Editoriale del Presidente

Editoriale del Presidente: Nei momenti difficili il Paese deve affidarsi ai suoi manager

Editoriale del Presidente: Nei momenti difficili il Paese deve affidarsi ai suoi manager

La capacità di governare i momenti critici è il carattere distintivo del Manager industriale. Affrontare certe difficili situazioni professionali in modo manageriale è un po’ come nel Football Americano quando il Quarterback riceve la palla per l’ultima azione di attacco con cinque secondi sull’orologio a meno di dieci iarde dal goal, i suoi occhi fulminei guardano in End Zone, dove i ricevitori si incrociano velocissimi e il suo braccio frusta l’aria per cercare quella parabola sul petto del Receiver che possa dare la vittoria alla squadra. La sua mano non deve tremare ma per fortuna è allenato per questo, allo stesso modo dei nostri Manager industriali che sono preparati ad affrontare situazioni di lavoro difficili, con poco tempo per pensare e una grandissima responsabilità sulle spalle. Proprio la congiuntura in cui ci troviamo oggi.

Il Paese ha affrontato la seconda parte dell’inverno pieno di speranze, con il dato della pandemia che calava e i fondi del PNRR che si avvicinavano a offrirci una grandissima occasione. Eravamo tutti focalizzati sul fatto che se fossimo riusciti a effettuare duecento miliardi di investimenti a tempo di record avremmo probabilmente rimesso il Paese sulla strada della crescita. Anche il rimbalzo del PIL sembrava quasi sufficiente a riportarci sui numeri precedenti all’ultima ondata della pandemia.

L’aumento dei prezzi delle materie prime (in atto già da molto tempo) raffreddava leggermente gli entusiasmi. Ma si pensava che fosse un fenomeno temporaneo, legato alla risalita brusca della produzione dopo il recesso pandemico e c’era un certo generale ottimismo. Anche la ripartenza dell’inflazione, causata tra l’altro dagli interventi particolarmente robusti – sebbene pienamente giustificati – effettuati per ammortizzare gli effetti sociali ed economici della pandemia, non preoccupava più di tanto. Le banche centrali cominciavano a porre rimedio e la prognosi era, tutto sommato, se non proprio eccellente, perlomeno non infausta.

Poi è accaduto quello che ciascuno si rifiutava di credere che potesse accadere. È scoppiata la guerra in Europa. Ancora oggi ci sembra incredibile ma dobbiamo prenderne atto. Anche perché dobbiamo reagire rapidamente in un quadro economico che è diventato improvvisamente instabile e molto difficile da decifrare nei suoi sviluppi, perfino a breve termine.

Già nell’immediato ci sono realtà industriali e commerciali che soffrono atrocemente per l’improvvisa scomparsa di tutto il business che derivava dalla parte di Est Europa che è rimasta isolata dal conflitto e dalle conseguenti sanzioni. Cosa potrà accadere con il protrarsi delle ostilità e comunque con il perdurare dell’instabilità di tutta l’area est del continente europeo? È difficile dirlo. Certamente sarà richiesto ancora una volta agli italiani di sfoderare le proprie leggendarie capacità di operare riconversioni velocissime, talento che i manager italiani hanno sempre dimostrato di avere in misura più grande di tutti gli altri manager del mondo. Del resto la qualità del nostro “motore manifatturiero” e la nostra capacità di aggredire i nuovi mercati, aumentando le esportazioni sia come valori assoluti che come percentuali di quote di mercato, si è sempre dimostrata altissima anche quando – con la nascita dell’euro – ci siamo improvvisamente ritrovati a farlo con una valuta forte. La nostra capacità di confezionare servizi innovativi facendo leva su un grande numero di realtà piccole e piccolissime, con la classica fantasia che ci contraddistingue, è tutt’ora al massimo livello.

