?

Il tavolo tecnico organizzato da Federmanager Roma il 26 marzo, chiamando a partecipare Istituzioni, Tecnici e Stakeholder, ha dato il via al dibattito: quale futuro per Roma e per il nostro paese?

All’incontro, moderato dal giornalista de Il Messaggero Andrea Bassi, hanno preso parte il Presidente Federmanager Stefano Cuzzilla, il Presidente Federmanager Roma Giacomo Gargano, il Viceministro dell’Economia e delle Finanze Laura Castelli, l’on. Francesca Gerardi – Vice Capogruppo Commissione Finanze Camera dei Deputati, il prof. Adriano Giannola – Presidente Svimez, l’Ing. Nicolò Rebecchini – Presidente Acer, il dr. Gianfrancesco Romeo – Capo Ufficio Legislativo Ministro per il Sud – il dr. Lorenzo Tagliavanti – Presidente Infocamere e l’Ing. Filippo Tortoriello Presidente Unindustria Lazio.Autonomia differenziata, quali prospettive? Come ricordato dal Presidente Federmanager Roma, Giacomo Gargano, con il dibattito organizzato il 26 marzo, si è voluto “favorire un confronto su una questione delicata che oltre a spostare risorse per miliardi di euro, si parla di oltre 21 miliardi, ha ripercussioni politiche, economiche, istituzionali e costituzionali con ricadute considerevoli sul futuro di molti territori”. “Va scongiurato il rischio di aumento della distanza tra regioni ricche e regioni povere.ha sottolineato il Presidente –  Si deve pensare ad una soluzione per far fronte a questioni di fondamentale rilevanza come quelle dell’ambiente, del settore energetico e delle infrastrutture e del governo del territorio. Per non parlare di scuola e sanità”. Roma? Merita un progetto di sviluppo strutturato al pari delle grandi capitali europee e va tutelata nella sua funzione di capitale del Paese. “Bisogna sicuramente evitare il depauperamento di territori già compromessi – ha continuato il Presidente Gargano –. Serve un progetto concreto di sviluppo che porti risorse adeguate, sia pubbliche che private, che siano in grado di arginare il rischio di un aumento del divario già esistente”. Dello stesso avviso il Presidente Federmanager Stefano Cuzzilla che, nel ringraziare il Presidente Federmanager Roma in apertura del dibattito, ha ricordato: “Ben vengano le trasformazioni ma ragionate. Le regioni devono poter camminare alla stessa velocità – ha proseguito il presidente Cuzzilla – Abbiamo regioni virtuose che è importante vengano supportate nei più diversi settori: dalla sanità, all’energia, ai trasporti. Per non parlare di una grande sfida che è quella della logistica“.

I rischi?

Con l’autonomia differenziata regionale, insomma, c’è il rischio concreto, come qualcuno paventa, di una “disarticolazione” dello Stato in poche mosse per fare di Roma una scatola vuota? Sono state poste domande importanti che hanno coinvolto i presenti e animato il confronto. “Ci sono alcune misure richieste nell’autonomia regionale differenziata ha sottolineato il Vice Ministro Laura Castelliche andrebbero estese a tutte le Regioni, perché renderebbero l’Italia migliore. Il tema dell’autonomia è sicuramente un’occasione da non perdere, per aumentare la competitività dell’intero Paese. In questo – ha concluso – si incastra anche il lavoro che come Governo stiamo facendo per la riforma del TUEL, che incide sulla possibilità per molte realtà di rafforzarsi”. Il tema, insomma, è di quelli particolarmente “spinosi” che stimola numerose riflessioni a 360 gradi.Il professor Giannola, in assoluta controtendenza rispetto al Viceministro, ha ricordato: “Queste intese modificano esattamente il punto della Costituzione che parla di uguaglianza tra i cittadini, anzi cristallizzano il fatto che i diritti non sono gli stessi in tutti i territori. Qui c’è un problema surrettizio, quello di voler cambiare la Costituzione“. Rispetto alle considerazioni del Viceministro Castelli sulla “questione del Nord” il professor Giannola è categorico: “Avere più risorse per far riprendere il Vento del Nord è un’illusione. Dobbiamo pensare a qualcosa di più inclusivo e che comprenda anche il Vento del Sud se vogliamo evitare che l’Italia vada a sbattere e finire commissariata entro tre anni. Edulcorare questi aspetti è una grossa responsabilità“. “L’autonomia può andare beneha aggiunto il professor Giannolama perché allora nella bozza delle intese si parla di autonomia come rivendicazione del cosiddetto residuo fiscale finanziario? Si chiede un riconoscimento del ruolo della capacità fiscale ma è un concetto contro il diritto di cittadinanza dell’approccio costituzionale”.

