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Previndapi e gli impatti dell’epidemia

Previndapi e gli impatti dell’epidemia

Previndapi può tranquillizzare i propri iscritti circa le previsioni di andamento futuro della propria posizione pensionistica, non essendoci un rischio di perdite a fronte di eventuali default delle Borse. Entro fine settembre bisognerà però decidere se rinnovare l’attuale convenzione con i quattro gestori assicurativi

Mentre scrivo questa nota sul Previndapi, il paese sta vivendo le ore drammatiche ed inedite della pandemia da coronavirus.

Come la maggior parte delle aziende e delle organizzazioni (si veda articolo precedente dedicato ai Fondi Fasdapi, Previndapi e PmiWFManager), anche il Previndapi ha dovuto, con immediatezza, attrezzarsi utilizzando il ventaglio di opportunità, offerte dalle nuove tecnologie, per il lavoro a distanza.

Soprattutto in questo momento assicurare i colleghi sulla continuità operativa dei fondi di previdenza a capitalizzazione individuale, significa tranquillizzare migliaia di famiglie sulla solidità dei loro risparmi. Poter contare su una fonte di liquidità di riserva può rappresentare per molti un ancora di salvezza e di serenità.

Premetto che l’esperienza Previndapi è per il sottoscritto preziosa: le PMI rappresentano da sempre la più importante ossatura produttiva del nostro Paese: sono, fra l’altro, la filiera maggiormente in sofferenza in conseguenza del lockdown.

Previndapi è il Fondo pensione per i dirigenti della piccola e media industria costituito il 2 agosto 1990, in attuazione degli Accordi Sindacali stipulati il 26 ottobre 1989 ed il 2 agosto 1990 tra la Confapi e la Fndai, oggi Federmanager: Parti Istitutive.

Con il rinnovo del CCNL sottoscritto dalle Parti Istitutive nell’accordo del 16/11/2016, sono altresì iscritti per adesione contrattuale al Fondo tutti i dirigenti e i quadri superiori ai quali si applichi il CCNL delle piccole e medie aziende produttrici di beni e servizi, per effetto del versamento a Previndapi del contributo dello 0,50% della retribuzione annua (RAL), nei limiti dei massimali previsti, per ciascuno di essi, a prescindere dalla loro adesione, diretta o tacita, a Previndapi.

I cosiddetti “iscritti contrattuali” costituiscono comunque una platea dei potenziali lavoratori, dal momento che non sono ancora iscritti attraverso l’adesione volontaria, su cui puntare per avviare contatti ed illustrare loro l’importanza di aderire interamente alla previdenza complementare.

Si tratta, in sostanza, di un invito da parte delle aziende ad iscriversi al Previndapi che, come gli altri fondi pensione, soprattutto per le nuove generazioni, può rappresentare un’attenuazione rispetto ad un rapporto di sostituzione che, con il sistema contributivo (e relativo massimale per i dirigenti) rischia di compromettere il reddito e la qualità della vita al momento di lasciare l’attività lavorativa.

Sul piano gestionale, il Fondo investe le risorse contributive in un unico comparto assicurativo affidate, tramite una specifica Convenzione, ad un Pool di primarie compagnie di assicurazione che emettono polizze a premio unico ricorrente, su speciali gestioni di riferimento.

Sappiamo che il Previndai, che ha un numero di iscritti ed una massa finanziaria quantitativamente non paragonabile a quella del Previndapi, ha una struttura di comparti articolata e complessa: Assicurativo 1990, Assicurativo 2014, bilanciato e sviluppo.
Il rendimento ottenuto per il 2019 da Previndapi dalle gestioni separate dei 4 gestori finanziari è stato, al netto delle ritenute, del 2,69%

Per gli iscritti del Fondo non c’è rischio a fronte di default delle Borse in quanto la convenzione con i 4 gestori assicurativi prevede che la posizione dell’iscritto sia gestita per polizze individuali: ad ogni contributo versato per l’iscritto corrisponde una polizza, cui è collegata una garanzia di rendimento minimo e dei coefficienti di conversione in rendita predeterminati.

In particolare per gli investimenti fatti prima del 2018 è prevista la maturazione del rendimento minimo garantito esistente al momento dell’investimento, e a partire dagli investimenti fatti dal 2018 è prevista la garanzia del capitale investito, secondo la seguente tabella:

* la garanzia si adegua periodicamente in base ai valori massimi comunicati dell’IVASS

Il comparto assicurativo, nel lungo periodo, ha avuto maggiori risultati positivi rispetto a quelli aperti e ai PIP e, soprattutto, rispetto al TFR.

La Convenzione con gli attuali gestori assicurativi di Previndapi, rinnovata a luglio 2017 con valenza dal 1/1/2018, avrà effetto fino all’1/1/2021.

L’Appendice 3 alla Convenzione n. 8200/P, redatta il 5/11/2012 con effetto dal 1/1/2013 al 1/1/2018, prevede all’Articolo 17 (Rinnovo della Convenzione) che “La Convenzione potrà essere rinnovata alle nuove condizioni che saranno concordate tra le Parti almeno tre mesi prima della scadenza. In tal caso il capitale maturato su ciascuna garanzia alla scadenza della Convenzione continuerà a rivalutarsi con le modalità che saranno state stabilite per il rinnovo”.

Pertanto nel corso del 2020, e comunque entro la fine di settembre, il Fondo dovrà valutare attentamente se sottoscrivere un ulteriore rinnovo dell’attuale convenzione, concordando le eventuali nuovi condizioni che i gestori proporranno, ovvero decidere se avviare un bando di selezione per una nuova gestione assicurativa. Spetta alla parte istitutive prendere una decisione sulla proroga o no. In considerazione della platea degli iscritti e della tipologia del fondo, sarebbe in ogni caso opportuno – visto anche il particolare momento – orientarsi verso una proroga.