L’abbiamo già fatto in passato e io sono convinto che potremo farlo di nuovo anche questa volta. Sapremo attraversare le difficoltà, assorbendo i colpi, ripartendo dopo ogni frenata e portando il Paese in salvo integro con il suo benessere.  Ma per fare questo è necessario che il Paese si affidi a noi Manager Industriali, ritrovando quella fiducia nella nostra autorevolezza che negli ultimi lustri qualche volta è sembrata venire meno. Ritornando alla metafora del Football il Paese deve credere nel lavoro del Manager industriale e passargli quell’ultima palla a meno di dieci iarde dalla End Zone con cinque secondi sull’orologio e solo un ultimo lancio da fare. Se ci sarà fiducia reciproca la palla arriverà dritta sul petto del Receiver e la squadra vincerà.

 

Editoriale del Presidente: La forza di non fermarsi

Editoriale del Presidente: Un nuovo risorgimento per ripartire insieme

Roma compie 150 anni da Capitale d’Italia e a distanza di un secolo e mezzo dalla famosa presa di Porta Pia, il Paese affronta uno dei periodi peggiori della sua storia e prende coscienza che, per ripartire, occorre lavorare ad un “Nuovo Risorgimento”

Che sia la presa di coscienza da tempo richiesta alle istituzioni ad aver ispirato la scelta del Presidente Mattarella quando ha chiesto al dr. Mario Draghi di mettere a disposizione del Paese il suo know-how e la sua comprovata visione di manager esperto e capace?

L’uomo del “Whatever it takes”, pronto a tutto pur di proteggere l’euro conquista, a suo avviso, irrinunciabile nell’ambito del progetto europeo, è stato chiamato a dipanare la matassa dell’attuale crisi di Governo e a compiere i passi necessari per presentare finalmente all’Europa il piano strategico di investimenti senza il quale non potremo accedere ai fondi del Recovery Fund.

Siamo convinti, fin dal principio, del prezioso apporto che skill e capacità manageriali rappresentano nella gestione operativa dell’emergenza e siamo fiduciosi che questa sia finalmente la strada giusta per ripartire e per cogliere ogni opportunità di cambiamento come un valore aggiunto su cui il nostro Paese potrà contare per tornare a competere.

Intanto si delineano nuovi scenari sullo sfondo di una società profondamente mutata e provata dalla pandemia e ci troviamo di fronte tante realtà diverse che dobbiamo imparare a conoscere e a governare.

In un contesto di cambiamento trasversale, che investe ogni ambito della nostra vita, cresce la necessità di poter contare su valori e punti di riferimento da cui ripartire.

Le organizzazioni di rappresentanza come la nostra, assumono in tal senso un ruolo centrale e diventano attori protagonisti di quel Nuovo Risorgimento che tutti auspichiamo si compia presto.

Con questo spirito di grande responsabilità ci accingiamo, in Federmanager Roma, al compimento delle consuete operazioni di Rinnovo degli Organi Statutari che, per la prima volta,

si terranno nella duplice modalità on-line e cartacea, per consentire a tutti i soci di scegliere come esprimere la propria preferenza ed esercitare il proprio diritto di voto in totale sicurezza e senza necessità di spostamenti, come leggerete più avanti con maggiore dettaglio.

Questo rinnovo giunge alla fine del mio secondo mandato da Presidente. Sono stati 6 anni per me importantissimi, di grande crescita, umana e professionale. Anni di impegno e di confronto, anni di trasformazione e cambiamento per un’Organizzazione che non solo è diventata più grande ma è sempre più pronta ad intervenire in favore dei colleghi e a muoversi in una realtà sociale ed economica di cui è diventata parte attiva, a livello locale e nazionale.

Sempre in prima linea a supporto del grande lavoro compiuto dalla Federazione nazionale, siamo oggi sul territorio un’organizzazione rappresentativa di sostenibilità, innovazione, responsabilità sociale, crescita e visione strategica.

Avevo in programma numerose iniziative da condividere con tutti i colleghi durante il mio ultimo anno di mandato, ma la pandemia ha bruscamente ricordato a tutti noi che la vita è imprevedibile e dobbiamo sempre essere pronti a cambiare programmi.