Serve un piano strategico per Roma

Sono tematiche su cui occorre avere un approccio laicosottolinea nel suo intervento Filippo Tortorielloil   livello essenziale delle prestazioni da garantire a tutti i cittadini, è questa la responsabilità che si deve assumere lo Stato. Pensiamo alla sanità. Il tema delle autonomie differenziate, così come è stato pensato, rischia di rendere ancora più difficile la situazione per Roma. Le capitali di tutto il mondo sono le locomotive per l’economia del paese. Occorre, dunque, un piano strategico per fare di Roma una città attrattiva, resiliente e internazionale“.

Sulla necessità di attuare un nuovo modello più competitivo per Roma è d’accordo anche Nicolò Rebecchini: “Il rischio che le autonomie così concepite possano avere una ricaduta sugli aspetti economici della città è reale. Regioni ricche che continueranno ad arricchirsi e impoverimento e disoccupazione per la nostra città. Bisogna però cavalcare questo momento di spinta di autonomia regionalista per poter inserire il problema della nostra capitale altrimenti il futuro sarà sempre più difficile“.

Secondo Tagliavanti che non apprezzaquesto federalismo fai da te“, “non è solo un problema di soldi ma di funzioni“. La Roma moderna è la Roma Capitale, una Roma capace di poter competere con l’Europa, un’esigenza istituzionale per la realizzazione di uno status diverso per la città. E Tagliavanti ricorda, per sottolineare che non si tratta solo di un problema di soldi, che “con i numeri del residuo fiscale dopo la Lombardia, c’è il Lazio, quindi a Roma converrebbero anche le autonomie“.

Insomma, tocca capire, come ricorda Gianfrancesco Romeo, “quanto si può cavare davvero dalle materie delle autonomie differenziata, quanta autonomia si può prendere e si può chieder realmente, quanto l’attuale tessuto costituzionale ce lo permette“. L’onorevole Francesca Gerardi spiega: “Questo tavolo è un momento molto importante per ascoltare i diversi pareri. Promuovere queste autonomie serve ad alleggerire i conti dello Stato e a gestire al meglio le proprie risorse per distribuirle a pioggia sul resto dell’economia. Ritengo che sia un’opportunità da non perdere ma è anche necessaria una migliore comunicazione tra Regioni e Stato. Penso al problema dei rifiuti. Con l’autonomia regionale si potrebbero risolvere anche questi problemi“.

Le conclusioni del Presidente Gargano

Il tavolo tecnico, insomma, è stato un vero e proprio confronto, a tratti animato, sempre molto verticale su problematiche e soluzioni. Il presidente di Federmanager Roma ha precisato, nel suo intervento finale: “Su questo tavolo oggi sono state dette cose importantissime. Si è capito che l’autonomia non è una cosa negativa come era stata presentata inizialmente, che è necessaria ma che va affrontata con tutti i criteri, con senso di responsabilità. Per questo chiedo al governo e a ognuno di noi di fare il proprio ruolo perché anche noi, quando il tema verrà portato in Parlamento, dobbiamo essere ascoltati. Roma deve essere considerata nel modo che le spetta perché è la Capitale d’Italia. Siamo noi che dobbiamo dare indicazioni e che possiamo farlo su tutte le cose che succedono in questa città. Il futuro dipende anche da noi perché depauperare Roma significa depauperare il paese, significa togliere tutto quello che c’è di collante tra Nord e Sud. Parlamento e parti sociali devono intervenire e collaborare insieme. Ecco il nostro auspicio. Abbiamo in Italia degli esempi così importanti, dobbiamo trovare il modo di utilizzarli e migliorarli“. “Ringrazio tutti i partecipanti al tavoloha concluso il Presidente Federmanager Romaa cominciare dalle Istituzioni che hanno accettato di intervenire oggi. I nodi da sciogliere sono intricati e cruciali. Il nostro auspicio è che si opti per una soluzione che agisca nel rispetto delle peculiarità territoriali e pensi ad un’Italia con un futuro di peso in Europa”.