innovazione

CREATIVITY FIRST! Principi, strumenti, prospettive

I termini “creativo” e “creatività” sono stati usati spesso negli ultimi anni, e sempre di più agli inizi dell’attuale pandemia nell’ambito di affermazioni basate su luoghi comuni o su ipotesi accattivanti ma non documentate, a volte per esprimere un giudizio implicito di marginalità.
Ad esempio diversi opinion leader hanno parlato di
finanza creativa o di provvedimenti economici creativi, altri presentano le forme ben note del “lavoro agile” come una risposta creativa al distanziamento, altri ancora presentano i settori moda/artigianato/turismo/enogastronomia come aspetti esclusivi della creatività e addirittura come unica vera risorsa economica di un Paese “creativo” sulla quale far convergere attenzione e risorse.

D’altra parte la storia offre esempi numerosissimi e continui di innovatori che seguendo principi intuitivi inesplorati hanno creato avanzamenti della conoscenza, dei processi produttivi, del benessere sociale, affrontando diffidenze e difficoltà incredibili. Essi hanno capacità di visione, curiosità costante, perseveranza e un carattere forte consolidato giorno per giorno; basta pensare a personaggi come Fracastoro, Galileo, Leonardo, Hawking.
Questa si può considerare la visione autentica della creatività sottolineata tra l’altro durante il recente evento CODICE GREEN/Premio Giovane Manager 2019 da Riccardo Di Stefano Presidente dei giovani imprenditori CONFINDUSTRIA, quando la propone, coniugata con l’Innovazione, come uno dei tre must per superare i problemi di oggi e rinnovare il Paese.

In epoche recenti, alcuni progressi scientifici in particolare in ambito neurologico, psicologico – come l’Analisi transazionale – e della PNL hanno confermato che l’esercizio del pensiero si può orientare e “coltivare” utilizzando alcune “tecniche”, così che la Creatività/innovazione si può far emergere e arricchire con opportune forme di apprendimento, fino al punto che uno degli assiomi dei processi creativi è che ogni problema ha
almeno due soluzioni.
Detti processi prendono forma iniziando ad esaminare una particolare situazione incoerente/inspiegabile o un problema apparentemente irrisolvibile da punti di vista originali e diversi rispetto a quelli stratificati nell’opinione corrente. Per questo Innovare – in un certo senso – declina la creatività ed è inscindibilmente legato al problem solving.

Mappa mentale per un “Programma di cambiamento del comportamento” (Fonte: www.emoe.it)

In estrema sintesi, si può immaginare che il percorso del binomio Creatività/Innovazione inizi nel 1942 con la proposta del brainstorming nel libro “How to think up” di A. Osborn.
Passa per la definizione della sua “fase divergente” da parte di J.P. Guilford e si arricchisca con la sistematizzazione del “pensiero laterale” proposta nel 1985 da E. De Bono nel testo “Sei cappelli per pensare”.
Trova una sua organicità nel metodo
PAPSA Percezione, Analisi, Produzione, Selezione, Applicazione di H. Jaoui, che ne sistematizza a partire dal 1990 sia le fasi divergenti e convergenti in numerosissimi libri, sia gli “strumenti” appropriati per ogni fase, la maggior parte dei quali – originali o rielaborati – è raccolta nel libro “66 tecniche creative per formatori e animatori” scritto con I. Dell’Aquila nel 2013.

Mappa mentale sulle possibilità di uso delle Mappe mentali (Fonte: www.lecco100.it)

Ad esempio la Mappa mentale, sviluppata inizialmente dallo psicologo inglese Tony Buzan a partire dal 1960, si basa su una caratteristica tipica della mente umana: quella di associare idee e concetti in maniera non sequenziale. Nel 2001 è stata rielaborata nel libro/manifesto: “Il potere dell’intelligenza creativa”. Si tratta di uno strumento così versatile che a prima vista e soprattutto nelle immagini didattiche può apparire banale. Invece permette di utilizzare simultaneamente tutte le potenzialità del nostro cervello: quelle dell’emisfero destro – che presiede alle elaborazioni complesse e induttive, emotive, figurative e analogiche – e quelle dell’emisfero sinistro, che presiede alle elaborazioni logico/deduttive e razionali. Oggi è usata correntemente fin dai primi livelli della Scuola; è utile sia per prendere appunti, che per organizzare una presentazione, ma soprattutto per guidare il pensiero nella fase divergente di Percezione Analisi/Produzione di idee o di risposte al problema che si sta trattando ma anche in quella convergente della loro Selezione e verifica di Applicazione.

