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Praesidium, broker assicurativo e welfare adviser di aziende e manager aderenti a Federmanager, è pronta per nuove responsabilità

Praesidium, broker assicurativo e welfare adviser di aziende e manager aderenti a Federmanager, è pronta per nuove responsabilità

Il valore della prossimità nel mercato del welfare sanitario è un’importante fattore di crescita 

Il contesto

Il settore del brokeraggio assicurativo sta attraversando un delicato processo di modificazione normativa e gestionale (direttiva IDD, regolamento GDPR,decreto antiriciclaggio) con l’obiettivo di tutelare sempre più il consumatore e modificare il modus operandi dell’intermediario.

Grazie alle nuove potenzialità di comunicazione digitale e connessione con il cliente l’intera filiera della distribuzione assicurativa sta subendo, per alcuni rami elementari, una strisciante disintermediazione da parte delle compagnie, tramite i canali tradizionali favorendo nel contempo una migliore trasparenza ed adeguatezza dell’offerta assicurativa ed una selezione dei migliori intermediari.

 Gli attori del mercato

I broker operanti nel mondo sono 35.000 circa, in Italia 2.350 di cui 700 individuali distribuiti per il 52% nel Nord, 25% nel Centro e 25% Sud ed Isole

Nel top ranking 2019 le prime 5 imprese detengono il 40% del mercato con 2.300 collaboratori ed una media di utili, ante imposte, di 100 milioni di euro ciascuno  che si riducono a 100 mila euro per le successive 200 imprese, a 50 mila per le altre 400 ed a 20 mila per le ultime della classifica mentre un centinaio di broker chiudono bilanci in perdita.

Si sta assistendo quindi ad una progressiva concentrazione del mercato ed ad una presenza marginale di un buon numero di broker che, anche se operano in forma societaria, restano di fatto produttori di assicurazione.

Praesidium, tra le 100 imprese leader, si è posizionata nella graduatoria al  25° posto  per risultato ante imposte e  con un utile superiore a 1.5 milioni di euro: un bilancio pregevole se confrontato con la contenuta l’attuale  struttura societaria e con  i risultati di distribuzione ottenuti.

Praesidium, broker assicurativo e welfare adviser di aziende e manager aderenti a Federmanager, è pronta per nuove responsabilità

I numeri  del mercato del brokeraggio assicurativo 2018

La raccolta premi contabilizzata risulta essere di 145 mld € di cui ramo danni 38 mld, ramo salute 5,9 mld ( infortuni 3,1mld e malattia 2,8 mld raccolta da 60 compagnie di settore) . Oltre il 50% del ramo malattie e riferibile a polizze collettive dei Fondi sanitari.

Il valore dei premi intermediati dai broker si attesta intorno a 15 miliardi di euro con una significativa quota nel ramo danni ( 38% circa), in crescita  grazie allo sviluppo delle garanzie sanitarie (+ 7%.).

Ramo malattia, premi raccolti nel 1°semestre 2019: i premi contabilizzati (polizze individuali.+ collettive)  ammontano a 1,6 mld (+14,7 % ) di cui RSM 1,2 mld e la nuova produzione a 248 mln (+18%).

Prospettive e ruolo dei Broker

Grazie allo sviluppo di insurtech e della digitalizzazione dei flussi e dei processi aziendali il mercato assicurativo, sta gradualmente evolvendo verso una più efficiente ottimizzazione della catena del valore.

Conseguentemente anche il ruolo degli intermediari assicurativi e dei broker più organizzati sta diventando più professionale e trasparente conto tenuto del fatto di trovarsi davanti ad un cliente più evoluto e consapevole; ancor prima dell’intermediazione con la compagnia, deve saper individuare, attraverso una cosciente analisi dei suoi bisogni, la più adeguata soluzione assicurativa, anziché quella più conveniente, quest’ultima quasi sempre deludente nella fase del  rimborso al verificarsi del sinistro.

La  nuova figura consulenziale, quindi, senza scomodare il paradigma abusato dell’innovazione o dei virtuali vantaggi dimensionali  di un broker internazionale, deve saper semplicemente trovare e condividere con il cliente,  prescindendo dall’esame delle polizze in essere, soluzioni di vere mitigazioni dei rischi personali ed aziendali ai quali è realmente  esposto.

