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4.Manager lancia “Rinascita manageriale”

4.Manager lancia “Rinascita manageriale”

4.Manager, da sempre in prima linea per la valorizzazione del patrimonio delle competenze manageriali a beneficio della crescita delle imprese, lancia “Rinascita manageriale”, un’iniziativa di politica attiva per il rilancio del Paese: 4 milioni di euro stanziati a favore delle aziende che assumono un manager inoccupato o lo ingaggiano come Temporary manager.

“Rinascita manageriale” (qui per leggere le linee guida) è un progetto, lanciato da 4.Manager, mai sperimentato in Italia in ambito manageriale a livello nazionale, che prevede lo stanziamento di 4 milioni di euro, sotto forma di rimborso spese, a favore delle aziende che assumono un manager inoccupato o lo ingaggiano come Temporary manager in 4 settori considerati strategici: innovazione e digitalizzazione, sostenibilità, organizzazione del lavoro post-Covid ed export.

Riteniamo sia un approccio innovativo – commenta Stefano Cuzzilla, Presidente di 4.Manager – che ci pone sempre all’avanguardia nella ricerca customizzata di soluzioni a misura dei dirigenti. Grazie a questo percorso, ci proponiamo di promuovere iniziative concrete sul tema innovativo delle politiche attive e ad alto valore aggiunto”.

L’iniziativa, rivolta da un lato alle imprese che applicano il CCNL dirigenti delle imprese produttrici di beni e servizi e versano il contributo previsto a 4.Manager e dall’altro ai manager inoccupati del comparto industriale, si pone tre diversi obiettivi: intercettare le imprese che vogliono cogliere le opportunità della ripresa e agganciare le risorse del Pnrr, incentivare  il reinserimento delle figure manageriali nel sistema produttivo e sostenere le imprese nella realizzazione dei propri interventi di sviluppo.

È un segnale importante l’aumento della domanda di figure manageriali che stiamo registrando e, in quest’ottica – continua Cuzzilla – diventa fondamentale contribuire concretamente al reperimento e al reinserimento nel mercato del lavoro di figure dirigenziali. L’investimento di 4.Manager si  pone l’obiettivo di realizzare iniziative di politiche attive al fine di sostenere la crescita dei manager e delle imprese per garantire la ripartenza e assicurare uno sviluppo sostenibile”.

Foto Pexels

Prima della pandemia 7 imprenditori su 10 avvertivano il bisogno di dotarsi di competenze manageriali per lo sviluppo dell’impresa. A un anno di distanza, oltre a non esserci stata la temuta emorragia di figure manageriali, registriamo una ripresa della domanda di dirigenti pari a un +50%. I dati elaborati dall’Osservatorio 4.Manager sono confortanti ma registrano anche una difficoltà, per il 48,4% delle aziende italiane, a reperire le competenze manageriali.

Per quanto riguarda invece i manager inoccupati, l’Osservatorio stima complessivamente che siano circa 6.000 nel settore manifatturiero, più altri 4.000 nel settore del commercio. Non è solo un problema di avere disponibili le competenze manageriali adeguate alle nuove necessità ma anche quello di mettere in atto strumenti nuovi che consentano di facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Questo progetto ha l’ambizione di rispondere attraverso la bilateralità a entrambe queste esigenze.

Nello specifico, il progetto prevede lo stanziamento di 4 milioni di euro che saranno destinati alle imprese che ingaggiano un manager inoccupato, sottoforma di rimborso spese per le fasi di assessment delle esigenze aziendali e di ricerca e selezione del personale.

 In particolare, sono previsti i seguenti rimborsi:

  • fino a un massimo di 30.000 euro, nel caso in cui il manager venga assunto a tempo indeterminato;
  • fino a un massimo di 15.000 euro, nel caso in cui il manager venga assunto a tempo determinato o attraverso un contratto di lavoro senza vincolo di subordinazione.

Inoltre, 4.Manager supporta le imprese con:

  • l’accesso gratuito ad una piattaforma e-learning per il rapido inserimento del manager in azienda;
  • il rimborso della quota contributiva per un anno (due se il manager è donna) a carico dell’azienda per l’assistenza sanitaria Fasi del dirigente;
  • informazioni per il ricorso a eventuali incentivi pubblici di settore.

 Rinascita manageriale si aggiunge e completa le iniziative già in corso in materia di outplacement in attuazione del CCNL Dirigenti Industria, consolidando l’efficace azione di 4.Manager nel sostegno alle imprese e ai manager in tema di politiche attive del lavoro.

 

Women empowerment, asset strategico per la ripresa

Women empowerment, asset strategico per la ripresa

Negli Stati Uniti l’hanno coniata con il termine Shecession, ossia la recessione che colpisce le donne, a confronto con la crisi del 2008 denominata Mancession, che ha colpito i lavori nei settori a presenza maschile” – si legge in un rapporto dell’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche (Inapp).

Questa volta – continua la nota – sono le donne che hanno pagato il prezzo più alto in termini di perdita di posti di lavoro, a causa degli effetti della pandemia che ha portato ad un inasprimento delle disuguaglianze di genere. Un fenomeno di portata mondiale, che ha determinato la diminuzione del 4% della forza lavoro femminile secondo l’Ocse e un impatto negativo sui salari dell’8,1% per le donne contro il 5,4 % degli uomini”.

