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4.Manager lancia “Rinascita manageriale”

4.Manager lancia “Rinascita manageriale”

4.Manager, da sempre in prima linea per la valorizzazione del patrimonio delle competenze manageriali a beneficio della crescita delle imprese, lancia “Rinascita manageriale”, un’iniziativa di politica attiva per il rilancio del Paese: 4 milioni di euro stanziati a favore delle aziende che assumono un manager inoccupato o lo ingaggiano come Temporary manager.

“Rinascita manageriale” (qui per leggere le linee guida) è un progetto, lanciato da 4.Manager, mai sperimentato in Italia in ambito manageriale a livello nazionale, che prevede lo stanziamento di 4 milioni di euro, sotto forma di rimborso spese, a favore delle aziende che assumono un manager inoccupato o lo ingaggiano come Temporary manager in 4 settori considerati strategici: innovazione e digitalizzazione, sostenibilità, organizzazione del lavoro post-Covid ed export.

Riteniamo sia un approccio innovativo – commenta Stefano Cuzzilla, Presidente di 4.Manager – che ci pone sempre all’avanguardia nella ricerca customizzata di soluzioni a misura dei dirigenti. Grazie a questo percorso, ci proponiamo di promuovere iniziative concrete sul tema innovativo delle politiche attive e ad alto valore aggiunto”.

L’iniziativa, rivolta da un lato alle imprese che applicano il CCNL dirigenti delle imprese produttrici di beni e servizi e versano il contributo previsto a 4.Manager e dall’altro ai manager inoccupati del comparto industriale, si pone tre diversi obiettivi: intercettare le imprese che vogliono cogliere le opportunità della ripresa e agganciare le risorse del Pnrr, incentivare  il reinserimento delle figure manageriali nel sistema produttivo e sostenere le imprese nella realizzazione dei propri interventi di sviluppo.

È un segnale importante l’aumento della domanda di figure manageriali che stiamo registrando e, in quest’ottica – continua Cuzzilla – diventa fondamentale contribuire concretamente al reperimento e al reinserimento nel mercato del lavoro di figure dirigenziali. L’investimento di 4.Manager si  pone l’obiettivo di realizzare iniziative di politiche attive al fine di sostenere la crescita dei manager e delle imprese per garantire la ripartenza e assicurare uno sviluppo sostenibile”.

Foto Pexels

Prima della pandemia 7 imprenditori su 10 avvertivano il bisogno di dotarsi di competenze manageriali per lo sviluppo dell’impresa. A un anno di distanza, oltre a non esserci stata la temuta emorragia di figure manageriali, registriamo una ripresa della domanda di dirigenti pari a un +50%. I dati elaborati dall’Osservatorio 4.Manager sono confortanti ma registrano anche una difficoltà, per il 48,4% delle aziende italiane, a reperire le competenze manageriali.

Per quanto riguarda invece i manager inoccupati, l’Osservatorio stima complessivamente che siano circa 6.000 nel settore manifatturiero, più altri 4.000 nel settore del commercio. Non è solo un problema di avere disponibili le competenze manageriali adeguate alle nuove necessità ma anche quello di mettere in atto strumenti nuovi che consentano di facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Questo progetto ha l’ambizione di rispondere attraverso la bilateralità a entrambe queste esigenze.

Nello specifico, il progetto prevede lo stanziamento di 4 milioni di euro che saranno destinati alle imprese che ingaggiano un manager inoccupato, sottoforma di rimborso spese per le fasi di assessment delle esigenze aziendali e di ricerca e selezione del personale.

 In particolare, sono previsti i seguenti rimborsi:

  • fino a un massimo di 30.000 euro, nel caso in cui il manager venga assunto a tempo indeterminato;
  • fino a un massimo di 15.000 euro, nel caso in cui il manager venga assunto a tempo determinato o attraverso un contratto di lavoro senza vincolo di subordinazione.

Inoltre, 4.Manager supporta le imprese con:

  • l’accesso gratuito ad una piattaforma e-learning per il rapido inserimento del manager in azienda;
  • il rimborso della quota contributiva per un anno (due se il manager è donna) a carico dell’azienda per l’assistenza sanitaria Fasi del dirigente;
  • informazioni per il ricorso a eventuali incentivi pubblici di settore.

