Raffaele Zurlo

Raffaele Zurlo: La Galleria di Base del Brennero

Raffaele Zurlo: La Galleria di Base del Brennero

Raffaele Zurlo, CEO della Galleria di Base del Brennero, spiega storia, finalità e costi di un’opera infrastrutturale di grande valore commerciale ed ambientale. Un esempio di buona gestione, di rispetto dei tempi e del budget utilizzando leggi italiane

Parlando di grandi opere infrastrutturali e di eccelse capacità manageriali, di particolare interesse è stato l’intervento di Raffaele Zurlo, CEO del Brenner Basistunnel o anche Galleria di Base del Brennero, ed iscritto da diversi anni a Federmanager Roma. Si tratta di una società per azioni europea finalizzata alla realizzazione di una galleria ferroviaria tra Italia ed Austria. Una soluzione per il traffico merci che garantirebbe grandi benefici ambientali riducendo notevolmente il traffico su gomma.

La galleria fa parte di un più vasto programma di infrastrutture nel settore trasporti noto come progetto Ten T. Si tratta del corridoio scandinavo-mediterraneo da Helsinki (Finlandia) a La Valletta (sull’isola di Malta). La Galleria di Base del Brennero, una volta completata, sarà la galleria ferroviaria più lunga al mondo, con i suoi 64 chilometri: si entrerà a Fortezza, si uscirà oltre il confine con l’Austria a Tulfes.Raffaele Zurlo: La Galleria di Base del BrenneroRicorda Zurlo: “Abbiamo già investito 2 miliardi di euro nella realizzazione delle prime sezioni tra Italia e Austria, per la realizzazione totale i due governi hanno dato vita ad una società transfrontaliera, che è appunto la Brenner Basistunnel, di cui sono amministratore. Una società partecipata al 50% dall’Italia e 50% dall’Austria, che sta realizzando il tunnel per conto dei due Stati con il cofinanziamento dell’Unione Europea fino al 50%. Dunque Italia ed Austria spendono il 25% ciascuna del totale”.

Andando un po’ controcorrente su quanto sentito nel corso della giornata, Zurlo ha tenuto a precisare che “stiamo completando la galleria nel rispetto dei tempi e del budget utilizzando le leggi italiane. Non ci crederete ma stiamo utilizzando il tanto vituperato codice degli Appalti De Lise. Certamente ci siamo imbattuti nella burocrazia, ma credo che questa sia soltanto un insieme di regole che le competenze, le capacità e la serietà di chi le applica deve contribuire a percorrere nel modo più agevole possibile”.

Esemplare anche il comportamento e la strategia adottata con gli abitanti della zona: “tutti i progetti strutturali sono impattanti e comportano disagio per i  territori e le popolazioni che ne sono direttamente interessati. È importante considerare l’accettazione da parte della popolazione come un qualcosa di ancora più rilevante del know how ingegneristico o la disponibilità di macchine, tecnologie e conoscenze”.