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Volontà di rilancio oltre la guerra

Editoriale del Presidente: Volontà di rilancio oltre la guerra

L’unica certezza è l’incertezza

Il Paese – in una forte sinergia con l’Europa – si preparava a ripartire ordinatamente dopo due anni di pandemia da Covid 19. Il PNRR alimentava in tutti noi la razionale speranza che si potesse non solo rimontare la perdita di PIL determinata dall’epidemia, ma anche chiudere definitivamente il buco di PIL generato dalla crisi finanziaria del 2008 (e mai completamente recuperato in precedenza). Il Paese e l’intera Unione Europea lavoravano alacremente alla migliore collocazione delle centinaia di miliardi di nuovi investimenti del PNRR e il traguardo del 2026, in cui tali investimenti sarebbero stati completamente scaricati a terra, appariva come il punto di partenza di un nuovo periodo di crescita. I dubbi determinati dall’aumento dei prezzi delle materie prime generato dal rimbalzo della ripartenza invitavano tutti alla prudenza, ma non affievolivano l’ottimismo.

Poi è avvenuto l’impensabile ed è iniziata la guerra in Europa. Per qualche giorno tutti ci siamo chiesti se sarebbe durata pochi giorni o, al massimo, qualche settimana. Poi, con il trascorrere del tempo, ci siamo rassegnati all’idea di non conoscerne la durata e tutti – diciamocelo per una volta francamente senza infingimenti – abbiamo oggi seriamente paura di una escalation atomica.

Ma anche mettendo da parte i timori più terrificanti, rimane il fatto che tutto il sistema industriale vive una fase di assoluta incertezza.

Si prospetta per davvero un periodo molto lungo di prezzi altissimi delle materie prime e dell’energia? Le inevitabili conseguenze destabilizzeranno il nord Africa o il Medio Oriente? Entreremo in recessione o, peggio, avremo un periodo di stagflazione?

Credo che nessuno possa dirlo con certezza. Naturalmente il Governo sta lavorando assiduamente nel cercare di affrancarci nei tempi più brevi possibili dalla dipendenza dalle materie prime (gas, petrolio e quant’altro) provenienti dalla Russia, ma questa giusta decisione deve essere considerata un’azione tattica e non strategica. Purtroppo credo che nessuno in questo momento possa fare previsioni nemmeno a medio termine e l’unica possibile strategia è quella di prepararsi a una situazione in cui l’unica certezza è l’incertezza.

Flessibilità e rapidità

E quando l’unica certezza è l’incertezza diventa chiaro che il Paese, le Imprese e anche noi tutti Manager, dobbiamo prepararci ad essere flessibili e a fare riconversioni rapidissime. Forse svariate riconversioni in poco tempo. Oggi lo facciamo cercando fonti di materie prime alternative a quelle provenienti dall’est. Domani lo faremo riconvertendo verso nuovi mercati le quote di mercato Russe delle nostre esportazioni manifatturiere, in particolare quelle del lusso. Dopodomani forse dovremo nuovamente cambiare rotta, oppure invertirla del tutto.

Noi italiani siamo i migliori da questo punto di vista. La nostra storia dice che più volte abbiamo effettuato dei cambiamenti radicali e rapidissimi del nostro sistema produttivo. Lo abbiamo fatto nel dopoguerra, lo abbiamo ripetuto nelle crisi energetiche e politiche degli anni settanta, lo abbiamo replicato nel momento epocale di introduzione dell’Euro, quando improvvisamente non abbiamo più potuto fare svalutazioni competitive e, da ultimo, lo abbiamo fatto di nuovo dopo la crisi del 2008 e durante e dopo la pandemia da Covid19 nel periodo 2020/2022. E se le ripartenze degli anni fino al 2000 sono state forse più dinamiche di quelle successive questo si deve al costante peggioramento – è necessario ammetterlo – del sistema burocratico della pubblica amministrazione rispetto alle cui lentezze, inefficienze e diseconomie, nonostante le dichiarazioni e la buona volontà di molti esponenti politici, nessuno è mai riuscito a invertire seriamente la rotta.

 

Un decennio di sfide per il Paese e per Roma

Mai come in questo momento è importante che sotto questo aspetto la Politica (e volutamente scrivo la parola con la “P” maiuscola) passi dalle parole ai fatti. Certamente non si può negare che molte pubbliche amministrazioni si trovino sotto organico per i prolungati blocchi di assunzioni degli ultimi anni, ma dobbiamo dire forte e chiaro che non basta liquidare il problema dell’inefficienza della pubblica amministrazione dicendo che bisogna spendere e portare gli organici a pieno regime, perché purtroppo l’esperienza ci ha dimostrato che questo è insufficiente. E nemmeno basta dire che abbiamo centrato tutte le riforme della pubblica amministrazione richieste dall’Europa per i fondi del PNRR.

Se vogliamo davvero competere in una situazione di incertezza come quella presente dobbiamo essere molto più efficienti, giusti, veloci e flessibili di quello che oggi vediamo ogni giorno accadere nei rapporti tra le imprese e la pubblica amministrazione. I sistemi devono essere digitalizzati, gli iter permessistici devono essere rapidi e la giustizia deve essere efficiente. E la Politica per ottenere questo deve avere la forza e la convinzione di fare scelte coraggiose incidendo profondamente sulla struttura stessa e sui processi della macchina burocratica. Fuori da ogni ipocrisia tutti sappiamo quali sono i cambiamenti necessari e non manca la conoscenza ma, quasi sempre, solo il coraggio e la determinazione di portarli avanti.

In questo contesto la nostra regione e la nostra Capitale stanno affrontando un decennio straordinario e decisivo. Nel pieno del fiume di investimenti (2022 – 2026) del PNRR, sono in programma nella Capitale due Giubilei (quello del 2025 e quello straordinario del 2033) e, come se non bastasse, alla fine del 2023 sapremo se Roma si sarà aggiudicata l’EXPO 2030.

Questa congiuntura unica nella storia è per tutte le aziende della Regione Lazio e per tutte le realtà produttive della città di Roma un’occasione irripetibile di rilancio e di affermazione. Le iniziative forti del Sindaco Gualtieri per il Termovalorizzatore e per un nuovo “Regolamento Antenne” in materia di telecomunicazioni mobili ci danno la speranza che la Politica (con la P maiuscola) stia finalmente cercando di incidere nella nostra città su temi strategici. Da un lato infatti il tema dei rifiuti a Roma è stato uno dei tanti problemi della Capitale (e non solo) in cui per decenni si è deciso di “non decidere” lasciando che le cose finissero per degenerare.

Dall’altro lato sembra incredibile ascoltare continuamente discorsi in cui si afferma che in futuro faremo lavori che oggi non esistono mentre contemporaneamente le amministrazioni impediscono proprio lo sviluppo di quelle infrastrutture di telecomunicazioni che dovrebbero consentire il dispiegarsi efficace di questo nuovo mondo digitalizzato. Molti settori produttivi (cinema, editoria, musica, televisione, e–commerce, videogiochi eccetera) stanno convergendo sulla rete web ma sembra che nessuno si preoccupi dei “sistemi di impianti” e di “apparati” che servono per sostenerli e anzi pare che la palude burocratica e quella antagonista si siano alleate proprio nell’impedire questa crescita senza la quale nel giro di dieci anni noi saremmo fuori da tutto e, questa volta, per davvero.

Questo dibattito sembra abbastanza poco considerato e, anzi, spesso si parla delle applicazioni finali ma non dei mezzi per generarle, come se le installazioni che consentono le nuove modalità produttive dovessero crearsi da sole dal nulla all’occorrenza. Ma del resto la mancanza di visione e di programmazione è sempre stata il difetto che ha fatto da contraltare all’indiscutibile genio degli italiani sia nella storia politica che in quella industriale.

Rispetto e fiducia per i dirigenti industriali

Tuttavia credo di poter parlare anche a nome di tutti i Manager della nostra regione se dico che – anche nel difficile scenario che abbiamo evidenziato – proviamo entusiasmo e siamo convinti che ce la possiamo fare. Ma a questo punto si pone una “questione di fiducia” da parte del nostro Paese nei confronti dei suoi Manager.

Disse John F. Kennedy  nel suo celebre discorso di insediamento: “non chiedete che cosa il vostro paese può fare per voi; chiedete che cosa potete fare voi per il vostro paese”.

Una bellissima frase che – lo dico con assoluta convinzione – i Manager industriali italiani e romani hanno sempre dimostrato di condividere e di mettere in pratica, anche con grande sacrificio personale. Ma arriva il momento nella storia di un Paese in cui le circostanze impongono di rovesciare il paradigma. E per questo oggi, in questa congiuntura difficilissima, io devo affermare che il Paese non deve chiedersi cosa possono fare i propri Manager industriali per lui ma cosa può fare il Paese stesso per dare ai propri Manager industriali la forza per guidare la barca fuori dalle secche.