Il motivo della versatilità è il “dialogo” incrociato e continuo che riesce ad attivare tra intuito e ragione promuovendo una continua associazione di idee.
Si inizia ponendo al centro del foglio un’immagine riassuntiva dell’analisi da effettuare o la finalità della mappa. Si individuano le parole chiave che la caratterizzano collegandole al centro con rami che possono essere rappresentati da frecce o da linee curve di preferenza colorate, secondo criteri ed eventualmente scale di priorità predefinite. Si possono poi integrare le linee e gli spazi liberi con immagini coerenti con le parole/chiave usate, ma anche con immagini geometriche o genericamente evocative. Ad ogni parola chiave si associano per affinità altre
parole chiave o altri concetti. I colori, le immagini e l’andamento delle linee aiutano a sviluppare liberamente associazioni di idee.

Mappa mentale preliminare sui cambiamenti di clima (Fonte: Lucid Chart. (2018). Climate change mind map template. [Graphic illustration])

Un altro strumento inconsueto e poco noto, utile per comprendere a fondo un problema agli inizi della fase divergente del Processo creativo, è il Lipogramma, la cui ideazione risale a Oulipo, un gruppo di scrittori e matematici costituitosi in Francia nel 1960 con personalità di spicco come R. Queineau, G.Perec ed I. Calvino.
Si tratta di riformulare accuratamente e più volte uno stesso obiettivo o problema con 
e più volte uno stesso obiettivo o problema con descrizioni che non contengano volta per volta alcune lettere dell’alfabeto; la ricerca delle parole così tipizzate fa “scoprire” aspetti “nascosti” del problema stesso.

Il continuo interesse per la Creatività oggi è testimoniato anche da ADOBE, che insieme a Offf ACADEMY ha annunciato recentemente una nuova edizione di CREATIVE MENTORSHIP, programma di mentoring per sostenere i giovani talenti indipendentemente dal loro background, qualifica o livello di esperienza, e aiutarli a sviluppare ed esprimere il loro potenziale.

Memorandum sul dialogo dei due emisferi cerebrali (Fonte: Pixabay)

Ancora più significativo è l’intervento della Comunità Europea, che all’interno del Programma INTERREG-MED ha finanziato il Progetto CREAINNOVATION, attivato in nove Paesi coordinati tra loro tra i quali l’Italia. È iniziato nel 2018 e ne è prevista la conclusione nei primi mesi del 2021.
Il Progetto fornisce un quadro sistematico dei Centri in grado di operare in Europa a vantaggio delle aziende in termini di Creatività. Prevede la sperimentazione concreta dell’efficacia dei processi creativi per l’Innovazione in alcune PMI di ognuno dei nove Paesi, 8 delle quali in Italia, ubicate nel Centro-Nord del Lazio. Fa riferimento in particolare alla U Theory di Otto Sharmer, un metodo strutturato con chiarezza per la scoperta creativa e l’applicazione di soluzioni innovative, anche di rottura, non solo nelle aziende. Lo scopo strategico a medio termine del Progetto è di riuscire a far realizzare in ognuno dei Paesi coinvolti Laboratori permanenti a favore delle aziende per l’accesso agli strumenti dei processi creativi.

Foto in apertura: René Magritte, L’heureux donateur, 1966 Musée d’Ixelles, Bruxelles – (Fonte: www.artearti.net)

Nasce la Community di CDigital

Nasce la Community di CDigital

I Temporary Innovation Manager del progetto CDigital, chiamati ad accompagnare l’azienda verso la “giusta dose” di innovazione e digitalizzazione, possono contare su una community in cui ognuno, in base alle proprie competenze, può dare supporto agli altri

Come accennato nella mia intervista pubblicata sul numero 64 di Professione Dirigente, CDi Manager ha dato vita da più di due anni ad un progetto che ha visto investimenti volti a costruire in alcuni Temporary Manager certificati Innovation o Sustainability, le competenze necessarie a portare in maniera efficace la Digital Transformation nelle PMI italiane.

Lo scorso anno abbiamo chiamato questo progetto CDigital e ne abbiamo declinato una parte dell’offerta nei 4 Kit che già vi ho presentato.

Proprio in questo momento in cui le aziende stanno ripartendo dopo le chiusure o i rallentamenti dovuti alla pandemia, abbiamo lanciato una campagna di Telemarketing per raggiungere le aziende interessate alla nostra offerta.

Uno dei tratti distintivi di questa, oltre che su specifici contenuti, è la attenzione alle modalità di “delivery” delle prestazioni. La forza di CDigital è non solo nella professionalità dei singoli Temporary Innovation Manager (TIM), ma anche nel fatto che questi costituiscono una “Community, in cui ognuno, a fronte di problematiche che incontra nell’azienda in cui opera che esulino dalle sue specifiche competenze, può contare sulle competenze e sul supporto degli altri  TIM che appartengono alla Community.I TIM dispongono non solo dei consueti strumenti di comunicazione, ma anche di una piattaforma attraverso cui mettere a comune le proprie esperienze e attingere alle esperienze e competenze degli altri.

