risultati

L’ASD Atletica Futura Roma

L’atletica leggera è tra gli sport maggiormente inclusivi. Da oltre trenta anni l’Associazione Sportiva Dilettantistica Atletica Futura Roma avvia giovani alla pratica sportiva, formando ottimi atleti che non di rado diventano campioni. A dimostrarlo la storia di successi del giovane Yupo

Il 3 dicembre di ogni anno ricorre la giornata mondiale delle persone con disabilità volta a promuovere i diritti dei disabili ed intraprendere azioni per la loro inclusione in tutti gli aspetti della vita sociale, politica, culturale ed economica. Dal 2010 in Italia esiste la FISPES, federazione riconosciuta dal CONI, che persegue lo scopo di permettere la pratica sportiva anche a persone con gravissime disabilità.

Al riguardo vogliamo sottolineare come la disciplina sportiva più inclusiva sia l’atletica leggera. Infatti, a differenza di altri sport che richiedono ai praticanti particolari caratteristiche fisiche (ad esempio basket, pallavolo, rugby), l’atletica non esclude nessuno. Giovanissimo o in età matura, filiforme o ben piantato e muscolato, veloce o resistente, troverai sempre una specialità a cui dedicarti. non per niente l’atletica viene considerata “sport di base” per eccellenza in quanto propedeutica a ogni pratica sportiva. L’ASD Atletica Futura Roma

A Roma e nel Lazio, si distingue per la pratica agonistica, i risultati conseguiti e i tanti giovani talenti prodotti, lAssociazione Sportiva Dilettantistica Atletica Futura Roma fondata da un gruppo di amici nel 1989.

Anche aggregando diverse società giovanili, soprattutto di Roma e provincia (Tivoli, Bracciano, Fiumicino, Tarquinia), dedite soprattutto al reclutamento e all’avviamento alla pratica dell’atletica leggera, la Futura nel corso degli anni ha raggiunto e consolidato una posizione di rilievo in ambito nazionale. In particolare, dal 2013 la società partecipa alla finale “oro” del campionato di società assoluto competendo con le più forti e blasonate compagini italiane. Rilevanti le 96 medaglie ad oggi conseguite nei vari campionati nazionali individuali e a squadre, nonché le 25 presenze di atleti in rappresentative italiane partecipanti a manifestazioni internazionali.

Ben si comprende lo spirito educativo e formativo che realtà sportive come Futura hanno per i giovani atleti. Diventa dunque un obbligo supportarle ed aiutarle tanto più in un momento particolarmente difficile come quello a cui il Covid ci ha costretto.

Yupun Priyadarshana Abeykoon Mudiyanselage (per gli amici semplicemente Yupo)

Nel corso dell’anno 2020, di assoluto prestigio il titolo italiano assoluto conquistato nella staffetta 4×400 nonché l’eccezionale 10.16 sui 100 metri ottenuto dal tesserato, di nazionalità cingalese, Yupun Priyadarshana Abeykoon Mudiyanselage (per gli amici semplicemente Yupo). Il ragazzo, in Italia dal 2015 e tesserato dal 2016, dapprima è stato seguito dal tecnico Maurizio Raparelli ottenendo immediatamente, nel biennio 2016/17, tempi inferiori a 10.60 e il personale a 10.51. Lo stesso Raparelli, resosi conto dell’enorme potenziale di Yupo, con l’appoggio della Futura e con la gradita disponibilità del Gruppo Sportivo delle Fiamme Gialle, ha suggerito e fatto in modo che l’atleta fosse ospitato, per gli allenamenti e successivamente anche a pensione, nella struttura di Castel Porziano. Da quel momento Yupo, già vincitore nel 2017 dei 100 metri ai campionati in Sri Lanka, ha cominciato il progressivo salto di qualità, stabilendo nel 2018 il personale sui 100 in 10.31 e, nel 2019, vincendo sempre i 100 e contribuendo alla vittoria della Futura anche nella staffetta 4×100 nella finale dei Societari a Firenze.