Diversi studi dimostrano che l’equilibrio di genere fa aumentare il fatturato delle aziende e fa crescere il PIL. Le imprese con governance mista, equamente distribuita tra uomini e donne, sono più competitive e reagiscono meglio nei contesti di crisi. Significa che le donne fanno bene al business e una loro maggiore partecipazione al mondo del lavoro rappresenta un contributo fondamentale alla costruzione di un Paese più equo, solido e sostenibile.

Il Presidente di Federmanager e 4.Manager, Stefano Cuzzilla, ne è convinto: “più donne al lavoro, specie in posizioni apicali, significa favorire un rilancio sostenibile e duraturo per l’economia e per la società nel suo complesso, e il nostro impegno si concentra proprio nel promuovere una diversa cultura di impresa, capace di valorizzare la leadership femminile quale fattore indispensabile per un maggior benessere di tutti”. Più donne non è solo un obiettivo di sviluppo e di uguaglianza, ma di crescita economica, poiché il loro talento e la loro produttività ha il potenziale di trasformarsi in vero e proprio valore per le imprese. 

Foto Andrea Piacquadio da Pexels

Come risulta dalle analisi dell’Osservatorio 4.Manager sugli ultimi dati Inps, la Lombardia è la regione dove si concentra maggiormente il capitale manageriale italiano nelle imprese dell’industria e dei servizi: infatti, nel territorio è occupato oltre il 43% dei dirigenti nazionali (53.000 su poco meno di 123.000). In termini assoluti, il primo settore è il manifatturiero (18.777 dirigenti), ma in termini di incidenza si evidenzia il peso dei grandi settori dei servizi (finanza, commercio, informazione e attività professionali).

La produttività, misurata come il valore della retribuzione per giornata lavorata, è la prima d’Italia. Inoltre, Milano si caratterizza per avere una fortissima presenza manageriale, con ben il 78% di manager dell’intera Lombardia (41.660 su un totale regionale di 53.327). Se è vero che l’avvento della pandemia ha reso ancora più tortuosa la strada verso l’uguaglianza tra uomini e donne rivoluzionando stili di vita, relazioni sociali e modalità di lavoro, è altrettanto vero che ciò non ha impedito un incremento generale, seppur ancora non sufficiente, della presenza femminile nelle aziende del 3,7% per le donne dirigenti, contro una diminuzione di dirigenti uomini del -1,3%, portando il rapporto di coesistenza Donne/Uomini al 20%. Una dimostrazione del fatto che il nostro Paese sta conseguendo progressi a ritmo sostenuto verso una parità di genere rispetto a molti Stati membri, passando dal 22° al 14° posto tra il 2010 e il 2020.

È quanto emerge dal terzo rapporto dell’Osservatorio 4.Manager, dal titolo “Nuovi orizzonti manageriali: donne al timone per la ripresa del Paese”. “Il tema del Gender Gapha continuato Cuzzilladeve essere una comune priorità delle nostre agende. Dobbiamo prendere coscienza del fatto che il suo superamento è oggi il trampolino di lancio per la ripresa”.

Anche per il B20, uno dei più autorevoli engagement group del G20, che rappresenta oltre 6,5 milioni di imprese a livello globale, colmare il divario di genere è una priorità. Il women empowerment è stato inserito tra le raccomandazioni sviluppate in un anno di lavoro dal settore privato e dalle confederazioni industriali dei paesi G20 sulle priorità strategiche per la crescita globale che la Chair del B20 Emma Marcegaglia ha consegnato il 7 e 8 ottobre a Mario Draghi, in qualità di Presidente del G20.

In quell’occasione, la Chair del B20 Emma Marcegaglia ha dichiarato: “La piena valorizzazione del ruolo della donna nella società, oltre ad essere un valore etico imprescindibile, rappresenta un potente driver di crescita e di inclusione. Occorre – ha continuato Marcegagliacolmare il divario di genere eliminando le barriere economiche, sociali e culturali che impediscono alle donne di partecipare equamente all’economia e porre le basi verso un futuro professionale attraverso le discipline STEM, per affrontare lo sbilanciamento in materia di competenze”.

Anche il PNRR individua la parità di genere come una delle priorità trasversali perseguite in tutte le missioni che compongono il Piano. Una questione urgente anche per l’Onu, che tra i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile, pone l’uguaglianza di genere al quinto posto. Significa che la diversità nelle aziende rappresenta un’importante risorsa perché può renderle innovative, competitive, performanti e sostenibili. Formare gruppi eterogenei permette di ottenere punti di vista differenti, soluzioni innovative e decisioni più mirate che creano valore. E proprio una delle più grandi conquiste è decidere di investire sulle donne e sulle loro competenze hard e soft, in una società in cui il divario di genere appare sempre meno tollerabile e comprensibile. Perché, prendendo in prestito le parole di Hilary Clinton, “quando non ci sono soffitti, il cielo è il limite”.

Lo scorso 2 dicembre alle ore 12.00 a Milano, presso il MiCo Gate 2 e nell’ambito di Connext 2021, è stato presentato il 4° Rapporto dell’Osservatorio 4.Manager dal titolo “Nuovi Orizzonti manageriali. Superiamo il gender gap: facciamo goal per ripartire”.