Ed è quello che abbiamo fatto in Federmanager Roma. Alla luce delle misure di sicurezza imposte dal Governo per arginare la crisi pandemica, abbiamo tempestivamente riorganizzato l’intera struttura e resi operativi tutti gli uffici in modalità di smart working, con la prioritaria finalità di mettere tutti in sicurezza e restare costantemente a disposizione dei colleghi. In un momento di generale difficoltà, che ha reso il nostro operato ancora più prezioso per gli iscritti e per le loro famiglie, ho ritenuto fondamentale rispondere alle esigenze degli associati e fornire supporto e assistenza con ogni mezzo possibile.

In tale contesto si è compiuto, tra l’altro, l’avvicendamento alla direzione della Segreteria Generale di Federmanager Roma tra il dr. Giancarlo Argenti, che mi ha supportato nella prima fase dell’emergenza e il dr. Carlo Imperatore, che ringrazio per l’immediato impegno e la grande professionalità messa subito in campo per dare un’importante impronta di continuità nell’esercizio di un ruolo cruciale all’interno e all’esterno dell’organizzazione.

Certo, mi è mancato il contatto umano, avrei voluto salutarvi di persona e stringere la mano ad ognuno di voi, ma per questo, sono certo, avremo presto nuove occasioni.

Sono convinto che la nuova squadra che sarà chiamata a guidare questa associazione per il triennio a venire, saprà proseguire il percorso di crescita intrapreso e mi impegno, fin da ora, ad assicurare il mio supporto ai colleghi anche negli anni che seguiranno per contribuire, insieme, alla ripresa del Paese e restituire ai nostri figli il futuro che meritano.

Editoriale del Presidente: Sfide da vincere. Siamo pronti!

Editoriale del Presidente: Sfide da vincere. Siamo pronti!

Questo trascorso è stato l’anno che ha consolidato iniziative già intraprese e ha visto nascere nuove idee portando, in un contesto economico ancora incerto, nuove opportunità ai colleghi appartenenti alla nostra associazione.

Formazione, Politiche attive e Welfare. Questi i grandi temi che hanno caratterizzato l’operato della nostra organizzazione nell’anno in cui è scaduto il nostro CCNL e sono iniziati gli incontri preparatori volti a gettare le basi di un rinnovo soddisfacente e in linea con i tempi.

Un’azione, quella svolta nel 2018, che ha comportato un incremento di iscritti (passando dai 9168 del 2017 ai 9399 del 2018) con un aumento di 231 unità nonostante le defezioni fisiologiche (circa 500/anno) dovute a questioni anagrafiche, a perdite di qualifica e trasferimenti di sede.

Una crescita che continua il trend positivo registrato a partire dal 2015 e che premia l’impegno, la dedizione dell’organizzazione e il coraggio. A tal proposito desidero ringraziare coloro che mettono a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze determinando, tutti insieme, il successo di una squadra dal valore sempre più grande.

Conferme importanti sono arrivate anche dalle elezioni per il rinnovo degli organi sociali federali e degli enti collaterali di Federmanager. Numerosi colleghi di Roma, come vedrete in dettaglio più avanti, sono stati eletti o riconfermati nelle cariche nazionali e nei cda degli enti bilaterali e dei fondi integrativi di assistenza previdenziale e sanitaria. Colgo l’opportunità per ringraziare i colleghi che mi hanno accordato nuova fiducia affidandomi un ulteriore incarico come membro di giunta federale. L’organizzazione di Roma cresce e diventa sempre più capillare e strutturata per supportare al meglio la Federazione Nazionale impegnata su più fronti in progetti innovativi, ambiziosi e sfidanti come 4.MANAGER – la più recente realtà in tema di formazione e politiche attive a carattere bilaterale – realizzata dalla collaborazione tra Federmanager e Confindustria e come IWS S.p.a “Industria Welfare Salute” – la società per azioni in tema di servizi sanitari e amministrativi integrati costituita da Federmanager, Confindustria e FASI.

