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Previndai, crescita, innovazione e valore per gli iscritti

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Giuseppe Straniero, Vicepresidente di Previndai, in occasione dell’Assemblea annuale 2026 di Federmanager Roma ha voluto tracciare un bilancio dello stato di salute del Fondo, facendo riferimento al 2025 e guardando all’intero mandato triennale in cui è stato Presidente. 

Nel contempo ha delineato le direttrici di lavoro per il triennio appena iniziato, che lo vede di nuovo alla guida di Previndai come Vicepresidente.

Previndai consolida la propria identità di Fondo pensione dei dirigenti industriali: circa 90.000 iscritti, 12.000 aziende versanti e un patrimonio che supera i 16 miliardi di euro. Il rinnovo del contratto dirigenziale rende il Fondo ancora più conveniente, con l’aliquota minima a carico degli iscritti dimezzata al 2% e il contributo datoriale portato al 6%, entro un massimale di 200.000 euro. Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre ridotto l’aliquota di autofinanziamento dallo 0,45% allo 0,30%, a conferma di una gestione orientata al valore per gli iscritti più che al profitto.

Straniero ha poi illustrato i traguardi più importanti: nel 2025 il Fondo ha introdotto il comparto “Prudente”, pensato per chi si avvicina alla pensione e desidera una gestione equilibrata del capitale, con un’allocazione prevalentemente obbligazionaria e una quota azionaria contenuta.

Sono state rinnovate le convenzioni con i gestori dei comparti Bilanciato e Sviluppo – confermato Eurizon e introdotti quattro nuovi asset manager – mentre la quota di FIA in portafoglio è salita dal 10 al 12%, anche a beneficio dell’economia reale, attraverso investimenti più diversificati e maggiormente radicati nel territorio.

Nel 2026 il Fondo è impegnato su più fronti: l’adeguamento ai nuovi obblighi previsti dalla Legge di Bilancio 2026; il lancio di un meccanismo Life-Cycle, che consente a ciascun iscritto di allineare i propri investimenti al proprio orizzonte temporale; investimenti in venture capital – anch’essi a sostegno dell’economia reale – necessari per preservare l’agevolazione fiscale sui rendimenti prevista dalla normativa vigente.

Il discorso si chiude con un richiamo alle sfide demografiche del Paese – l’invecchiamento della popolazione e il calo delle nascite – che rendono la previdenza complementare una leva sempre più strategica, e con un appello alla responsabilità condivisa: il futuro di Previndai si costruisce insieme, con le Parti, le imprese e gli iscritti.

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