progetto Federmanager Roma

 Il nuovo Progetto Welfare di Federmanager Roma

Il nuovo Progetto Welfare di Federmanager Roma

Giuseppe Straniero, Coordinatore della Commissione Welfare di Federmanager Roma, in questa intervista spiega ed illustra ai lettori un nuovo progetto sperimentale, targato Federmanager Roma, che vuole fornire alle aziende utili indicazioni sui punti di forza e di debolezza di ciascun piano welfare.

Giuseppe Straniero, 70 anni, sposato, viene da una lunga carriera in Rai dove ha ricoperto incarichi di responsabilità. Segretario e poi vicepresidente ADRAI, il sindacato interno dei manager Rai. In una sua second life è stato amministratore di fondi assistenziali e previdenziali. Oggi è Coordinatore della Commissione Welfare di Federmanager Roma

Dottor Straniero, lei è oggi il coordinatore della Commissione Welfare di Federmanager Roma.  in tempi andati la stessa commissione era denominata Commissione Previdenza. Quali cambiamenti sono intervenuti per giustificare la modifica della denominazione?

Secondo gli studi e gli approcci operativi più recenti, sotto la definizione di welfare si concentrano molte iniziative delle aziende e dei sindacati che tendono a soddisfare esigenze genericamente di welfare dei lavoratori.

In particolare, i 12 pilastri del welfare sono:

  • Assistenza sanitaria integrativa
  • Previdenza integrativa
  • Formazione
  • Politiche attive del lavoro
  • Non autosufficienza-LTC
  • Politiche passive del lavoro (sostegno al reddito, etc.)
  • Famiglia (istruzione, baby-sitting, etc.)
  • Fringe benefits
  • Sostegni economici indiretti (prestiti, mutui, etc.)
  • Tempo libero
  • Stili di vita (well being)
  • Conciliazione lavoro/famiglia

Federmanager ha da tempo implementato best practices di tutte queste materie ed intende svilupparle in un’ottica sinergica sia a livello di contrattazione nazionale e locale/aziendale sia nella concreta gestione di Enti dove è partner di Confindustria (Fasi, IWS, Previndai, Fondirigenti). Inoltre, ha costituito Enti che operano direttamente su questi terreni (Praesidium, Assidai, FederAcademy, CDi manager) per offrire ai propri Associati tutte le soluzioni praticabili.

Quale sarà il piano di azione per il triennio 2022/24?

In linea con questo orientamento il Consiglio ha recentemente approvato un progetto sperimentale che, partendo dall’ascolto delle esigenze dei colleghi e delle RSA, ma anche dei direttori HR, può fornire agli interessati un assessment della posizione della loro azienda in materia di welfare e fornire utili indicazioni sui punti di forza e di debolezza di ciascun piano welfare.

Questa visione degli interventi di welfare come facenti parte di un unico “pacchetto” consentirà anche di “aggiustare” e rimodulare gli interventi, ferma restando la consistenza del pacchetto.

Faccio un esempio pratico: in una grande azienda del Nord, famosa per il suo welfare generoso, sono stati bloccati alcuni interventi a favore dei lavoratori di quella impresa.

Il motivo? Qualcuno, molto sensibile, aveva intuito che il troppo welfare erogato ai dipendenti era in contrasto con la situazione socioeconomica del territorio dove insistevano le fabbriche, creando un clima ostile alla medesima azienda.

È stato sufficiente dirottare parte di queste risorse verso la comunità di riferimento per ricomporre l’incrinatura che si stava trasformando in rottura fra l’azienda e il suo territorio.

Voglio dire con ciò che i criteri che devono informare il buon welfare sono anche extra aziendali e ricomprendono concetti come efficacia, inclusività, fabbisogni e pariteticità.

Come si concretizzerà questo progetto?

Alle aziende e Rsa contattate sarà somministrata una survey contenente alcune domande sia sul welfare esistente sia sul loro livello di soddisfazione.

L’obiettivo è, all’esito delle informazioni raccolte, fornire uno specifico indicatore, denominato WELFARE RATING, che rappresenta il primo metodo algoritmico di valutazione, in grado di certificare e comparare i modelli di welfare adottati dalle singole aziende attraverso un semplice indice numerico.

Con una battuta, potrei dire che siamo manager e quindi dobbiamo saper misurare e quantificare anche il nostro benessere!

In che modo sarà coinvolta Federmanager Roma?

Innanzitutto, vorrei ribadire che si tratta di un’iniziativa di TUTTO il Consiglio Direttivo e che non sarò solo nell’iniziativa: ho chiesto ad alcuni valenti colleghi di affiancarmi nei colloqui e di condividere il percorso che faremo, che – se è chiaro nelle finalità – risulta necessariamente ancora da definire nella sua operatività.

I colleghi sono Luciano Flussi, ex Direttore HR del Gruppo Rai Radiotelevisione italiana, Gustavo Troisi, Responsabile Risk Control di Enel Italia e Maurizio Carini, Direttore di Progetto in Technip Energies Italy. Tutti consiglieri di Federmanager Roma con vari incarichi nel nostro sistema.

Insomma, un bel mix di esperienze professionali e generazionali.

Saremo infine supportati da Stefano Castrignanò, titolare di Italian Welfare, una realtà consulenziale molto attiva e accreditata nel settore del welfare integrativo che ha elaborato l’algoritmo che ci dirà a che livello si pone il welfare della singola azienda.

Un’ultima domanda: laddove la survey dovesse rivelare bisogni di welfare non ancora soddisfatti, come vi regolerete?

Come accennavo prima, Federmanager può vantare un complesso di aziende all’interno del suo sistema, che – ne sono certo – sapranno offrire soluzioni adeguate alle necessità evidenziate.

Praesidium, diretta dal nostro collega di Federmanager Roma, Salvo Carbonaro, che è il broker assicurativo di tutto il sistema, particolarmente – ma non esclusivamente – impegnata nel welfare aziendale.

Assidai, ente no profit che si occupa di assistenza sanitaria integrativa.

FederAcademy, la realtà formativa costruita dai manager per i manager.

CDi Manager, anch’essa presieduta da un collega di Federmanager Roma, Ettore Cambise, società di scopo leader nel Temporary Management e nell’ Executive Search che si rivolge alle Aziende interessate a crescere e/o incrementare la competitività e l’efficienza della propria organizzazione.