Poi nel 2020, avvalendosi già dall’autunno 2019 della preziosa assistenza di Claudio Licciardello (tecnico delle Fiamme Gialle, ex quattrocentista che nel 2008, alle Olimpiadi di Pechino, corse in 45.25 sfiorando il record italiano), i progressi di Yupo sono apparsi sempre più evidenti fino all’esplosione lo scorso 8 settembre nel meeting di Dessau, dove, battendo Deniz Almaz, in quel momento primatista stagionale europeo, ha corso nel fantastico 10.16. A questo punto, nella convinzione che il potenziale dell’atleta sia ancora non espresso completamente, non possiamo che augurargli di poter partecipare alle prossime olimpiadi, partecipazione che rappresenta il sogno di ogni agonista sportivo.

Per chi volesse entrare in contatto con l’Associazione Dilettantistica Sportiva Atletica Futura Roma può contattare direttamente gli uffici Federmanager Roma all’indirizzo mail segreteria@federmanager.roma.it e al numero telefonico 0644170810.

Perché non temere il Covid-19

Perché non temere il Covid-19

Al termine dei tre anni di consiliatura, il presidente Giuseppe Noviello conferma la solidità di Previndai nell’affrontare l’emergenza da Covid-19

Sto per lasciare la Presidenza di Previndai, ruolo che ho avuto l’onore di ricoprire per 3 anni a partire dal 22 maggio 2017.

Avrei potuto dire che durante la consiliatura i dirigenti iscritti sono aumentati, superando a fine 2019 la soglia degli 82.000, i versamenti annui sono passati a 900 milioni di euro ed il patrimonio è aumentato a 12,5 miliardi di euro, mantenendo invariato il prelievo a carico degli iscritti per il funzionamento del Fondo, con un costo tra i più competitivi nel settore della previdenza complementare.

Ed ancora che il patrimonio è suddiviso nei comparti assicurativi (Assicurativo 1990: 6 miliardi euro, Assicurativo 2014: 4 miliardi) e finanziari (Bilanciato: 1,5 miliardi, Sviluppo: 1 miliardo), gestiti i primi da Generali (45%), Allianz (25%), Unipol Sai (24%), Reale mutua (6%) ed i secondi per il 90% da AXA, Pimco, Eurizon, ognuno per 1/3, in investimenti c.d. liquidi e per il restante 10% da c.d. fondi alternativi, con BlackRock quale Advisor del Fondo per gli investimenti finanziari.

Che i comparti assicurativi, tutelati da rendimenti minimi garantiti, hanno sempre battuto con i loro risultati il rendimento del Tfr e l’inflazione, che per il 2019 i comparti finanziari hanno registrato un risultato netto a due cifre, 12,32% per Bilanciato e 15,89% per Sviluppo.

Perché non temere il Covid-19

Avrei presentato tabelle e grafici e proseguito con le tematiche affrontate durante la consiliatura.

Il livello del servizio agli iscritti, ad esempio, fiore all’occhiello del Fondo, del quale la quasi totalità dei dirigenti si ritiene soddisfatta, con l’arricchimento delle informazioni periodiche ed il rinnovato sito web, area pubblica e privata. E che dire del call center telefonico, gestito direttamente da personale del Fondo esperto, che riscuote da sempre ampio consenso.

Avrei parlato degli scenari e delle strategie di investimento dei comparti finanziari, con il passaggio da una gestione specialistica ad una multi asset, con tre gestori di cui viene verificata costantemente la prestazione, e degli investimenti nell’economia reale, 10% dei comparti finanziari, per ottimizzare il rapporto rendimento/rischio contando sulle sinergie tra aziende competitive e manager competenti; del coinvolgimento del Fondo nei sei fondi selezionati attraverso la presenza nei loro Advisory Committee.