Credo anche di conoscere la risposta. I Manager sono disposti ad ogni sacrificio e chiedono solo fiducia e rispetto. Non sempre questo è avvenuto negli anni recenti visto che le nostre pensioni sono state tagliate, i nostri stipendi depauperati da una tassazione assurda e le nostre responsabilità aumentate a dismisura fino a farle coincidere con una responsabilità oggettiva legata alla posizione. Nonostante questo ancora una volta non abbiamo paura di affrontare questa nuova sfida con lo spirito dei Manager del dopoguerra purché il Paese ci esprima lo stesso rispetto e la stessa fiducia che all’epoca diede ai suoi grandi Manager che governarono la ricostruzione industriale e lanciarono il boom economico.

Editoriale del Presidente: Nei momenti difficili il Paese deve affidarsi ai suoi manager

Editoriale del Presidente: Nei momenti difficili il Paese deve affidarsi ai suoi manager

La capacità di governare i momenti critici è il carattere distintivo del Manager industriale. Affrontare certe difficili situazioni professionali in modo manageriale è un po’ come nel Football Americano quando il Quarterback riceve la palla per l’ultima azione di attacco con cinque secondi sull’orologio a meno di dieci iarde dal goal, i suoi occhi fulminei guardano in End Zone, dove i ricevitori si incrociano velocissimi e il suo braccio frusta l’aria per cercare quella parabola sul petto del Receiver che possa dare la vittoria alla squadra. La sua mano non deve tremare ma per fortuna è allenato per questo, allo stesso modo dei nostri Manager industriali che sono preparati ad affrontare situazioni di lavoro difficili, con poco tempo per pensare e una grandissima responsabilità sulle spalle. Proprio la congiuntura in cui ci troviamo oggi.

Il Paese ha affrontato la seconda parte dell’inverno pieno di speranze, con il dato della pandemia che calava e i fondi del PNRR che si avvicinavano a offrirci una grandissima occasione. Eravamo tutti focalizzati sul fatto che se fossimo riusciti a effettuare duecento miliardi di investimenti a tempo di record avremmo probabilmente rimesso il Paese sulla strada della crescita. Anche il rimbalzo del PIL sembrava quasi sufficiente a riportarci sui numeri precedenti all’ultima ondata della pandemia.

L’aumento dei prezzi delle materie prime (in atto già da molto tempo) raffreddava leggermente gli entusiasmi. Ma si pensava che fosse un fenomeno temporaneo, legato alla risalita brusca della produzione dopo il recesso pandemico e c’era un certo generale ottimismo. Anche la ripartenza dell’inflazione, causata tra l’altro dagli interventi particolarmente robusti – sebbene pienamente giustificati – effettuati per ammortizzare gli effetti sociali ed economici della pandemia, non preoccupava più di tanto. Le banche centrali cominciavano a porre rimedio e la prognosi era, tutto sommato, se non proprio eccellente, perlomeno non infausta.

Poi è accaduto quello che ciascuno si rifiutava di credere che potesse accadere. È scoppiata la guerra in Europa. Ancora oggi ci sembra incredibile ma dobbiamo prenderne atto. Anche perché dobbiamo reagire rapidamente in un quadro economico che è diventato improvvisamente instabile e molto difficile da decifrare nei suoi sviluppi, perfino a breve termine.

Già nell’immediato ci sono realtà industriali e commerciali che soffrono atrocemente per l’improvvisa scomparsa di tutto il business che derivava dalla parte di Est Europa che è rimasta isolata dal conflitto e dalle conseguenti sanzioni. Cosa potrà accadere con il protrarsi delle ostilità e comunque con il perdurare dell’instabilità di tutta l’area est del continente europeo? È difficile dirlo. Certamente sarà richiesto ancora una volta agli italiani di sfoderare le proprie leggendarie capacità di operare riconversioni velocissime, talento che i manager italiani hanno sempre dimostrato di avere in misura più grande di tutti gli altri manager del mondo. Del resto la qualità del nostro “motore manifatturiero” e la nostra capacità di aggredire i nuovi mercati, aumentando le esportazioni sia come valori assoluti che come percentuali di quote di mercato, si è sempre dimostrata altissima anche quando – con la nascita dell’euro – ci siamo improvvisamente ritrovati a farlo con una valuta forte. La nostra capacità di confezionare servizi innovativi facendo leva su un grande numero di realtà piccole e piccolissime, con la classica fantasia che ci contraddistingue, è tutt’ora al massimo livello.

L’abbiamo già fatto in passato e io sono convinto che potremo farlo di nuovo anche questa volta. Sapremo attraversare le difficoltà, assorbendo i colpi, ripartendo dopo ogni frenata e portando il Paese in salvo integro con il suo benessere.  Ma per fare questo è necessario che il Paese si affidi a noi Manager Industriali, ritrovando quella fiducia nella nostra autorevolezza che negli ultimi lustri qualche volta è sembrata venire meno. Ritornando alla metafora del Football il Paese deve credere nel lavoro del Manager industriale e passargli quell’ultima palla a meno di dieci iarde dalla End Zone con cinque secondi sull’orologio e solo un ultimo lancio da fare. Se ci sarà fiducia reciproca la palla arriverà dritta sul petto del Receiver e la squadra vincerà.

 

Editoriale del Presidente: Insieme, rialziamo la testa

Editoriale del Presidente: Insieme, rialziamo la testa

 

Cari Colleghi,

Dopo due mandati come Vicepresidente, nel mese di settembre la maggioranza dei colleghi del Consiglio Direttivo di Federmanager Roma ha deciso darmi la responsabilità di coordinare come Presidente gli sforzi dei tanti colleghi che si impegnano a favore della categoria nella nostra Capitale e in una parte significativa della nostra Regione.

La storia di Federmanager è una lunga e gloriosa storia e l’Associazione Romana, che un tempo si chiamava SDRAI, è una parte fondamentale di questa storia.

Sento molto fortemente il peso di questa responsabilità e la gratitudine per tutti i colleghi che – in quasi un secolo di storia – hanno lavorato per l’Associazione romana contribuendo a farla arrivare fino a noi come un baluardo in difesa della nostra categoria. Al momento di accettare l’incarico ho ringraziato pubblicamente gli ultimi tre presidenti dell’Associazione Romana, il Presidente Cuzzilla, il Presidente Tosto e il Presidente Gargano, volendo in tal modo simboleggiare il mio ringraziamento a tutti i colleghi dei Consigli Direttivi che si sono succeduti, a tutti i colleghi impegnati negli Enti e a tutti gli attivisti e gli iscritti. Li ringrazio di cuore, perché già la semplice iscrizione deve considerarsi un significativo impegno a favore della categoria.

Le generazioni dei dirigenti industriali del dopoguerra hanno ricostruito il Paese partendo dalle macerie e hanno tenuto saldo il timone verso il benessere, governando la barca della produzione nei periodi politicamente difficili degli anni Settanta, poi conseguendo un benessere diffuso per il Paese a partire dagli anni Ottanta e – infine – mantenendo la rotta in tutte le tempeste dei decenni successivi. Ma negli ultimi anni è accaduto qualcosa di impensabile. Gli incontestabili meriti della nostra categoria hanno quasi smesso di essere riconosciuti nella società italiana e, per converso, hanno cominciato a diffondersi inopinatamente infondate convinzioni secondo le quali noi potremmo essere considerati una categoria di privilegiati. Accusati ingiustamente allo stesso modo del personaggio del “Processo” di Kafka, molti di noi hanno provato una specie immotivata vergogna e si sono chiusi in sé stessi, senza partecipare alla battaglia in difesa della categoria, ovvero facendolo con una strategia di retroguardia, lasciando quasi intendere che, per davvero, noi potessimo avere privilegi da difendere. Mentre in realtà, tutto al contrario, noi siamo chiaramente una categoria che riceve molto meno di quello che offre e che è oggetto – sempre più spesso – di vere e proprie inaccettabili ingiustizie.

La pressione fiscale

Non si fa altro che parlare del fatto che la pressione fiscale in Italia è inaccettabile. Ma raramente si sente qualcuno che dica chiaramente su chi gravano tali eccessi di pressione fiscale. Ebbene essi gravano quasi interamente sui lavoratori dipendenti con i redditi lordi più elevati. Il 12% degli italiani paga il 58% delle tasse e siamo noi. Quindi noi paghiamo di tasca nostra i servizi a milioni di concittadini, ma non abbiamo il piacere di poter dire che, perlomeno, li abbiamo pagati anche a noi stessi. Infatti quando si arriva a dover pagare, per esempio, la retta universitaria per un figlio scopriamo che noi dobbiamo pagare più di tutti, perché il contributo che abbiamo dato agli altri per noi non vale. Noi dobbiamo pagare di nuovo perché abbiamo l’ISEE alta. Perché lavoriamo dalla mattina alla sera e paghiamo tutte le tasse e questa evidentemente è considerata una specie di colpa. Poi gli evasori fiscali che hanno l’ISEE bassa non pagano la retta universitaria e magari prendono pure il reddito di cittadinanza, ma questo sarebbe un discorso lungo.

Il lavoro

I colleghi in servizio continuano a perdere il lavoro giorno dopo giorno. Perché se il sistema del credito alle imprese non funziona bene, se la burocrazia pubblica inefficiente determina una crisi di sistema, se il cuneo fiscale troppo alto o i contributi di cittadinanza a pioggia provocano una crisi del lavoro, tutto questo viene scaricato proprio sull’unica categoria che sta combattendo e contrastando tutti questi problemi nell’interesse del Paese e cioè su di noi. Una normativa sbilanciata ci rende la categoria più debole dal punto di vista delle tutele del lavoro e molti di noi si ritrovano, a decine di anni dalla pensione, ripagati di una vita di impegno con una lettera di licenziamento.