 Rinascita manageriale si aggiunge e completa le iniziative già in corso in materia di outplacement in attuazione del CCNL Dirigenti Industria, consolidando l’efficace azione di 4.Manager nel sostegno alle imprese e ai manager in tema di politiche attive del lavoro.

 

Fondo Nuove Competenze Reskilling e Upskilling: una visione prospettica per tornare a competere

FONDO NUOVE COMPETENZE Reskilling e Upskilling: una visione prospettica per tornare a competere

In base ai dati ISTAT 2020, se gli occupati sono diminuiti di 444.000 unità gli inattivi sono aumentati di ben 482.000. Il tasso di disoccupazione sfiora il 9% e sale al 29,7% per i giovani!

Questi dati sono ancora più allarmanti se letti alla luce del vigente blocco dei licenziamenti e dell’ampissimo utilizzo della cassa integrazione con causale covid.

Non ci si poteva aspettare un dato migliore dopo il lock-down imposto dalla pandemia alla maggior parte delle attività produttive, ma una cosa è certa, bisogna correre ai ripari e in fretta.

Prima di tutto occorre una presa di coscienza da parte di tutti gli stakeholder: il “new normal” richiede nuovi “paradigmi” di governo. È necessario ed urgente allinearci alle nuove esigenze, e, colmare quel gap di competenze che continuano a rappresentare l’ostacolo maggiore da superare per traghettare il paese oltre la crisi.

Aziende, manager, imprenditori e istituzioni si trovano ad affrontare questo cambiamento in un momento di grande difficoltà, e devono gestire la forte accelerazione imposta dalla pandemia alla trasformazione digitale, in un contesto caratterizzato da nuove dinamiche e nuovi modelli organizzativi che richiedono nuovi approcci e nuove competenze.

Ora la sfida da vincere è una: tradurre il cambiamento in vantaggio competitivo. Come? Puntando sulle persone, perché è chiaro che la via della ripresa passa attraverso l’utilizzo di competenze, soprattutto digitali, che metà dei lavoratori non hanno.

È, anzitutto, un cambiamento culturale! Sono ancora molte, infatti, le aziende in difficoltà che si rivolgono all’esterno in cerca di competenze diverse da quelle che hanno in organico, senza pensare che tale prassi risulta più costosa ed offre performance peggiori rispetto alla riqualificazione e all’aggiornamento dei propri dipendenti. In tale contesto, assumono un ruolo centrale i processi di reskilling ed upskilling, pilastri fondamentali per la valorizzazione e lo sviluppo del capitale umano dell’Impresa.

Reskilling e upskilling sono la vera opportunità di ripresa ed un primo passo importante è stato compiuto, in tal senso, con il Fondo nazionale per le nuove competenze che mette a disposizione 730milioni di euro per il biennio 2020/2021, nell’ambito delle Politiche Attive per l’Occupazione come previsto dal Decreto Rilancio e riportato nel Piano nazionale per la ripresa e la resilienza.

Pensato per contrastare l’impatto economico negativo della pandemia e per aiutare le aziende a rispondere alle mutate esigenze produttive, il Fondo Nuove Competenze, prevede finanziamenti per realizzare progetti formativi volti a rinforzare o acquisire maggiori competenze a supporto dell’introduzione di innovazioni organizzative, tecnologiche, di processo, di prodotto e di servizio.

Per l’azienda che rimodula l’orario di lavoro dei dipendenti, destinando la riduzione a percorsi di sviluppo delle competenze, il Fondo prevede il rimborso del costo, inclusi i contributi previdenziali e assistenziali, fino a 250 ore di formazione per ogni lavoratore. In tale direzione, il ruolo delle Organizzazioni di Rappresentanza è fondamentale, infatti, specifici accordi sindacali possono disciplinare una rimodulazione dell’orario di lavoro legata alle mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa o favorire percorsi di ricollocazione dei dipendenti. Federmanager e le Organizzazioni Imprenditoriali sono impegnate nella definizione di importanti intese sindacali che stanno consentendo l’attuazione di processi di reskilling ed upskilling di molti Manager di importanti Aziende Italiane ed Internazionali. Questi interventi di aggiornamento e sviluppo delle competenze, potranno essere utili per fornire ai Dirigenti ulteriori strumenti per gestire il cambiamento e consentire alle proprie organizzazioni di affrontare al meglio le sfide del futuro.