E che dire dell’apertura dell’iscrizione ai familiari, particolarmente importante perché consente di introdurre alla previdenza complementare i giovani, con tutti i vantaggi di una iscrizione precoce, o della Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, sostegno finanziario agli iscritti in difficoltà.

Mi sarei soffermato poi sul rafforzamento dei sistemi di controllo, con la creazione delle funzioni di gestione del rischio, di revisione interna e della compliance, nonché della nomina del responsabile della protezione dei dati, in linea con la normativa europea, e sulla revisione dell’assetto organizzativo, in coerenza con il nuovo sistema di controllo ed ampliando le competenze della funzione finanza, accrescendo così il know how interno del Fondo, che si pone ora in condizioni dialettiche rispetto all’Advisor.

Non meno importanza avrei dato al rapporto con i giovani, con la conferma dell’edizione annuale del Premio per tesi di laurea alla memoria del precedente Direttore Generale, ed all’implementazione dei supporti informatici, con la costante attività di indirizzo e controllo del servizio, reso per la massima parte dalla Selda di cui il Fondo detiene una quota del 45%.

Perché non temere il Covid-19

Ed avrei riferito con grande soddisfazione dell’ampliamento delle logiche di comunicazione, su tutto il rafforzamento della identity del Fondo con il nuovo logo, che doveva essere presentato ufficialmente a marzo 2020 in occasione dei previsti festeggiamenti per la ricorrenza del 30° anniversario di vita di Previndai, rinviati a causa di Covid-19.

Non avrei dimenticato le raccomandazioni per il futuro, brutta abitudine di chi lascia, e quindi l’attenzione ai contratti assicurativi e alla loro scadenza: rendimento minimo garantito – consolidamento dei risultati – tavole di conversione in rendita favorevoli, condizioni che devono essere ripensate alla luce delle modifiche intervenute in questi anni nel settore delle Compagnie di Assicurazione.

Avrei richiamato il tema delle associazioni di categoria, nelle quali la leadership di Previndai nel campo della previdenza comporta l’onere di assumere un ruolo adeguato per conseguire obiettivi di interesse del settore.

Avrei anche ricordato che gli asset Previndai, Fasi, Assidai, Praesidium, coprono una vasta gamma di attività negli ambiti della previdenza complementare e dell’assistenza sanitaria integrativa, anche con prodotti assicurativi, e che l’esperienza ed il know-how acquisiti possono essere messi a disposizione di un settore in continua espansione.

Avrei infine concluso ringraziando i componenti del Consiglio di Amministrazione, del Collegio Sindacale e dell’Organismo di Vigilanza, la Società di Revisione, il Direttore Generale e la Struttura tutta.

Purtroppo non posso terminare così, perché i recenti accadimenti legati al Covid-19 mi impongono responsabilmente alcune riflessioni aggiuntive.

Anche se i recenti crolli dei mercati azionari sono analoghi a quelli dei drammatici giorni della crisi finanziaria del 2008 e lo shock economico cui stiamo assistendo è sia dal lato della domanda che dal lato dell’offerta, c’è da ritenere che l’economia globale non si trovi nella stessa situazione di allora. Infatti, sebbene le misure di contenimento del contagio del Covid-19 abbiano portato alla quasi paralisi dell’attività economica, i provvedimenti di politica monetaria e fiscale, adottati in modo adeguatamente espansivo, forniscono sostegno durante lo shock, per poi tornare alla ripresa dell’attività economica nella seconda metà dell’anno, senza danni permanenti al sistema economico.

Le banche centrali sono intervenute con misure rilevanti e talvolta senza precedenti nella storia al fine di fornire liquidità e stabilizzare la situazione di panico nei mercati finanziari.

L’entità delle misure adottate è stata simile a quella della crisi finanziaria del 2008 se non anche maggiore: la FED ad esempio con un programma di acquisti che non ha precedenti nella storia in quanto illimitato in termini di ammontare e senza scadenza temporale predeterminata.

