I valori rappresentano il filo rosso che unisce le generazioni di manager. Dopo gli ottant’anni di Federmanager , anche CIDA festeggia questo importante traguardo. Una storia che ci riempie d’orgoglio e un patrimonio di principi e di esperienza.
Viviamo una stagione di trasformazioni profonde, in cui l’innovazione e i cambiamenti in atto corrono a ritmi mai visti prima. In questo scenario dinamico, l’aggiornamento costante e la capacità di sviluppare nuove competenze tecniche e gestionali sono diventati requisiti imprescindibili per chiunque guidi organizzazioni complesse. Tuttavia, c’è un elemento che non varia con l’avvicendarsi delle tecnologie: i nostri valori identitari.
L’etica del lavoro, la responsabilità civile, la centralità della persona e la ricerca della coesione sociale rappresentano la bussola morale della nostra comunità. In un tempo in cui gli strumenti cambiano rapidamente, i valori rimangono il vero filo rosso che unisce le generazioni, garantendo che la tecnica rimanga sempre al servizio dell’uomo e del bene comune.
Abbiamo celebrato recentemente ottant’anni di storia, lo scorso anno l’ottantesimo anniversario di Federmanager e in queste settimane gli ottant’anni di CIDA, un evento importante che dobbiamo continuare a celebrare e che desidero ripercorrere insieme.
Una tappa storica importante a cui guardiamo con profondo orgoglio. Un patrimonio di valori da passare alle nuove generazioni di manager, un testimone ricco di responsabilità e visione ma anche un lascito prezioso. Riprendendo uno messaggi più toccanti del Presidente CIDA Stefano Cuzzilla: “le eredità più importanti non si conservano restando fermi: si custodiscono portandole più avanti”.
Grazie agli autorevoli interventi che si sono alternati sul palco dell’Auditorium Antonianum, abbiamo ricordato che Federmanager e CIDA sono nate all’indomani della guerra, parallelamente alla nascita della Repubblica, per ricostruire il Paese sulle fondamenta della libertà, della competenza e della responsabilità.
Ripercorrere la nostra storia insieme centinaia di colleghi e colleghe è stata un’emozione unica. Accanto all’orgoglio per il cammino percorso al servizio dell’Italia, è emersa con forza la responsabilità d’ispirare e sostenere le nuove generazioni accompagnandole nel loro percorso di crescita e restando un esempio valoriale di riferimento per i manager del futuro.
Restando in tema di emozioni, per la prima volta, un evento celebrativo della nostra Confederazione si è svolto alla presenza della più alta carica dello Stato. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto portando un senso di profonda solennità e il valore civile del nostro ruolo è stato autorevolmente sigillato dal suo messaggio. Ha definito le funzioni dirigenti, private e pubbliche, come la “nervatura essenziale” di una società che vuole restare protagonista del proprio futuro, sottolineando come la competenza rappresenti un fondamentale fattore di coesione e sviluppo per la Repubblica.
A testimonianza di questa missione, il Presidente Cuzzilla ha affidato nelle mani del Capo dello Stato la Carta della Dirigenza e delle Alte Professionalità, un patto etico e sociale articolato in cinque principi guida: La libertà si governa; La persona è il fine; Il merito è equità; La fiducia si costruisce; Il futuro si guida.
Riflessioni condivise dai vertici Federmanager e di tutte le Federazioni aderenti a CIDA dalle quali emerge un messaggio corale rivolto ai giovani: la managerialità è un bene pubblico e sociale. I giovani non cercano scorciatoie, chiedono organizzazioni trasparenti e meritocratiche che permettano loro di liberare talento ed energia. Sostenere il merito significa offrire pari opportunità a tutti, superando i divari di genere e generazionali per fare della competenza il vero motore della giustizia sociale.
Con grande soddisfazione, in occasione delle celebrazioni ho incontrato numerosi giovani manager iscritti alla nostra associazione. La loro presenza ha testimoniato partecipazione e senso di appartenenza, due aspetti che rappresentano la realtà associativa di Federmanager Roma come esempio virtuoso e coeso della nostra Federazione.
In questo orizzonte di grande cambiamento, il nostro ruolo di sistema associativo si conferma decisivo. Il nostro impegno prioritario è quello di essere quotidianamente al fianco di tutti i colleghi e di tutte le colleghe, offrendo supporto, servizi, formazione continua e tutela. Promuovere una leadership inclusiva, che valorizzi appieno il contributo fondamentale delle competenze e renda il merito l’unico criterio di valutazione. Questa è la sfida da portare avanti con convinzione e determinazione.
CIDA ha celebrato tutto questo e ci ha ricordato che passare il testimone non significa semplicemente cedere un posto, ma costruire le condizioni affinché le nuove generazioni possano trovare il proprio, guidate da competenze che cambiano e accompagnate da valori che restano e che da ottant’anni fanno grande la nostra dirigenza.