Una visione prospettica per cogliere per tempo le nuove tendenze del mercato!

Editoriale del Presidente: Fiducia nel futuro e competenze per affrontarlo

Editoriale del Presidente: Fiducia nel futuro e competenze per affrontarlo

Inauguro, con questo editoriale, il primo numero on-line della nostra Rivista edito su piattaforma web dedicata. Il varo del progetto “professionedirigente.it”, di cui abbiamo volutamente accelerato la messa a punto, è in qualche modo significativo del momento che stiamo vivendo, considerato l’impatto che il Coronavirus ha avuto sul digitale

Il necessario distanziamento sociale ha delegato in larga parte alla tecnologia la riorganizzazione delle nostre vite. La scuola è on-line, il lavoro è smart, le riunioni solo virtuali e le chat di WathsApp sono diventate strumenti di lavoro. Nuove abitudini. Alcune temporanee altre su cui fare una riflessione.

Federmanager Roma come sapete si è prontamente adeguata. Nella fase iniziale dell’emergenza le prime misure poste in essere dalla nostra organizzazione sono state la chiusura della sede, per la salvaguardia della salute di tutti e l’adozione dello smart working , per assicurare la continuità dei servizi.

Sono così rimaste operative tutte le aree funzionali e garantite le consulenze telefoniche in tutti i settori. Abbiamo in più rafforzato la nostra presenza attiva al fianco degli associati intensificando la Comunicazione e l’informazione. Avvalendoci della collaborazione di qualificati esperti,   trasmettiamo puntualmente notizie approfondite sui temi più discussi del momento in ottica Covid-19: il nostro sistema di welfare, l’economia previdenziale, la privacy . Abbiamo inoltre esteso la rassegna stampa giornaliera anche ai giorni festivi.

LA RIPRESA IN PIENA EMERGENZA ECONOMICA Mai avremmo pensato di dover gestire un’emergenza di queste dimensioni. Da epidemia a pandemia, dalla Cina al mondo intero.

Guardiamo a noi, il Paese si è fermato. La maggior parte delle nostre attività produttive si sono bloccate per un tempo che sembra infinito creando una emergenza economica che, di pari passo a quella sanitaria, è diventata emergenza nell’emergenza.

Siamo ora alla fase2, la ripartenza. In questo annunciato inizio, dai meccanismi ancora incerti, dobbiamo fare i conti con quello che questo tsunami sta producendo sul nostro tessuto economico.

Secondo i dati diramati da Confindustria le imprese con problemi molto gravi al 18 aprile u.s. risultavano essere il 43,7% con le inevitabili ricadute sul fronte occupazionale a tutti i livelli.

Un vero e proprio allarme per una organizzazione come la nostra.

La Federazione ha chiesto al Governo di predisporre specifiche agevolazioni fiscali per le piccole e medie imprese che intendano dotarsi di competenze manageriali perché, come ha dichiarato il Presidente Federale Cuzzilla “è la competenza che ci farà andare avanti e ci farà recuperare il terreno perso. Perché senza le competenze manageriali è impensabile poter reagire alla complessità organizzativa, gestionale, finanziaria che dovremo affrontare”.

D’altra parte le politiche attive del lavoro sono, da sempre, una priorità per la nostra Organizzazione. Federmanager, a livello nazionale, prosegue con convinzione il percorso di certificazione delle competenze che finora ha portato alla certificazione di oltre 500 manager distribuiti tra specifiche figure professionali appositamente individuate. Una iniziativa a dir poco illuminata alla luce del momento che stiamo vivendo in cui servono capacità di giudizio e di visione. In sintesi servono skills e know how manageriali.

Sul territorio Federmanager Roma ha fatto la sua parte, con due progetti che si possono definire veri e propri laboratori di politiche attive del lavoro, entrambi condivisi con Unindustria e finanziati da 4.Manager: il Progetto “Open Innovation Management”, che ha permesso a 7 dirigenti sui 10 coinvolti, di instaurare i presupposti per un rapporto continuativo di collaborazione e di consulenza presso piccole imprese del territorio ed il progetto ”Smart Energy per PMI”, che prevede anch’esso l’inserimento, per un periodo determinato, di 5 manager con expertise tecnica nelle aziende individuate allo scopo. Un articolo dedicato illustra nel dettaglio l’iniziativa.