Le politiche monetarie tuttavia non hanno ampio spazio di azione, in quanto i tassi di interesse di inizio anno partivano già da livelli bassi e dopo i recenti provvedimenti espansivi sono già arrivati a livelli minimi sotto i quali è difficile spingersi. E’ quindi necessario che le politiche fiscali siano più espansive in quanto ancora non sufficienti a tutelare piccole aziende e lavoratori. Le politiche fiscali devono sfruttare i margini di azione che le banche centrali stanno mettendo a disposizione.

Quanto alla diffusione del Covid-19, in Cina la curva di contagio ha rallentato in circa 6-8 settimane grazie alle rigide misure adottate. Il ricorso, nel resto del mondo, a misure di contenimento tali da stabilizzare la curva epidemiologica, come accaduto in Cina, porterà ad una lenta ripresa, con accelerazione nella seconda metà del 2020.

Bisogna quindi attraversare la burrasca, contenendo i danni quanto più possibile, per farsi trovare pronti alla ripresa del ciclo economico espansivo, facendo tesoro di quanto avvenuto e certi che nel medio-lungo termine i mercati recupereranno le recenti perdite. Il Fondo, dal canto suo e come sempre fatto finora, saprà assicurare ai propri iscritti risultati positivi.

Previndai ha le carte in regola per affrontare la situazione perché può contare su collaboratori di elevata professionalità e spiccato senso di appartenenza ed opera in collaborazione con strutture di primario standing mondiale. Ancora una volta dobbiamo ringraziare la lungimiranza di Federmanager e Confindustria.
Ora posso veramente concludere con soddisfazione la mia esperienza di Presidente.

Assemblea Ordinaria 2020: Gli Eventi Federmanager Roma del 2019

Bilancio Sociale 2018: Priorità e prossime sfide

Presentato il Bilancio Sociale 2018 di Federmanager Roma, un anno di crescita e consolidamento con l’obiettivo costante di offrire sempre nuove opportunità ai colleghi iscritti

Il bilancio sociale si rivolge prioritariamente agli iscritti e vuole sottolineare l’impegno dell’organizzazione a servizio dei colleghi nella valorizzazione del ruolo del manager, esponendo idee, progetti e iniziative ed esaminandone attività e risultati. L’Assemblea 2019 e la presentazione del bilancio sociale sono anche un’occasione per ribadire le priorità di Federmanager Roma e le prossime sfide.

La Parte Privata dell’Assemblea annuale di Federmanager Roma dedicata alla presentazione del bilancio sociale è stata corredata dalla visione di un video suggestivo che ha riassunto le attività del 2018. Sono 6 le priorità che Federmanager è chiamata ad affrontare:Bilancio Sociale 2018: Priorità e prossime sfideWelfare

Federmanager è da tempo all’avanguardia per la promozione di soluzioni di Welfare a favore dei manager e delle loro famiglie e alla fornitura di importanti servizi, anche in collaborazione con altri soggetti, in campo previdenziale, sanitario e assicurativo.

Valorizzazione delle competenze

La risorsa umana costituisce un fattore strategico decisivo per operare con successo nei mercati. È infatti nella risorsa umana che si concentrano le capacità chiave di gestione e di innovazione, oltre che, naturalmente, nel patrimonio di impianti e tecnologie che rappresentano i tradizionali asset aziendali.

Age Management

L’ottimizzazione della convivenza tra più generazioni. L’avanzamento dell’età pensionabile e il connesso prolungamento dell’età lavorativa, fanno emergere la necessità di politiche mirate di age management ampie ed efficaci. Il successo di queste politiche è condizione unica per mantenere, ai livelli più elevati, le competenze, le prestazioni e la motivazione della dirigenza e quindi la capacità competitiva delle nostre aziende.Bilancio Sociale 2018: Priorità e prossime sfideInnovazione e Industry 4.0

È la quarta rivoluzione industriale. La digital transformation ha ispirato anche nel 2018 una serie di iniziative, progetti e relazioni che confermano il ruolo di protagonista di Federmanager nell’ambito del piano nazionale di governo Industry 4.0, con particolare riguardo alla cyber security e al GDPR, regolamento europeo sul trattamento dei dati personali.