Le pensioni

Poi ci sono i colleghi in pensione che vedono decurtate e tagliate le loro pensioni e, quel che è peggio, si vedono additati come privilegiati. Ma il problema è che in Italia abbiamo un sistema previdenziale nel quale l’assistenza ai bisognosi viene scaricata largamente sui contributi pensionistici versati nell’INPS da tutti i lavoratori. E da parte di certa politica, non ci si rende conto che bisogna separare la previdenza dall’assistenza per rendere chiaro che l’assistenza è lodevole ma deve essere a carico della fiscalità generale e non deve chiamarsi “pensione” ma con il proprio vero nome e cioè contributo assistenziale. Poi, in ragione di questa aberrazione, si dice che i conti INPS non sono in equilibrio e si tagliano le pensioni di chi ha versato più di tutti e cioè dei martiri dirigenti industriali. E con questa strategia si cerca anche, più o meno consapevolmente, di creare spaccature tra coloro che non hanno la pensione tagliata da coloro che, invece, subiscono questo affronto. Ma tra di noi non devono mai esserci spaccature, perché dobbiamo capire che solo restando uniti possiamo salvare noi stessi e il Paese.

Il Presidente Gherardo Zei con il neo sindaco di Roma Roberto Gualtieri

La responsabilità

Da anni ormai sempre nuove normative di discutibile pregio giuridico operano uno scarico sistematico delle responsabilità civili e penali sui dirigenti con un sistema di “responsabilità oggettiva” mascherato da “mancanza di vigilanza” o da “insufficiente formazione”. Questa forse è la più grave ingiustizia nei nostri confronti. Poiché la Costituzione all’articolo 27 dice chiaramente che “la responsabilità penale è personale” e, pertanto, non può in alcun modo essere ammessa una responsabilità oggettiva di tipo penale. Ma il legislatore ha creato, e sta creando ogni anno di più, tutta una serie di principi di “mancanza di vigilanza” o “difetto di formazione” che di fatto introducono, in modo anticostituzionale, la responsabilità oggettiva nel sistema del diritto penale. Diciamoci la verità, in pratica noi dirigenti veniamo utilizzati da queste norme ingiuste e anticostituzionali come “capro espiatorio” di ogni fenomeno che crei allarme sociale.

Da sempre Federmanager lavora per contrastare queste ingiustizie con la propria azione politica e opera per tutelare i colleghi con i propri preziosi sistemi di assistenza sanitaria e di previdenza integrativa, oltre che con le tutele del lavoro e le politiche attive. Non ci sono dubbi che sia conveniente iscriversi a Federmanager per ricevere assistenza e per avere voce in capitolo come iscritti in materia di FASI, ASSIDAI, PREVINDAI, FONDIRIGENTI e PRAESIDIUM (solo per citare gli enti più conosciuti). Tutti i mesi abbiamo le trattenute in busta paga per previdenza integrativa e assistenza sanitaria ed è una cosa razionale partecipare alla loro governance mediante l’iscrizione a Federmanager. Ma è ancora più importante iscriversi per garantire ai colleghi in difficoltà un presidio a cui rivolgersi. Ricordando sempre che è bene aiutare oggi per poter essere aiutati quando potrebbe capitare anche a noi di avere un passaggio a vuoto.

Tuttavia – diciamocelo chiaramente – oggi come oggi i nostri iscritti sono grossomodo la metà dei colleghi che ne avrebbero titolo e tra i colleghi in servizio la situazione è ancora peggiore che tra i pensionati. Probabilmente dobbiamo riuscire a comunicare di più e meglio e noi del Consiglio Direttivo di Federmanager Roma ce ne faremo pienamente carico. Vogliamo iniziare a girare per le Aziende, incontrando i colleghi personalmente, perché fare squadra con i colleghi è il vettore fondamentale del nostro progetto. Anzi usando le parole del Vicepresidente Amato (se me lo consente) vorrei dire che questo è “il progetto”.

Ma prego anche voi, cari colleghi, di fare altrettanto. Vi esorto a parlare con i colleghi non iscritti della vostra azienda o con gli altri colleghi di imprese diverse che conoscete e a trasmettergli questo messaggio. Perché è giunta l’ora di smettere di indietreggiare e rialzare la testa. Questo è il momento di riunirci tutti insieme sotto la bandiera di Federmanager, per fermare la deriva e cambiare la rotta, indirizzandola di nuovo verso la crescita come categoria e come Paese. Ma per farlo dobbiamo come prima cosa eliminare le ingiustizie contro i dirigenti industriali, perché nessuna squadra può giocare bene se il capitano non è autorevole e largamente riconosciuto e stimato.

Anche perché, come ci ha detto anche il Presidente Nazionale Stefano Cuzzilla nel corso dell’Assemblea 2021 di Federmanager, questo è un momento decisivo di responsabilità per il Paese. I fondi del PNRR sono una grande opportunità ma, tra non molto tempo, ci lasceranno con un debito ancora più alto di quello attuale e con un nuovo patto di stabilità europeo. Quindi delle due una. O in quel momento si sarà invertita la rotta con significativi aumenti di PIL annuali, ovvero una nuova recessione sarà inevitabile. Quindi è necessario impegnarci subito e non possiamo tirarci indietro perché, come ha sottolineato il Presidente Bonomi nel corso della medesima Assemblea, quando i nostri figli ci chiederanno: “voi dove eravate in quegli anni, dal 2021 al 2026, quando si è deciso il destino del Paese?”. Noi dovremo rispondere: “noi eravamo lì e abbiamo fatto quello che c’era da fare”.

 

 

Gli auguri di buone feste del Presidente

Nel Natale del 2019 non pensavamo certo di avere davanti due anni tanto difficili. La Cina sembrava lontana e non capivamo quanto il mondo globalizzato fosse vulnerabile alla rapida diffusione di una pandemia. Ma quando – a marzo del 2020 –, è iniziato il lockdown tutti siamo stati presi in contropiede. Era venerdì, stavo rientrando da una trasferta a Firenze e ho ricevuto la telefonata del mio braccio destro che mi diceva che dal lunedì l’azienda sarebbe stata chiusa. Gli ho dato appuntamento in ufficio e, in tarda serata, ci siamo visti nel palazzo deserto per portare via i computer e i documenti più importanti su cui dovevamo lavorare nei giorni successivi. Poco dopo, mentre guidavo verso casa, riflettevo con preoccupazione a come avrei potuto organizzare il lavoro.

Nel successivo natale 2020 il nostro lavoro era ormai perfettamente organizzato da remoto, ma la preoccupazione era al massimo livello. Dopo un anno di pandemia senza vaccini e con la curva pandemica in crescita pregavamo tutti che il regalo di Natale fosse il vaccino.

Quest’anno, finalmente, il livello di vaccinazione è tale da consentirci di lavorare nuovamente in presenza e di condurre una vita quasi normale. Speriamo solo che le varianti non vengano a rovinare la ripresa.

Nel corso di questa tempesta ancora una volta i nostri dirigenti hanno dimostrato di essere i migliori del mondo, esprimendo una flessibilità strategica e una tenacia senza eguali nella gestione delle sfide contro il covid e nell’impegno a favore della conservazione e ripresa della produzione industriale.

Mi auguro con tutto me stesso che questo Natale 2021 sia quello della ripresa e – per questo – voglio fare a voi tutti, a nome di Federmanager Roma e mio personale, i migliori auguri di buone feste e di serenità. Vi prego di partecipare il mio augurio alle vostre famiglie, alle vostre aziende e a tutti i vostri collaboratori, sperando di vederci presto per lavorare insieme in presenza personale qui nella nostra sede di via Ravenna.

 Gherardo Zei

Editoriale del Presidente: La forza di non fermarsi

Editoriale del Presidente: La forza di non fermarsi

Siamo ancora in piena fase di ripartenza ma il calo dei contagi dovuto ai benefici della campagna vaccinale ci conforta e imprime nuova fiducia ed energia per affrontare tutte le sfide che, giorno per giorno, ci troviamo davanti.

Nonostante le difficoltà, quello appena trascorso è stato un anno di fortissimo impegno da parte della nostra organizzazione, uno sforzo riconosciuto anche nei primi mesi del 2021 che confermano il trend di crescita delle iscrizioni, segno di rinnovata fiducia e soddisfazione da parte dei colleghi.

Ripartiamo proprio da qui. Dalla fiducia in un’organizzazione che, come è noto, non si è mai fermata, lavorando in smart-working e assicurando agli iscritti e alle loro famiglie i servizi, le tutele e l’assistenza da parte di tutti gli uffici della struttura.

Il supporto e la presenza per i colleghi e per le loro famiglie è stata la nostra priorità. Le distanze imposte dalla pandemia hanno reso spesso difficile superare le difficoltà, mi scuso se in alcuni casi i riscontri attesi non sono stati tempestivamente esaurienti, ma nonostante gli ostacoli incontrati lungo il percorso di questi difficili mesi, non ci siamo mai arresi e abbiamo puntato sempre all’obiettivo: garantire tutele e servizi ai colleghi e fare la nostra parte per contribuire alla ripartenza del territorio.

