ROM-E

Roma laboratorio green, per un futuro a zero emissioni

ROM-E è un evento nel cuore di Roma, una prima edizione ed un punto di partenza perché cittadini, istituzioni e aziende riconoscano nella Capitale un riferimento per l’ecosostenibilità. Un’occasione per un confronto su temi centrali per il futuro della città come la smart mobility e l’esigenza di ripensare il trasporto in città. 

Il 2 e 3 ottobre Roma ha ospitato la prima edizione di ROM-E, un Festival diffuso nel centro della città, con attività dimostrative e educative, sulla ecosostenibilità, sulle nuove fonti di energia e sulla smart mobility. Diffuso perché ha coinvolto più luoghi (piazza San Silvestro, largo dei Lombardi su via del Corso e Villa Borghese, in viale delle Magnolie), creando momenti d’incontro alla scoperta di un nuovo modo di vivere la città.

Un evento patrocinato da Roma Capitale e dal Ministero della Transizione Ecologica, con il supporto dello stesso Campidoglio e degli assessorati dello Sport, Turismo, Politiche Giovanili e Grandi eventi cittadini e da quello delle Politiche del verde, Benessere degli animali e Rapporti con la cittadinanza attiva nell’ambito del decoro urbano.

Una prima edizione che vuole inaugurare un percorso che negli anni si allargherà, provando a fare di Roma una capitale dell’ecosostenibilità, il luogo di riferimento per la decarbonizzazione nel nostro Paese. Una volontà resa ancor più forte dalla candidatura lanciata dal Presidente del Consiglio Mario Draghi ad ospitare l’Expo del 2030. ROM-E intende offrire un luogo di incontro e dialogo tra cittadini, istituzioni ed aziende riconoscendo Roma come vero ed indiscusso riferimento per l’ecosostenibilità.

Foto di Griffin Wooldridge da Pexels

Per riuscire a fare della nostra Capitale un simbolo delle politiche “green” è però necessario un deciso cambio di passo, andando incontro alle richieste e alle scelte che l’Europa impone. Sarà necessaria una riduzione del 35% entro il 2030 delle emissioni di gas ad effetto serra ed un miglioramento di almeno il 32,5% dell’efficienza energetica. Traguardi difficili, tanto più se da realizzare in soli nove anni. Dunque, elettrificazione dei trasporti, utilizzo di energie ricavate da fonti rinnovabili, una mobilità più green ed in genere maggiore attenzione all’ambiente ed al rispetto del Pianeta, diventano esigenze non più rimandabili.

Momento centrale di ROM-E sono stati gli eventi dedicati a visitatori e appassionati. Roma si è trasformata in un laboratorio della sostenibilità. Nella fantastica cornice di Villa Borghese ci si è confrontati con il tema centrale di una differente mobilità. L’obiettivo è stato quello di illustrare al pubblico tutte le proposte oggi disponibili sul mercato, presentando le soluzioni offerte dai partner che hanno aderito.

Tra questi Dott, leader nell’offerta di monopattini elettrici; Carnielli, che ha presentato le sue innovative e-bike; Fercam, operatore logistico da sempre attento ai temi ambientali; Zero Motorcycles, che produce moto elettriche ad alte prestazioni. Infine, i grandi marchi automobilistici come Mercedes, BMW e Mini, che hanno presentato gli ultimi modelli, con la possibilità di test drive in piazza Bucarest.

Ciò che è necessario fare è soprattutto responsabilizzare i cittadini, mostrando come ogni loro scelta possa contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2. Servirà un inevitabile cambiamento delle abitudini, ma anche e soprattutto una differente concezione della mobilità in città e di conseguenza delle politiche da adottare.

Roma ed in genere le grandi città in Italia alla fine del secolo passato sono state riprogettate per agevolare lo scorrimento della mobilità carrabile. Oggi, con la necessità inderogabile di ridurre le emissioni, sarà necessario un ridisegno degli spazi, pensiamo ad esempio alla progettazione di piste ciclabili che coprano l’intero territorio cittadino, una nuova concezione degli arredi stradali oggi prevalentemente pensati per il traffico automobilistico. Insomma, Roma green e Roma di domani non potrà prescindere da una mobilità sempre più smart.