Per il resto, il virus e il traumatico distanziamento sociale che ne è derivato, ci ha costretto a sospendere i programmi in agenda e rivedere la pianificazione degli eventi.

Avevamo iniziato il 2020 con il piede giusto da questo punto di vista, prima di essere interrotti da questo cataclisma epidemiologico.

Nel mese di febbraio è stata organizzata la presentazione di un sostanzioso studio su “Le prospettive di Roma Capitale alla luce delle tendenze in atto”, condotto in collaborazione con ricercatori del CORIS e del DISSE Sapienza Università di Roma. Un evento che ha avuto una imponente eco mediatica e riscosso particolare apprezzamento presso i nostri associati. Anche di questo troverete un ampio resoconto più avanti in questa rivista.

Sempre a febbraio si è tenuto, organizzato da Federmanager, il convegno “L’energia che fa bene nell’ambito del quale è stato presentato il III Rapporto Annuale su “Transizione Verde e sviluppo. Può l’economia circolare contribuire al rilancio del sistema Italia ?”, studio realizzato con la collaborazione tecnica di AIEE ed il contributo attivo di Federmanager Roma.

 IL FUTURO PROSSIMO Torneremo ad incontrarci. Proprio in questi giorni stiamo predisponendo i nostri spazi di lavoro per renderli adeguati e sicuri nel rispetto delle direttive emanate dal Governo, Torneremo a vivere negli stessi ambienti di prima, ma in maniera differente e in piena sicurezza. Pronti ad accogliere nuovamente quanti, quotidianamente, si rivolgono ai nostri sportelli di consulenza e assistenza.

Quello che è accaduto ci ha costretto ad una pausa operativa ma anche di riflessione, una pausa che stiamo utilizzando al meglio per programmare, con la stessa capacità e ancor più convinzione, le azioni per il prossimo futuro. Un futuro di ripresa e di rilancio per il nostro Paese in cui il ruolo dei manager, che orgogliosamente rappresentiamo, risulterà ancora più decisivo.

Consapevoli che per imporsi in questa importante partita, è fondamentale avere obiettivi chiari, certamente sfidanti ma altrettanto ineludibili, Federmanager Roma è pronta ad affrontare la ripartenza guardando al domani con fiducia. Fiducia nelle nostre capacità, come cittadini e come manager.

Con l’impegno di sempre.

 

Editoriale del Presidente: Impegno e fiducia nel futuro

Editoriale del Presidente: Impegno e fiducia nel futuro

Lo scorso 30 luglio Federmanager e Confindustria hanno sottoscritto l’accordo di rinnovo del CCLN dei dirigenti industriali. Un risultato importante che va sottolineato con viva soddisfazione

Tanto più guardando ai risultati positivi rispetto ai precedenti rinnovi. Il nuovo accordo, che avrà scadenza il 31 dicembre 2023, ha il merito di intervenire su tutti gli aspetti fondamentali del rapporto di lavoro, offrendo un quadro di regole certamente più idoneo alla figura del manager.

Nuove basi sulle quali lavorare per rafforzare la competitività delle imprese attraverso un management competente e preparato. Un elemento sostanziale del rinnovo è il debutto delle politiche attive. Su questo fronte possiamo e vogliamo finalmente tirare le somme del progetto federale Be Manager, l’esclusivo percorso di certificazione delle competenze riservato agli iscritti Federmanager. Una iniziativa illuminata, nata quasi due anni fa, i cui numeri parlano chiaro: oltre 300 manager certificati in 4 profili professionali, di cui ben il 47% come Temporary Manager e il 40% come Innovation Manager. Il restante ha ottenuto la certificazione come export manager e manager di rete.

Quasi un terzo dei manager in cerca di nuova occupazione si è ricollocato ed il 19% del totale ha avviato nuove attività di consulenza. In più, ben 120 colleghi certificati come Innovation, sono stati inseriti nell’elenco disponibile presso il Ministero dello Sviluppo Economico, dal quale le imprese potranno attingere per avvalersi del voucher per la consulenza qualificata nei processi di trasformazione digitale che intraprenderanno.