La piattaforma comprende anche un Blog in cui vengono pubblicati articoli e interventi sulle tematiche del Temporary Management, della Trasformazione Digitale e di tutti gli argomenti di interesse per chi opera professionalmente in quel campo.

Il Blog è gestito da due Specialiste che professionalmente si occupano di Comunicazione, sulla base di un Piano Editoriale concordato con i componenti della Community.

Vi invito a visitare il Blog e, se vi piacciono i contenuti che troverete (ricordate che è appena nato e che quindi crescerà nel tempo), sarà importante sia che diventiate “Follower” del Blog e delle pagine CDigital su Linkedin, Twitter e Facebook, sia che ne condividiate i contenuti sui vostri social media. In questo modo ci aiuterete a guadagnare visibilità, autorevolezza e a scalare le classifiche dei motori di ricerca, così che chi in azienda cerca i nostri servizi ci trovi con maggiore facilità.

Il nostro scopo è quello di coinvolgere sempre più persone, sia nel ruolo di TIM sia come originatori di contenuti e come Follower.

Se qualcuno di voi ritiene di avere dei contributi sui temi trattati, può contattare la redazione di CDigital all’indirizzo community@cdimanager.it: saremo lieti di conoscervi e comunicarvi tutte le indicazioni utili per redigere un vostro articolo.

Una macchina da corsa e 4 Kit esclusivi per ripartire

Una macchina da corsa e 4 Kit esclusivi per ripartire

Intervista a Ettore Cambise, Presidente CDi Manager società di scopo di Federmanager, leader nel Temporary Management e nell’Executive Search

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, nei discorsi pronunciati il 25 e 26 marzo scorsi alla Camera e al Senato, ha fatto riferimento alla Trasformazione digitale e all’assoluta centralità degli investimenti pubblici e privati nella sostenibilità ambientale, esortandoci a volgere in opportunità questa prova durissima che ha colpito l’Italia e a concentrare le nostre migliori energie e risorse sul potenziamento di connettività, formazione digitale e innovazione tecnologica.

1 Il 4 maggio siamo entrati ufficialmente nell’attesissima e altrettanto nebulosa Fase 2. Siamo pronti a ripartire e a trasformare gli ostacoli in opportunità?

2 Un team di esperti è a lavoro per progettare un piano articolato e complesso capace di risollevare l’ltalia dalla crisi più grande degli ultimi 100 anni. Ci indica 3 cose di cui non si potrà fare a meno per la ripresa?

 3 CDi Manager si rivolge alle aziende interessate a crescere e ad incrementare la competitività e l’efficienza della propria organizzazione. Nello scenario post Covid-19 qual è la ricetta vincente per le PMI che vogliono ripartire?

Ettore Cambise, Presidente di CDi Manager

Siamo di fronte alla più difficile ripartenza che l’Italia deve affrontare dai tempi del dopo guerra. Sarà dura ma sono convinto che questa sfida può rappresentare una grande occasione di sviluppo per il Paese e per il nostro tessuto produttivo, soprattutto per le PMI che, ricordiamo, rappresentano il 92% delle imprese attive sul territorio.

 Se siamo pronti a ripartire? Possiamo esserlo.

Mai come questa volta, il primo passo determina il viaggio e la meta che si potrà raggiungere.

 Sull’A, B, C della ripresa utilizzerò la metafora della macchina da corsa.

Il denaro, i finanziamenti privati e pubblici sono fondamentali, sono la benzina.

Poi c’è la macchina delle PMI di cui l’imprenditore è alla guida.

A questo punto per partire, viaggiare e raggiungere la meta occorrono le Competenze di un Manager che metta a punto e innovi le componenti aziendali per renderla una macchina da corsa.

Ovviamente la metafora che ho usato è suggestiva ma limitante: l’imprenditore oltre a guidare, ha iniziativa, passione e conosce la sua azienda. Il Manager non ha solo competenze gestionali o tecnologiche ma, soprattutto se ha costruito la sua esperienza in grandi aziende, ha anche visione strategica, propensione alla innovazione e capacità di gestire cambiamenti.

In questo scenario si delinea chiaramente come lo strumento per cogliere questa opportunità sia il Temporary Manager, che intervenga, si inserisca rapidamente, operi, ottenga il risultato e alla fine possa lasciare la PMI oppure continuare su nuovi obiettivi.

Gli interventi per ripartire dopo l’emergenza non potranno né dovranno essere generici. Si dovranno indirizzare: alla Finanza aziendale digitale per rendere solida l’azienda in questo scenario di Trasformazione Digitale e accedere alle nuove forme di finanziamento disponibili; a cogliere nuove opportunità di business aumentando la Sostenibilità dell’impresa; a costruire o rendere più efficaci i processi di Sviluppo commerciale digitale; ad aumentare la produttività non solo attraverso la Digital Transformatio/Impresa 4.0 ma anche cogliendo le opportunità dei BigData e degli Analytics.