Praesidium, come broker-captive  di riferimento del sistema di rappresentanza della categoria dirigenti industria, associati a Federmanager, sta accelerando il suo riposizionamento sul mercato per sfruttare, a vantaggio delle aziende,  i punti di forza ed il valore della proposta unica FasiAssidai basandosi anche sulle dinamiche esperienziali  vissute a seguito della lunga collaborazione con il fondo sanitario Assidai e, recentemente, con I.W.S. Praesidium, broker assicurativo e welfare adviser di aziende e manager aderenti a Federmanager, è pronta per nuove responsabilitàI.W.S. SpA industria welfare salute è il nuovo provider del sistema bilaterale Confindustria-Federmanager, nato prioritariamente per sviluppare i servizi della sanità erogata dai fondi Fasi-Assidai e del welfare integrativo, sta distinguendosi sul mercato della salute per la diversa ed innovativa relazione con le aziende industriali che cominciano a percepire il valore aggiunto insito  nello scambio continuo con una struttura di rappresentanza datoriale e categoriale che semplifica ed ottimizza tutte le fasi di acquisizione, e gestione del RSM per garantire risultati migliori in termini di qualità  dei servizi.

Per sviluppare sul mercato i punti di forza delle novità  del CCNL in tema di tutele obbligatorie ed allo scopo di interloquire a 360° con i decisori aziendali (HR, risk manager), Praesidium, oltre ad  ampliare l’attuale portafoglio prodotti con  servizi e soluzioni assicurative extra sanitarie come la responsabilità professionale, D&O, legale, protezioni di welfare  familiare etc,, si sta concentrando, più che in passato, sulle coperture (ex art 12 del CCNL), vita caso morte  ed infortuni professionali ed extra .

A supporto di tale strategia e per assicurare una presenza costante sul territorio  e sulle aziende, Praesidium sta investendo in risorse umane, incrementando  la rete dei Welfare manager, nella riorganizzazione e potenziamento della sede e nella collaborazione organica con le oltre 50 sedi territoriali  di Federmanager aprendo, nelle zone di maggiore interesse, uffici di prossimità: solo così si potrà, insieme, accompagnare l’azienda ed il dirigente  nel percorso di elaborazione e gestione  dei piani di welfare aziendale migliorando la qualità del servizio e la customer experience.

Praesidium, concentrata prioritariamente sulle tutele assicurative del dirigente in servizio ed in pensione e sugli employee benefit, vuole vivere una nuova centralità come intermediario del sistema Federmanager essendo pronta per una più veloce crescita e per nuove responsabilità entro il perimetro delle grandi opportunità potenzialmente offerte dal sistema categoriale della rappresentanza bilaterale dell’industria.

Previndapi e gli impatti dell’epidemia

Previndapi e gli impatti dell’epidemia

Previndapi può tranquillizzare i propri iscritti circa le previsioni di andamento futuro della propria posizione pensionistica, non essendoci un rischio di perdite a fronte di eventuali default delle Borse. Entro fine settembre bisognerà però decidere se rinnovare l’attuale convenzione con i quattro gestori assicurativi

Mentre scrivo questa nota sul Previndapi, il paese sta vivendo le ore drammatiche ed inedite della pandemia da coronavirus.

Come la maggior parte delle aziende e delle organizzazioni (si veda articolo precedente dedicato ai Fondi Fasdapi, Previndapi e PmiWFManager), anche il Previndapi ha dovuto, con immediatezza, attrezzarsi utilizzando il ventaglio di opportunità, offerte dalle nuove tecnologie, per il lavoro a distanza.

Soprattutto in questo momento assicurare i colleghi sulla continuità operativa dei fondi di previdenza a capitalizzazione individuale, significa tranquillizzare migliaia di famiglie sulla solidità dei loro risparmi. Poter contare su una fonte di liquidità di riserva può rappresentare per molti un ancora di salvezza e di serenità.

Premetto che l’esperienza Previndapi è per il sottoscritto preziosa: le PMI rappresentano da sempre la più importante ossatura produttiva del nostro Paese: sono, fra l’altro, la filiera maggiormente in sofferenza in conseguenza del lockdown.