Europei per scelta

Federmanager Roma è da tempo particolarmente attenta ai temi contrattuali e negoziali che riguardano le imprese industriali europee e i manager che vi operano, per promuovere la partecipazione dei colleghi alle strutture di consultazione previste dal dialogo sociale europeo.

Attenzione a etica e inclusione

È accertato che le aziende più attive in termini di riconoscimento e valorizzazione delle diversità di genere, hanno maggiori e crescenti possibilità di risultati imprenditoriali migliori. Anche la diversità etnica e culturale è positivamente corredata alla redditività aziendale.

I FATTI

Le parole del Presidente Giacomo Gargano

Terminato il video ha preso la parola il Presidente Gargano che ha voluto innanzitutto ringraziare i tanti colleghi presenti in sala: “Partecipare alla nostra Assemblea nel difficile contesto in cui ci muoviamo, tanto in azienda quanto nella società, non è un fatto formale, è un atto di grande valore: testimonia la voglia di partecipare attivamente, in prima persona, a porre le basi per la soluzione di problemi che sono, sì, di noi dirigenti, ma che riguardano tutto il Paese”. Ha poi ricordato come il 2018 sia stato un anno di crescita, a partire dal numero dei dirigenti iscritti passati da 9.168 nel 2017 a 9.399 nel 2018, con un incremento di 231 unità: “Un trend positivo che dal 2015 continua a premiare l’impegno, la dedizione e il coraggio”. Conferme importanti vengono dalle elezioni per il rinnovo degli organi sociali federali e degli enti collaterali di Federmanager: “Numerosi i colleghi di Roma che sono stati eletti o riconfermati nelle cariche nazionali e nei CdA degli enti bilaterali e dei fondi integrativi di assistenza previdenziale e sanitaria”. Ha ricordato Gargano come “tutto questo lavoro si è poi tradotto nell’organizzazione di numerosi eventi, seminari, workshop che, anche per il 2018, hanno toccato temi di contingente attualità avvalendosi dell’ausilio di relatori tra i massimi esperti dei rispettivi settori”. Concludendo e guardando al futuro Gargano ha aggiunto: “Sappiamo che le partite aperte sono ancora tante tante, ardue e sempre più urgenti ma sappiamo anche che presentarci preparati, solidi e compatti di fronte alle sfide che ci impone il nostro tempo, vuol dire poter guardare al futuro con fiducia e vivere il presente con consapevolezza”.Bilancio Sociale 2018: Priorità e prossime sfide

