GSE

Lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici incentivati

Elettricità Futura ribadisce al GSE (Gestore Servizi Energetici) l’urgenza di un incontro tecnico volto a discutere le problematiche riscontrate sugli impianti fotovoltaici incentivati in Conto Energia, evidenziando alcune criticità delle nuove Istruzioni operative per lo smaltimento dei pannelli

Il settore fotovoltaico sta percorrendo una nuova fase di crescita e ricoprirà sempre più un ruolo chiave sia nel processo di decarbonizzazione che di sviluppo delle fonti rinnovabili al 2030. La Proposta di Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) ha stabilito che la quota di rinnovabili al 2030 dovrà essere pari al 30% rispetto al Consumo Finale Lordo di energia, il che corrisponde al 55% per quanto riguarda i soli consumi elettrici.

La fonte solare sarà uno dei principali pilastri sui cui si reggerà tale importante sviluppo prevedendo al 2030 51 GW di impianti fotovoltaici, rispetto ai 20 attuali che con 23 TWh di energia elettrica prodotta forniscono il 7,5% dei consumi di energia elettrica. Dopo un forte sviluppo nel periodo 2010-12, negli ultimi anni, con la fine dei Conti Energia, i ritmi di crescita si sono significativamente ridimensionati (435 MW di nuova potenza nel 2018, rispetto a una crescita annua di circa 10 GW nel 2011 o 3,6 GW nel 2012). Guardando invece al futuro, sarà necessario introdurre specifiche misure a supporto del settore, a favore sia di nuovi impianti (in generazione distribuita e utility scale), sia per l’ammodernamento del parco esistente (attraverso semplificazioni di interventi di Repowering/Revamping e il superamento del divieto di accesso agli incentivi per impianti fotovoltaici su aree agricole).

Con particolare riferimento al tema dello smaltimento dei pannelli fotovoltaici, Elettricità Futura condivide pienamente il principio secondo il quale i moduli debbano essere smaltiti correttamente al fine di ottimizzare le relative attività di riciclo/recupero, e concorda anche sulla necessità di sensibilizzare tutti gli operatori coinvolti al rispetto degli obblighi previsti dalle normative nazionali vigenti sul tema. In particolare, il d.lgs. n. 49/2014 (art. 40, comma 3) ha previsto che, in riferimento alla gestione dei rifiuti dei pannelli fotovoltaici che beneficiano dei meccanismi incentivanti in Conto Energia (ad eccezione degli impianti del IV e V Conto Energia i cui moduli sono garantiti tramite l’iscrizione a consorzi), il GSE trattenga dai meccanismi incentivanti, negli ultimi dieci anni di erogazione, una quota finalizzata ad assicurare la copertura dei costi di gestione e corretto smaltimento dei rifiuti prodotti da tali pannelli.

“Istruzioni Operative” del GSE

Facendo seguito al disposto normativo, il GSE ha pubblicato specifiche Istruzioni Operative – oggetto di diverse revisioni a partire dalla prima versione del Dicembre 2015 – regolamentando gli obblighi procedurali in capo ai gestori degli impianti incentivati e stabilendo in particolare la quota da trattenere negli ultimi dieci anni di incentivo, pari a 12 euro/pannello per i moduli domestici – originati da impianti di potenza nominale < 10 kW – e 10 euro/pannello per i moduli professionali – originati da impianti di potenza nominale ≥ 10 kW.

Elettricità Futura evidenzia alcune criticità

Sulle specifiche procedure, l’Associazione ha segnalato sin dall’inizio al GSE diversi elementi di criticità, a partire dal valore della quota da trattenere dall’incentivo, ritenuto eccessivamente elevato e non coerente con i costi medi di adesione ai consorzi di smaltimento (come previsto dalla norma primaria). Anche in relazione alle ultime Istruzioni pubblicate lo scorso aprile, l’Associazione si è confrontata con il GSE per segnalare diverse questioni ritenute penalizzanti per gli operatori o rispetto alle quali si reputano necessari maggiori chiarimenti. Tra queste, per esempio, la scelta adottata dal GSE di escludere dal trattenimento della quota solo i pannelli oggetto di interventi di sostituzione totale da realizzarsi in un periodo antecedente all’undicesimo anno di incentivo. Secondo l’Associazione, anche i nuovi moduli oggetto di interventi di sostituzione parziale dopo l’undicesimo anno di incentivo dovrebbero essere esclusi dal trattenimento della quota, in quanto già garantiti dall’obbligo in capo al produttore (soggetto che li immette sul mercato nazionale) di prestare apposita garanzia finanziaria attraverso l’adesione ad un sistema collettivo. Da rivedere, a giudizio dell’Associazione, anche la previsione in base alla quale la restituzione al Soggetto Responsabile dell’impianto della quota trattenuta a garanzia del corretto smaltimento dei moduli avvenga solo dopo la dismissione dell’intero impianto, in quanto appare in contrasto con la normativa di riferimento. Come già evidenziato, il tema dello smaltimento dei pannelli fotovoltaici riveste una crescente importanza, dato lo sviluppo attuale e previsto di questo settore nei prossimi anni anche nella pianificazione energetica ed ambientale del Governo. Costituisce inoltre un’importante risorsa nei processi di recupero di materie da reimmettere nelle filiere produttive, in un’ottica di riciclo e riuso (economia circolare). In linea con queste traiettorie di sviluppo, Elettricità Futura auspica che il GSE possa sciogliere i nodi indicati, rivedendo le procedure e superando le criticità evidenziate dall’Associazione, a garanzia del corretto smaltimento dei pannelli fotovoltaici a fine vita e senza ingiusti aggravi economici e amministrativi in capo ai Soggetti Responsabili degli impianti.

Elettricità Futura è la principale Associazione delle imprese che operano nel settore dell’energia elettrica in Italia. È composta da circa 600 operatori che impiegano oltre 40.000 addetti e detengono più di 75.000 MW di potenza elettrica installata tra convenzionale e rinnovabile e circa 1.150.000 km di linee. Oltre il 70% dell’elettricità consumata in Italia è assicurata da aziende associate a Elettricità Futura. Numeri che la rendono punto di riferimento per l’intero comparto elettrico e la posizionano tra le associazioni più rappresentative a livello europeo.