Intanto il tempo è trascorso e siamo giunti alle porte dei due importanti appuntamenti per la nostra Associazione, l’Assemblea Annuale e le Elezioni per il Rinnovo degli Organi Sociali, un rinnovo che, nonostante gli sforzi di tutti, Commissione Elettorale in primis, ha subito i ritardi legati alla pandemia che ha rallentato la tabella di marcia al fine di consentire a tutti i colleghi, anche quelli sprovvisti di posta elettronica, di ricevere le informazioni necessarie per esercitare il proprio diritto di voto.

Le elezioni per il rinnovo degli organi rappresentano sempre un’occasione importante per dare nuovo slancio e nuova forza alla nostra Compagine Associativa.

Questo numero speciale di Professione Dirigente è dedicato interamente alla presentazione dei curricula dei colleghi che hanno presentato la propria candidatura, al fine di offrire a tutti pari visibilità e consentire a ciascun iscritto di esprimere la propria preferenza con la maggior consapevolezza possibile. Numerosi i candidati agli Organi di Federmanager Roma, di cui ben 63 nuovi colleghi e di questi 24 appartenenti a nuove aziende (22 colleghi e 8 aziende nel Consiglio Direttivo, 2 colleghi e 2 aziende nel Collegio dei revisori, 4 colleghi e 3 aziende nel Collegio dei Probiviri, 35 colleghi e 11 aziende nell’Assemblea dei Delegati).

Tra i candidati troverete nomi nuovi, sia per tutte le cariche in rinnovo, segno che l’operato della nostra realtà associativa ha suscitato l’interesse da parte di aziende e colleghi che per la prima volta si avvicinano a Federmanager Roma e sono pronti a scendere in campo in prima linea e a mettersi in gioco per l’interesse comune.

Nei miei 6 anni di mandato da presidente, questa Associazione ha compiuto passi importanti su molti fronti: relazioni industriali e istituzionali, politiche attive del lavoro, innovazione, certificazione delle competenze, assistenza contrattuale e previdenziale, welfare e servizi per i colleghi iscritti e le loro famiglie. Sono stati 6 anni intensi che ci hanno visto crescere insieme, combattere battaglie vecchie e nuove, impegnarci alla ricerca di nuove opportunità e studiare nuovi progetti rivolti alla crescita e alla tutela dei colleghi. In questi 6 anni abbiamo organizzato più di 100 eventi.

Un altro elemento di orgoglio è poter contare numerosi colleghi romani tra gli eletti alle cariche nazionali degli organi e degli enti Federmanager. Negli ultimi 6 anni oltre 40 colleghi di Roma hanno ricoperto incarichi elettivi a livello nazionale, di cui 5 alla presidenza di Enti Bilaterali e Collegi del Sistema Federmanager, alcuni riconfermati per due mandati.

Oltre a restare sempre operativi per i colleghi, seppur a distanza e nel rispetto delle norme di sicurezza di volta in volta emanate dal Governo, abbiamo continuato ad operare sul fronte delle relazioni istituzionali sia a livello locale che nazionale, al fianco della nostra Federazione.

I nuovi contesti economici hanno modificato radicalmente il modo di fare impresa, le organizzazioni aziendali e il management stesso. Il nostro ruolo di Organizzazione di rappresentanza, in questa realtà nuova e priva di riferimenti, assume un ruolo ancora più centrale. Le skills manageriali appaiono sempre più essenziali per traghettare le aziende oltre la crisi e soprattutto per la realizzazione del PNRR, il piano nazionale di ripresa e resilienza predisposto dall’Europa che richiede competenze specifiche e rappresenta l’occasione di rinascita che il nostro paese non può assolutamente perdere.

Per questa ragione abbiamo intensificato il nostro impegno nella difesa del posto di lavoro mettendo in primo piano la formazione e la certificazione delle competenze per orientate i colleghi sulle mutate esigenze del mercato del lavoro.

Il nostro progetto di certificazione delle competenze “Be Manager” ha certificato oltre 500 colleghi, quasi 100 su Roma, nei profili di Innovation Manager, Export Manager, Manager di Rete, Temporary Manager e Manager per la Sostenibilità.

Abbiamo sperimentato nuovi modi di stare insieme a distanza continuando ad organizzare incontri e a fare network, abbiamo iniziato e portato a termine progetti formativi e di politiche attive con l’obiettivo di favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro e agevolare la managerializzazione delle PMI che rappresentano il 92% delle imprese attive sul nostro territorio e dalle quali dipende la ripresa del nostro sistema economico.

In tale contesto siamo orgogliosi dei riscontri pervenuti sui progetti “Open Innovation Manager” e “Smart Energy per le PMI” condivisi con Unindustria e finanziati da 4Manager, la più giovane realtà bilaterale costituita da Federmanager e Confindustria sul fronte delle politiche attive del lavoro. I due progetti hanno coinvolto 15 manager inoccupati iscritti a Federmanager Roma e 14 aziende iscritte ad Unindustria consentendo un innesto di managerialità che ha puntualmente perseguito gli obiettivi prefissati registrando la piena soddisfazione di tutti gli attori coinvolti.

Abbiamo riservato particolare attenzione alla Sanità, settore duramente colpito dalla pandemia, sebbene per noi da sempre prioritario.  Con il nuovo portale IWS – Industria Welfare Salute entrato a pieno regime, gli iscritti possono inviare un’unica richiesta di prestazione che viene indirizzata poi da IWS al FASI e all’ASSIDAI per le rispettive competenze.

Abbiamo proseguito il forte impegno sul fronte previdenziale in difesa dei trattamenti pensionistici attivi, senza dimenticare i colleghi usciti prematuramente dalle aziende. Molto apprezzato il nuovo progetto di consulenza previdenziale personalizzata, a cura dei maggiori esperti del settore che consente ai colleghi di operare ogni tipo di scelta, in tempo utile e con maggiore consapevolezza rispetto alla propria posizione contributiva e alle eventuali opportunità da cogliere.

Confermato anche quest’anno il nostro contributo solidale a VISES onlus, anima sociale della nostra federazione che interviene sull’intero territorio nazionale rendendo operativo, dove ce ne è più bisogno, il nostro intervento.

Tutto questo e molto altro ancora è stato possibile grazie ad un incessante lavoro di squadra. Il mio personale ringraziamento va ai colleghi del Consiglio Direttivo uscente, ai componenti di tutti i Gruppi di Lavoro e a tutti coloro che si sono messi a disposizione, anche con il semplice gesto di rinnovo dell’iscrizione, per la crescita della nostra organizzazione, nell’interesse dei colleghi.

Federmanager Roma conta quasi 10.000 manager iscritti, portatori di competenze, visione e senso di responsabilità, un patrimonio umano e professionale inestimabile, un punto di forza su cui puntare per ripartire e su cui mi permetto di richiamare l’attenzione, soprattutto in vista del nostro imminente appuntamento elettorale che necessita della più ampia partecipazione possibile.

Rivolgo il mio in bocca al lupo a tutti i colleghi candidati e offro fin da ora il mio supporto alla nuova squadra che guiderà Federmanager Roma per il prossimo triennio e si troverà ad affrontare l’ardua sfida della ripresa, una sfida che siamo chiamati a vincere, per noi, per i nostri figli e per il nostro Paese.

Editoriale del Presidente

Ci siamo. Ci ritroviamo dopo un’estate per certi versi unica: una ripresa dopo la pausa estiva, ma di fatto il riavvio post lockdown.

Siamo in piena fase di ripartenza, tanto urgente quanto necessaria, a dispetto di una situazione sanitaria ancora delicata per l’andamento poco rassicurante dei contagi. Un momento storico che richiede il massimo sforzo per ripartire, pur tenendo conto dei nuovi stili di vita imposti dal virus.

Di fronte alla gravità della situazione, è il momento dell’assunzione di responsabilità, da parte di tutti, a livello individuale e personale ma anche, se non soprattutto, come Associazione di categoria. I quasi 10.000 manager iscritti alla nostra Associazione rappresentano un patrimonio umano e professionale, un grande orgoglio per la nostra organizzazione e nel contempo una fortissima responsabilità. I numeri continuano a premiarci: l’azione svolta all’interno e all’esterno della nostra organizzazione ha portato ad un notevole incremento, nonostante le pesanti defezioni fisiologiche dovute a questioni anagrafiche, a perdite di qualifica e trasferimenti di sede. Peraltro, i primi mesi di questo difficile 2020 confermano il trend di crescita.

Ripartiamo quindi da noi e da quello che abbiamo sempre fatto. Come è noto Federmanager Roma non si è mai fermata, lavorando in smartworking e portando avanti, senza soluzione di continuità, il lavoro di tutela e assistenza dei propri associati.

Abbiamo seguito con costante impegno i progetti sul nostro tavolo, a cominciare dal progetto di politiche attive “Smart Energy per PMI” finanziato da 4Manager, che è entrato nella sua fase operativa e avremo modo, nei prossimi numeri, di raccontarne l’evoluzione che ci auguriamo possa essere ancor più positiva rispetto al più che soddisfacente progetto “Open Innovation Manager” di cui leggerete nelle pagine più avanti.