Previndapi è il Fondo pensione per i dirigenti della piccola e media industria costituito il 2 agosto 1990, in attuazione degli Accordi Sindacali stipulati il 26 ottobre 1989 ed il 2 agosto 1990 tra la Confapi e la Fndai, oggi Federmanager: Parti Istitutive.

Con il rinnovo del CCNL sottoscritto dalle Parti Istitutive nell’accordo del 16/11/2016, sono altresì iscritti per adesione contrattuale al Fondo tutti i dirigenti e i quadri superiori ai quali si applichi il CCNL delle piccole e medie aziende produttrici di beni e servizi, per effetto del versamento a Previndapi del contributo dello 0,50% della retribuzione annua (RAL), nei limiti dei massimali previsti, per ciascuno di essi, a prescindere dalla loro adesione, diretta o tacita, a Previndapi.

I cosiddetti “iscritti contrattuali” costituiscono comunque una platea dei potenziali lavoratori, dal momento che non sono ancora iscritti attraverso l’adesione volontaria, su cui puntare per avviare contatti ed illustrare loro l’importanza di aderire interamente alla previdenza complementare.

Si tratta, in sostanza, di un invito da parte delle aziende ad iscriversi al Previndapi che, come gli altri fondi pensione, soprattutto per le nuove generazioni, può rappresentare un’attenuazione rispetto ad un rapporto di sostituzione che, con il sistema contributivo (e relativo massimale per i dirigenti) rischia di compromettere il reddito e la qualità della vita al momento di lasciare l’attività lavorativa.

Sul piano gestionale, il Fondo investe le risorse contributive in un unico comparto assicurativo affidate, tramite una specifica Convenzione, ad un Pool di primarie compagnie di assicurazione che emettono polizze a premio unico ricorrente, su speciali gestioni di riferimento.

Sappiamo che il Previndai, che ha un numero di iscritti ed una massa finanziaria quantitativamente non paragonabile a quella del Previndapi, ha una struttura di comparti articolata e complessa: Assicurativo 1990, Assicurativo 2014, bilanciato e sviluppo.
Il rendimento ottenuto per il 2019 da Previndapi dalle gestioni separate dei 4 gestori finanziari è stato, al netto delle ritenute, del 2,69%

Per gli iscritti del Fondo non c’è rischio a fronte di default delle Borse in quanto la convenzione con i 4 gestori assicurativi prevede che la posizione dell’iscritto sia gestita per polizze individuali: ad ogni contributo versato per l’iscritto corrisponde una polizza, cui è collegata una garanzia di rendimento minimo e dei coefficienti di conversione in rendita predeterminati.

In particolare per gli investimenti fatti prima del 2018 è prevista la maturazione del rendimento minimo garantito esistente al momento dell’investimento, e a partire dagli investimenti fatti dal 2018 è prevista la garanzia del capitale investito, secondo la seguente tabella:

* la garanzia si adegua periodicamente in base ai valori massimi comunicati dell’IVASS

Il comparto assicurativo, nel lungo periodo, ha avuto maggiori risultati positivi rispetto a quelli aperti e ai PIP e, soprattutto, rispetto al TFR.

La Convenzione con gli attuali gestori assicurativi di Previndapi, rinnovata a luglio 2017 con valenza dal 1/1/2018, avrà effetto fino all’1/1/2021.

L’Appendice 3 alla Convenzione n. 8200/P, redatta il 5/11/2012 con effetto dal 1/1/2013 al 1/1/2018, prevede all’Articolo 17 (Rinnovo della Convenzione) che “La Convenzione potrà essere rinnovata alle nuove condizioni che saranno concordate tra le Parti almeno tre mesi prima della scadenza. In tal caso il capitale maturato su ciascuna garanzia alla scadenza della Convenzione continuerà a rivalutarsi con le modalità che saranno state stabilite per il rinnovo”.

Pertanto nel corso del 2020, e comunque entro la fine di settembre, il Fondo dovrà valutare attentamente se sottoscrivere un ulteriore rinnovo dell’attuale convenzione, concordando le eventuali nuovi condizioni che i gestori proporranno, ovvero decidere se avviare un bando di selezione per una nuova gestione assicurativa. Spetta alla parte istitutive prendere una decisione sulla proroga o no. In considerazione della platea degli iscritti e della tipologia del fondo, sarebbe in ogni caso opportuno – visto anche il particolare momento – orientarsi verso una proroga.