4.Manager: una leva di sviluppo per imprese e manager

4.Manager: una leva di sviluppo per imprese e manager

La seconda ondata di Covid-19 e la conseguente emergenza economica e occupazionale spingono a porre sempre più attenzione al ruolo degli “Organismi bilaterali” come punto di riferimento per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro

In questo ambito, 4.Manager ha avuto in questi anni un ruolo importante con una strategia chiara e un’azione strutturata incardinata su tre assi fondamentali: Politiche Attive, Cultura d’impresa e Sviluppo della Managerialità.

Le competenze manageriali sono un driver per rendere le imprese più competitive e le filiere più strutturate. In forza di questo sono nate, con il sostegno di 4.Manager, numerose iniziative, ben 40 progetti, sia a carattere nazionale che territoriale. Di questi, 18 si sono già conclusi, 13 termineranno entro l’anno e 9 proseguiranno nel 2021. Sono state coinvolte 18 Regioni e circa 200 manager inoccupati hanno potuto collaborare a concreti piani di crescita e sviluppo industriale, favorendo così l’incontro tra il mondo dei manager e delle imprese.

Con la sottoscrizione nel 2019 del Contratto collettivo nazionale di lavoro “Dirigenti di aziende produttrici di beni e servizi”, è stato introdotto un nuovo strumento a supporto dei dirigenti.

Infatti, 4.Manager concorre ora alla copertura del costo del percorso di outplacement del dirigente, sostenuto da imprese interessate da processi di ristrutturazione e/o riorganizzazione aziendale o che comunque intendano risolvere il rapporto di lavoro per fondati motivi. I percorsi di outplacement sono finalizzati a incrementare l’employability e a rilanciare le competenze manageriali. (Per saperne di più, sfogliare la brochure).

Stefano Cuzzilla, Presidente Federmanager

Per individuare e analizzare i trend economici, di mercato, tecnologici, normativi e socio-culturali che condizionano l’evolvere delle competenze manageriali nel nostro Paese e in Europa, 4.Manager sviluppa un’attività di ricerca attraverso il suo Osservatorio “Mercato del lavoro e competenze manageriali”.L’Osservatorio realizza diversi approfondimenti, studi e survey, coinvolgendo un panel composto da più di 6.000 interlocutori, tra imprenditori e manager. Inoltre, ha animato diverse piattaforme di Open Innovation, a cui hanno partecipato circa 500 leader aziendali. Negli anni, l’Osservatorio ha svolto un’intensa attività di ricerca che ha visto la luce nella pubblicazione di numerosi Rapporti, tra cui: Management e innovazione dei modelli di business; Capitale manageriale e strumenti per lo sviluppo; Capitale Manageriale e strumenti per lo sviluppo in Europa.

Inoltre, l’Osservatorio effettua un monitoraggio mensile degli incentivi a favore dello sviluppo della managerialità, disponibile al seguente link.

L’azione dell’Osservatorio 4.Manager è stata ulteriormente rafforzata, quando il CCNL le ha attribuito un maggiore raggio di azione nel diffondere la cultura d’impresa, manageriale e professionale, nel favorire le politiche attive del lavoro e nel promuovere l’orientamento e la parità di genere, tema quest’ultimo a cui sarà dedicato il prossimo Rapporto dell’Osservatorio.

Con l’obiettivo di diffondere il patrimonio di conoscenze ed esperienze acquisite, sono stati realizzati più di 100 eventi, workshop e roadshow su diversi temi strategici: industria 4.0, start-up e autoimprenditorialità, economia circolare, privacy, energia, credito, crisi di impresa, governance.

Infine, 4.Manager ha avviato un’attività in ambito previdenziale realizzando diverse “pillole” informative sui temi di stretta attualità previdenziale disponibili sul sito dell’Associazione.

4.Manager quindi rappresenta, da un lato, uno spazio condiviso tra Federmanager e Confindustria per sviluppare insieme analisi, riflessioni e indirizzi sulle principali tematiche di interesse di manager e imprese, dall’altro uno strumento operativo pratico ed efficace per dare attuazione a concrete misure di politica attiva del lavoro.

La sfida ora è quella di combattere e superare il momento di crisi che il Paese sta vivendo, e 4.Manager può e vuole contribuire al successo del nostro sistema produttivo.

L’importanza di Energy manager per le PMI

Nel mese di Gennaio 2020, 4.Manager ha avviato il progetto “Smart Energy per PMI”. Un laboratorio di politiche attive del lavoro che mira al reinserimento di figure manageriali con adeguate competenze, potenziando le capacità decisionali delle PMI nel campo della efficienza energetica, innovazione tecnologica e rivisitazione dei processi

Sono trascorsi quattro anni da quando, alcuni consiglieri di Federmanager Roma, in particolare dirigenti Eni ed Enel, si sono dedicati ad avviare iniziative tese a migliorare la cultura e sensibilità dei manager e delle aziende ai temi della sostenibilità ambientale ed efficienza energetica con corsi di formazione, work shop e convegni.

Il progetto “Smart Energy per PMI” ha avuto il sostegno e la condivisione di Unindustria ed il completo finanziamento da parte di 4.Manager, Associazione costituita da Confindustria e Federmanager, creata specificamente per accompagnare imprese e manager nell’evoluzione 4.0, attraverso la progettazione e realizzazione di iniziative ad alto valore aggiunto che possano rispondere ai fabbisogni emergenti per la crescita complessiva dei manager industriali e delle imprese del settore.

Le PMI sono uno dei pilastri fondamentali del panorama imprenditoriale italiano. Infatti le PMI italiane impiegano l’82% dei lavoratori in Italia, una quota che supera la media europea, e rappresentano il 92% delle imprese attive del territorio.