Novità Fasi: riequilibrio economico

Novità Fasi: riequilibrio economico

L’andamento economico del Fondo, ha fatto registrare negli ultimi anni uno squilibrio economico, ampiamente analizzato e segmentato in tutte le sue componenti. Fra esse particolare evidenza assume l’alterazione del rapporto tra dirigenti in servizio e dirigenti in pensione, che a causa della perdurante crisi economica, ha ridotto sensibilmente la percentuale dei primi rispetto ai secondi. I complessi studi tecnici attuariali, hanno proiettato trend incompatibili con gli obiettivi gestionali, e quindi si è deciso di incidere attraverso le modifiche statutarie sulle modalità di accesso al Fondo prevedendo una serie di limiti che dovrebbero scoraggiare comportamenti opportunistici. L’altra misura studiata attraverso ripetute simulazioni tecniche, riguarda l’incremento dei contributi rimasto inalterato negli anni. L’aumento delle entrate consentirà quindi di realizzare due azioni strategiche: la prima focalizzata sull’esigenza di far fronte alle crescenti esigenze in termini di prestazioni, la seconda di reperire risorse per strutturare investimenti sulle piattaforme tecnologiche capaci di snellire le procedure e di valorizzare le informazioni tecniche per i futuri programmi di prevenzione. Su tali prospettive sia il Consiglio di Amministrazione che l’Assemblea degli Azionisti hanno registrato un totale allineamento e una completa condivisione.Novità Fasi: riequilibrio economicoDopo l’avvenuta confluenza dell’Inpdai nell’Inps, e senza togliere nulla alle altre importanti iniziative, il Fasi rappresenta certamente l’icona della nostra categoria. Per la sua storia di oltre 40 anni, perché si occupa della nostra salute (un tema in cima alle priorità per tutti), perché fa della mutualità e della solidarietà intergenerazionale la sua caratteristica distintiva e il suo valore aggiunto, perché è la più grande realtà operante nel panorama dell’assistenza sanitaria integrativa a livello europeo, per il fatto che continua a essere il punto di riferimento sul mercato della sanità integrativa sempre più grande e competitivo. Siamo stati antesignani, abbiamo creato una realtà di un valore inestimabile per tutti i nostri Colleghi, riconosciuta come una vera e propria eccellenza di cui dobbiamo essere fieri.Abbiamo il dovere, quindi, di preservarne il ruolo di leadership cercando di comprendere e interpretare al meglio i fattori che caratterizzano l’evoluzione del contesto di riferimento, con una visione almeno di medio periodo. Il contratto collettivo è appena scaduto, quindi, come avviene normalmente al termine dalla vigenza contrattuale il Fondo registra un disequilibrio economico, significativo ma non eccessivo, comunque da correggere. Ma era anche giunto il tempo di riflettere sull’impianto normativo alla luce dell’esperienza maturata in tutti questi anni, del ruolo del Servizio sanitario nazionale che fa sempre più fatica a fronteggiare i bisogni indotti dalla crescita della domanda, ma soprattutto sui numeri e sulla loro tendenza.

Una realtà che ci caratterizza come categoria, ci aggrega, ci rappresenta, ci dà tranquillità in eventuali fasi avverse della nostra vita personale e familiare, ci consente di vivere serenamente la nostra vecchiaia, quando avremo bisogno di maggiori cure, che non ci abbandona mai. Ma tutti insieme siamo chiamati a partecipare alla sua sostenibilità nel tempo, a partire da quando siamo più giovani, proprio nel momento in cui non abbiamo bisogno di ricorrere frequentemente alle cure mediche, per sostenere coloro che ne hanno più bisogno o devono affrontare spese sanitarie molto importanti. Questo è il Fasi e in questo modo si esprime la solidarietà.Realisticamente non possiamo contare su una crescita significativa della popolazione dirigenziale in servizio, visto l’andamento economico-industriale del nostro Paese, e il Servizio sanitario Nazionale fatica a dare una risposta ai bisogni crescenti. Per cui è ragionevole attendersi una crescita della domanda per il Fasi e, con questa prospettiva, un buon padre di famiglia deve cercare di individuare le maggiori criticità, ottimizzare
l’uso delle risorse disponibili, agire sulle regole per favorire i comportamenti virtuosi premiando la fidelizzazione e combattere i comportamenti opportunistici che non possiamo più assecondare, come ci confermano i numeri dell’ultimo bilancio.

Il dato che più pesa e più preoccupa è il rapporto tra dirigenti in servizio e in quiescenza ormai strutturalmente sceso sotto l’unità. Vale a dire, ad esempio, che per 10 iscritti in pensione ce ne sono solo 8 in servizio. Questo dato, come è agevole comprendere, incide sul costo della solidarietà intergenerazionale che necessita di essere ricondotto entro limiti accettabili per evitare di portare il Fasi fuori mercato e perdere il sostegno delle aziende, che versano un’apposita e significativa contribuzione, nonché dei Colleghi in servizio che “generano” significativamente meno spesa sanitaria rispetto a quanto versano.