In tal senso, in CDi Manager, abbiamo dato vita al PROGETTO CDiGITAL predisponendo 4 esclusivi Kit su: Sostenibilità, Sviluppo commerciale digitale, Analytics e aumento produttività e infine Finanza aziendale digitale, che è il nuovo strumento per prevenire le crisi d’impresa, aumentare l’efficienza ed accedere al capitale di rischio!

Si tratta di una dotazione pensata per aiutare le aziende ad affrontare la sfida della ripartenza e della Trasformazione digitale.

Tutto questo non sarà mai realizzabile se le nostre Organizzazioni di Rappresentanza insieme a quelle Datoriali non riusciranno a sensibilizzare il governo sul fatto che non basta distribuire denaro (Helicopter Money o anche finanziamenti mirati), ma bisogna che i destinatari, le PMI, siano messe in condizioni di usarli al meglio, perciò occorrono i manager.

Una iniezione di managerialità è la ricetta vincente.

Questo mi sento di consigliare alle PMI che vogliono affrontare la ripartenza equipaggiate per il successo.

 

Giovani manager protagonisti

Giovani manager protagonisti

Promosso dal Gruppo Giovani di Federmanager, il premio Giovane Manager 2019 ha scelto “Codice Green” come tema conduttore. Un’occasione per valorizzare il ruolo e il riconoscimento delle competenze dei giovani colleghi. I 10 selezionati dell’area centro-sud parteciperanno alla finale nazionale

Sono dieci i vincitori della tappa romana del premio Giovane Manager 2019 dell’area centro-sud. Il gruppo Giovani Federmanager, coordinato da Renato Fontana, ha promosso l’iniziativa ed ha scelto “Codice Green” come tema conduttore. Il premio è destinato agli iscritti a Federmanager con meno di 44 anni ed ha come obiettivo la valorizzazione del ruolo e il riconoscimento delle competenze dei giovani manager.

L’iniziativa, alla sua terza edizione, è realizzata in collaborazione con Hays Italia, primaria società di executive search, che offre supporto nelle fasi di selezione dei manager candidati. Il premio ha ricevuto il sostegno dei Giovani Imprenditori di Unindustria e dei Giovani UCID Lazio.

I manager premiati a Roma dal coordinatore del Gruppo Giovani Federmanager Renato Fontana, nella splendida sala Giubileo dell’università Lumsa, hanno superato la selezione tra centinaia di candidati dell’area centro sud e parteciperanno alla finale che ci sarà in occasione della prossima Assemblea annuale di Federmanager ad emergenza sanitaria terminata.” I nomi dei dieci vincitori sono: Cristiana Alicata, general manager Eccellenze campane; Elena Amalfitano, head of voice of the customer & quality analysis Octo Telematics Group Spa; Pietro Stefano Attolico, direttore procurement Acquedotto Pugliese Spa; Cesare Battaglia, associate partner Pricewaterhouse Coopers Advisory Spa; Marco Bevilacqua, general manager operations Flowserve Worthington Srl; Alessandro Catellani, direttore risorse umane P&G global sales Procter and Gamble Holding Srl; Rosario Pistorio, Ceo e managing director Sonatrach Raffineria Italiana Srl; Luca Quaresima, Europe operations and logistic manager Newcold Advanced Cold Logistics; Raffaele Tedeschi, supply chain manager Sitael Spa; Carmine Zappacosta, amministratore delegato e direttore generale Italcertifer Spa (Gruppo FS Italiane).

Premiare un giovane è importante: bisogna creare un passaggio generazionale e valorizzare chi si è distinto. Un vero manager apre le porte alle idee, va incontro alle cose e le cambia, è protagonista di innovazione, crescita e rilancio valoriale ed economico del Paese – ha affermato il presidente Federmanager Roma Giacomo Gargano –. Questo premio è un riconoscimento a questi valori e a quei giovani colleghi che riescono a svolgere egregiamente la professione di manager nonostante i cambiamenti e le incertezze del nostro tempo”.

Giacomo Gargano, Presidente Federmanager Roma e Francesco Bonini, Magnifico Rettore dell’Università Lumsa

I manager premiati oggi sono la prova del talento e delle competenze che i giovani portano nelle nostre aziende – ha commentato il presidente Federmanager Stefano Cuzzilla – donne e uomini che rappresentano una grande ricchezza per il sistema Paese e che in Federmanager possono trovare opportunità e riconoscimenti. Siamo infatti alla terza edizione del premio e abbiamo, in questi anni, premiato centinaia di giovani manager”.

Anche quest’anno Hays è orgogliosa di supportare il premio Giovane Manager 2019 – afferma Marco Oliveri Director Hays – il nostro team di esperti recruiter ha selezionato tra moltissimi professionisti della classe emergente manageriale Italiana solo i profili risultati davvero eccellenti, determinando così questa prima rosa di finalisti per il centro sud Italia. Accompagneremo Federmanager anche nelle prossime tappe di questo prestigioso contest, fino a determinare il manager che si aggiudicherà questo importante premio”.