Foto di Anna Shvets da Pexels

Secondo recenti stime della Banca Dati del Sole 24 Ore si contano più di 5,3 milioni di PMI che generano un’occupazione di circa 16 milioni di persone e un fatturato complessivo di 2 mila miliardi di euro.

La Regione Lazio con 475 mila imprese è la seconda dopo la Lombardia per la più alta densità di PMI.

L’impatto economico delle PMI non può peraltro essere valutato considerando semplicemente il loro coinvolgimento diretto, ma va letto in chiave di filiera; infatti le PMI italiane fanno ormai parte di catene del valore complesse e globali, contribuendo alla formazione dei loro vantaggi competitivi attraverso soluzioni flessibili e diversificate.Una recente indagine svolta da Infocamere su richiesta di Federmanager Roma ha evidenziato come nei settori più energivori quali il metalmeccanico, ceramico e cartario, meno di una PMI su quattro possiede al proprio interno una figura manageriale. Questa mancanza, dovuta soprattutto al carattere famigliare di queste aziende, si ripercuote con evidenti segni all’interno delle strategie di medio e lungo periodo dell’impresa. La mancanza di una guida manageriale, che abbia una know-how trasversale e possibilmente maturato anche in altre realtà settoriali ed internazionali, rallenta un percorso di crescita di queste aziende, che viceversa potrebbero ancor più affermarsi sul panorama italiano ed internazionale.

La sostenibilità di una impresa e la sua competitività sul mercato dipendono dalla innovazione e dalle strategie di gestione aziendale nonché dall’organizzazione dei processi industriali con la logistica connessa e dagli sviluppi commerciali e dei servizi.

Inoltre in Italia vi è una forte necessità di ridurre i costi di produzione energetici che sono più alti rispetto gli altri paesi europei e tale condizione è ancora più onerosa per le PMI.

Le incentivazioni per l’Industria 4.0 e l’applicazione di un percorso di risparmio energetico rappresentano l’opportunità per valutare ed avviare iniziative tese a migliorare le performance energetiche, ambientali, della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, dell’utilizzo di risorse e di una economia circolare. Tale processo di innovazione di modello organizzativo, se correttamente realizzato potrà consentire nel medio lungo periodo di migliorare i risultati economici ed il valore della azienda.

Foto di Armin Rimoldi da Pexels

L’importanza, pertanto, di potenziare le figure manageriali con specifici skill professionali che svolgano un’adeguata copertura delle sopraggiunte necessità di evoluzione del settore industriale, ha determinato in Federmanager Roma la scelta di avviare, negli ultimi tre anni, dei corsi di formazione “Energy Manager” ai quali hanno partecipato circa 70 manager che possano rispondere alle possibili richieste delle PMI.

Il progetto pilota “Smart Energy per PMI” si realizza attraverso l’inserimento di cinque manager con adeguata expertise tecnica presso quattro PMI pilota, selezionate da Unindustria in base alle loro potenzialità di referenti degli specifici settori industriali di appartenenza; in particolare:

  • Una azienda ceramica nella provincia di Viterbo;
  • Una azienda cartaria nella provincia di Frosinone;
  • Una azienda di telecomunicazioni nella provincia di Roma;
  • Una azienda di servizi energetici nella provincia di Roma.

 

I manager in questione svilupperanno il completo piano di rewamping dell’intero processo aziendale (produttivo, logistico, servizi e commerciale) per le singole aziende e saranno assistiti da un Gruppo di Lavoro composto da Federmanager Roma, Unindustria, Infocamere, Ecoman, Dipartimento di Meccanica ed Energetica della Federico II di Napoli. La gestione operativa ed amministrativa del progetto è seguita dalla Società Ecoman – Ecological Management, spin-off universitario, la quale attualmente sta provvedendo alla individuazione e selezione dei Temporary Manager inoccupati o esodati iscritti a Federmanager da poter inserire per tutto il periodo di durata del progetto presso le imprese pilota della Regione Lazio.

In sintesi gli obiettivi che “Smart Energy per PMI” si prefigge di realizzare sono:

  • la creazione di opportunità di inserimento per i Manager presso le aziende;
  • l’ampliamento della cultura manageriale nelle PMI, anche attraverso lo strumento del Temporary Manager, per la realizzazione di progetti legati alla innovazione supportati dai finanziamenti pubblici disponibili (es. Voucher per l’innovazione);
  • la comprensione e valutazione delle tecnologie per la circolarità e Material Flows Analysis attraverso una innovazione dei processi produttivi;
  • la digitalizzazione delle PMI, anche attraverso i finanziamenti destinati all’Industria 4.0;
  • la possibilità di esportare i benefici realizzati dal Progetto presso altre aziende similari del territorio e di altre regioni;
  • un risparmio dei costi energetici che possono stimarsi in un intervallo dal 5 al 20%, ipotizzando la integrazione e diversificazione dell’approvvigionamento ed utilizzo di sottoprodotti e di residui industriali (economia circolare) in funzione delle diverse tipologie di aziende e vetustà degli impianti;
  • la realizzazione di linee guida che potranno essere un valido strumento per le PMI nella analisi della efficienza energetica del processo produttivo, della logistica e sviluppo commerciale e dei servizi indicando i vari possibili interventi di miglioramento per i diversi distretti industriali in un’ottica di Green economy, economia circolare, sviluppo sostenibile.
  • La durata del Progetto è fissata in sette mesi.
  • Federmanager ha nominato responsabile del Progetto l’Ing. Salvatore Senese.