Su questi presupposti, l’Assemblea del Fondo ha approvato il 6 dicembre scorso un incremento generalizzato dei contributi del 12,5% per tutte le componenti iscritte, aziende, dirigenti in servizio e in pensione (l’ultimo incremento risale al 2015 in occasione del rinnovo contrattuale) e ha fatto proprie le proposte di modifica dello Statuto proposte dal CdA. Modifiche che si sono focalizzate sulle regole di iscrizione delle aziende e dei dirigenti in pensione.

Cominciamo dalle aziende. Dal 1° gennaio 2019 possono aderire al Fasi solo le aziende che iscrivono i dirigenti in servizio, non è più consentito a queste di scegliere una forma alternativa per i dirigenti in forza e “scaricare” sul Fasi la parte della popolazione in quiescenza, limitandosi al versamento del solo contributo previsto per la solidarietà.Le aziende che utilizzano una forma alternativa già iscritte al Fasi alla data del 01.01.2019 possono rimanere ma a queste viene applicato un progressivo incremento del contributo molto significativo, tale da incidere sulla convenienza economica del modello adottato e rendere per esse vantaggioso portare nel Fasi anche i dirigenti in servizio.

Per quanto riguarda, invece, i dirigenti in quiescenza, è stato valutato congruo come indice di fidelizzazione e di partecipazione alla mutualità e alla solidarietà intergenerazionale per mantenere l’iscrizione al Fondo da pensionato un’anzianità di iscrizione al Fasi, quali dirigenti in servizio, di almeno 10 anni.

Per godere del contributo ordinario, è inoltre necessario che il periodo tra la cessazione del rapporto di lavoro e la decorrenza della pensione non sia superiore a 8 anni o, se superiore, l’interessato mantenga l’iscrizione al Fasi senza soluzione di continuità o si iscriva in via convenzionale entro 1 anno dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Alle stesse condizioni potranno altresì iscriversi in qualità di pensionati, i dirigenti in forza per almeno 10 anni presso le aziende che utilizzano altre forme per l’assistenza dei dirigenti in servizio a condizione che siano già iscritte al Fasi alla data del 01.01.2019.

Cosa succede per coloro che non matureranno una anzianità di iscrizione al Fasi da dirigenti in servizio di almeno 10 anni? Potranno mantenere l’iscrizione al Fondo in qualità di pensionati in via convenzionale (facendosi carico anche della quota che le aziende versano per ciascun dirigente in servizio) ma solo qualora abbiano aderito al Fondo entro 6 mesi dalla data di prima nomina a dirigente industriale. Una regola molto severa per i futuri dirigenti, ma giusta e necessaria. In altre parole, non saranno più ammessi comportamenti del tipo mi iscrivo quando comincio a avvertire qualche problema di salute o quando si avvicina il pensionamento per garantirmi la tutela Fasi nel periodo in cui statisticamente crescono i bisogni di cure. I numeri del bilancio del Fondo, già ora e soprattutto in prospettiva, non lo consentono più.Stessa possibilità viene riservata a coloro in forza per meno di 10 anni presso aziende che utilizzano altre forme di assistenza sanitaria dei dirigenti in servizio, già iscritte al Fasi alla data del 1° gennaio 2019 o provenienti da confluenze collettive. E, più in generale, a coloro che, pur non ricadendo nelle situazioni descritte, abbiano mantenuto l’iscrizione in via convenzionale dopo la cessazione del rapporto di lavoro. Data l’importanza degli effetti del nuovo impianto regolatorio, è stata prevista una finestra per dare un’ultima chance ai dirigenti in attività che, pur essendo nella condizione di farlo, non si siano iscritti al Fasi per consentire loro di acquisire il diritto a mantenere l’iscrizione al Fasi dopo l’accesso alla pensione, pur in via convenzionale, nel caso non dovessero raggiungere il requisito minimo di 10 anni di iscrizione al Fasi e siano trascorsi più di sei mesi dalla prima nomina a dirigente industriale. Verranno salvaguardati coloro che risulteranno iscritti al Fondo il 1° aprile 2019 e che, quindi, dovranno affrettarsi a inviare per tempo la richiesta di iscrizione.