Ed è proprio per capitalizzare l’opportunità offerta dal voucher per l’inserimento di competenze manageriali nelle PMI, che è stato avviato, lo scorso giugno, il Progetto MELANIE (Manager
Per L’Ascolto di una Nuova Industria Europea) – sostenuto da 4.Manager – che si pone l’obiettivo di certificare ulteriori 150 manager, prevalentemente inoccupati, 50 Manager di Rete, 50 Temporary, 50 Innovation Manager e 50 Manager per la Sostenibilità, il nuovo profilo delineato da Federmanager che ne certificherà le competenze sui temi relati alla Sostenibilità (Economia Circolare, Corporate Social Responsibility, Governance della sostenibilità ecc.).

Consapevoli del nostro ruolo, come organizzazione, di connettore tra impresa e mondo del lavoro ci sforziamo ogni giorno di porre in essere azioni concrete per il ricollocamento attivo sul mercato dei colleghi che hanno perso il loro posto di lavoro. Siamo convinti che investire in innovazione e valorizzare le persone continuano ad essere i capisaldi per rimanere competitivi.

Anche per questo resta alta la nostra attenzione alla formazione continua e allo sviluppo delle nuove professionalità richieste dal mercato del lavoro; in quest’ottica siamo giunti alla quarta edizione del Corso per DPO (Data Protection Officer), figura sempre più richiesta dalle aziende alla luce dell’adeguamento imposto dal GDPR (General Data Protection Regulation) entrato ormai a pieno regime anche nel nostro Paese e abbiamo organizzato, tra l’altro, Corsi formativi per Innovation Energy Manager di 1° e 2° livello volti all’acquisizione di elevate competenze sulle innovazioni normative e gestionali in campo energetico.

In tema di ricollocamento va ricordato inoltre il progetto “Open Innovation Manager” – condiviso tra Unindustria Perform, Federmanager Roma e Unindustria e finanziato da 4.Manager – che vede tra i beneficiari, 10 dirigenti inoccupati e altrettante PMI del territorio laziale. I dieci progetti sono tuttora in svolgimento ed il rapporto tra le aziende e i manager è, ad oggi, di assoluta soddisfazione.

Il rinnovo del CCNL non poteva poi trascurare temi di primaria importanza quali il Welfare e l’Assistenza Sanitaria Integrativa. In questo senso va sottolineata la volontà di valorizzare Fasi e Assidai, legittimando una reciproca collaborazione tra gli stessi per consolidare la loro posizione di leadership sul mercato e salvaguardare così il patto intergenerazionale tra Dirigenti in servizio e Dirigenti in pensione. La società IWS Industria Welfare Salute S.p.A. recentemente costituita da Federmanager, Confindustria e Fasi e presente anch’essa nel CCNL, potenzia la collaborazione tra Fasi e Assidai attraverso tre importanti progetti: la realizzazione di una nuova rete di strutture sanitarie e professionisti convenzionati d’eccellenza; una proposta di copertura integrativa Fasi-Assidai unica e innovativa da proporre alle aziende e una pratica di richiesta di rimborso unica per gli iscritti ad entrambi gli Enti.

Prioritaria nelle attività della nostra organizzazione rimane l’attenzione ai nostri colleghi in pensione. Prosegue l’attività di Federmanager e CIDA contro il blocco della perequazione e il prelievo straordinario sulle pensioni d’importo medio-alto. Importante sapere che la Corte dei Conti, Sezione giurisdizionale per il Friuli Venezia Giulia, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale dei provvedimenti legislativi in materia.

Altro risultato importante conseguito dalla nostra Organizzazione, è la firma del rinnovo del contratto di lavoro dei servizi pubblici. Federmanager ha sottoscritto il nuovo testo che regola il rapporto di lavoro dei manager del settore pubblico aderenti a Confservizi. Il Ccnl, con una durata fino al 2021, si applica a circa 1400 manager presenti nelle 700 aziende del settore.

Tornando al nostro territorio, sempre ricco ed articolato il calendario di eventi ed attività targati Federmanager Roma. Tra questi ci piace ricordare il Protocollo d’intesa firmato tra la nostra associazione e l’UCID Lazio, per sviluppare iniziative tese a ribadire la necessità di ispirare l’operato di entrambe ad una nuova etica imprenditoriale e manageriale. Ancor più significativa, in questa specifica occasione, la presenza dei rappresentanti dei giovani delle rispettive organizzazioni. Colgo l’occasione per congratularmi con il nostro collega
Renato Fontana, riconfermato alla guida dei Giovani Federmanager anche a livello nazionale, e con tutti i giovani manager eletti in occasione del recente rinnovo del Coordinamento tra cui tre colleghi di Roma. A loro e a tutti i giovani costruttori di futuro, giunga il più caldo augurio di buon lavoro.