Relazione del Presidente: Uniti oltre ogni sfida

Relazione del Presidente: Uniti oltre ogni sfida

Rimanere uniti oltre ogni sfida. Buongiorno a tutti e grazie per essere presenti così numerosi.

La forza dell’uomo di fronte alle sfide più grandi si compone di tanti elementi, dagli esempi che ci da la natura alle grandi imprese che storicamente siamo capaci di compiere. Da qui dobbiamo ripartire. Dalla nostra forza e dalle nostre capacità. Neanche le sfide più ardue ci devono spaventare. Non dimentichiamoci abbiamo conquistato la luna.

L’Assemblea Federmanager Roma, come ogni anno, vuole essere un’occasione di confronto tra tutti i protagonisti della realtà industriale, occupazionale, economica e sociale del nostro territorio per favorire una riflessione collettiva sulle numerose sfide che ci impone il nostro tempo.

Le istanze disattese

Ci siamo lasciati lo scorso anno con un augurio, un progetto e una richiestal’augurio che Roma potesse tornare ad essere guida dell’innovazione e traino del paese. Il progetto della dirigenza industriale presentato al tavolo per Roma del ministro Calenda per attrarre investimenti, competenze e talenti mettendo a disposizione dei decisori politici l’exepertise e il know how dei nostri manager per affrontare la sfida della trasformazione digitale.

Relazione del Presidente: Uniti oltre ogni sfida

La richiesta alle istituzioni di dare seguito ai passi compiuti perché i documenti presentati non restassero lettera morta ma offrissero a Roma le opportunità che merita e le riconoscessero il ruolo che le spetta nella crescita della regione e del paese.

Il tempo di bilanci

A distanza di un anno, si sa, giunge il tempo dei bilanci e, con non poco rammarico, ci troviamo oggi a prendere coscienza di una realtà che, dati Bankitalia alla mano, rappresenta un territorio che ha rallentato e cresce molto più lentamente rispetto al resto del paese anche in ambiti dove eravamo soliti superare la media nazionale.

Un rallentamento dell’economia laziale dovuto, in particolare, a una diminuzione del comparto servizi e del turismo sempre più low cost.

Da evidenziare la tenuta dell’industria, la cui crescita è frenata nel 2018 dal calo delle esportazioni. Fortunatamente la prima metà del 2019 segna una ripresa di appalti ed esportazioni con un +21%.

Massima priorità va assicurata dunque alla ripresa di opere pubbliche e infrastrutture. Fondamentale è il sostegno all’automotive e alle rinnovabili che consentono la riduzione dei costi energetici e restano settori strategici per la crescita del nostro territorio.

L’occupazione a livello regionale resta stabile, grazie alla crescita degli occupati nell’industria che bilancia il calo di occupazione nei servizi, fattore comunque preoccupante al pari del crollo del 16,2% degli investimenti pubblici.

Se da un lato abbiamo l’aumento al di sopra della media nazionale delle aziende industriali in crescita, dall’altro i servizi hanno segnato un crollo del 15% sul fronte di aziende con investimenti in aumento.

Le aziende che investono maggiormente in capitale umano e rispondono meglio in termini di crescita e competitività restano quelle più strutturate, dove spesso già è presente una forza manageriale.

La managerializzazione delle piccole e medie imprese resta obiettivo fondamentale in termini di aspettative di crescita e competitività del nostro paese.

Facendo mie le parole del ministro Fraccaro sul tema, oggi abbiamo di fronte due importanti sfide imprenditoriali: la capacità di internazionalizzare guardando ai mercati esteri e quella di imparare a fare “rete” costruendo sinergie tra le Piccole e Medie Aziende.

Anche in tal senso siamo in prima linea insieme a Confindustria, infatti il manager di rete è tra le figure professionali inserite nel programma: la certificazione delle competenze di Federmanager strutturata sulle esigenze del territorio.

Non giova la scelta purtroppo diffusa nel nostro paese di operare un ricambio generazionale con tagli lineari e conseguente perdita di know how e competenze specifiche che rappresentano per le aziende un elemento fondamentale estremamente sottovalutato. In tal senso un sistema strutturato di mentoring con trasferimento graduale delle competenze, favorirebbe la continuità dei processi di entrata e di uscita a vantaggio delle aziende e delle persone.

Relazione del Presidente: Uniti oltre ogni sfidaLa formazione fattore chiave

Alla base del rallentamento della crescita giocano un ruolo centrale la carenza di investimenti privati e pubblici, e di formazione qualificataLa formazione sarà sempre più fattore chiave per la ripresa economica del territorio. Viviamo in una società iper competitiva in continua trasformazione.