Continua poi a confermarsi un prodotto eccellente in tema di Formazione e Politiche attive “BeManager”, il nostro percorso di Certificazione delle Competenze Manageriali volto ad offrire alle aziende, e in particolare alle PMI, professionalità certificate indispensabili per affrontare il difficile cambiamento che ci attende. “BeManager” ha ottenuto il riconoscimento formale dell’Ente italiano di accreditamento, Accredia, che ha conferito al Disciplinare tecnico utilizzato da Federmanager e da Rina Services, Ente terzo di certificazione, l’importante valutazione di conformità a tutti i requisiti di legge previsti per il settore di attività.

Altra conferma importante riguarda il settore Salute, da sempre prioritario per la nostra organizzazione. Come noto dai primi mesi del corrente anno il caricamento delle richieste di prestazione on line da parte degli iscritti Fasi e Assidai viene effettuato attraverso il portale IWS – Industria Welfare Servizi SPA.

Federmanager Roma tiene inoltre sempre alta l’attenzione sulla questione delle pensioni.  Stiamo aspettando a breve la decisione della Corte Costituzionale che per la metà del mese di ottobre dovrebbe pronunciarsi sul famoso ricorso presentato contro il taglio delle pensioni medio-alte. Nell’attesa continueremo comunque a vigilare affinché vengano fatti tutti i passi necessari per opporsi ad una operazione che penalizza fortemente chi ha versato somme ingenti per tutta la vita lavorativa e che per questo, appare profondamente ingiusta e, per molti, anticostituzionale.

Ripartiamo quindi da noi e soprattutto ripartiamo dalla centralità del nostro territorio come fulcro della ripresa.

Le eccellenze della nostra regione diventano sempre più un bene da tutelare e da divulgare, un punto da cui partire per costruire insieme una nuova prospettiva di sviluppo. E lo spieghiamo bene nelle pagine di questa rivista raccontando di ben tre realtà che, in maniera oltretutto sinergica, si stanno distinguendo per  l’impegno in prima linea nella lotta contro il coronavirus: l’istituto di malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, fulcro della lotta al virus, l’IRBM di Pomezia, il meglio della tecnologia biomedica distribuita in  22 mila metri quadrati di laboratori, dove si sta lavorando su uno dei vaccini anti-Covid e lo stabilimento Catalent di Anagni che si occuperà dell’infialamento di circa 400 milioni di dosi, non appena ottenuta l’autorizzazione dalle agenzie regolatorie e sempre che la sperimentazione confermi l’esito positivo del percorso avviato.

D’altronde, come spesso succede in momenti di crisi epocali, anche gli effetti di questa pandemia, seppure devastanti, possono rappresentare uno snodo importante, un’occasione di cambiamento che, se ben governati, possono offrire nuove opportunità e nuove prospettive.  È indubbio che il nostro territorio sta giocando un ruolo fondamentale in questa battaglia grazie all’impegno e alla competenza di vere e proprie eccellenze nel settore.  

Non solo. Nei prossimi anni l’Unione europea metterà a disposizione dei Paesi membri un ammontare di risorse mai sperimentato prima grazie anche al “Recovery and Resilience Facility”, meglio noto come “Recovery Fund”.

Tuttavia, il pericolo che questi fondi non vengano utilizzati al meglio, che si imbriglino nelle maglie della burocrazia o che, peggio, vengano sprecati per mancanza di visione è una preoccupazione reale, un pericolo da scongiurare, senza contare che una buona parte andranno comunque restituiti. Motivo in più affinché le competenze della dirigenza vengano coinvolte nell’intero processo di ripartenza, fin d’ora, nella redazione del piano programmatico di riforme strutturali su cui il Governo sta lavorando ma anche, e soprattutto, nelle fasi concrete di applicazione degli interventi che da lì scaturiranno. Siamo sempre più convinti che il management possa offrire al nostro paese un bagaglio di competenze e professionalità che, in questo momento, diventa imprescindibile.

Con una corretta gestione dei fondi europei e certezza sulla destinazione delle risorse, sarà possibile dare un segnale concreto per la ripresa economica del nostro Paese.

Oltretutto, le risorse del Recovery Fund sembra che possano concorrere anche alla riduzione del cuneo fiscale.  La Commissione Europea pare non sia contraria ad usare il denaro del Fondo per alleggerire la pressione fiscale in Paesi dove questa è molto elevata, come appunto l’Italia.

In questo complesso quadro, la nostra Organizzazione intende continuare, con convinzione, a dare il proprio apporto ad una progettualità oggi indispensabile. Un primo passo è stato quello di partecipare nel mese di luglio, come associazione di categoria, al sondaggio lanciato da LazioLab – la cabina di regia tecnico-politica della Regione Lazio – per capire come meglio investire queste risorse. Un contributo doveroso partendo dal presupposto che la dirigenza, per la centralità della propria funzione, possa e debba avere molto da dire, e da dare, per la rifondazione dell’economia e della società.

Appare evidente quindi che sia questo il momento di spingere su provvedimenti oggettivamente urgenti e non più rinviabili: l’alleggerimento delle tasse sul lavoro e sulle imprese; la drastica semplificazione burocratica; il taglio delle spese improduttive; la valorizzazione del nostro patrimonio storico e culturale dove Turismo e Cultura, pilastri della nostra economia, rischiano di sgretolarsi, con enorme perdita di occupati.  Fondamentale sarà una rinnovata attenzione alla scuola e alla promozione della ricerca; maggiori incentivi all’innovazione tecnologica, all’internazionalizzazione delle imprese e all’inserimento di figure manageriali nelle Piccole e Medie Imprese che sono il tessuto connettivo del nostro territorio e rappresentano il 92% delle imprese attive sul territorio.

D’altra parte, come Federmanager Roma, abbiamo da sempre sostenuto la necessità di una programmazione per superare la crisi che vivono Roma e il Lazio, con un preoccupante stallo progettuale e di pianificazione. Il nostro contributo si è reso evidente nella elaborazione dello studio “Le prospettive di Roma capitale alla luce delle tendenze in atto”, in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, che concentra l’attenzione sul futuro, al 2030, e le aspettative nei settori della mobilità, sanità, fabbisogno abitativo, fabbisogno edilizio scolastico ed evoluzione economica di Roma e dell’intera sua provincia.

Il prossimo 29 ottobre, come già comunicato, terremo la nostra Assemblea Annuale. All’interno del numero troverete l’inserto di convocazione e tutte le informazioni nel dettaglio. Aggiungo che quest’anno abbiamo scelto, per questioni di opportunità legate al momento che stiamo vivendo, di limitare i lavori dell’Assemblea alla parte privata, strettamente riservata ai soci e agli adempimenti statutari di approvazione del Bilancio.

Concludo augurando a tutti voi una buona ripresa dopo un’estate difficile come difficile si prospetta l’autunno ormai alle porte. Abbiamo davanti un orizzonte carico di incognite ma sono fiducioso che sapremo affrontare anche questa prova e che ognuno di noi troverà le giuste motivazioni per superare il momento critico che ci accomuna.

 

Editoriale del Presidente: Competenze e trasparenza per generare fiducia e tornare a competere

Il 15 giugno scorso avrebbe compiuto 100 anni il mitico Alberto Sordi. Auguri Albertone, simbolo di italianità nel mondo, sarai sempre un’icona di identità nazionale, quell’identità in cui ci riconosciamo tutti e dalla quale dobbiamo attingere forza e strumenti per far ripartire il nostro paese.

Sono trascorsi tre mesi dall’inizio del lockdown imposto dalla pandemia che ha colpito il mondo intero. Tre mesi in cui abbiamo visto le nostre vite stravolte da un virus che a tutti ha tolto la normalità del quotidiano, a molti il lavoro, la serenità e ai più sfortunati ha portato via gli affetti più cari. In queste settimane piene di smarrimento, paure e senso di precarietà su un futuro che ancora oggi facciamo fatica ad immaginare, non sono mancate tuttavia le manifestazioni di solidarietà, di forza d’animo e il senso di appartenenza che ci contraddistinguono come popolo e come paese.

Anche in Federmanager Roma, il fermo imposto dal Governo per arginare l’emergenza coronavirus, è stato solo apparente. Anche a distanza, nel rispetto delle misure restrittive, abbiamo continuato a lavorare, a fare rete e a raccogliere, insieme alla Federazione nazionale, soluzioni e idee per sostenere il nostro paese nella delicata fase della ripartenza. Grazie allo smart working abbiamo erogato servizi e portato avanti progetti senza soluzione di continuità, restando a disposizione dei colleghi e pronti a rispondere alle esigenze del territorio come continuiamo a fare tuttora.

Sempre in modalità on line si sono svolti i lavori del Consiglio Nazionale del 29 maggio u.s. che ha portato al rinnovo di alcune cariche in seno ai principali enti di sistema che rappresentano punti di riferimento ormai irrinunciabili sul fronte della Previdenza e della Sanità Integrativa per i colleghi e per le loro famiglie. Colgo l’occasione per congratularmi con tutti i coloro che sono stati eletti e/o riconfermati nei rispettivi c.d.a. tra cui i colleghi di Roma Andrea Alfieri riconfermato nel cda del Fasi, Mario Cardoni e Patrizio Palazzo nel c.d.a. Previndai, Sara Signa nel collegio dei Sindaci Previndai, Paolo Parrilla nel cda Previndapi e Paola Perrone eletta Presidente del Collegio Revisori Previndapi.