Troverete inoltre ampio resoconto, all’interno della rivista, delle ultime convenzioni che abbiamo siglato per sostenere le esigenze dei nostri associati. Tra gli ultimi accordi ci piace
ricordare quelli sottoscritti con il Coni Sport Lab, ampiamente illustrata con un’intervista al direttore Fabio Barchiesi, con la Luiss Business School, la scuola di formazione manageriale della Luiss Guido Carli, con la Lumsa – Libera Università Maria Santissima Assunta e con Avis Rent Car, azienda leader nel settore del noleggio auto.

Ci tengo infine a sottolineare, che il numero della rivista che vi accingete a leggere ha dedicato un’ampia sezione alle nuove frontiere “green” della nostra economia. Economia circolare, energia, riciclo e nuove tecnologie, argomenti che troverete declinati negli interventi qualificati di dirigenti e responsabili di aziende leader del settore.

Importante, per chiudere questo 2019 ripartendo di slancio nel 2020, sarà consolidare le attività della nostra Associazione, tenendo fermo il senso di appartenenza di tutti i soci. I fatti ci indicano che dobbiamo proseguire su questa strada con l’impegno e la dedizione che ci hanno portato fin qui e, sono certo, che le soddisfazioni non mancheranno.

Competenze manageriali per la crescita delle imprese

Competenze manageriali per la crescita delle imprese

Il momento è cruciale, in un Paese in equilibrio tra la speranza della ripresa e l’incubo della recessione, diventa obbligatorio ridurre la distanza tra domanda e offerta di competenze manageriali

L’Associazione 4.Manager, all’interno della quale opera l’Osservatorio Mercato del Lavoro e Competenze Manageriali, ha abbracciato l’ambizioso progetto di rispondere al fabbisogno reale dei protagonisti del tessuto produttivo italiano, sviluppando politiche attive per il lavoro manageriale e, cosa non banale, operando per la diffusione di una nuova cultura di impresa. Federmanager e Confindustria, come parti istitutive di 4.Manager, si riconoscono nell’obiettivo comune di configurare una nuova cultura d’impresa basata sull’alleanza tra imprenditori e manager. Il contesto internazionale, il noto debito pubblico italiano, la guerra globale sui dazi e la frenata della crescita dellUE, con lo spettro della recessione in Germania, sono tutti elementi che rafforzano la necessità di una forte sinergia.

Questo ci impone di attivare il ruolo di rappresentanza nel senso della promozione di strumenti e soluzioni che, partendo dalla forte carica di innovazione trainata dall’avvento delle nuove tecnologie, sostengano lo spirito imprenditoriale dei territori e rafforzino la dotazione di competenze di alta qualità del nostro management. Quindi, come obiettivo ulteriore, far crescere gli indici di produttività e di competitività delle imprese.

I dati che emergono dal II Rapporto dell’Osservatorio, dal titolo “Capitale Manageriale e Strumenti per lo Sviluppo”, ci dicono che il momento è cruciale. Siamo in equilibrio tra la speranza della ripresa e l’incubo della recessione. Partiamo da alcuni segnali confortanti che devono essere interpretati con attenzione. Un dato su tutti: rispetto al 2017 cresce nel Paese la domanda di manager. Figure in grado di guidare il cambiamento, accompagnando le aziende in un progressivo percorso di crescita.

Il 50% degli imprenditori intervistati dall’Osservatorio punta ad assumere manager nei prossimi tre anni (arriviamo al 76% nelle imprese con più di 50 dipendenti). Si apre quindi una grande sfida per tutti noi, che è racchiusa in due parole a me molto care: fiducia e competenza. Fiducia da parte degli imprenditori che avranno bisogno di aprire le porte delle aziende a professionisti di primo livello; competenza, quella che i manager dovranno sempre più maturare per competere in un mercato globale. Dobbiamo infatti lavorare per ridurre il mismatch tra domanda e offerta di competenze manageriali. Se gli imprenditori dichiarano di incontrare difficoltà nel reperire figure manageriali utili alle proprie attività, vuol dire che sta emergendo una necessità non supportata adeguatamente.