Nell’ambito di 4.MANAGER – già operativa sui primi piani formativi condivisi – è nato l’“Osservatorio del mercato del lavoro e competenze manageriali” volto a promuove nuovi approcci alle politiche attive del lavoro per la crescita competitiva delle imprese e del Paese. Ciò significa porre in essere azioni concrete sia per il rilancio economico dei territori sia per il ricollocamento attivo sul mercato dei colleghi che hanno perso il loro posto di lavoro.

Sempre sul fronte delle politiche attive, grazie al progetto Be Manager – la certificazione delle competenze targata Federmanager – abbiamo certificato ben 296 colleghi molti dei quali hanno avuto la possibilità di ricollocarsi.

Sul fronte delle figure professionali emergenti siamo giunti a Roma alla seconda edizione del Corso per Innovation Energy Manager e alla terza edizione del Corso per DPO – data protection officer – figura sempre più richiesta dalle aziende alla luce dell’adeguamento imposto dal GDPR entrato ormai a pieno regime anche nel nostro paese.

Resta prioritario nella nostra agenda il tema delle pensioni. Nel 2018 ci siamo impegnati insieme alla CIDA nelle cause pilota sia sul blocco parziale della perequazione automatica sia sul taglio delle cosiddette pensioni d’oro. In queste e in altre problematiche continuiamo a percorrere tutte le strade possibili e ad assistere i colleghi attraverso il nostro ufficio previdenziale che opera attivamente con il patronato, i consulenti ed i colleghi in pensione impegnati nella Commissione Previdenza e nel Gruppo Pensionati.

Anche gli impegni istituzionali si sono moltiplicati sia a livello territoriale con i nostri incontri in Campidoglio e in Regione, sia a livello nazionale tra la nostra Federazione e le più alte cariche dello stato. Questo approccio dinamico ci ha portato – tra l’altro –ad intervenire in regione nella Commissione Bilancio e nella Commissione Consiliare Permanente “Affari Europei Ed Internazionali, Cooperazione Tra I Popoli” in occasione dell’audizione sul programma di lavoro della Commissione Europea 2019.

Non meno impegnativo è il calendario degli eventi 2018 targati Federmanager Roma. Abbiamo affrontato a 360 gradi tematiche che spaziano dalla formazione ai servizi e dall’informazione di settore all’attualità.

Qualche settimana fa, abbiamo organizzato un tavolo tecnico sul tema delle Autonomie Regionali al quale sono intervenuti, tra gli altri, il Vice Ministro del Mef Laura Castelli e il Vice Capogruppo della Commissione Finanze della Camera dei Deputati Francesca Gerardi.

Anche nel 2018 abbiamo riconfermato a VISES, anima sociale della nostra Federazione, il sostegno di Roma. Ringrazio la struttura egregiamente guidata dalla presidente Rita Santarelli e tutti i soci che collaborano volontariamente ai numerosi progetti realizzati ogni anno.

L’apprezzamento dei colleghi, l’interesse delle Istituzioni, l’attenzione dei media e il successo di iniziative trasversali che investono la realtà economica e sociale del territorio, ci indicano che stiamo percorrendo la strada giusta.

Le sfide aperte sono tante, ardue e sempre più urgenti, motivo per cui abbiamo dedicato a questo tema la nostra Assemblea del 24 giugno p.v. di cui troverete più avanti la convocazione formale. Sarà un’occasione per conoscere meglio i rischi e le opportunità che ci attendono e focalizzare le azioni da compiere e i passi falsi da evitare per perseguire obiettivi sfidanti ma irrinunciabili.

Presentarci preparati, solidi e compatti di fronte alle sfide che ci impone il nostro tempo, vuol dire poter guardare al futuro con fiducia, vivere il presente con consapevolezza e poter mettere il contributo del management industriale a disposizione di un sistema paese che ne ha bisogno, per ripartire col piede giusto, in Europa e nel mondo. Ci vediamo in assemblea, vi aspetto numerosi.