Una grande opportunità da cogliere per evitare il rischio di perdere il sostegno del Fasi dopo l’ingresso in pensione. Il “FASI siamo noi” ha sottolineato il Presidente del Fondo, Marcello Garzia a conclusione della lettera di presentazione delle novità introdotte dal 1° gennaio 2019 inviata lo scorso mese di dicembre a tutti gli iscritti. Ricordiamocelo sempre. Il Fasi per noi dirigenti non è comparabile alle altre realtà similari che operano sul mercato, ma è qualcosa che vale molto di più.

Previndai: bilancio 2018

Previndai: bilancio 2018

Previndai: bilancio 2018: un consuntivo positivo per un anno che ha segnato tante e rilevanti novità

Il 2018 è stato caratterizzato da un’economia globale in crescita, che ha visto però indebolite, per la costante incertezza, le prospettive future. Un anno non favorevole per i mercati finanziari, a causa di forti instabilità, tra le quali segnatamente i rischi geopolitici in Europa e la c.d. “guerra commerciale” tra USA e Cina.

La flessione, sia degli indici azionari che obbligazionari, ha comportato risultati non esaltanti anche per i comparti finanziari di Previndai. Peraltro, in un più corretto orizzonte temporale di osservazione, già focalizzandosi sul solo biennio 2017/2018, il rendimento complessivo dei comparti Bilanciato e Sviluppo è in territorio positivo e superiore alle medie di settore. Ed inoltre sin dai primi giorni del 2019 si è registrata una chiara inversione di tendenza dei mercati, con un recupero dei rendimenti già alla fine del primo trimestre.

Anche i comparti assicurativi, che raccolgono oltre l’80% del patrimonio del Fondo, hanno risentito della situazione generale di sofferenza, registrando comunque risultati positivi. Il comparto Assicurativo 1990, che non riceve più contribuzioni, ha in gestione poco meno di 6 miliardi di euro mentre quello Assicurativo 2014 ha in gestione più di 3 miliardi. I rendimenti di entrambi, anche per il 2018, sono stati superiori all’inflazione ed al tasso di rivalutazione del TFR.

Previndai ha continuato a crescere superando gli 11 miliardi di patrimonio, con un numero di iscritti che ha superato le 80 mila unità.Previndai: bilancio 2018Coerente con le logiche del contesto previdenziale e del lungo periodo di investimento è stata la decisione di impegnare parte delle risorse dei comparti finanziari (10%) in Fondi di investimento alternativi, con l’obiettivo di migliorare il rapporto rendimento/rischio del portafoglio, contribuendo contemporaneamente allo sviluppo dell’economia del Paese. Ad inizio 2019 è stata anche aggiornata l’asset allocation strategica dei comparti finanziari, adeguandola ai nuovi scenari prospettici. A livello operativo, nel 2018 Il Fondo ha aperto ai familiari a carico, consentendo l’iscrizione di molti giovani, che potranno beneficiare di una precoce iscrizione alla previdenza complementare. La risposta dei dirigenti è stata soddisfacente, a riprova della sensibilità ai temi della previdenza. E’ diventata operativa la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata – RITA, una forma di sostegno per quei dirigenti prossimi al pensionamento che si trovano a fronteggiare situazioni di criticità. E’ stata anche migliorata la comunicazione attraverso la rivisitazione dell’area pubblica del sito, a cui seguirà a breve anche quella riservata.

Nel 2018, infine, è stato operato il rafforzamento dei presidi di controllo anticipando la normativa europea, che ha apportato importanti novità, in particolare in materia di governance dei fondi pensione e di obblighi informativi verso gli iscritti.