Protocollo d’Intesa

Un’intesa per la formazione di nuovi manager della transizione energetica

Un’intesa per la formazione di nuovi manager della transizione energetica

Un protocollo di collaborazione per la realizzazione di progetti comuni su industria, ambiente e lavoro, valorizzando conoscenze, competenze e capacità organizzative

 

“Il protocollo di intesa siglato tra Confindustria Energia e Federmanager va nella giusta direzione di una comunicazione chiara ed una informazione trasparente sulla transizione energetica, da attuare certamente con tempi e step prefissati, in modo che sia giusta ed equa senza lasciare nessuno indietro soprattutto dal punto di vista sociale ed economico. Inoltre il protocollo si prefigge di sviluppare iniziative e progetti di formazione manageriale per la trasformazione energetica in atto, al fine di prevedere ed incentivare l’inserimento di risorse manageriali professionali e competenti”. 

Antonio Amato, Vicepresidente Federmanager Roma

 

 

 

L’intesa guarda ad una convergenza sulla necessità di perseguire “una transizione energetica inclusiva, che valorizzi gli asset industriali e sociali del Paese facendo leva, per i prossimi anni, su investimenti volti alla crescita delle filiere innovative e alla riconversione” insomma “che promuova azioni tese ad assicurare la sostenibilità ambientale, economica e sociale dei cambiamenti in atto, stimolando una maggiore integrazione tra le politiche attive del lavoro e le politiche industriali”.

Il protocollo, siglato dai Presidenti di Confindustria Energia, Giuseppe Ricci, e Federmanager, Stefano Cuzzilla, impegna la Federazione di Confindustria, che rappresenta le Associazioni del Comparto Energia, e l’Associazione, che rappresenta il management delle aziende produttrici di beni e servizi, “a collaborare in modo sinergico al fine di accrescere l’efficacia di iniziative congiunte, volte a sviluppare la cultura su temi connessi all’industria, all’ambiente e al lavoro, nell’ambito delle quali mettere a fattor comune conoscenze, competenze e capacità organizzative”.

Per le Parti, l’economia circolare sarà pilastro di questo processo con il vantaggio di ridurre ed efficientare il consumo di materie prime e l’utilizzo di siti dove l’Italia potrà giocare un ruolo di leader per competenza tecnologica e know-how. Elemento fondamentale sarà l’inserimento di specifiche figure professionali nelle PMI – Manager della Transizione Energetica – con l’obiettivo di avviare una profonda revisione ed innovazione dei modelli di produzione, distribuzione e consumo per salvaguardare la competitività dei comparti industriali ed il patrimonio di risorse naturali.

Foto Pexels

L’Italia – ha sottolineato Riccipotrà giocare un ruolo di leader per competenza tecnologica e know-how verso una transizione ecologica ed energetica inclusiva che guardi all’intera filiera, dalla produzione alla distribuzione di energia tradizionale, rinnovabile e innovativa. E questo sarà possibile valorizzando le competenze del presente e accrescendo quelle del futuro, chiamate a nuove sfide e opportunità da cogliere. Innovazione e digitalizzazione sono le parole chiave, ma è necessario assicurare a lavoratrici e lavoratori competenze (hard e soft skills) e modelli organizzativi smart e orizzontali”.

L’elemento fondamentale – ribadisce Cuzzillasarà l’inserimento di specifiche figure professionali nelle PMI con l’obiettivo di avviare una profonda revisione ed innovazione dei modelli di produzione, distribuzione e consumo per salvaguardare la competitività dei comparti industriali. La progettazione e la realizzazione di percorsi formativi e di certificazione delle competenze coerenti con le mutate esigenze delle imprese è il focus della nostra intesa, i Manager della Transizione Energetica, formati al cambiamento, contribuiranno infatti alla crescita del processo di innovazione guidando e motivando le risorse, consentendo così una maggiore competitività delle aziende oltre al maggiore coinvolgimento dei lavoratori”.

L’impegno nella decarbonizzazione, gli effetti della pandemia e i nuovi equilibri geopolitici, infatti, hanno fatto emergere nuove esigenze economiche e sociali richiedendo ancora più cooperazione tra soggetti decisori e parti sociali. In un contesto globale di grande instabilità serve una visione strategica che coinvolga i soggetti di rappresentanza negli indirizzi per la transizione energetica delineati dal PNRR per garantire la competitività di lungo periodo del sistema produttivo con l’uso responsabile di ogni risorsa e, quindi, la sostenibilità dei processi a tutti i livelli.

Nella foto in apertura, Giusppe Ricci, a sinistra, Presidente di Confindustria Energia e Stefano Cuzzilla, a destra, Presidente di Federmanager, siglano il protocollo di collaborazione