Alla conclusione del progetto Federmanager, unitamente ad Unindustria ed Infocamere, organizzerà un Convegno di presentazione dei risultati ed obiettivi raggiunti con il coinvolgimento delle aziende dei settori interessati e le associazioni di categoria.

 

4.Manager: parti sociali e sviluppo

Grazie a 4.Manager è stato possibile mettere in piedi 10 progetti per 10 PMI di tutto il territorio laziale. Sono stati quindi selezionati 10 dirigenti, temporaneamente inoccupati, iscritti a Federmanager con l’obiettivo di creare le condizioni per lo sviluppo di proficue relazioni tra le parti

Il progetto “Open Innovation Management”, il primo ad essere finanziato da 4.Manager a livello nazionale, riguarda i temi della trasformazione digitale, dell’internazionalizzazione e della lean innovation e le relative competenze manageriali necessarie per la crescita delle suddette PMI. Si tratta in tutti e dieci i casi di un servizio “chiavi in mano” di ridisegno organizzativo dell’azienda con tanto di consulente che fotografa lo stato dell’impresa e propone le soluzioni operative.

I dieci progetti sono tuttora in svolgimento ed il rapporto tra le aziende e i manager è ad oggi di assoluta soddisfazione. Nella fase iniziale è stato dedicato molto tempo alle reali necessità delle aziende e questo sta portando interessanti sviluppi strategici e operativi per le stesse imprese. Le aziende stanno usufruendo delle competenze offerte dai manager senza dover sopportare costi, ma con l’obiettivo di identificare servizi in grado di essere autosufficienti nel medio periodo in termini economici e quindi creare una reale opportunità di sviluppo e di occupazione.

Beneficiano altresì dei risultati e delle attività di questo progetto Federmanager Roma e
Unindustria, in quanto hanno avviato in chiave sperimentale applicazione di metodologie manageriali innovative. Questi elementi, oltre naturalmente a configurarsi come politiche attive del lavoro, impattano sulle capacità imprenditoriali e innovative delle imprese, promuovendo dinamiche di sviluppo organizzativo. Le buone relazioni tra le parti sociali, il fondamentale apporto di 4.Manager e la regia di Unindustria Perform stanno dunque producendo una sperimentazione dal forte impatto sociale ed economico: un’azione che va certamente portata a sistema e resa strutturale per garantire significativi risultati nel medio e lungo periodo.

Competenze manageriali per la crescita delle imprese

Competenze manageriali per la crescita delle imprese

Il momento è cruciale, in un Paese in equilibrio tra la speranza della ripresa e l’incubo della recessione, diventa obbligatorio ridurre la distanza tra domanda e offerta di competenze manageriali

L’Associazione 4.Manager, all’interno della quale opera l’Osservatorio Mercato del Lavoro e Competenze Manageriali, ha abbracciato l’ambizioso progetto di rispondere al fabbisogno reale dei protagonisti del tessuto produttivo italiano, sviluppando politiche attive per il lavoro manageriale e, cosa non banale, operando per la diffusione di una nuova cultura di impresa. Federmanager e Confindustria, come parti istitutive di 4.Manager, si riconoscono nell’obiettivo comune di configurare una nuova cultura d’impresa basata sull’alleanza tra imprenditori e manager. Il contesto internazionale, il noto debito pubblico italiano, la guerra globale sui dazi e la frenata della crescita dellUE, con lo spettro della recessione in Germania, sono tutti elementi che rafforzano la necessità di una forte sinergia.

Questo ci impone di attivare il ruolo di rappresentanza nel senso della promozione di strumenti e soluzioni che, partendo dalla forte carica di innovazione trainata dall’avvento delle nuove tecnologie, sostengano lo spirito imprenditoriale dei territori e rafforzino la dotazione di competenze di alta qualità del nostro management. Quindi, come obiettivo ulteriore, far crescere gli indici di produttività e di competitività delle imprese.

I dati che emergono dal II Rapporto dell’Osservatorio, dal titolo “Capitale Manageriale e Strumenti per lo Sviluppo”, ci dicono che il momento è cruciale. Siamo in equilibrio tra la speranza della ripresa e l’incubo della recessione. Partiamo da alcuni segnali confortanti che devono essere interpretati con attenzione. Un dato su tutti: rispetto al 2017 cresce nel Paese la domanda di manager. Figure in grado di guidare il cambiamento, accompagnando le aziende in un progressivo percorso di crescita.

Il 50% degli imprenditori intervistati dall’Osservatorio punta ad assumere manager nei prossimi tre anni (arriviamo al 76% nelle imprese con più di 50 dipendenti). Si apre quindi una grande sfida per tutti noi, che è racchiusa in due parole a me molto care: fiducia e competenza. Fiducia da parte degli imprenditori che avranno bisogno di aprire le porte delle aziende a professionisti di primo livello; competenza, quella che i manager dovranno sempre più maturare per competere in un mercato globale. Dobbiamo infatti lavorare per ridurre il mismatch tra domanda e offerta di competenze manageriali. Se gli imprenditori dichiarano di incontrare difficoltà nel reperire figure manageriali utili alle proprie attività, vuol dire che sta emergendo una necessità non supportata adeguatamente.

