Mario Trimeri

Mario Trimeri: Un manager che scala le montagne

Mario Trimeri: Un manager che scala le montagne

Non è un modo di dire, legato alle difficoltà che quotidianamente gli uomini di impresa devono affrontare. Mario Trimeri ha scalato davvero le montagne più alte al mondo, conciliando questa sua passione con l’attività di manager di successo 

Per poter spiegare il termine “Sfide” e fin dove è possibile arrivare con impegno, dedizione, coraggio e intraprendenza, l’Assemblea annuale di Federmanager Roma ha invitato Mario Trimeri. Manager con la grande passione per i viaggi e per la montagna, l’impegno e la professionalità che mette nelle sue imprese ad alta quota gli hanno consentito di scalare le Seven Summits, cioè le 7 vette più alte nei 7 continenti del mondo.Mario Trimeri: Un manager che scala le montagneIl 18 maggio 2007 alle 10 e 24, dopo un primo tentativo fallito nel 2003, è arrivato a coronare il suo sogno di raggiungere la vetta dell’Everest. La sua testimonianza ha assunto un valore simbolico e reale. Trimeri oltre a questa grande passione per la montagna e il desiderio di mettersi costantemente in gioco, è anche un valido imprenditore che, 25 anni fa, ha deciso di rilevare un’azienda in forte perdita che, con impegno, costanza e tanto lavoro, in un solo anno è tornata a guadagnare. Come imprenditore ha ricordato che la burocrazia è un limite forte allo sviluppo e allo stesso modo lo sono le tasse ed i ritardi della giustizia. Ricorda come da piccolo il suo libro preferito fosse l’Atlante che gli consentiva di viaggiare con la fantasia.

Grande conoscitore del mondo, ha potuto verificare da vicino come l’Italia sia troppo ferma rispetto ad altri Paesi che crescono costantemente: “Sono di ritorno da un viaggio in Cambogia e Vietnam ed è stato in credibile vedere come Paesi, che solo 50 anni fa erano lacerati da conflitti, sono oggi ricchi di fermento e in continuo sviluppo, muovendosi ad una velocità che noi non possiamo neanche immaginare”.Mario Trimeri: Un manager che scala le montagneNato a Belluno, tra le Dolomiti, e cresciuto in Valle d’Aosta tra le Alpi, la passione per la montagna è nel suo dna: “Ho iniziato come arrampicatore su roccia, poi sulle pareti di ghiaccio e alla fine, oltra a fare trekking in giro per il mondo, ho iniziato a guardare molto più in alto. Dai miei primi 6mila sono passato ai 7mila metri, fino ad arrivare agli 8mila metri. Nel 2003 ho portato avanti il mio primo tentativo per raggiungere la vetta dell’Everest, seguendo i miei miti Bonatti e Messner dei quali leggevo i libri mai pensando un giorno di potermi confrontare con le loro imprese. La prima volta non sono arrivato in cima per mancanza di esperienza, sempre importantissima anche nel lavoro. Impresa riuscita il famoso 18 maggio 2007 alle ore 10 e 24”.

Ma le sfide della montagna cosa insegnano ad un uomo di impresa? Trimeri ha risposto senza esitare: “La mia esperienza di scalatore mi ha offerto importanti insegnamenti nella vita di tutti i giorni. Soprattutto che ognuno di noi ha potenzialità che nemmeno immagina, per questo è importante darsi da fare, tirare fuori le nostre capacità, provarci e riuscire ad ottenere ciò che sembrava soltanto un sogno”.

L'angolo del libro: 7 Gioielli per 7 Continenti

7 Gioielli per 7 Continenti

Il libro di Mario Trimeri è un’opera suggestiva, vissuta, personale, ricca di belle immagini e fatta di percorsi… anche dell’anima. Il volume ripercorre il sogno realizzato dall’autore di raggiungere le cime più alte di ognuno dei sette continenti

Mario Trimeri è riuscito, nel suo vagabondare in giro per il mondo, a compiere percorsi in ogni angolo della terra. Ha realizzato traversate nelle zone artiche, nei deserti sahariani, tra le pune americane, compiuto trekking nelle regioni più impervie, ha salito vulcani e scalato sulle dune di sabbia e su pareti di neve; ed altro ancora.L'angolo del libro: 7 Gioielli per 7 ContinentiIn questo volume vengono riportate le sue Seven Summits, le salite della cima più alta di ognuno dei 7 continenti del nostro pianeta. Un percorso intimo, personale e “un’Avventura Geografica” come lui ama definirla. Mario Trimeri è il secondo italiano, dopo R. Messner, ad aver salito le Seven Summits. Tutto nasce dalla sua mancata cima dell’Everest nel 2003, quando ritorna a casa con un vuoto interiore, profondo, quasi una ferita; questa ossessione lo porterà attraverso un’idea che dovrà essere una ragione per ritornare su quella montagna. L’unica strada è quella che inconsciamente va ad intraprendere salendo, nel 2005, i vulcani Elbrus e Kilimanjaro, che si riveleranno il punto di partenza di un tragitto che in meno di due anni lo portano su sei delle sette cime; l’ultima, il Vinson, la più alta dell’Antartide, l’aveva salita nel 2000 con una spedizione austriaca.

Il libro ne è la storia completa, senza fronzoli e giri di parole, attraverso un percorso faticoso ma di forte determinazione, con momenti di grande intimità, talvolta giocosa e felice e altre volte sofferta e solitaria. Il volume è strutturato in ordine cronologico rispetto alle salite sulle Seven Summits, partendo dalla prima, il Vinson in Antartide, sino al Monte Everest che è stata l’ultima realizzata. La scelta di questa sequenza sta nel voler dare al volume il senso di una marcia che doveva concludersi, come è stato, verso la cima più alta dell’Asia e del mondo e sua meta più ambita.

Le Seven Summits sono in ordine di altezza le seguenti:
ASIA Everest 8.850 metri

SUD AMERICA Aconagua 6.962 metri

NORD AMERICA Denali 6.194 metri

AFRICA Kilimanjaro 5.859 metri

EUROPA Elbrus 5.642 metri

ANTARTIDE Vinson 4.897 metri

OCEANIA Carstensz 4.884 metri