Perché non temere il Covid-19

Perché non temere il Covid-19

Al termine dei tre anni di consiliatura, il presidente Giuseppe Noviello conferma la solidità di Previndai nell’affrontare l’emergenza da Covid-19

Sto per lasciare la Presidenza di Previndai, ruolo che ho avuto l’onore di ricoprire per 3 anni a partire dal 22 maggio 2017.

Avrei potuto dire che durante la consiliatura i dirigenti iscritti sono aumentati, superando a fine 2019 la soglia degli 82.000, i versamenti annui sono passati a 900 milioni di euro ed il patrimonio è aumentato a 12,5 miliardi di euro, mantenendo invariato il prelievo a carico degli iscritti per il funzionamento del Fondo, con un costo tra i più competitivi nel settore della previdenza complementare.

Ed ancora che il patrimonio è suddiviso nei comparti assicurativi (Assicurativo 1990: 6 miliardi euro, Assicurativo 2014: 4 miliardi) e finanziari (Bilanciato: 1,5 miliardi, Sviluppo: 1 miliardo), gestiti i primi da Generali (45%), Allianz (25%), Unipol Sai (24%), Reale mutua (6%) ed i secondi per il 90% da AXA, Pimco, Eurizon, ognuno per 1/3, in investimenti c.d. liquidi e per il restante 10% da c.d. fondi alternativi, con BlackRock quale Advisor del Fondo per gli investimenti finanziari.

Che i comparti assicurativi, tutelati da rendimenti minimi garantiti, hanno sempre battuto con i loro risultati il rendimento del Tfr e l’inflazione, che per il 2019 i comparti finanziari hanno registrato un risultato netto a due cifre, 12,32% per Bilanciato e 15,89% per Sviluppo.

Perché non temere il Covid-19

Avrei presentato tabelle e grafici e proseguito con le tematiche affrontate durante la consiliatura.

Il livello del servizio agli iscritti, ad esempio, fiore all’occhiello del Fondo, del quale la quasi totalità dei dirigenti si ritiene soddisfatta, con l’arricchimento delle informazioni periodiche ed il rinnovato sito web, area pubblica e privata. E che dire del call center telefonico, gestito direttamente da personale del Fondo esperto, che riscuote da sempre ampio consenso.

Avrei parlato degli scenari e delle strategie di investimento dei comparti finanziari, con il passaggio da una gestione specialistica ad una multi asset, con tre gestori di cui viene verificata costantemente la prestazione, e degli investimenti nell’economia reale, 10% dei comparti finanziari, per ottimizzare il rapporto rendimento/rischio contando sulle sinergie tra aziende competitive e manager competenti; del coinvolgimento del Fondo nei sei fondi selezionati attraverso la presenza nei loro Advisory Committee.

E che dire dell’apertura dell’iscrizione ai familiari, particolarmente importante perché consente di introdurre alla previdenza complementare i giovani, con tutti i vantaggi di una iscrizione precoce, o della Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, sostegno finanziario agli iscritti in difficoltà.

Mi sarei soffermato poi sul rafforzamento dei sistemi di controllo, con la creazione delle funzioni di gestione del rischio, di revisione interna e della compliance, nonché della nomina del responsabile della protezione dei dati, in linea con la normativa europea, e sulla revisione dell’assetto organizzativo, in coerenza con il nuovo sistema di controllo ed ampliando le competenze della funzione finanza, accrescendo così il know how interno del Fondo, che si pone ora in condizioni dialettiche rispetto all’Advisor.

Non meno importanza avrei dato al rapporto con i giovani, con la conferma dell’edizione annuale del Premio per tesi di laurea alla memoria del precedente Direttore Generale, ed all’implementazione dei supporti informatici, con la costante attività di indirizzo e controllo del servizio, reso per la massima parte dalla Selda di cui il Fondo detiene una quota del 45%.

Perché non temere il Covid-19

Ed avrei riferito con grande soddisfazione dell’ampliamento delle logiche di comunicazione, su tutto il rafforzamento della identity del Fondo con il nuovo logo, che doveva essere presentato ufficialmente a marzo 2020 in occasione dei previsti festeggiamenti per la ricorrenza del 30° anniversario di vita di Previndai, rinviati a causa di Covid-19.