Per un manager, Sfida vuol dire affrontare questi continui cambiamenti con la prospettiva giusta, sapendo che persino una crisi può essere trasformata in opportunità.

La rivoluzione digitale, come ogni trasformazione ha comportato ricadute importanti anche sul fronte occupazionale e da parte nostra resta sempre alta l’attenzione allo sviluppo delle nuove professionalità richieste dal mercato del lavoro.

Siamo giunti quest’anno alla terza edizione di due tipologie di corsi sviluppati dalla nostra associazione teritoriale:

– Il primo il Corso per DPOdata protection officer – figura sempre più richiesta dalle aziende alla luce dell’adeguamento imposto dal General Data Protection Regulation GDPR entrato ormai a pieno regime anche nel nostro paese

– Il secondo corso relativo all’ Energy Innovation Manager.

Abbiamo certificato con questi corsi oltre 150 colleghi e, su queste iniziative, continuiamo a riscontrare grande interesse e richiesta di partecipazione anche in virtù della alta professionalità dei docenti .

Sempre più strategica, la collaborazione tra Federmanager e Confindustria ha dato vita a progetti innovativi in tema di formazione e politiche attive come l’associazione 4manager e alla nuova società per azioni IWS – industria welfare e salute – costituita oltre che da Federmanager e Confindustria anche dal fasi per realizzare l’offerta integrata di servizi sanitari e amministrativi per i manager.

Grazie all’associazione 4.Manager sono partiti sul territorio i primi progetti formativi condivisi con Unindustria ed è nato l’Os­servatorio del mercato del lavoro e competenze manageriali volto a promuove nuovi approcci alle politiche attive del lavoro per la crescita competitiva delle imprese e del Paese. Ciò significa porre in essere azioni concrete sia per il rilancio economico dei territori sia per il ricollocamento attivo sul mercato dei colleghi che hanno perso il loro posto di lavoro.

Sempre sul fronte delle politiche attive sono arrivati i primi risultati del Progetto Be Manager, che ha consentito la certificazione delle competenze, targata Federmanager, che ha visto la Cer­tificazione di circa 300 colleghi molti dei quali hanno avuto l’opportunità di ricollocarsi.

Tra le Eccellenze su cui puntare

Nonostante il quadro di un’economia regionale in slow motion, il Lazio può contare su elevate competenze professionali e su eccellenze come l’industria Aerospaziale Laziale – che ha rappresentato la nostra regione e il nostro paese al Salone internazionale dell’aeronautica di Parigi – un settore trainante che coinvolge università e centri di ricerca sul territorio, oltre ad alimentare lo Spazio Attivo Roma Tecnopolo della Regione Lazio che ospita startup e progetti di impresa con l’obiettivo, condiviso con l’Agenzia Spaziale Europea e quella italiana, di esportare tecnologia e innovazione dal settore aerospaziale alla vita e ai prodotti di tutti i giorni

Le partite aperte e l’assenza di un piano strategico

Le partite aperte sono tante dunque, vecchie e nuove, ardue e sempre più urgenti. Anche per questa ragio­ne abbiamo dedicato al tema Sfide la nostra Assemblea 2019: per conoscere meglio il futuro che ci attende, focalizzare le azioni da compiere e i passi falsi da evitare per strutturare una strategia chiara ed elaborare quel Piano Strategico di cui continuiamo pesantemente a sentire l’assenza.

Innovazione, Formazione, Sicurezza, Trasporti, sono soltanto alcune delle priorità all’ordine del giorno della nostra organizzazione e della dirigenza pubblica e privata del paese.

Dal canto nostro continueremo, dopo il confronto odierno, la nostra attività di approfondimento dei temi di interesse strategico locale e nazionale e proseguiremo con le nostre iniziative congiunte a favorire il confronto tra istituzioni, aziende, management e mondo accademico.

Relazione del Presidente: Uniti oltre ogni sfidaLa responsabilità condivisa

Scegliamo con responsabilità di essere parte dell’Europa da paese protagonista. Siamo un paese leader in Europa nell’economia circolare e seconda potenza manifatturiera, abbiamo un risparmio privato tra i più alti al mondo. Un paese che non si può definire semplicemente in pochi punti percentuali.

Stiamo lavorando per presentarci preparati, solidi e compatti di fronte alle sfide che ci impone il nostro tempo. Solo così possiamo guardare al futuro con fiducia, vivere il presente con consa­pevolezza e mettere il contributo del management industriale a disposizione di un sistema paese che possa ripartire col piede giusto in Europa e nel mondo.

Ma questa responsabilità che sentiamo forte, come manager e come cittadini, è una responsabilità da condividere con tutti gli attori coinvolti.

A manager e imprenditori il dovere di portare visione, expertise e competenze, alle istituzioni quello di tornare ad investire su grandi opere, infrastrutture e trasporti che creino reti di connettività capaci di ristabilire gli equilibri tra nord e sud e di azzerare le distanze che rallentano il paese.