Sul piano delle Relazioni Industriali prosegue la sinergia con Confindustria a livello nazionale e territoriale in particolare grazie alle realtà bilaterali.

 Sul Piano Colao abbiamo riscontrato un documento in cui si fatica a riconoscere il know how di un manager di quel calibro.

Bene la tutela della salute come priorità assoluta, il richiamo al green, alla digital trasformation, al 5G, alle pari opportunità. Ma abbiamo oltre 100 pagine di annunci, prive di riferimenti precisi su costi e risparmi che i provvedimenti indicati comportano, un contributo che lascia spazio ad un modus operandi più consono alla politica che al management. L’impressione è che gli esperti, chiamati a portare pragmaticità, si siano lasciati contagiare accantonando la concretezza e le peculiarità del management per lasciare spazio ad un approccio teorico tipico degli ambienti politici.

Lo Scudo Penale, seppure alleggerito, resta ancora un onere importante in carico al datore di lavoro. Una sorta di freno alla ripartenza che penalizza il lavoro e crea incertezze. La burocrazia che caratterizza da sempre il nostro paese continua a rappresentare un ostacolo imponente, anche ora che dovremmo marciare compatti. La via della ripresa è già di per sé in salita e non ha certo bisogno di freni. Al contrario, c’è bisogno di generare fiducia, di una iniezione di competenze e know how che i manager maturano in anni di lavoro, di obiettivi perseguiti e di crisi affrontate e superate.

Il tema della pressione fiscale troppo elevata anima il dibattito politico. In questo senso ci sentiamo di fare nostre le parole del procuratore generale della Corte dei Conti Fausta Di Grazia: “Appare non più rinviabile un intervento in materia fiscale che riduca, per quanto possibile, le aliquote sui redditi dei dipendenti ed anche dei pensionati”.

Abbiamo partecipato con la CIDA agli STATI GENERALI convocati dal Presidente Conte lunedì 15 giugno u.s. e abbiamo ribadito la primaria necessità di operare un cambio di passo. Non possiamo rischiare, bisogna agire subito. Sul piatto c’è il futuro dell’Italia e come manager siamo pronti a prenderla per mano per riportarla a competere in Europa e nel mondo. Le salite non ci spaventano, superarle è il nostro mestiere.

Sul fronte Europa serve azione e trasparenza. Non è ancora chiaro infatti quanto costerebbe realmente all’Italia l’eventuale ricorso al Meccanismo di Stabilità (Mes) per far fronte all’emergenza Coronavirus.

Il Ministro dell’Economia Gualtieri ha dichiarato che “in sostanza ci pagherebbero per darci il prestito”, considerati i bassi tassi di interesse del Mes che il 15 maggio ha reso operativo il Pandemic Crisis Support in base al quale si può richiedere, entro il 2022, fino al 2% del PIL 2019 – per l’Italia circa 36 miliardi di euro – da destinare a spese sanitarie dirette e indirette inerenti l’emergenza COVID.

Sebbene ad oggi appare quest’unica condizione per accedere allo strumento, non sono state ancora eliminate definitivamente le condizionalità del Mes e non è chiaro quali costi dovrebbe sostenere l’Italia per accedere allo strumento dopo essersi già indebitata, tra Dl Cura Italia e Dl Rilancio, per circa 80 miliardi di euro.

Gli aspetti da trattare e approfondire sono molteplici così come i pericoli da scongiurare. A tal proposito invito i colleghi a segnalarmi ulteriori riflessioni.

Se da un lato siamo un paese ad alto debito pubblico, dall’altro non possiamo sottovalutare il rischio di attacchi arbitrari e iniqui alle pensioni e ai risparmi delle famiglie. Si andrebbe ad erodere il lato virtuoso del nostro paese e ad intaccare l’unico patrimonio su cui fare affidamento anche quando manca la presenza dello stato, un elemento fondamentale anche per la reputazione del nostro Paese.

L’ultimo rapporto Istat (maggio 2020) su situazioni e prospettive delle imprese italiane durante l’emergenza covid indica una diminuzione del fatturato superiore al 40% per 4 aziende su 10 con inevitabili ricadute sul clima di fiducia di operatori economici, imprese e consumatori.

L’obiettivo è tornare a competere e l’unica via percorribile è ricominciare a generare fiducia attraverso le competenze, la trasparenza e la capacità di visione di cui il nostro paese è ricco. Abbiamo innumerevoli punti di forza. È giunto il momento di utilizzarli.

 

Editoriale del Presidente: Fiducia nel futuro e competenze per affrontarlo

Editoriale del Presidente: Fiducia nel futuro e competenze per affrontarlo

Inauguro, con questo editoriale, il primo numero on-line della nostra Rivista edito su piattaforma web dedicata. Il varo del progetto “professionedirigente.it”, di cui abbiamo volutamente accelerato la messa a punto, è in qualche modo significativo del momento che stiamo vivendo, considerato l’impatto che il Coronavirus ha avuto sul digitale

Il necessario distanziamento sociale ha delegato in larga parte alla tecnologia la riorganizzazione delle nostre vite. La scuola è on-line, il lavoro è smart, le riunioni solo virtuali e le chat di WathsApp sono diventate strumenti di lavoro. Nuove abitudini. Alcune temporanee altre su cui fare una riflessione.

Federmanager Roma come sapete si è prontamente adeguata. Nella fase iniziale dell’emergenza le prime misure poste in essere dalla nostra organizzazione sono state la chiusura della sede, per la salvaguardia della salute di tutti e l’adozione dello smart working , per assicurare la continuità dei servizi.

Sono così rimaste operative tutte le aree funzionali e garantite le consulenze telefoniche in tutti i settori. Abbiamo in più rafforzato la nostra presenza attiva al fianco degli associati intensificando la Comunicazione e l’informazione. Avvalendoci della collaborazione di qualificati esperti,   trasmettiamo puntualmente notizie approfondite sui temi più discussi del momento in ottica Covid-19: il nostro sistema di welfare, l’economia previdenziale, la privacy . Abbiamo inoltre esteso la rassegna stampa giornaliera anche ai giorni festivi.

LA RIPRESA IN PIENA EMERGENZA ECONOMICA Mai avremmo pensato di dover gestire un’emergenza di queste dimensioni. Da epidemia a pandemia, dalla Cina al mondo intero.

Guardiamo a noi, il Paese si è fermato. La maggior parte delle nostre attività produttive si sono bloccate per un tempo che sembra infinito creando una emergenza economica che, di pari passo a quella sanitaria, è diventata emergenza nell’emergenza.

Siamo ora alla fase2, la ripartenza. In questo annunciato inizio, dai meccanismi ancora incerti, dobbiamo fare i conti con quello che questo tsunami sta producendo sul nostro tessuto economico.

Secondo i dati diramati da Confindustria le imprese con problemi molto gravi al 18 aprile u.s. risultavano essere il 43,7% con le inevitabili ricadute sul fronte occupazionale a tutti i livelli.

Un vero e proprio allarme per una organizzazione come la nostra.

La Federazione ha chiesto al Governo di predisporre specifiche agevolazioni fiscali per le piccole e medie imprese che intendano dotarsi di competenze manageriali perché, come ha dichiarato il Presidente Federale Cuzzilla “è la competenza che ci farà andare avanti e ci farà recuperare il terreno perso. Perché senza le competenze manageriali è impensabile poter reagire alla complessità organizzativa, gestionale, finanziaria che dovremo affrontare”.

D’altra parte le politiche attive del lavoro sono, da sempre, una priorità per la nostra Organizzazione. Federmanager, a livello nazionale, prosegue con convinzione il percorso di certificazione delle competenze che finora ha portato alla certificazione di oltre 500 manager distribuiti tra specifiche figure professionali appositamente individuate. Una iniziativa a dir poco illuminata alla luce del momento che stiamo vivendo in cui servono capacità di giudizio e di visione. In sintesi servono skills e know how manageriali.

Sul territorio Federmanager Roma ha fatto la sua parte, con due progetti che si possono definire veri e propri laboratori di politiche attive del lavoro, entrambi condivisi con Unindustria e finanziati da 4.Manager: il Progetto “Open Innovation Management”, che ha permesso a 7 dirigenti sui 10 coinvolti, di instaurare i presupposti per un rapporto continuativo di collaborazione e di consulenza presso piccole imprese del territorio ed il progetto ”Smart Energy per PMI”, che prevede anch’esso l’inserimento, per un periodo determinato, di 5 manager con expertise tecnica nelle aziende individuate allo scopo. Un articolo dedicato illustra nel dettaglio l’iniziativa.

Per il resto, il virus e il traumatico distanziamento sociale che ne è derivato, ci ha costretto a sospendere i programmi in agenda e rivedere la pianificazione degli eventi.

Avevamo iniziato il 2020 con il piede giusto da questo punto di vista, prima di essere interrotti da questo cataclisma epidemiologico.