Il nostro compito è anche quello di offrire una risposta, aiutando il management a strutturare in modo nuovo il proprio ruolo, ad evolvere nelle competenze tecniche e tecnologiche richieste dai processi di innovazione. A queste occorre affiancare le cosiddette soft skills, quelle competenze trasversali che riguardano la capacità di motivare i team, l’orientamento all’innovazione e al cambiamento, la propensione ad adattarsi a scenari in continua evoluzione.

Il problema del mismatch, a ben vedere, deve interessare la politica attenta perché esso riguarda tutto il sistema: 6 posti di lavoro altamente qualificati su 10 mostrano una carenza di competenze; 4 lavoratori su 10 sono troppo o troppo poco qualificati per il lavoro che stanno svolgendo.

E poi c’è l’allarme esplicito dell’OCSE: “Il sistema italiano di formazione permanente non è attrezzato alle sfide future. Solo 20,1% degli adulti ha partecipato a programmi di formazione professionale nell’ultimo anno, solo il 60% delle imprese con più di 10 dipendenti offre formazione continua, contro una media europea del 75,2%”. Sosteniamo ad esempio ogni misura che, come il credito d’imposta alla formazione 4.0, incentivi l’investimento in questo ambito da parte dei datori di lavoro. L’impresa deve essere incentivata ad aggiornare le competenze delle sue risorse.

La formazione è per la vita. Esprimiamo soddisfazione per aver visto accolte le sollecitazioni su provvedimenti come il voucher per l’innovation manager e per la riconferma degli interventi su Impresa 4.0: stiamo andando nella direzione giusta che meriterebbe un incremento delle risorse messe a disposizione e un carattere il più possibile strutturale, per dare continuità, per consentire a un numero crescente di soggetti interessati di avervi accesso.

Perciò chiediamo di avere più coraggio, perché serve una rivoluzione culturale nella mentalità politica, per dare senso a incentivi e agevolazioni che, per essere efficaci, devono essere il più
possibili strutturali e certi. Altrimenti il privato non investe. Altrimenti la fiducia non si diffonde. Chiediamo anche di avere più attenzione. In un Paese che è stato definito “a crescita zero”, ogni livello di amministrazione deve remare nella stessa direzione.

È significativo quello che il Rapporto evidenzia circa i bandi pubblici: dopo una mappatura su larga scala, si scopre che in 5 anni ci sono stati 2.452 bandi che hanno riguardato temi come competitività, Pmi, occupazione e innovazione. Di questi, solo 232 hanno “potenzialmente” coinvolto figure manageriali, con 87 bandi contenenti un riferimento diretto o indiretto alle competenze manageriali.

Questo è il momento del coraggio, della collaborazione tra mondo della politica, dell’impresa e del management, di professionalità qualificate e sempre aggiornate.

Relazione del Presidente: Uniti oltre ogni sfida

Relazione del Presidente: Uniti oltre ogni sfida

Rimanere uniti oltre ogni sfida. Buongiorno a tutti e grazie per essere presenti così numerosi.

La forza dell’uomo di fronte alle sfide più grandi si compone di tanti elementi, dagli esempi che ci da la natura alle grandi imprese che storicamente siamo capaci di compiere. Da qui dobbiamo ripartire. Dalla nostra forza e dalle nostre capacità. Neanche le sfide più ardue ci devono spaventare. Non dimentichiamoci abbiamo conquistato la luna.

L’Assemblea Federmanager Roma, come ogni anno, vuole essere un’occasione di confronto tra tutti i protagonisti della realtà industriale, occupazionale, economica e sociale del nostro territorio per favorire una riflessione collettiva sulle numerose sfide che ci impone il nostro tempo.

Le istanze disattese

Ci siamo lasciati lo scorso anno con un augurio, un progetto e una richiestal’augurio che Roma potesse tornare ad essere guida dell’innovazione e traino del paese. Il progetto della dirigenza industriale presentato al tavolo per Roma del ministro Calenda per attrarre investimenti, competenze e talenti mettendo a disposizione dei decisori politici l’exepertise e il know how dei nostri manager per affrontare la sfida della trasformazione digitale.

Relazione del Presidente: Uniti oltre ogni sfida

La richiesta alle istituzioni di dare seguito ai passi compiuti perché i documenti presentati non restassero lettera morta ma offrissero a Roma le opportunità che merita e le riconoscessero il ruolo che le spetta nella crescita della regione e del paese.

Il tempo di bilanci

A distanza di un anno, si sa, giunge il tempo dei bilanci e, con non poco rammarico, ci troviamo oggi a prendere coscienza di una realtà che, dati Bankitalia alla mano, rappresenta un territorio che ha rallentato e cresce molto più lentamente rispetto al resto del paese anche in ambiti dove eravamo soliti superare la media nazionale.

Un rallentamento dell’economia laziale dovuto, in particolare, a una diminuzione del comparto servizi e del turismo sempre più low cost.

Da evidenziare la tenuta dell’industria, la cui crescita è frenata nel 2018 dal calo delle esportazioni. Fortunatamente la prima metà del 2019 segna una ripresa di appalti ed esportazioni con un +21%.

Massima priorità va assicurata dunque alla ripresa di opere pubbliche e infrastrutture. Fondamentale è il sostegno all’automotive e alle rinnovabili che consentono la riduzione dei costi energetici e restano settori strategici per la crescita del nostro territorio.