Saranno le persone a fare la differenza

Gli obiettivi da perseguire sono tanti e ambiziosi ma allo stesso tempo irrinunciabili, soprattutto per un territorio come il nostro che non soltanto deve ripartire, ma deve recuperare il terreno perso in un momento storico in cui Roma paga lo scotto di essere terreno di battaglia tra i poteri forti, nazionali e internazionali, portando sulle spalle una zavorra che frena la crescita e può vanificare ogni sforzo di ripresa.

Per fortuna, l’economia laziale ha un’eredità di primati e valore che l’attuale rallentamento scalfisce ma non abbatte e ancora una volta il management industriale mette le proprie competenze e i propri valori al servizio della collettività, perché da sempre, a fare la differenza, sono le persone.

I rischi di un’involuzione economica sono dietro l’angolo, occorre uno sforzo superiore e l’impegno di tutti. Noi siamo pronti.

Assemblea Ordinaria 2020: Gli Eventi Federmanager Roma del 2019

Bilancio Sociale 2018: Priorità e prossime sfide

Presentato il Bilancio Sociale 2018 di Federmanager Roma, un anno di crescita e consolidamento con l’obiettivo costante di offrire sempre nuove opportunità ai colleghi iscritti

Il bilancio sociale si rivolge prioritariamente agli iscritti e vuole sottolineare l’impegno dell’organizzazione a servizio dei colleghi nella valorizzazione del ruolo del manager, esponendo idee, progetti e iniziative ed esaminandone attività e risultati. L’Assemblea 2019 e la presentazione del bilancio sociale sono anche un’occasione per ribadire le priorità di Federmanager Roma e le prossime sfide.

La Parte Privata dell’Assemblea annuale di Federmanager Roma dedicata alla presentazione del bilancio sociale è stata corredata dalla visione di un video suggestivo che ha riassunto le attività del 2018. Sono 6 le priorità che Federmanager è chiamata ad affrontare:Bilancio Sociale 2018: Priorità e prossime sfideWelfare

Federmanager è da tempo all’avanguardia per la promozione di soluzioni di Welfare a favore dei manager e delle loro famiglie e alla fornitura di importanti servizi, anche in collaborazione con altri soggetti, in campo previdenziale, sanitario e assicurativo.

Valorizzazione delle competenze

La risorsa umana costituisce un fattore strategico decisivo per operare con successo nei mercati. È infatti nella risorsa umana che si concentrano le capacità chiave di gestione e di innovazione, oltre che, naturalmente, nel patrimonio di impianti e tecnologie che rappresentano i tradizionali asset aziendali.

Age Management

L’ottimizzazione della convivenza tra più generazioni. L’avanzamento dell’età pensionabile e il connesso prolungamento dell’età lavorativa, fanno emergere la necessità di politiche mirate di age management ampie ed efficaci. Il successo di queste politiche è condizione unica per mantenere, ai livelli più elevati, le competenze, le prestazioni e la motivazione della dirigenza e quindi la capacità competitiva delle nostre aziende.Bilancio Sociale 2018: Priorità e prossime sfideInnovazione e Industry 4.0

È la quarta rivoluzione industriale. La digital transformation ha ispirato anche nel 2018 una serie di iniziative, progetti e relazioni che confermano il ruolo di protagonista di Federmanager nell’ambito del piano nazionale di governo Industry 4.0, con particolare riguardo alla cyber security e al GDPR, regolamento europeo sul trattamento dei dati personali.

Europei per scelta

Federmanager Roma è da tempo particolarmente attenta ai temi contrattuali e negoziali che riguardano le imprese industriali europee e i manager che vi operano, per promuovere la partecipazione dei colleghi alle strutture di consultazione previste dal dialogo sociale europeo.

Attenzione a etica e inclusione

È accertato che le aziende più attive in termini di riconoscimento e valorizzazione delle diversità di genere, hanno maggiori e crescenti possibilità di risultati imprenditoriali migliori. Anche la diversità etnica e culturale è positivamente corredata alla redditività aziendale.

