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Mobilità Urbana e Inclusione, la Ricetta Manageriale di Samarcanda per la Roma del Futuro

Mobilità Urbana e Inclusione, la Ricetta Manageriale di Samarcanda per la Roma del Futuro

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A Roma, la gestione dei flussi di traffico e l’accessibilità rappresentano sfide non più rinviabili. In occasione di “MATERIA ROMA”, evento, organizzato da Samarcanda Radiotaxi per la Rome Future Week, ne abbiamo parlato con Fabrizio Finamore, Presidente di Samarcanda.

Sig. Finamore, con la tavola rotonda “MATERIA ROMA” Samarcanda si è promossa come perno di un dibattito cruciale per la Capitale. Qual è la visione strategica alla base di questa iniziativa?

La mobilità oggi non può più essere concepita come una mera sommatoria di corse individuali o di veicoli su strada, ma come un ecosistema complesso e interconnesso. Con “MATERIA ROMA” abbiamo voluto lanciare un messaggio forte: il cambiamento della mobilità metropolitana richiede una visione manageriale d’insieme e una governance coordinata. Negli ultimi dieci anni il settore del trasporto pubblico non di linea ha vissuto una trasformazione profonda. Samarcanda ha deciso di posizionarsi non solo come erogatore di un servizio di eccellenza, ma come soggetto proattivo nell’innovazione urbana, capace di fare da ponte tra le diverse anime della città.

L’evento ha visto la partecipazione dei vertici istituzionali e operativi della città, come l’Assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, Luca Avarello di Roma Servizi per la Mobilità e Valerio Calderisi, Responsabile STID di Roma Capitale. Quanto è importante questo dialogo diretto?

È fondamentale. Il confronto istituzionale è il prerequisito per qualsiasi programmazione industriale a lungo termine. La presenza dell’Assessore Patanè e dell’Ingegner Avarello ha dimostrato la volontà condivisa di accelerare sull’integrazione digitale e sulle architetture MaaS (Mobility as a Service). Allo stesso tempo, l’intervento del Dottor Calderisi sullo STID ha rimesso al centro un tema imprescindibile: la mobilità come diritto universale. Per far sì che queste visioni diventino operative, occorre che la macchina pubblica e i vettori privati lavorino sullo stesso tavolo, condividendo dati, tecnologie e obiettivi d’impatto sociale.

La gestione dei grandi flussi durante gli eventi e l’attenzione alla mobilità ridotta sembrano due estremi opposti, ma voi li avete uniti sotto un unico paradigma. Come si conciliano?

Si conciliano attraverso la pianificazione e la digitalizzazione. La gestione dell’emergenza o della massa, se priva di una regia inclusiva, finisce inevitabilmente per penalizzare le fasce più fragili. Con la collaborazione di realtà leader come Box Eventi di Alberto Paris e il contributo tecnico di William Del Negro con Willeasy e la Consulta Smart City Roma, abbiamo dimostrato che la mappatura dell’accessibilità e l’analisi dei big data permettono di prevedere la domanda. Un grande evento è davvero ben gestito solo se anche un utente con disabilità o mobilità ridotta può accedere ed evacuare dall’area con la medesima efficienza di chiunque altro. Questo è il modello di governance che Samarcanda promuove: una rete che non lascia indietro nessuno.

Qual è il valore aggiunto che una realtà d’impresa come Samarcanda porta alla classe dirigente e alla cittadinanza romana per i prossimi anni?

La capacità di trasformare l’innovazione tecnologica in valore umano. Attraverso strumenti come l’app Samarcanda Plus e il costante potenziamento della nostra flotta di taxi accessibili – rappresentata sul palco dalle testimonianze dei nostri tassisti, Pamela Morabito e Marco D’Alessio e dalla visione di Cristina Casali con Avventure Accessibili – offriamo un modello d’impresa responsabile. Vogliamo essere l’infrastruttura abilitante che permette alla politica e alle associazioni di dialogare utilmente. Per la dirigenza della Capitale la sfida è chiara: costruire una città snella, competitiva e profondamente umana. Samarcanda è pronta a fare la sua parte.

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