Nel mese di febbraio è stata organizzata la presentazione di un sostanzioso studio su “Le prospettive di Roma Capitale alla luce delle tendenze in atto”, condotto in collaborazione con ricercatori del CORIS e del DISSE Sapienza Università di Roma. Un evento che ha avuto una imponente eco mediatica e riscosso particolare apprezzamento presso i nostri associati. Anche di questo troverete un ampio resoconto più avanti in questa rivista.

Sempre a febbraio si è tenuto, organizzato da Federmanager, il convegno “L’energia che fa bene nell’ambito del quale è stato presentato il III Rapporto Annuale su “Transizione Verde e sviluppo. Può l’economia circolare contribuire al rilancio del sistema Italia ?”, studio realizzato con la collaborazione tecnica di AIEE ed il contributo attivo di Federmanager Roma.

 IL FUTURO PROSSIMO Torneremo ad incontrarci. Proprio in questi giorni stiamo predisponendo i nostri spazi di lavoro per renderli adeguati e sicuri nel rispetto delle direttive emanate dal Governo, Torneremo a vivere negli stessi ambienti di prima, ma in maniera differente e in piena sicurezza. Pronti ad accogliere nuovamente quanti, quotidianamente, si rivolgono ai nostri sportelli di consulenza e assistenza.

Quello che è accaduto ci ha costretto ad una pausa operativa ma anche di riflessione, una pausa che stiamo utilizzando al meglio per programmare, con la stessa capacità e ancor più convinzione, le azioni per il prossimo futuro. Un futuro di ripresa e di rilancio per il nostro Paese in cui il ruolo dei manager, che orgogliosamente rappresentiamo, risulterà ancora più decisivo.

Consapevoli che per imporsi in questa importante partita, è fondamentale avere obiettivi chiari, certamente sfidanti ma altrettanto ineludibili, Federmanager Roma è pronta ad affrontare la ripartenza guardando al domani con fiducia. Fiducia nelle nostre capacità, come cittadini e come manager.

Con l’impegno di sempre.

 

Editoriale del Presidente: Uniti diamo spinta alle idee

Nel corso del 2019, anno caratterizzato in Italia da incertezza politica e instabilità sociale, Federmanager ha riaffermato la solidità dell’associazione. Quello trascorso è stato un anno di forte impegno e di crescita per le Relazioni Istituzionali a livello Nazionale e Locale e lo sviluppo di servizi ed attività in grado di offrire nuove opportunità ai manager iscritti

Il 2019 ha dunque confermato come la nostra sia un’organizzazione sempre più moderna, capillare e strutturata.

Ciò che ha caratterizzato in maniera positiva gli ultimi dodici mesi è senza dubbio il rinnovo del nostro CCNL. L’accordo raggiunto apre ad una nuova cultura d’impresa ed offre ampio spazio d’azione alle realtà bilaterali e non solo. Novità assoluta in tal senso la costituzione della newco “IWS SpA – Industria Welfare Salute, la società per azioni partecipata da Confindustria, Federmanager e Fasi nata per offrire servizi sanitari e amministrativi integrati per i manager industriali iscritti e le loro famiglie.

La neonata società rappresenta uno strumento nuovo per il potenziamento dei nostri Fondi di sanità integrativa rendendo più forte la sinergia tra Fasi e Assidai attraverso tre importanti
progetti: la realizzazione di una nuova rete di strutture sanitarie e professionisti convenzionati d’eccellenza; una proposta innovativa di copertura integrativa Fasi-Assidai da proporre a
manager ed imprese per la copertura delle spese mediche e una richiesta di rimborso unica per gli iscritti ad entrambi gli Enti.

La Sanità Integrativa di natura contrattuale rappresenta una soluzione fondamentale da affiancare al Servizio Sanitario Nazionale per dare ai cittadini tutele importanti, sicurezza, servizi. Nel nuovo CCNL sono state inoltre oggetto di riconferma, se non di implemento: le Pari Opportunità, soprattutto in tema di parità retributiva e gestione del congedo per maternità e
paternità; la Formazione, con ampliamento dell’operatività di Fondirigenti; le Politiche attive del Lavoro, grazie al contributo di 4.Manager per la riallocazione dei dirigenti; la Previdenza Complementare con l’aumento fino al 7% della retribuzione del contributo a carico dell’azienda;. Un rinnovo in cui il trattamento minimo di garanzia aumenta fino al 1 4 %.

In definitiva è stato un rinnovo del CCNL, non solo in linea con i tempi, ma anche, come sottolinea il nostro Presidente Federale Stefano Cuzzilla, migliorativo rispetto ai precedenti. E qui mi preme sottolineare che i risultati raggiunti sono stati resi possibili proprio grazie alla piena comunione di intenti, politici, professionali ma anche e soprattutto umani, tra la Federazione nazionale e Federmanager Roma. Un rinnovo che offre nuove basi su cui lavorare per rafforzare la competitività delle imprese attraverso le competenze di un management preparato da cui il Paese deve ripartire.

Il tema del cambiamento ha tratteggiato l’anno che si è appena concluso. Questo, troppo spesso, è balzato alle cronache con accezione negativa, pensiamo solo ai rovesci di governo che non riescono a dare stabilità al Paese o ai mutamenti climatici divenuti oramai una drammatica realtà. Federmanager, al contrario e come sempre, ha fatto del cambiamento un elemento positivo e centrale del suo operato, facendo dell’innovazione un pilastro sul quale poggiarsi per trovare nuovo slancio verso il futuro.

Nel 201 9 è rimasta alta la nostra attenzione allo sviluppo delle nuove professionalità richieste dal mercato del lavoro. Come non ricordare le decine di progetti avviati con successo da altrettanti Gruppi di lavoro. E ancora, le iniziative e i servizi che da quei progetti sono nati e che hanno trovato una risposta straordinaria ed entusiasta fra i colleghi. Basti pensare al Corso per DPO – data protection officer – giunto alla quarta edizione – figura sempre più richiesta dalle aziende alla luce dell’adeguamento imposto dal GDPR, entrato ormai a pieno regime anche nel nostro Paese, e dei tanti adempimenti che impattano inevitabilmente sul lavoro dei manager.

Tante le attività su temi decisivi della vita lavorativa di tutti noi, come l’assessment o la riqualificazione professionale. In questo senso non si può dimenticare il progetto federale Be Manager, attraverso il quale abbiamo certificato oltre 300 colleghi in 4 profili professionali, di cui ben il 47% come Temporary Manager e il 40% come Innovation Manager e il restante come export manager e manager di rete. Quasi un terzo dei manager in cerca di nuova occupazione si è ricollocato ed il 19% del totale ha avviato nuove attività di consulenza. In più, ben 120 colleghi, certificati come Innovation, sono stati inseriti nell’elenco del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico), dal quale le imprese potranno attingere per avvalersi di consulenze qualificate nei processi di trasformazione digitale che intraprenderanno.

Con queste iniziative vogliamo sottolineare e rafforzare la nostra presenza attiva al fianco degli associati, attraverso azione concrete e progetti finalizzati a sostenere i nostri colleghi in difficoltà e ad accompagnare quelli di loro che vogliono ampliare le proprie competenze.

Sul fronte pensioni prosegue il nostro impegno insieme alla CIDA nella presentazione di cause pilota sia sul blocco parziale della perequazione automatica sia sul taglio delle cosiddette pensioni d’oro. Anche in questo 2019 abbiamo riconfermato il contributo solidale a VISES onlus, anima e impegno sociale della nostra Federazione.

Ci proponiamo, come al termine di ogni anno, di migliorarci ulteriormente, di aumentare la nostra presenza fisica e virtuale al fianco degli associati. Obiettivi ambiziosi, eppure perseguibili grazie al lavoro incessante della nostra Federazione e di tutte le realtà territoriali, all’impegno dei colleghi, al loro sostegno, al lavoro di squadra dei dipendenti, del Segretario e di tutti coloro che quotidianamente si adoperano al fine di far crescere la nostra associazione.

Un nuovo anno ci aspetta e, oltre a rinnovare il nostro supporto alla Federazione Nazionale, il 2020 ci vedrà impegnati su più tematiche che riteniamo di interesse prioritario e sulle quali ci confronteremo con i massimi esperti. Apriremo l’anno con la presentazione di un’importante studio su “Le prospettive di Roma Capitale alla luce delle tendenze in atto”, condotta in collaborazione con ricercatori del CORIS e del DISSE Sapienza Università di Roma. Ugualmente di rilievo la quarta edizione del “Premio Donne d’Eccellenza 2020”, insieme ad un riconoscimento alle aziende più attente al tema della disabilità per cui è nato un gruppo di lavoro dedicato.

Mi preme rimarcare lo spirito collaborativo e proattivo che ho trovato in Federmanager Roma, le centinaia di colleghi che si sono adoperati affinché le nostre idee portassero a risultati concreti, attraverso il crescente impegno e l’accresciuto tempo dedicato da ciascuno. Questa struttura svolge molte attività e lo fa con passione e attaccamento al lavoro. Doti per le quali mi sono già complimentato e su cui faccio affidamento per svolgere al meglio il compito che ci attende.