Non avrei dimenticato le raccomandazioni per il futuro, brutta abitudine di chi lascia, e quindi l’attenzione ai contratti assicurativi e alla loro scadenza: rendimento minimo garantito – consolidamento dei risultati – tavole di conversione in rendita favorevoli, condizioni che devono essere ripensate alla luce delle modifiche intervenute in questi anni nel settore delle Compagnie di Assicurazione.

Avrei richiamato il tema delle associazioni di categoria, nelle quali la leadership di Previndai nel campo della previdenza comporta l’onere di assumere un ruolo adeguato per conseguire obiettivi di interesse del settore.

Avrei anche ricordato che gli asset Previndai, Fasi, Assidai, Praesidium, coprono una vasta gamma di attività negli ambiti della previdenza complementare e dell’assistenza sanitaria integrativa, anche con prodotti assicurativi, e che l’esperienza ed il know-how acquisiti possono essere messi a disposizione di un settore in continua espansione.

Avrei infine concluso ringraziando i componenti del Consiglio di Amministrazione, del Collegio Sindacale e dell’Organismo di Vigilanza, la Società di Revisione, il Direttore Generale e la Struttura tutta.

Purtroppo non posso terminare così, perché i recenti accadimenti legati al Covid-19 mi impongono responsabilmente alcune riflessioni aggiuntive.

Anche se i recenti crolli dei mercati azionari sono analoghi a quelli dei drammatici giorni della crisi finanziaria del 2008 e lo shock economico cui stiamo assistendo è sia dal lato della domanda che dal lato dell’offerta, c’è da ritenere che l’economia globale non si trovi nella stessa situazione di allora. Infatti, sebbene le misure di contenimento del contagio del Covid-19 abbiano portato alla quasi paralisi dell’attività economica, i provvedimenti di politica monetaria e fiscale, adottati in modo adeguatamente espansivo, forniscono sostegno durante lo shock, per poi tornare alla ripresa dell’attività economica nella seconda metà dell’anno, senza danni permanenti al sistema economico.

Le banche centrali sono intervenute con misure rilevanti e talvolta senza precedenti nella storia al fine di fornire liquidità e stabilizzare la situazione di panico nei mercati finanziari.

L’entità delle misure adottate è stata simile a quella della crisi finanziaria del 2008 se non anche maggiore: la FED ad esempio con un programma di acquisti che non ha precedenti nella storia in quanto illimitato in termini di ammontare e senza scadenza temporale predeterminata.

Le politiche monetarie tuttavia non hanno ampio spazio di azione, in quanto i tassi di interesse di inizio anno partivano già da livelli bassi e dopo i recenti provvedimenti espansivi sono già arrivati a livelli minimi sotto i quali è difficile spingersi. E’ quindi necessario che le politiche fiscali siano più espansive in quanto ancora non sufficienti a tutelare piccole aziende e lavoratori. Le politiche fiscali devono sfruttare i margini di azione che le banche centrali stanno mettendo a disposizione.

Quanto alla diffusione del Covid-19, in Cina la curva di contagio ha rallentato in circa 6-8 settimane grazie alle rigide misure adottate. Il ricorso, nel resto del mondo, a misure di contenimento tali da stabilizzare la curva epidemiologica, come accaduto in Cina, porterà ad una lenta ripresa, con accelerazione nella seconda metà del 2020.

Bisogna quindi attraversare la burrasca, contenendo i danni quanto più possibile, per farsi trovare pronti alla ripresa del ciclo economico espansivo, facendo tesoro di quanto avvenuto e certi che nel medio-lungo termine i mercati recupereranno le recenti perdite. Il Fondo, dal canto suo e come sempre fatto finora, saprà assicurare ai propri iscritti risultati positivi.

Previndai ha le carte in regola per affrontare la situazione perché può contare su collaboratori di elevata professionalità e spiccato senso di appartenenza ed opera in collaborazione con strutture di primario standing mondiale. Ancora una volta dobbiamo ringraziare la lungimiranza di Federmanager e Confindustria.
Ora posso veramente concludere con soddisfazione la mia esperienza di Presidente.