Il nostro compito è anche quello di offrire una risposta, aiutando il management a strutturare in modo nuovo il proprio ruolo, ad evolvere nelle competenze tecniche e tecnologiche richieste dai processi di innovazione. A queste occorre affiancare le cosiddette soft skills, quelle competenze trasversali che riguardano la capacità di motivare i team, l’orientamento all’innovazione e al cambiamento, la propensione ad adattarsi a scenari in continua evoluzione.

Il problema del mismatch, a ben vedere, deve interessare la politica attenta perché esso riguarda tutto il sistema: 6 posti di lavoro altamente qualificati su 10 mostrano una carenza di competenze; 4 lavoratori su 10 sono troppo o troppo poco qualificati per il lavoro che stanno svolgendo.

E poi c’è l’allarme esplicito dell’OCSE: “Il sistema italiano di formazione permanente non è attrezzato alle sfide future. Solo 20,1% degli adulti ha partecipato a programmi di formazione professionale nell’ultimo anno, solo il 60% delle imprese con più di 10 dipendenti offre formazione continua, contro una media europea del 75,2%”. Sosteniamo ad esempio ogni misura che, come il credito d’imposta alla formazione 4.0, incentivi l’investimento in questo ambito da parte dei datori di lavoro. L’impresa deve essere incentivata ad aggiornare le competenze delle sue risorse.

La formazione è per la vita. Esprimiamo soddisfazione per aver visto accolte le sollecitazioni su provvedimenti come il voucher per l’innovation manager e per la riconferma degli interventi su Impresa 4.0: stiamo andando nella direzione giusta che meriterebbe un incremento delle risorse messe a disposizione e un carattere il più possibile strutturale, per dare continuità, per consentire a un numero crescente di soggetti interessati di avervi accesso.

Perciò chiediamo di avere più coraggio, perché serve una rivoluzione culturale nella mentalità politica, per dare senso a incentivi e agevolazioni che, per essere efficaci, devono essere il più
possibili strutturali e certi. Altrimenti il privato non investe. Altrimenti la fiducia non si diffonde. Chiediamo anche di avere più attenzione. In un Paese che è stato definito “a crescita zero”, ogni livello di amministrazione deve remare nella stessa direzione.

È significativo quello che il Rapporto evidenzia circa i bandi pubblici: dopo una mappatura su larga scala, si scopre che in 5 anni ci sono stati 2.452 bandi che hanno riguardato temi come competitività, Pmi, occupazione e innovazione. Di questi, solo 232 hanno “potenzialmente” coinvolto figure manageriali, con 87 bandi contenenti un riferimento diretto o indiretto alle competenze manageriali.

Questo è il momento del coraggio, della collaborazione tra mondo della politica, dell’impresa e del management, di professionalità qualificate e sempre aggiornate.

La consulenza di Welfare

La consulenza di Welfare contrattuale crea distintività categoriale se gestita sul territorio

Praesidium: affiancare le aziende per progettare insieme le migliori soluzioni assicurative e di tutela per i dipendenti lungo tutto il ciclo della vita

Il contesto

Da una recente ricerca di Ipsos “Gli italiani, bisogni, aspettative e scelte di welfare” emerge che le maggiori preoccupazioni degli italiani riguardano soprattutto l’eventuale condizione futura di non autosufficienza (46%), l’inadeguatezza della pensione (36%), la difficoltà di affrontare spese familiari (30%) e l’incertezza di una prospettiva lavorativa lineare (29%). Nonostante ciò, l’86% degli intervistati ha dichiarato di non essersi ancora posto il problema di come affrontare in termini economici tali eventi: soltanto il 22% degli italiani dispone di un’assicurazione sanitaria e addirittura il 61% non ha interesse a farla, il 30% dichiara di poter contare su un piano pensionistico complementare. Fortunatamente quando si parla di lavoratori il trend è fortunatamente migliore; i servizi di welfare presenti nei piani aziendali che comprendono l’assistenza sanitaria integrativa e la previdenza complementare sono tra i più richiesti.

Il welfare aziendale è utile ad aziende e dipendenti

Il principale riferimento normativo in materia di welfare aziendale e benefici fiscali è il Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), all’interno del quale si individuano somme e valori che, se erogati dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti, non costituiscono reddito fiscale per loro e sono deducibili dall’azienda ai fini Ires, godendo quindi di un particolare trattamento fiscale.