L’occupazione a livello regionale resta stabile, grazie alla crescita degli occupati nell’industria che bilancia il calo di occupazione nei servizi, fattore comunque preoccupante al pari del crollo del 16,2% degli investimenti pubblici.

Se da un lato abbiamo l’aumento al di sopra della media nazionale delle aziende industriali in crescita, dall’altro i servizi hanno segnato un crollo del 15% sul fronte di aziende con investimenti in aumento.

Le aziende che investono maggiormente in capitale umano e rispondono meglio in termini di crescita e competitività restano quelle più strutturate, dove spesso già è presente una forza manageriale.

La managerializzazione delle piccole e medie imprese resta obiettivo fondamentale in termini di aspettative di crescita e competitività del nostro paese.

Facendo mie le parole del ministro Fraccaro sul tema, oggi abbiamo di fronte due importanti sfide imprenditoriali: la capacità di internazionalizzare guardando ai mercati esteri e quella di imparare a fare “rete” costruendo sinergie tra le Piccole e Medie Aziende.

Anche in tal senso siamo in prima linea insieme a Confindustria, infatti il manager di rete è tra le figure professionali inserite nel programma: la certificazione delle competenze di Federmanager strutturata sulle esigenze del territorio.

Non giova la scelta purtroppo diffusa nel nostro paese di operare un ricambio generazionale con tagli lineari e conseguente perdita di know how e competenze specifiche che rappresentano per le aziende un elemento fondamentale estremamente sottovalutato. In tal senso un sistema strutturato di mentoring con trasferimento graduale delle competenze, favorirebbe la continuità dei processi di entrata e di uscita a vantaggio delle aziende e delle persone.

Relazione del Presidente: Uniti oltre ogni sfidaLa formazione fattore chiave

Alla base del rallentamento della crescita giocano un ruolo centrale la carenza di investimenti privati e pubblici, e di formazione qualificataLa formazione sarà sempre più fattore chiave per la ripresa economica del territorio. Viviamo in una società iper competitiva in continua trasformazione.

Per un manager, Sfida vuol dire affrontare questi continui cambiamenti con la prospettiva giusta, sapendo che persino una crisi può essere trasformata in opportunità.

La rivoluzione digitale, come ogni trasformazione ha comportato ricadute importanti anche sul fronte occupazionale e da parte nostra resta sempre alta l’attenzione allo sviluppo delle nuove professionalità richieste dal mercato del lavoro.

Siamo giunti quest’anno alla terza edizione di due tipologie di corsi sviluppati dalla nostra associazione teritoriale:

– Il primo il Corso per DPOdata protection officer – figura sempre più richiesta dalle aziende alla luce dell’adeguamento imposto dal General Data Protection Regulation GDPR entrato ormai a pieno regime anche nel nostro paese

– Il secondo corso relativo all’ Energy Innovation Manager.

Abbiamo certificato con questi corsi oltre 150 colleghi e, su queste iniziative, continuiamo a riscontrare grande interesse e richiesta di partecipazione anche in virtù della alta professionalità dei docenti .

Sempre più strategica, la collaborazione tra Federmanager e Confindustria ha dato vita a progetti innovativi in tema di formazione e politiche attive come l’associazione 4manager e alla nuova società per azioni IWS – industria welfare e salute – costituita oltre che da Federmanager e Confindustria anche dal fasi per realizzare l’offerta integrata di servizi sanitari e amministrativi per i manager.

Grazie all’associazione 4.Manager sono partiti sul territorio i primi progetti formativi condivisi con Unindustria ed è nato l’Os­servatorio del mercato del lavoro e competenze manageriali volto a promuove nuovi approcci alle politiche attive del lavoro per la crescita competitiva delle imprese e del Paese. Ciò significa porre in essere azioni concrete sia per il rilancio economico dei territori sia per il ricollocamento attivo sul mercato dei colleghi che hanno perso il loro posto di lavoro.

Sempre sul fronte delle politiche attive sono arrivati i primi risultati del Progetto Be Manager, che ha consentito la certificazione delle competenze, targata Federmanager, che ha visto la Cer­tificazione di circa 300 colleghi molti dei quali hanno avuto l’opportunità di ricollocarsi.

Tra le Eccellenze su cui puntare

Nonostante il quadro di un’economia regionale in slow motion, il Lazio può contare su elevate competenze professionali e su eccellenze come l’industria Aerospaziale Laziale – che ha rappresentato la nostra regione e il nostro paese al Salone internazionale dell’aeronautica di Parigi – un settore trainante che coinvolge università e centri di ricerca sul territorio, oltre ad alimentare lo Spazio Attivo Roma Tecnopolo della Regione Lazio che ospita startup e progetti di impresa con l’obiettivo, condiviso con l’Agenzia Spaziale Europea e quella italiana, di esportare tecnologia e innovazione dal settore aerospaziale alla vita e ai prodotti di tutti i giorni

Le partite aperte e l’assenza di un piano strategico

Le partite aperte sono tante dunque, vecchie e nuove, ardue e sempre più urgenti. Anche per questa ragio­ne abbiamo dedicato al tema Sfide la nostra Assemblea 2019: per conoscere meglio il futuro che ci attende, focalizzare le azioni da compiere e i passi falsi da evitare per strutturare una strategia chiara ed elaborare quel Piano Strategico di cui continuiamo pesantemente a sentire l’assenza.