I FATTI

Le parole del Presidente Giacomo Gargano

Terminato il video ha preso la parola il Presidente Gargano che ha voluto innanzitutto ringraziare i tanti colleghi presenti in sala: “Partecipare alla nostra Assemblea nel difficile contesto in cui ci muoviamo, tanto in azienda quanto nella società, non è un fatto formale, è un atto di grande valore: testimonia la voglia di partecipare attivamente, in prima persona, a porre le basi per la soluzione di problemi che sono, sì, di noi dirigenti, ma che riguardano tutto il Paese”. Ha poi ricordato come il 2018 sia stato un anno di crescita, a partire dal numero dei dirigenti iscritti passati da 9.168 nel 2017 a 9.399 nel 2018, con un incremento di 231 unità: “Un trend positivo che dal 2015 continua a premiare l’impegno, la dedizione e il coraggio”. Conferme importanti vengono dalle elezioni per il rinnovo degli organi sociali federali e degli enti collaterali di Federmanager: “Numerosi i colleghi di Roma che sono stati eletti o riconfermati nelle cariche nazionali e nei CdA degli enti bilaterali e dei fondi integrativi di assistenza previdenziale e sanitaria”. Ha ricordato Gargano come “tutto questo lavoro si è poi tradotto nell’organizzazione di numerosi eventi, seminari, workshop che, anche per il 2018, hanno toccato temi di contingente attualità avvalendosi dell’ausilio di relatori tra i massimi esperti dei rispettivi settori”. Concludendo e guardando al futuro Gargano ha aggiunto: “Sappiamo che le partite aperte sono ancora tante tante, ardue e sempre più urgenti ma sappiamo anche che presentarci preparati, solidi e compatti di fronte alle sfide che ci impone il nostro tempo, vuol dire poter guardare al futuro con fiducia e vivere il presente con consapevolezza”.Bilancio Sociale 2018: Priorità e prossime sfide

Il progresso passa per il 5G

Il progresso passa per il 5G

L’avvio delle reti di telecomunicazione di nuova generazione 5G e le sue potenzialità per una crescita della managerialità e dell’innovazione, questi i temi centrali del convegno “5G una ‘rete’ per lo sviluppo del Paese” organizzato da Federmanager Roma

Il 2020 sarà l’anno della rivoluzione senza fili perché entro questa data debutterà il 5G, il prossimo standard di comunicazione mobile che permetterà di collegare ad alta velocità ogni cosa, rendendo reali molti di quei progetti che oggi sono solamente sulla carta. Grazie alle reti 5G gli utenti potranno contare sempre su di un’altissima banda larga a disposizione con una bassissima latenza nella velocità di trasmissione. Intelligenza artificiale, Iot, Smart city, Smart mobility, Smart working, Smart health, Cyber security, Manifattura additiva, sono solo un esempio delle soluzioni e sistemi che attraverso le infrastrutture mobili di nuova generazione troveranno applicazione nell’immediato futuro. Di aspettative e sviluppi si è discusso in un convegno organizzato da Federmanager Roma dal titolo inequivocabile: “5G una ‘rete’ per lo sviluppo del Paese”.

A fare gli onori di casa il presidente di Federmanager Roma e Unione Regionale Dirigenti Industria Lazio Giacomo Gargano che, salutando gli ospiti, ha voluto sottolineare l’impegno dell’organizzazione da lui presieduta nel promuovere occasioni di incontro per discutere di tecnologie che, inevitabilmente, cambieranno la vita di ognuno di noi. Ma nello stesso tempo accendere il motore della ripresa e favorire una crescita della managerialità e dell’innovazione per meglio affrontare il futuro ed il modo di lavorare.

Il progresso passa per il 5G

Guelfo Tagliavini, Consigliere Federmanager Roma e Coordinatore Commissione Innovazione e Tecnologie, aprendo i lavori, ha sottolineato come il passaggio al 5G rappresenterà un business miliardario che si consumerà nei prossimi anni e che genererà una radicale trasformazione dei modelli di sviluppo economico e sociale, precisando che innalzare barriere per tentare di frenare l’avanzata tecnologica è impresa azzardata e antistorica. Senza trascurare in ogni caso la necessità di uno sforzo congiunto per definire standard che possano garantire i più alti livelli di sicurezza nell’uso e nella gestione di dati sensibili. Forte la richiesta poi di istituire un ministero in grado di “guidare” uno dei settori più importanti e delicati della nostra economia. Diventa fondamentale prevedere un ministero per la governance del Mondo Digitale.

L’incontro di Federmanager Roma, impreziosito dalla relazione di Franco Vatalaro, Ordinario di Telecomunicazioni all’Università di Roma Tor Vergata, ha avuto il merito di aprire un dibattito tra colossi delle telecomunicazioni cinesi ed europei. Per Zte è intervenuto il Direttore Affari Regolatori e Istituzionali Alessio De Sio, per Huawei il Presidente Luigi De Vecchis, per Ericsson il Direttore Generale Alessandro Francolini ed infine per Nokia l’Amministratore Delegato Massimo Mazzocchini.

Un confronto che ha messo in evidenza gli aspetti tecnologici e le esperienze in corso, i programmi di investimento nel campo della ricerca e delle competenze, l’impegno sui temi della formazione e su quello degli accordi tra industria ed università. Un incontro all’insegna della concretezza e dello spirito imprenditoriale che non ha lasciato spazio alle polemiche ed ai veti incrociati alimentati da varie componenti politiche interne ed internazionali. A conclusione dei lavori, in videoconferenza, il saluto ai partecipanti di Elio Catania Presidente di Confindustria Digitale.