Oltre al miglioramento dell’efficienza fiscale nell’allocazione delle risorse, i benefici si riflettono positivamente anche sulla produttività, sull’employer branding, nelle sue varie declinazioni e sulla reputazione sociale dell’impresa.La consulenza di Welfare È da precisare che le politiche di welfare aziendale nel tempo sembrano essere state intraprese in misura maggiore dalle grandi e medie imprese. Ciò pone l’accento sulla necessità di dover stimolare il settore delle microimprese (6 milioni di aziende con meno di 10 addetti) ricorrendo, oltre ad altre misure, anche alla collaborazione di consulenti di welfare, sia per la progettazione e realizzazione di piani di welfare coerenti con i reali bisogni dei dipendenti, sia per l’assistenza nella costituzione di reti d’impresa di welfare a superamento della loro ridotta dimensione ai fini di una significativa ottimizzazione delle risorse investite.

Guardare ai giovani

Sono gli under 35 i più interessati e propensi all’utilizzo delle diverse iniziative di welfare rispetto ai colleghi di altre fasce d’età che sfruttano maggiormente i servizi messi a disposizione delle imprese.

Nella sostanza, però, le priorità sono un po’ diverse rispetto a quelle delle generazioni più adulte. Per loro, infatti, welfare è sinonimo di voucher e convenzioni associato al work-life balance: più tempo di qualità da dedicare a se stessi, alla propria crescita manageriale, alla formazione personale e al proprio benessere psico-fisico e relazionale. Però, questo nuovo approccio di fruibilità dei flexible benefit in un Paese come il nostro, dove si entra tardi nel mondo del lavoro e per di più basato sul metodo contributivo, pone seri rischi per il futuro previdenziale ed economico dei giovani anche dirigenti.

Quest’ultimo aspetto di potenziale rischio sociale sta diventando per il nostro sistema bilaterale, un positivo campo di sperimentazione per nuove politiche attive del lavoro e di welfare contrattuale. Occorre valutare se per lo sviluppo del nostro Sistema di rappresentanza convenga assumere oltre al ruolo “normativo” nella contrattazione, anche quello “operativo” di gestione nel territorio dei piani di welfare, oggi opportunità di sviluppo dei diversi provider di mercato, investendo tutta la competenza di cui siamo capaci su strutture territoriali di consulenza professionalizzate per erogare più servizi.

È facile immaginare che una scelta di tale portata favorirebbe processi d’innovazione e di sviluppo di politiche attive del lavoro come la managerialità, la cultura d’impresa, nuovi modelli di welfare integrativo e in particolare sarebbe utile per:

a) sensibilizzare le aziende e le nuove generazioni di dirigenti sul valore della solidarietà intergenerazionale del welfare contrattuale in grado di tutelare i manager per tutto l’arco della propria vita (garanzia che i nostri Fondi di Sistema possono assicurare);

b) contrastare la debole cultura previdenziale e di gestione del risparmio che limita l’autonomia e la capacità delle aziende e dei dirigenti nel decidere in modo consapevole le soluzioni di welfare più appropriate;

c) invertire la percezione negativa che aziende e dirigenti hanno avuto nei confronti del mercato dell’offerta di welfare a causa di esperienze negative nei confronti di alcuni intermediari assicurativi;

d) instaurare con i decisori aziendali e i dirigenti, collaborazioni “operative”, strutturate e continue, capaci di generare sviluppo associativo.La consulenza di Welfare

Praesidium per lo sviluppo associativo del Sistema Federmanager

Tutto ciò premesso, per governare i nuovi scenari evolutivi del welfare aziendale e per le considerazioni sopra esposte, Federmanager sta intraprendendo iniziative volte a potenziare il proprio sistema anche attraverso la riorganizzazione di Praesidium, struttura di brokeraggio assicurativo che da 15 anni opera con successo nella consulenza di servizi di risk management, risk family, nella distribuzione e promozione di soluzioni assicurative sul territorio. Con tali obiettivi di sviluppo Praesidium sta ridefinendo la sua governance e il suo assetto organizzativo per cogliere le nuove opportunità offerte del sistema Federmanager e contribuire in prima linea allo sviluppo associativo attraverso un’offerta di servizi e consulenza qualificata e integrata.