Innovazione, Formazione, Sicurezza, Trasporti, sono soltanto alcune delle priorità all’ordine del giorno della nostra organizzazione e della dirigenza pubblica e privata del paese.

Dal canto nostro continueremo, dopo il confronto odierno, la nostra attività di approfondimento dei temi di interesse strategico locale e nazionale e proseguiremo con le nostre iniziative congiunte a favorire il confronto tra istituzioni, aziende, management e mondo accademico.

Relazione del Presidente: Uniti oltre ogni sfidaLa responsabilità condivisa

Scegliamo con responsabilità di essere parte dell’Europa da paese protagonista. Siamo un paese leader in Europa nell’economia circolare e seconda potenza manifatturiera, abbiamo un risparmio privato tra i più alti al mondo. Un paese che non si può definire semplicemente in pochi punti percentuali.

Stiamo lavorando per presentarci preparati, solidi e compatti di fronte alle sfide che ci impone il nostro tempo. Solo così possiamo guardare al futuro con fiducia, vivere il presente con consa­pevolezza e mettere il contributo del management industriale a disposizione di un sistema paese che possa ripartire col piede giusto in Europa e nel mondo.

Ma questa responsabilità che sentiamo forte, come manager e come cittadini, è una responsabilità da condividere con tutti gli attori coinvolti.

A manager e imprenditori il dovere di portare visione, expertise e competenze, alle istituzioni quello di tornare ad investire su grandi opere, infrastrutture e trasporti che creino reti di connettività capaci di ristabilire gli equilibri tra nord e sud e di azzerare le distanze che rallentano il paese.

Saranno le persone a fare la differenza

Gli obiettivi da perseguire sono tanti e ambiziosi ma allo stesso tempo irrinunciabili, soprattutto per un territorio come il nostro che non soltanto deve ripartire, ma deve recuperare il terreno perso in un momento storico in cui Roma paga lo scotto di essere terreno di battaglia tra i poteri forti, nazionali e internazionali, portando sulle spalle una zavorra che frena la crescita e può vanificare ogni sforzo di ripresa.

Per fortuna, l’economia laziale ha un’eredità di primati e valore che l’attuale rallentamento scalfisce ma non abbatte e ancora una volta il management industriale mette le proprie competenze e i propri valori al servizio della collettività, perché da sempre, a fare la differenza, sono le persone.

I rischi di un’involuzione economica sono dietro l’angolo, occorre uno sforzo superiore e l’impegno di tutti. Noi siamo pronti.

CHINA IN MIND: a giugno il nuovo Study Tour

CHINA IN MIND: a giugno il nuovo Study Tour

Grazie a China in Mind, Federmanager e Federmanager Academy offrono la possibilità di un’esperienza unica ai primi 20 manager o imprenditori e professionisti che vogliono aprire la loro mente a nuovi scenari ed impostare il futuro delle loro imprese

Si torna in Cina con il nuovo Study Tour di Federmanager Academy: 7 giorni e 4 città (Pechino, Chongqing, Shanghai e Hangzhou), per conoscere importanti aziende del manifatturiero, dal metalmeccanico all’alimentare e ad altri settori, e scoprire le logiche che connotano queste realtà.

Grazie a China in Mind, dal 15 al 23 giugno, sarà possibile conoscere da vicino il funzionamento dell’e-commerce in cui Alibaba va alla conquista del primato nel mondo, o la nuova filosofia di project management e di logistica con cui si sta costruendo l’aeroporto più grande del mondo, o quei “conglomerati” che uniscono assicurazioni e manifatturiero, finanza e real estate, che vengono sempre più spesso a bussare alla porta delle nostre imprese.CHINA IN MIND: a giugno il nuovo Study TourAd arricchire questa esperienza, costruita con la Fondazione Italia Cina, vi è il China Executive Training Program, un percorso preparatorio (ma non obbligatorio) costituito da 5 moduli realizzati a Milano presso ALDAI dagli esperti della Fondazione, frequentabili anche separatamente. Organizzato nell’ambito del progetto MIND, e dunque promosso da Federmanager col supporto di 4Manager, lo Study Tour fa seguito all’esperienza vissuta nel 2018 da 21 manager che hanno avuto la possibilità di vedere le impressionanti dimensioni della crescita cinese, di percepire la lucidità di una strategia globale e il coordinamento ferreo delle migliaia di aspetti che costituiscono quella visione strategica.

Quello che lo Study Tour renderà visibile è l’incredibile espansione industriale cinese, una realtà che è decisivo conoscere per rimanere competitivi nel mercato globale. E allora, per chi vede la Cina come una grande occasione di business e di relazioni, e, anche per chi vede con timore le possibilità di un ulteriore allargamento in Italia di tale influenza, andare a conoscere questo grande Paese è un’esperienza che prima o poi ogni manager, che voglia lavorare almeno per i prossimi 1015 anni, deve fare: parlare col Presidente della Camera di Commercio di Shanghai (8.000 aziende associate), con l’Ambasciatore e due Consoli italiani, coi vertici di un conglomerato o di enormi realtà, è un’occasione unica di networking.

La Cina rappresenta un enorme cantiere di opportunità che lo Study Tour farà scoprire anche grazie al supporto in loco di varie figure e l’accompagnamento in tutto il viaggio di un esperto della Fondazione Italia Cina.

Per info su programma e quote di adesione scrivi subito a info@federmanageracademy.it.