Ci poniamo l’obiettivo di incrementare la quota dei nostri iscritti che darebbe una nuova spinta al circolo virtuoso che ne consegue: la crescita della nostra forza, il miglioramento dei nostri servizi, la soddisfazione dei nostri colleghi. Ma ai Colleghi chiedo un ulteriore sforzo: a quelli che rinnoveranno la propria iscrizione e a quelli che ancora non sono associati.

Oggi più che mai abbiamo bisogno di tutti per svolgere al meglio il nostro ruolo all’interno delle aziende e della società. Un impegno per essere più forti, certamente dal punto di vista numerico, ma soprattutto per dare maggiore spinta alle idee e alle proposte concrete che riusciremo ad esprimere, in modo da legittimare il ruolo di classe dirigente che reclamiamo, In questo senso diventa fondamentale il passaparola tra i colleghi manager convincendoli ad iscriversi, facendo conoscere quanto facciamo e quanto sia urgente il contributo di tutti. Lo abbiamo detto fin dal primo giorno: solo se saremo uniti e sempre più numerosi riusciremo a far sentire la nostra voce.

Un meritato ringraziamento va all’intera struttura di Federmanager Roma, a chi ogni giorno lavora con dedizione nella nostra sede di via Ravenna, agli organismi dirigenti, ai
tanti colleghi che, in maniera generosa, offrono il loro impagabile contributo, rubando al loro tempo quello necessario per lo sviluppo della nostra organizzazione.

A voi tutti l’augurio di un buon 2020. Che possa essere un anno di cambiamento positivo per tutti, noi certamente faremo del nostro meglio per renderlo tale e, con il vostro supporto, sono certo possiamo riuscirci.

Editoriale del Presidente: Impegno e fiducia nel futuro

Editoriale del Presidente: Impegno e fiducia nel futuro

Lo scorso 30 luglio Federmanager e Confindustria hanno sottoscritto l’accordo di rinnovo del CCLN dei dirigenti industriali. Un risultato importante che va sottolineato con viva soddisfazione

Tanto più guardando ai risultati positivi rispetto ai precedenti rinnovi. Il nuovo accordo, che avrà scadenza il 31 dicembre 2023, ha il merito di intervenire su tutti gli aspetti fondamentali del rapporto di lavoro, offrendo un quadro di regole certamente più idoneo alla figura del manager.

Nuove basi sulle quali lavorare per rafforzare la competitività delle imprese attraverso un management competente e preparato. Un elemento sostanziale del rinnovo è il debutto delle politiche attive. Su questo fronte possiamo e vogliamo finalmente tirare le somme del progetto federale Be Manager, l’esclusivo percorso di certificazione delle competenze riservato agli iscritti Federmanager. Una iniziativa illuminata, nata quasi due anni fa, i cui numeri parlano chiaro: oltre 300 manager certificati in 4 profili professionali, di cui ben il 47% come Temporary Manager e il 40% come Innovation Manager. Il restante ha ottenuto la certificazione come export manager e manager di rete.

Quasi un terzo dei manager in cerca di nuova occupazione si è ricollocato ed il 19% del totale ha avviato nuove attività di consulenza. In più, ben 120 colleghi certificati come Innovation, sono stati inseriti nell’elenco disponibile presso il Ministero dello Sviluppo Economico, dal quale le imprese potranno attingere per avvalersi del voucher per la consulenza qualificata nei processi di trasformazione digitale che intraprenderanno.

Ed è proprio per capitalizzare l’opportunità offerta dal voucher per l’inserimento di competenze manageriali nelle PMI, che è stato avviato, lo scorso giugno, il Progetto MELANIE (Manager
Per L’Ascolto di una Nuova Industria Europea) – sostenuto da 4.Manager – che si pone l’obiettivo di certificare ulteriori 150 manager, prevalentemente inoccupati, 50 Manager di Rete, 50 Temporary, 50 Innovation Manager e 50 Manager per la Sostenibilità, il nuovo profilo delineato da Federmanager che ne certificherà le competenze sui temi relati alla Sostenibilità (Economia Circolare, Corporate Social Responsibility, Governance della sostenibilità ecc.).

Consapevoli del nostro ruolo, come organizzazione, di connettore tra impresa e mondo del lavoro ci sforziamo ogni giorno di porre in essere azioni concrete per il ricollocamento attivo sul mercato dei colleghi che hanno perso il loro posto di lavoro. Siamo convinti che investire in innovazione e valorizzare le persone continuano ad essere i capisaldi per rimanere competitivi.

Anche per questo resta alta la nostra attenzione alla formazione continua e allo sviluppo delle nuove professionalità richieste dal mercato del lavoro; in quest’ottica siamo giunti alla quarta edizione del Corso per DPO (Data Protection Officer), figura sempre più richiesta dalle aziende alla luce dell’adeguamento imposto dal GDPR (General Data Protection Regulation) entrato ormai a pieno regime anche nel nostro Paese e abbiamo organizzato, tra l’altro, Corsi formativi per Innovation Energy Manager di 1° e 2° livello volti all’acquisizione di elevate competenze sulle innovazioni normative e gestionali in campo energetico.

In tema di ricollocamento va ricordato inoltre il progetto “Open Innovation Manager” – condiviso tra Unindustria Perform, Federmanager Roma e Unindustria e finanziato da 4.Manager – che vede tra i beneficiari, 10 dirigenti inoccupati e altrettante PMI del territorio laziale. I dieci progetti sono tuttora in svolgimento ed il rapporto tra le aziende e i manager è, ad oggi, di assoluta soddisfazione.

Il rinnovo del CCNL non poteva poi trascurare temi di primaria importanza quali il Welfare e l’Assistenza Sanitaria Integrativa. In questo senso va sottolineata la volontà di valorizzare Fasi e Assidai, legittimando una reciproca collaborazione tra gli stessi per consolidare la loro posizione di leadership sul mercato e salvaguardare così il patto intergenerazionale tra Dirigenti in servizio e Dirigenti in pensione. La società IWS Industria Welfare Salute S.p.A. recentemente costituita da Federmanager, Confindustria e Fasi e presente anch’essa nel CCNL, potenzia la collaborazione tra Fasi e Assidai attraverso tre importanti progetti: la realizzazione di una nuova rete di strutture sanitarie e professionisti convenzionati d’eccellenza; una proposta di copertura integrativa Fasi-Assidai unica e innovativa da proporre alle aziende e una pratica di richiesta di rimborso unica per gli iscritti ad entrambi gli Enti.

Prioritaria nelle attività della nostra organizzazione rimane l’attenzione ai nostri colleghi in pensione. Prosegue l’attività di Federmanager e CIDA contro il blocco della perequazione e il prelievo straordinario sulle pensioni d’importo medio-alto. Importante sapere che la Corte dei Conti, Sezione giurisdizionale per il Friuli Venezia Giulia, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale dei provvedimenti legislativi in materia.

Altro risultato importante conseguito dalla nostra Organizzazione, è la firma del rinnovo del contratto di lavoro dei servizi pubblici. Federmanager ha sottoscritto il nuovo testo che regola il rapporto di lavoro dei manager del settore pubblico aderenti a Confservizi. Il Ccnl, con una durata fino al 2021, si applica a circa 1400 manager presenti nelle 700 aziende del settore.

Tornando al nostro territorio, sempre ricco ed articolato il calendario di eventi ed attività targati Federmanager Roma. Tra questi ci piace ricordare il Protocollo d’intesa firmato tra la nostra associazione e l’UCID Lazio, per sviluppare iniziative tese a ribadire la necessità di ispirare l’operato di entrambe ad una nuova etica imprenditoriale e manageriale. Ancor più significativa, in questa specifica occasione, la presenza dei rappresentanti dei giovani delle rispettive organizzazioni. Colgo l’occasione per congratularmi con il nostro collega
Renato Fontana, riconfermato alla guida dei Giovani Federmanager anche a livello nazionale, e con tutti i giovani manager eletti in occasione del recente rinnovo del Coordinamento tra cui tre colleghi di Roma. A loro e a tutti i giovani costruttori di futuro, giunga il più caldo augurio di buon lavoro.

Troverete inoltre ampio resoconto, all’interno della rivista, delle ultime convenzioni che abbiamo siglato per sostenere le esigenze dei nostri associati. Tra gli ultimi accordi ci piace
ricordare quelli sottoscritti con il Coni Sport Lab, ampiamente illustrata con un’intervista al direttore Fabio Barchiesi, con la Luiss Business School, la scuola di formazione manageriale della Luiss Guido Carli, con la Lumsa – Libera Università Maria Santissima Assunta e con Avis Rent Car, azienda leader nel settore del noleggio auto.

Ci tengo infine a sottolineare, che il numero della rivista che vi accingete a leggere ha dedicato un’ampia sezione alle nuove frontiere “green” della nostra economia. Economia circolare, energia, riciclo e nuove tecnologie, argomenti che troverete declinati negli interventi qualificati di dirigenti e responsabili di aziende leader del settore.

Importante, per chiudere questo 2019 ripartendo di slancio nel 2020, sarà consolidare le attività della nostra Associazione, tenendo fermo il senso di appartenenza di tutti i soci. I fatti ci indicano che dobbiamo proseguire su questa strada con l’impegno e la dedizione che ci hanno portato fin qui e, sono certo, che le soddisfazioni non mancheranno.