Cesare Fiori

Con “il tocco” dei maestri del passato

Cesare Fiori ha ricoperto per anni il ruolo di manager all’Agip. Oggi dipinge quadri particolarmente apprezzati. Riproduzioni personalizzate dei grandi artisti del passato. Con risultati davvero sorprendenti

Dalla raccolta delle figurine alla “riproduzione” del Caravaggio e di tanti altri maestri dell’arte. L’autore di questi apprezzati quadri è un ex manager in pensione, che per anni ha un ruolo di rilievo in Agip.

Cesare Fiori oggi dipinge quadri, personalizzandoli con una rara padronanza del colore e dei pennelli, prendendo spunto dai maestri più celebri, da coloro che lo hanno maggiormente appassionato e ispirato sin dall’infanzia.

Incontriamo Cesare Fiori, assieme al consigliere di Federmanager Roma Armando Bianchi, in due occasioni, entrambe “portatrici” di ricordi e di un piacevole scambio “intellettuale”. La prima volta, presso la sede di Federmanager Roma dove Cesare inizia a raccontare la sua storia, l’altra, invitati a casa, per guardare dal vivo e fotografare le opere che Cesare Fiori ci mostra con malcelata soddisfazione e una punta di orgoglio che è facile comprendere guardando le sue tele.

La casa di Cesare Fiori appare come una galleria d’arte, ricca e curata nei minimi dettagli. Sono pochi i centimetri di parete a non essere ricoperti dalle opere che realizza guardando ai maestri del passato. Primo fra tutti, Caravaggio. Ci mostra particolarmente fiero un’ampia biblioteca in cui non si contano libri e cataloghi d’arte dedicati a Michelangelo Merisi. Poi, passando da una stanza all’altra, troviamo esposte riproduzioni dei quadri di Modigliani, Renoir, Van Gogh, Antonello da Messina, Veermer, dei maestri fiamminghi. Queste rappresentazioni di opere famose, come ricorda Cesare, sono firmate e personalizzate da lui, anche per evidenti motivi di legge. Vengono tutte realizzate ad olio, su base colorata a tempera, su tela o su cartone.

Sono quadri che fanno apparire la casa come un’avvolgente rassegna delle migliori opere della storia della pittura e finiamo per sentirci come Philippe Daverio che racconta i grandi maestri del passato. “È stata sempre molto forte l’attrazione per i colori e le immagini colorate, nettamente al di sopra della relativa media che pure caratterizza un po’ tutti gli adolescenti – spiega Cesare Fiori mentre indica i quadri, peraltro incorniciati con gusto molto raffinato – Ho sempre amato raccogliere immagini di animali, fiori, piante da cui è nata questa mia passione per il colore. Per questo ho cominciato a dipingere. Per avere la possibilità di realizzare, di rifare quei colori che amavo“.

Cesare Fiori, originario di Ancona, proviene da quelle famiglie “operaie” di una volta. Padre portuale, mamma avvezza a far quadrare i conti in epoche in cui la guerra costruiva il vissuto delle persone senza troppi preamboli. Appena arriva qualche possibilità economica in più, Cesare Fiori comincia ad acquistare e a consultare più frequentemente i libri d’arte. “Sono stati i libri e la frequentazione delle mostre, in Italia e in Europa, a darmi la spinta giusta, a far emergere definitivamente l’interesse e l’amore per i capolavori della Storia della pittura, trasformando la passione di una volta per le figurine nel desiderio di dipingere – sottolinea – Il passo successivo: un gran desiderio e la determinazione di ‘riprodurre’ e contornarsi di capolavori pittorici acquisendo a fatica, da autodidatta, i criteri essenziali, più che una tecnica professionale vera e propria, adatti a conseguire risultati dignitosi”.

Prende forma la passione che lo anima, mentre illustra le diverse opere appese alle pareti. Passione che ha rappresentato e rappresenta una motivazione forte, soprattutto nel momento in cui arriva la pensione e bisogna reinventarsi un nuovo modo di incidere sulla realtà. D’altra parte, non giriamoci intorno, avere interessi, motivazioni forti attraverso cui dare senso alle ore e ai giorni, è la “spina dorsale” della vita e la vera ginnastica che consente a mente e corpo di essere sempre in autentica forma.

Mi piace riprodurre l’opera personalizzandola con un uso del colore a seconda del momento e
dell’ispirazione che arriva e a cui non so dire no – aggiunge Cesare Fiori – Le tonalità dei rossi fiamminghi, i cromatismi del Caravaggio li riadatto come suggerito dagli occhi dell’anima, li reinterpreto secondo la mia esperienza“.

Come è possibile vedere dalle foto, i risultati sono davvero straordinari. Talvolta, soprattutto nel caso delle opere di Modigliani, è difficile distinguere l’originale. Nonostante la personale reinterpretazione di Fiori doni all’opera una sua indiscutibile peculiarità. Oggi, di Cesare Fiori, non si contano i lavori finiti, ad olio su tela o cartone, in gran parte donati a familiari ed amici. Anche noi che siamo lì per apprezzare le opere ne riceviamo una in dono, coerentemente alla visione del mondo che anima questo ex manager, oggi divenuto artista. Perché, come ricorda, “la mia più grande gioia è dipingere guardando ai maestri del passato e portare la bellezza dell’arte a chi sa apprezzarla in tutti i suoi infiniti poteri di grazia e di benessere”.